sabato 6 agosto 2011

Prima la Grecia ... ora l'Italia.


Prima la Grecia ... ora l'Italia. Tutti gli investimenti sono a rischio ... azioni, obbligazioni, fondi comuni, moduli 401K ... petrolio, oro, argento ... high tech ... ETFs...e Mutual Funds. Il futuro dell'euro, anzi della stessa Unione europea, è a rischio

La crisi del debito europeo si sta diffondendo e colpisce i mercati di tutto il mondo, da qui negli Stati Uniti. L’esperto Jack Barnes di trading Globale macro e lo staff del Money Morning, uno dei servizi più rispettati della nazione di notizie finanziarie, ha compilato un “RAPPORTO SPECIALE PER GLI INVESTITORI “per mostrare esattamente cosa sta per succedere. Questo è l’articolo apparso sul sito del “Money Morning” che riporta Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”.
“I vostri investimenti sono in pericolo - e avete bisogno di proteggerli prima che sia troppo tardi.
Capire come giocare questi eventi può anche portare ritorni enormi.
Capirete cosa sta succedendo e perché in ogni fase del gioco ... e in tempo per salvare la tua pelle.
Potrai anche essere in grado di capovolgere queste inversioni di mercato a tuo favore - e farlo per i guadagni non avresti mai immaginato possibile.
Come vedrete, la crisi coinvolge Grecia, Italia, Spagna, Portogallo, Irlanda e altri paesi della zona euro. Non meno che il futuro dell'euro - anzi della stessa Unione europea - è a rischio.
Essere uno dei primi a beneficiare di questa relazione urgente ...
Indubbiamente i problemi della Grecia sono stati la materia del fattore urgente per la zona euro. I 27 Stati membri dell'UE ora temono che il loro piano di salvataggio potrebbe essere troppo poco e troppo tardi. Un default della Grecia potrebbe scatenare un contagio finanziario che si diffonderà in tutto il mondo.
Stiamo già iniziando a vedere la crisi del debito diffuso in Italia.
Questa potrebbe essere la goccia che fa traboccare il retro EG ...
Germania, membro più potente della UE, sta perdendo la pazienza con i partner UE travagliata ...
E c'è solo così tanto l'euro può prendere prima di singoli paesi o rinunciare ai loro diritti di sovranità a favore di un'Europa più forte o scaricherà l'UE del tutto.
Gli investitori dovrebbero essere preparati ”.

venerdì 5 agosto 2011

Privacy, aumentano le segnalazioni da parte di cittadini al Garante.


