domenica 22 agosto 2010

Fiat Melfi: solidarietà e vicinanza ai lavoratori


Inaccettabile la decisione di Fiat di Melfi di non voler far entrare in fabbrica i tre operai nonostante l’ordinanza del giudice. Solidarietà ai lavoratori

Apprendiamo dalla stampa della volontà di Fiat comunicata tramite telegramma di non voler far entrare in fabbrica i tre operai licenziati a Melfi nonostante l’ordinanza cautelare del giudice che li reintegrava nel posto di lavoro.
Giovanni D’Agata componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di IDV e fondatore dello “Sportello dei Diritti” dichiara che tale decisione è inaccettabile da ogni punto di vista e dimostra l’arroganza e lo spregio per le regole di diritto proprio da parte di chi dallo Stato e dalle sue risorse ha beneficiato per decenni.
Non possiamo che esprimere, quindi, solidarietà incondizionata ai tre operai e un incoraggiamento a continuare nella lotta per i diritti dei lavoratori ed invita Fiat a ripensare immediatamente ad una decisione incomprensibile e deprecabile.

sabato 21 agosto 2010

Pensionati: diritto a percepire per intero l'indennità integrativa speciale


Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Tutela Nazionale del Consumatore di IDV e lo “Sportello dei Diritti” continuano le azioni avviate a partire dal 2006 a tutela dei pensionati. Tutti i pensionati fino alla data del 31/12/1994, hanno diritto a percepire l’indennità integrativa speciale per intero, nonché gli arretrati dei cinque anni precedenti alla domanda.

Giovanni D’Agata componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di IDV e lo “Sportello dei Diritti” continuano le azioni avviate a partire dal 2006 a tutela dei pensionati ed in particolare di coloro che sono entrati in pensione fino alla data del 31/12/1994,
Una serie di decisioni delle Sezioni Giurisdizionali Regionali della CORTE DEI CONTI, ha, infatti, confermato il diritto di quest’ultimi di percepire l’INDENNITA’ INTEGRATIVA SPECIALE PER INTERO, per come già percepita in servizio, e non nella percentuale ridotta agli anni di lavoro prestato.
Coloro che decideranno di attivarsi in sede giudiziale si troveranno a percepire un consistente aumento medio di € 200-400 sull’attuale e pensione, oltre al pagamento degli arretrati dei cinque anni precedenti alla data d’interruzione a mezzo raccomandata a.r. presso le sedi dei competenti enti previdenziali, in particolare l’I.N.P.D.A.P., con gli accessori ex lege all’effettivo soddisfo.
Gli interessati ed i loro eredi potranno rivolgersi al sottoscritto che per il tramite di esperti provvederà a fornire tutte le delucidazioni in ordine alla documentazione che occorre approntare per introdurre il giudizio davanti alle Sezioni Giurisdizionali Regionali della Corte dei Conti.
La stessa documentazione sarà esaminata e valutata in via assolutamente gratuita da un esperti e consulenti in materia.

giovedì 19 agosto 2010

Emergenza nazionale buche - killer sulle strade. Chi controlla il rifacimento del manto stradale?


Ogni anno in Italia si verificano migliaia di incidenti mortali dovuti per la gran parte alla velocità, all’imprudenza ed imperizia degli automobilisti, ma si calcola che un buon 30 % siano direttamente causati dallo stato delle strade ed in particolare dalla presenza di buche su di esse.
Gli enti preposti spendono per il rifacimento della rete stradale consistenti quote dei propri bilanci, un vero e proprio businness per le migliaia di ditte del settore, ma è sufficiente una semplice verifica empirica - anche se sul punto sono state condotte già approfondite inchieste giornalistiche - per appurare che molto spesso i lavori di miglioramento e ripristino del “tappetino” d’asfalto lasciano a dir poco a desiderare, dimostrando la loro palese provvisorietà o comunque la tendenza al “risparmio” sulla qualità e lo spessore dello stato d’asfalto che dopo pochi mesi e alle prime piogge si sgretola come se non fosse mai stato steso.
Se tutti i lavori fossero fatti a regola d’arte e rispettando le norme tecniche, secondo Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, le nostre strade non si presenterebbero come delle insidiose “groviere” causa di migliaia di sinistri stradali e si avrebbe una riduzione consistente dei costi sociali che raggiungono, oggi, livelli impressionanti.
Giovanni D’Agata, si chiede, dunque, se allo stato, i controlli sui lavori di rifacimento siano puntuali ed invita gli enti proprietari delle strade e gli uffici preposti a procedere a verifiche accurate e costanti.

