lunedì 6 febbraio 2012

Tre italiani su quattro al bagno col cellulare.


I risultati di uno studio dimostrano che il telefonino ha rimpiazzato il libro ed i giornali nei bagni degli italiani
Tre persone su quattro vanno alla toilette col proprio telefonino, secondo un sondaggio. Lo usano per telefonare, navigare su internet o giocare.
È Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale "Tutela del Consumatore" di Italia dei Valori e fondatore dello "Sportello dei Diritti" a divulgare i risultati dello studio, secondo il quale il 90% degli italiani risponde al telefono anche se si trova sul "trono", malgrado il rischio di emanare rumori sospetti durante la telefonata. Addirittura un uomo su cinque riconosce di aver partecipato a una conferenza telefonica mentre era seduto sull'asse del wc con i pantaloni calati.
I risultati non sono sorprendenti, visto che da tempo ormai i telefonini hanno rimpiazzato giornali e riviste tradizionali. La conseguenza di questa nuova tendenza è il numero di cellulari che finisce nella tazza del wc. Infatti aumentano in modo esponenziale le riparazioni dei telefonini di cui il 6% a causa di infiltrazioni d'acqua.

domenica 5 febbraio 2012

Nasce il Comitato “NO TAP”


Nella serata di ieri 04 febbraio in Melendugno alla presenza di cittadini e di esponenti di associazioni (Nuova Messapia Soleto, Sportello dei Diritti, IDV articolo 3 – Vernole,Tramontana – Melendugno,Cambiamo Aria – Galatina, Save Salento, Coord.Civico Maglie, Forum Ambiente Salute, Meetup Leccesi) si è costituito un comitato spontaneo denominato “NO TAP” con la finalità di coordinare una linea comune fra tutte le associazioni e cittadini che hanno a cuore la tutela del Nostro Territorio pesantemente esposto all'approdo di un megagasdotto da parte di TAP, megagasdotto che si va ad aggiungere ad un altro megagasdotto già autorizzato che approderà nella bella e delicata costa otrantina a ridosso della città dei martiri patrimonio culturale mondiale del UNESCO. Il comitato già presente con un gruppo facebook che in pochissime ore ha raggiunto il ragguardevole numero di 1000 adesioni si adopererà, informando e sensibilizzando tutti i cittadini salentini chiedendo il loro prezioso coinvolgimento, e promuoverà iniziative pubbliche e istituzionali al fine di scongiurare l'improba possibilità di perpetrare un altro inutile e gigantesco scempio ambientale che andrebbe a compromettere territorio, paesaggio e salute e incolumità dei cittadini, derivante dalla realizzazione della Trans Adriatic Pipeline, il faraonico gasdotto che prevede di portare il gas dal Mar Caspio sino all’Italia meridionale. La multinazionale già attiva nei nostri mari da martedì 24 gennaio con il posizionamento di grosse piattaforme visibilissime dalle nostre coste ha avviato i primi sondaggi geoispettivi, che, da quanto riferito da pescatori e cittadini del posto, hanno portato ad una preoccupante interdizione assoluta alla balneazione e all'attività di pesca di una vasta area marina!
Un'imponente piattaforma di sondaggio marino è stata fotografata dai cittadini proprio vicino alla costa nei pressi di San Foca (LE), marina di Melendugno, località riconosciuta per gli ambienti naturali e marini di altissimo pregio e di inestimabile valore ambientale, fortemente tutelati per la presenza di tipica macchia mediterranea e soprattutto per la presenza di una ben conosciuta ed estesa prateria di posedonia, pianta fortemente difesa ed essenziale per il mantenimento degli equilibri biomarini e degli ecosistemi costieri, che assieme alla ricca presenza diffusa di resti archeologici di epoca messapico-romana ispezionati e ancora da ispezionare contribuiscono a rendono la zona d’inestimabile valore essenziale per tutte le economie locali vocate al turismo eco-sostenibile e di qualità.
Il comitato già nei prossimi giorni avvierà tutte le iniziative e le manifestazioni pubbliche necessarie per avere al proprio fianco cittadini, istituzioni e chiunque abbia a cuore la massima tutela di questa felicissima e preziosa terra salentina vero patrimonio di tutta l'umanità.
Melendugno, 5 febbraio 2012 il comitato “ NO TAP “

sabato 4 febbraio 2012

È online la petizione contro l’abrogazione dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori


Lo “Sportello dei Diritti” invita a firmare la petizione “Con lo sportello dei diritti in difesa dei lavoratori e dell'art.18”
C’è bisogno di una mobilitazione generale sulla rete e nelle piazze dopo le affermazioni del premier Monti circa la promessa di provvedimenti per liberalizzare il mercato del lavoro, partendo proprio da una discussione sull’articolo 18 ai fini della sua abrogazione.
Per noi, invece, l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori è un “tabù” in quanto costituisce, anche secondo autorevoli giuristi, una straordinaria norma di civiltà giuridica e sociale che garantisce una giusta e corretta tutela ai lavoratori contro i licenziamenti illegittimi.
Abolirla o modificarla in questo momento di crisi generale, significherebbe far perdere la speranza a milioni di cittadini giovani e meno giovani che ogni mattina si svegliano per cercare un lavoro e tutti quelli che invece l’hanno perso o che invece sono moderni schiavi di un posto precario.
Per tali ragioni Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale "Tutela del Consumatore" di Italia dei Valori e fondatore dello "Sportello dei Diritti", invita tutti i cittadini che hanno a cuore la tutela dei lavoratori a sottoscrivere la petizione al seguente link:
http://www.petizionionline.it/petizione/con-lo-sportello-dei-diritti-in-difesa-dei-lavoratori-e-dell-art-18/6228