Aumentano in Italia le segnalazioni al Garante della privacy da parte dei cittadini perché gli italiani hanno preso coscienza di quanto sia importante il proprio diritto alla riservatezza, secondo quanto sottolinea Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”.
Tali dati emergono dal piano ispettivo per il prossimo semestre 2011 varato dall’Autorità di vigilanza della protezione dei dati personali, mentre nella sola prima metà dell’anno in corso la stessa Autority ha già irrogato sanzioni amministrative per il cospicuo importo di 1 milione e 160 mila euro
Nel mirino del garante ci saranno tra le tante attività svolte, le società di telemarketing, l’uso massivo di fax indesiderati, attività di customer care, società di recupero crediti, enti previdenziali. L’attività del Garante si concentrerà quindi nei prossimi mesi su questi settori e sulle modalità con le quali vengono trattati i dati personali di milioni di cittadini italiani attraverso un'azione di controllo e accertamento.
Per quanto è dato sapere il piano ispettivo prevederà specifici controlli, sia nel settore pubblico che in quello privato, anche riguardo alle informazioni da fornire ai cittadini sull'uso dei loro dati personali, all'adozione delle misure di sicurezza, ai tempi di conservazione dei dati, al consenso da richiedere nei casi previsti dalla legge, all'obbligo di notificazione al Garante. Secondo il programma stilato saranno oltre 225 gli accertamenti ispettivi che verranno effettuati come già effettuato anche in collaborazione con le Unità Speciali della Guardia di Finanza - Nucleo Privacy. A questi accertamenti dovranno essere aggiunti inevitabilmente quelli che si renderanno necessari in ordine a segnalazioni e reclami presentati.
Un altro aspetto fondamentale dell’attività del Garante sarà la particolare attenzione annunciata per il contrasto del fenomeno della violazione del diritto di opposizione dei cittadini che si iscrivono al Registro che è stato da poco costituito presso il Ministero dello sviluppo economico. Questo fenomeno, che nei primi mesi dell'anno ha visto un forte incremento di segnalazioni da parte di cittadini oggetto di chiamate indesiderate, sarà posto al centro dell'attività ispettiva e sanzionatoria dell'Autorità. Pertanto, dovranno stare attente tutte le società più segnalate che verranno ispezionate dal Nucleo privacy della Guardia di finanza per verificare la correttezza e la legittimità dei loro trattamenti e, in caso contrario, applicare le sanzioni previste dalla legge.
Nel frattempo, è da rilevare quello che è lo stesso Garante ha definito come un primo bilancio sull'attività ispettiva relativa al primo semestre 2011: risultano essere state già effettuate circa 230 le ispezioni effettuate e 181 i procedimenti sanzionatori, relativi in larga parte alla omessa informativa, al trattamento illecito dei dati, alla mancata adozione di misure di sicurezza, all'inosservanza dei provvedimenti del Garante. Le ispezioni hanno riguardato in particolare le agenzie investigative, il settore sanitario, l'attività di profilazione on line, il telemarketing, il commercio elettronico.
Peraltro, vi è da evidenziare che già nella prima parte dell'anno le segnalazioni all'autorità giudiziaria per violazioni penali sono state 13, e hanno riguardato, tra l'altro, la mancata adozione misure di sicurezza, la falsità nelle dichiarazioni e nelle notificazioni, il mancato adempimento ai provvedimenti del Garante.

giovedì 4 agosto 2011

Allarme insolvenze aziende: Euler Hermes in Italia crediti non riscossi sono aumentati del 21%.


In sofferenza il 50 per cento delle aziende soprattutto le Piccole medie imprese. Minore il rischio al Nord.

Secondo l’ultima indagine di Euler Hermes il colosso dell’assicurazione crediti del gruppo Allianz SpA nel 2010 i casi di crediti commerciali non riscossi nel mondo sono diminuiti del 5% dopo che tra il 2007 ed il 2009 si era registrato un incremento globale del 64%. Secondo gli analisti il trend rispecchia un miglioramento della situazione finanziaria delle imprese tranne che in Italia. Infatti nel Belpaese le cose sono andate meno bene in quanto i casi di crediti non riscossi sono aumentati del 21%.
Anche l’Osservatorio di CRIBIS D&B lancia l’allarme. Il 10% delle imprese italiane presenta una elevata probabilita' di generare insoluti commerciali nei prossimi 12 mesi. E’ questo quanto emerso dall'analisi sul livello di rischiosita' delle imprese italiane realizzata a novembre dall' Osservatorio. Quelle con un basso indice sono poche e in forte calo (meno della meta' rispetto allo scorso anno): appena il 5,66%.
Negli ultimi due mesi del 2010 infatti, sono ritornati a crescere i casi di insolvenza tra le aziende del nostro paese. L'inversione di tendenza ha iniziato a manifestarsi dopo il periodo estivo vanificando cosi' il buon andamento che aveva caratterizzato i mesi precedenti, quando il circolo virtuoso dei pagamenti puntuali aveva fatto ben sperare in un rafforzamento della ripresa.
Come sottolineato dalla stessa indagine e come Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, intende ribadire, non sorprende che le grandi aziende presentino rischi di generare insoluti commerciali nei confronti dei propri fornitori nei 12 mesi successivi al periodo di osservazione piu' bassi (6% alto rischio, 28% basso) rispetto alle piccole imprese (rischio elevato per il 9% e basso per il 5,04%).
Allo stesso modo non e' una novita' che al Nord Italia sia presente una concentrazione maggiore di imprese a bassa rischiosita' (8%, due punti in piu' della media nazionale) ma anche una percentuale minore di imprese con rischiosita' elevata: 6,16% al Nord Est e 7,93% al Nord Ovest.
Tutto l'opposto del Sud e Isole, dove sono ad alto rischio il 13,70% delle imprese e a basso rischio solo il 3,17%.
Bene, a livello settoriale, l'industria estrattiva e il comparto dei servizi finanziari, con il maggior numero di imprese a rischiosita' bassa (oltre il 16%); il numero minore e' presente nell'edilizia, con appena l'1,25% del totale. Male anche il commercio all'ingrosso con il 17% di imprese ad alta rischiosita', bene l'agricoltura con il 4,3%.
Secondo Giovanni D’Agata cifre che fotografano l'allarme nazionale. Ecco l'Italia senza soldi che non riesce più a pagare le rate. L’impresa vive con l'angoscia di trovarsi spalle al muro oramai una condizione sempre più diffusa. Gli italiani stanno soffocando o meglio si aggrappano ai soldi altrui in mano agli strozzini.