lunedì 16 agosto 2010

Sub e tragedie del mare. Obbligo di una patente a seguito di test d’idoneità psicofisica per chi acquista fucile da pesca


L’estate 2010 sarà ricordata nel Belpaese come l’anno delle tragedie del mare che hanno visto coinvolti apneisti e appassionati delle immersioni.
Solo nel Salento, nell’arco di una settimana di agosto sono stati quattro gli incidenti fatali che sono costati la vita ad altrettanti subacquei ed hanno segnato, purtroppo, le cronache nere locali, per non parlare di tutti gli episodi che non appaiono sui quotidiani solo perché non divenuti tragedia del mare perché non hanno comportato, fortunatamente, il decesso degli interessati.
Oggi non abbiamo la certezza che tutti questi fatti potrebbero essere evitati, anche perché in alcuni casi hanno riguardato apneisti esperti fisicamente, preparati e giovani, ma possiamo esprimere con ragionevole certezza che allo stato dei fatti l’apnea e comunque le immersioni in generale sono presi “sottogamba” da gran parte dei dilettanti, molto spesso in età scolare, mentre dagli esperti sono considerati, a buon diritto, come veri e propri sport estremi, che come tali dovrebbero essere dotati di regole certe per non dire di una normativa puntuale da parte del legislatore che se non altro consentirebbe di fornire maggiore consapevolezza a chi vi si approccia.
Secondo Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, al momento una soluzione percorribile attraverso un percorso legislativo, sarebbe quella dell’introduzione di una vera e propria patente, così come avviene nella caccia con il porto d’armi, che legata all’acquisto del fucile da pesca di qualsiasi tipo e dimensione, obblighi chiunque voglia intraprendere questo sport alla sottoposizione a test psicofisici e psicoattitudinali, introducendo apposite sanzioni per chiunque violi tale normativa.

domenica 8 agosto 2010

Tassa contributo unificato per avvio azioni giudiziarie: dal 31 luglio 2010 un nuovo aumento del 10%


Dopo che Tremonti con la Finanziaria 2010 aveva introdotto l’obbligo del pagamento del contributo unificato nelle cause d’opposizione a sanzioni amministrative adesso oltre al danno per i cittadini anche l’ultima beffa dell’aumento del 10 %.
La manovra estiva correttiva, infatti, con gli aumenti tariffari a partire dal 31 luglio vuole impedire l’accesso alla giustizia per i meno abbienti e si amplifica lo squilibrio fra Enti o pubbliche amministrazione con poteri sanzionatori da una parte e cittadini dall’altra.

Altro che equità e sviluppo come vorrebbe far intendere Tremonti con la manovra correttiva di quest’estate, secondo il componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA.
Persino il contributo unificato, la famigerata tassa per intraprendere azioni giudiziarie, ha subito un aumento generalizzato del 10% ed a pagare sono sempre i cittadini meno abbienti che oltre al danno che la Finanziaria 2010 aveva introdotto l’obbligo del pagamento del contributo unificato nelle cause d’opposizione a sanzioni amministrative ora subiscono a distanza di circa sette mesi un ulteriore beffa consistente nell’aumento tariffario che di fatto impedirà l’accesso alla giustizia per le fasce meno abbienti o che comunque avrà un effetto dissausivo sulla facoltà d’intraprendere azioni giudiziarie specie sulle cause di minore entità a partire dalle opposizioni a sanzioni amministrative ingiuste.
Riportiamo per brevità l’esempio di un cittadino erroneamente o illegittimamente sanzionato dalla Polizia Municipale per aver omesso di reiterare il pagamento della sosta sulle “strisce blu” (la cosiddetta multa per “grattino scaduto”), la cui sanzione amministrativa prevista dal Codice della Strada è pari ad appena 22,00 euro, dovrà pagarne ben euro 41,00 per poter proporre ricorso innanzi al Giudice di Pace, con ciò evidenziandosi un’evidente sproporzione tra il valore della controversia e le spese che devono in ogni caso essere anticipate dal ricorrente, confermando la violazione del principio di ragionevolezza scaturente dall’art. 3 della Costituzione.
L’ulteriore aumento non fa che amplificare squilibrio fra Enti o pubbliche amministrazioni con poteri sanzionatori da una parte e cittadini dall’altra, violando e vulnerando, quindi, il diritto alla difesa di quest’ultimi.