mercoledì 3 agosto 2011

Marito non si lava e pretende sesso. E' reato di stupro


Condannato pastore, moglie voleva che si lavasse

Secondo la sentenza n° 30364 emessa oggi dalla sezione penale che Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” ritiene utile riportare per favorirne la divulgazione commette violenza sessuale il marito 'puzzolente' che impone alla moglie i rapporti sessuali senza rispettare la richiesta della donna di farsi prima una bella doccia. Gli ermellini hanno chiesto il nuovo rinvio a giudizio nei confronti di un pastore siciliano restio all'uso del sapone e solito a fare sesso con la moglie appena rientrato dal pascolo delle pecore, senza provvedere a farsi almeno una rapida toeletta preliminare.
In un primo momento nel 2008 Mario C. di 51 anni, per tali motivi era stato denunciato,processato e successivamente prosciolto dall’accusa di stupro, dalla Corte di Appello di Catania in quanto “pur essendo la moglie Lucia G. contraria ai rapporti sessuali, perchè l’uomo era solito consumarli al rientro dalla propria attività di pastore, senza praticare alcuna igiene e pulizia del proprio corpo, finiva poi per accettare volontariamente i rapporti”. Alla moglie, restia agli amplessi nauseabondi, il pastore immobilizzava le mani e procedeva nei suoi intenti “senza aderire affatto alle richieste del coniuge di effettuare la necessaria igiene corporale”.
Nella motivazione è possibile, infatti, leggere che“La peculiarità dei motivi del dissenso non eliminava il dissenso medesimo, per cui i rapporti sessuali, laddove imposti con la forza dall’uomo, erano e restavano violenti”.
Ora i giudici catanesi dovranno rivedere il loro verdetto senza fare sconti perchè la contrarietà all’adempimento del debito coniugale, anche se motivata solo dal mancato utilizzo del sapone, rimane pur sempre un bel ‘no’. In primo grado il pastore era stato condannato a nove anni di reclusione, nel 2007, dal Tribunale di Caltagirone che aveva considerato stupro gli assalti sferrati alla povera moglie per lunghi anni, dal febbraio 1992 all’agosto del 2006. Ma poi la Corte di Appello aveva ridotto la condanna a Mario C. ad appena due anni, ritenendolo colpevole solo di maltrattamenti e comportamenti un po’ violenti, facendo sparire la violenza sessuale. Il caso è approdato in Cassazione su ricorso della Procura della Corte di Appello di Catania.
Secondo Giovanni D’Agata “Una grande vittoria per le donne”.

La popolazione invecchia con la percentuale degli ultranovantenni che cresce anno dopo anno


La popolazione invecchia con la percentuale degli ultranovantenni che cresce anno dopo anno, ma le indagini statistiche sugli effetti della maggior presenza di super anziani, sulla qualità della vita e sulla salute fisica e mentale a quell’età sono solo all’inizio.

Un recente studio di Allianz S.p.A. ha focalizzato l’attenzione su un fenomeno che purtroppo è stato per troppo tempo trascurato dagli statistici di mezzo mondo: quello dell’ultrainvecchiamento della popolazione, specie dei paese sviluppati.
Non si parla, nel caso di specie della normale tendenza storica di un progressivo ma lentissimo processo di allungamento della vita media della popolazione mondiale, ma di una tendenza relativamente recente: quella della normale presenza di ultranovantenni e centenari nel Nostro Paese e nel resto dei paesi più avanzati, che si è avviata a partire dalla seconda metà del novecento e che sta aumentando notevolmente a partire dall’inizio di questo secolo.
Secondo la ricerca del gruppo assicurativo, che si basa sulle previsioni demografiche dell’ONU, già da qui al 2050 le persone con oltre 90 anni d'età saranno, infatti, destinate a crescere di ben sei volte, con una presenza di supernonni pari a più di 71 milioni e circa 3,2 milioni che avranno già spento la centesima candelina. Peraltro, i demografi non hanno dubbi sul fatto che la barriera dei 110 anni sarà sorpassata da un numero così elevato di persone che non potrà più essere considerata eccezionale.
Le aree del mondo dove si concentrerà il maggior numero di ultracentenari saranno Europa e in Asia, mentre la Svizzera e il Giappone restano e resteranno i leader della classifica mondiale degli stati con la più elevata aspettativa di vita alla nascita.
Come sottolineato dalla stessa indagine e come Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, intende ribadire, nonostante questi dati previsionali, a tutt'oggi gli studi sulla qualità della vita e sulla salute fisica e mentale a quelle età sono pressoché all’anno “zero” anche in considerazione del fatto che sino a pochi decenni or sono le persone che superavano l’asticella dei 90 anni erano relativamente poche, con la conseguenza che sono scarsi i rilievi sul tema, a cui si unisce un altro dato non irrilevante relativo all’inaffidabilità dei registri anagrafici precedenti alla seconda guerra mondiale.
Un altro aspetto, che riteniamo venga sottovalutato dagli economisti anche in virtù dei problemi già sottolineati, è relativo alla carenza di previsioni sugli effetti che il superinvecchiamento avrà sulle nostre economie e sul welfare dei singoli stati, poiché ad un progressivo invecchiamento corrispondono inevitabilmente diverse esigenze e bisogni per la cittadinanza.
Non resta che spronare economisti e statistici a farci conoscere cosa ci accadrà per prevenire i rischi di sgretolamento dello stato sociale.

martedì 2 agosto 2011

La rivoluzione nella diagnosi dei virus anche per le aree in via di sviluppo


Un microchip che analizza il sangue e fa il test anche per l’HIV

La rivoluzione nella diagnosi dei virus che i paesi in via di sviluppo attendono da tempo, forse è alle porte. Perché come è noto, vi sono aree sottosviluppate nelle quali continuano a diffondersi epidemie come quella dell’AIDS, non solo per la scarsa informazione, ma anche per la difficoltà di reperire strumenti diagnostici e farmaci a prezzi accessibili.
Secondo uno studio della Columbia University pubblicato sulla rivista Nature Medicine è stato, infatti, realizzato il primo microchip portatile che consente un esame del sangue “a buon mercato” in grado di fornire un importante passo avanti per la diagnosi di infezioni in aree remote del mondo.
Il microchip ha le dimensioni di una carta di credito, costi ridottissimi ed è in grado di diagnosticare le infezioni in pochi minuti.
Alcune prove eseguite a Kigali in Ruanda per l’analisi di malattie come l'HIV e la sifilide in Ruanda hanno mostrato quasi il 100% di precisione, in particolare rispettivamente il 95% per l'HIV e il 76% d per la sifilide.
L’utilizzo nelle aree sottosviluppate sarebbe facilitato anche dai costi del dispositivo, come si accennava, che avrebbe un costo stimato di solo un dollaro USA e quindi molto più conveniente di qualsiasi analisi di laboratorio. Una versione del dispositivo è stata progettata per il test del cancro alla prostata.
Tra le cose sorprendenti di questa possibile rivoluzione tecnologica della medicina vi è anche la circostanza che il chip di materia plastica contiene ben dieci zone di rilevazione, e può testare più malattie con solo una sola goccia di sangue ottenuta dalla puntura di uno spillo.
I risultati dei test vengono letti su un display che digitalizza i dati di un rilevatore che ha anch’esso un costo molto basso.
Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” si augura che l'idea di rendere fruibili test diagnostici ai pazienti in qualsiasi luogo del mondo possa essere facilitata da quest’importante scoperta che consentirebbe analisi in loco in zone remote ove è pressoché impossibile effettuarle, con ciò permettendo di aumentare la possibilità di controllo delle epidemie e una loro migliore conoscenza.