martedì 3 agosto 2010

Traffico di teli agricoli esausti in PVC e PE dall'Italia alla Repubblica Popolare Cinese


Dove finiscono teloni agricoli esausti in PVC e PE? La proposta: incentivare l’utilizzo di quelli biodegradabili


Chi attraversando le Nostre campagne, specie quelle coltivate a vigneti e comunque adibite a i più svariati tipi di colture intensive si sarà chiesto: ma i teloni agricoli in PVC e PE dove andranno a finire una volta utilizzati?
Poiché trattasi di teli composti da materie plastiche di non semplicissimo smaltimento e se si pensa che poi sugli stessi finiscono anticrittocamici, antiparassitari, composti solforosi, gli stessi sono considerati rifiuti speciali ed è previsto dalla legge un contributo ambientale all’acquisto ai fini della facilitazione dello smaltimento anche in termini di costi.
Se tutti pagassero il contributo e smaltissero correttamente tali rifiuti speciali presso i centri di raccolta sparsi sul territorio, probabilmente non solo non vedremmo le Nostre campagne invase da ettari di polietilene gettato sulla nuda terra, ma vedremmo sensibilmente ridotti i rischi ambientali da inquinamento con conseguenti ricadute benefiche sulla Nostra salute.
Ma come tante cose in Italia, anche nel settore pare ci sia una forte evasione e soprattutto una certa noncuranza nella corretta eliminazione, perché la raccolta non è di semplice realizzazione e non è strutturalmente organizzata mediante il recupero “porta a porta” o meglio “fondo a fondo”, tant’è che ci sono giunte alcune segnalazioni che i teloni, una volta esausti, vengano in parte rivenduti ed imbarcati su navi che li trasportano addirittura nella Repubblica Popolare Cinese ove verrebbero ridotti in polimeri e riutilizzati come plastica riciclata. Un nuovo businnes che starebbe assumendo proporzioni preoccupanti e che riteniamo debba essere fermato.
Ma proprio da un progetto italo – cinese verrebbe la soluzione al problema: la sostituzione degli attuali teli con nuovi di materiale completamente biodegradabile e dei quali a fine vita utile il film si degraderebbe naturalmente nel terreno.
Secondo Giovanni D’AGATA, componente del Dipartimento Tematico Nazionale“Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, anche se in agricoltura si è assistito ad un graduale aumento della sensibilità per le tematiche ambientali, ma poiché sul territorio purtroppo sussistono ancora sacche di resistenza che al contrario dimostrano noncuranza, la proposta illustrata pare l’unica percorribile per evitare gli scempi ecologici che abbiamo segnalato poc’anzi.

domenica 1 agosto 2010

Blatte, ratti e zanzare. Scoppia il caldo, arriva l’invasione ed i comuni che fanno?


Puntuale come un orgologio svizzero, ogni anno si ripete un fenomeno che ha uno strettissimo rapporto con il clima ed in particolare con il caldo: l’invasione urbana di scarafaggi, topi e zanzare.
A segnalare la notevole entità del problema a Giovanni D’AGATA, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, ancora una volta alcuni cittadini che abitano nei centri urbani e che non ne possono più di subire la “calata” estiva di questi animali non certo portatori di buoni presagi.
La questione che questa volta viene posta riguarda, infatti, il pressochè costante ritardo dei comuni nell’avviare le disinfestazioni che spesso arrivano quando ormai si sono schiuse le uova delle blatte, proliferato i ratti ed avvenuta la metamorfosi delle larve di zanzara.
Sembra proprio che il progressivo aumento della tassazione locale che avrebbe dovuto portare notevoli benefici anche in termini di servizi, quale quello della dinifestazione stagionale in termini preventivi, abbia prodotto in concreto l’effetto contrario e pare che la gran parte degli enti locali, specie quelli del sud ove il fenomeno appare in determinati territori come una vera e propria “piaga d’Egitto”, speculino proprio sul ritardo per approntare massicce campagne di bonifica, molto più costose e dannose perché comportano l’utlizzo di sostanze nocive in maggiore quantità rispetto a quelle necessarie se le dinfestazioni fossero preventive.
Visto che la stagione ormai è in fase avanzata e l’invasione già avviata non resta che sperare che l’anno prossimo s’illuminino tempestivamente le menti degli amministratori locali, mentre nel frattempo Noi cittadini siamo ancora una volta costretti a tollerare e protestare.