lunedì 1 agosto 2011

Istituto Superiore della Sanità lancia l’allarme annegamenti: 157 morti dall'inizio con un vero e proprio boom nei fiumi e nei laghi


Non sono passati sei mesi dall’inizio dell’anno e solo uno dall’inizio della stagione estiva che l’Istituto Superiore della Sanità lancia un primo allarme a tutti i fruitori del mare, di laghi e fiumi: sono già quasi 160 le morti per annegamento secondo l’ente dello Stato che ha catalogato sino alla fine di luglio ben 157 casi di annegamento, di cui il 46% nel mare, il 20% nei fiumi, il 15% nei laghi, e l’11% nei canali.
Lo stesso ISS specifica, inoltre, che i 3/4 degli eventi segnalati è accaduto solo negli ultimi 3 mesi e quindi riguarda più che altro turisti. Tuttavia, ha precisato che tali cifre non costituiscono una sorpresa, tenuto conto della grande estensione delle coste italiane, ma semmai stupisce l’aumento di annegamenti nei fiumi, laghi e canali che costituisce un vero e proprio boom negativo anche in considerazione del minor numero di frequentatori delle acque cosiddette interne.
Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, ritiene utile ribadire queste tragiche cifre per riportare l’attenzione su un fenomeno che secondo i dati disponibili, causa circa 380-390 decessi e 440-450 ricoveri l’anno in Italia, costituendo, peraltro, la terza causa di morte accidentale dopo i sinistri stradali e le cadute e per sensibilizzare i cittadini e gli enti deputati ai controlli di diritto privato o pubblico che siano, al fine di poter porvi un argine anche perché nella fattispecie le cause principali di annegamento sono da rinvenirsi nell’imperizia e nella sottovalutazione dei pericoli, spesso associate a malori improvvisi.
In primo luogo, al di là del richiamo a tutti i cittadini ad osservare alcune regole fondamentali che riguardano la tutela della propria persona, tipo di non sfidare il mare grosso o non nuotare in mare aperto se non si è esperti nuotatori, non farsi il bagno dopo mangiato o se non ci si sente bene, non affrontare la corrente di torrenti e fiumi, un particolare riferimento ed un appello all’attenzione dev’essere rivolto nei confronti dei genitori o tutori di figli minori, poiché troppo spesso la mancata sorveglianza dei bambini è causa di conseguenze tragiche in mare o nelle acque interne.
In secondo luogo, si pone l’ulteriore problema della scarsa sorveglianza in determinate parti del territorio nazionale da parte di personale appositamente addestrato. La probabilità che tali tipi d’incidenti accadano, infatti, si riduce progressivamente nelle zone vigilate da bagnini.
L’auspicio è che venga adottata una normativa nazionale che estenda l’obbligo di vigilanza attraverso l’utilizzo di bagnini su tutta la costa dei comuni rivieraschi e non solo nelle spiagge attrezzate.
In un Paese a vocazione turistica qualche piccola torretta alla “Baywatch” sulle nostre spiagge che vigili sui cittadini e per la tutela dell’ambiente costiero, non guasterebbe.