Salute e cellulari: Belly Band la fascia anti-radiazioni per le future mamme. Una misura precauzionale per il proprio bambino


Belly Band, è un prodotto che dovrebbe servire a proteggere il feto dalle radiazioni emesse dai cellulari. La fascia, da portare da indossare sopra o sotto gli abiti durante la gravidanza, sfrutta il principio della gabbia di Faraday per limitare l’esposizione del bambino alle radiazioni durante la gravidanza. Mentre gli scienziati dibattono ancora sull’effettiva pericolosità dei cellulari, la fascia anti-radiazioni potrebbe diventare il nuovo must per le mamme più apprensive. La fascia, che è disponibile in quattro colori e un solo formato, è disponibile tramite il sito Web della società per 50 euro. La fascia protegge il bambino dalle radiazioni di tutti i giorni durante la gravidanza, completando il resto della linea di abbigliamento. Il tessuto della fascia anti-radiazioni è lavabile in lavatrice, morbido al tatto, e più leggero del cotone presente nella maggior parte di T-shirt. Belly Band utilizza un effetto noto come “gabbia di Faraday”, che neutralizza le radiazioni in arrivo in un modo simile a un filo di messa a terra che neutralizza una corrente elettrica. La gabbia di Faraday è un sistema costituito da un contenitore in materiale elettricamente conduttore in grado di isolare l'ambiente interno da un qualunque campo elettrostatico esterno. Il termine “gabbia” indica che il sistema può essere costituito da un foglio metallico, da una rete o da una serie di barre opportunamente distanziate. L’effetto schermante è usato per proteggere persone e ambienti da campi esterni.
Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale "Tutela del Consumatore" di Italia dei Valori e fondatore dello "Sportello dei Diritti" sottolinea che le fasce per le future mamme non sono certo una novità. Questi prodotti sono un piccolo extra, come misura precauzionale per il proprio bambino che fornirà anche una protezione contro i rischi per la salute dalle radiazioni di tutti i giorni.
Gli effetti delle radiazioni sulla salute sono una questione ancora aperta al dibattito ed alcune ricerche tendono a dimostrare quanto le radiazioni dei cellulari siano dannose anche per i bambini nell’utero. Pur ricordando che non esiste l’unanimità degli scienziati su questo tema, secondo alcuni studiosi le radiazioni potrebbero provocare dei danni nello sviluppo del bambino, visibili anche a lungo termine, motivo per cui è difficile stabilire legami di causa-effetto. A tal proposito la città di San Francisco recentemente è diventata la prima metropoli degli Stati Uniti a passare una legge che richiede livelli di emissione di radiazione a chi vende telefoni cellulari e misure analoghe sono già state prese in Australia, Israele, e in tutta Europa: la Francia si è spinta fino al divieto di utilizzare telefoni cellulari del tutto nelle scuole primarie.

giovedì 2 febbraio 2012

Art. 18. Vergogna Monti: la monotonia della vita del professore nato nella bambagia e cullato in tutta la sua vita.


“Non è un tabù. L’articolo 18 può essere pernicioso per lo sviluppo dell’Italia”, E poi sempre riferito all’articolo 18 “un terribile apartheid nel mercato del lavoro tra chi è già dentro e chi, giovane, fa fatica ad entrare”. E in ultimo ma non ultimo riguardo ai giovani che devono “abituarsi all’idea di non avere più il posto fisso a vita: che monotonia – afferma – E’ bello cambiare e accettare delle sfide”. Sono le fatidiche parole del grande professore e senatore a vita con lauta indennità incorporata, nonché capo del governo la cu biografia, sin dalla nascita si commenta da sé per comprendere come sia stato meno arduo di tanti giovani il suo percorso di vita - figlio di un direttore di banca e nipote del banchiere pubblico Raffaele Mattioli - quando ha esplicitato le prime e lapidarie affermazioni sulle reali intenzioni di come questo esecutivo voglia mettere mano al mercato del lavoro.
Da subito, si è scatenata una catena di polemiche tra chi sostiene a spada tratta qualsiasi parola proferisca il professore come se piovesse oro colato e chi, a ragione, continua a difendere quella straordinaria norma di civiltà giuridica e sociale rappresentata dall’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori.
Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale "Tutela del Consumatore" di Italia dei Valori e fondatore dello "Sportello dei Diritti", da sempre impegnato nella difesa dei diritti di lavoratori, precari e disoccupati, al di là delle espressioni del professor Monti che offendono milioni di giovani e meno giovani che ogni mattina si svegliano per cercare un lavoro e tutti quelli che invece l’hanno perso o che invece sono moderni schiavi di un posto precario, fa sapere che lo "Sportello dei Diritti" è pronto ad unirsi a tutte quelle forze sindacali e politiche che si opporranno a quella che si annuncia come una scellerata mannaia liberalizzatrice sul mercato del lavoro con la consapevolezza che il fenomeno della disoccupazione possa essere risolto con ricette che sono lontane anni luce da quelle che appaiono sin da subito come sciagurate idee.

mercoledì 1 febbraio 2012

Salute: l'azienda farmaceutica Pfizer ha ritirato dalla vendita oltre un milione di confezioni di pillole anticoncezionali


Al momento, la FDA consiglia di sospenderne l’uso e seguire un metodo contraccettivo non ormonale


Il colosso farmaceutico Pfeizer ha ritirato dalla vendita oltre un milione di confezioni di pillole anticoncezionali, perché non efficaci.
In merito l’organismo americano di controllo, Food and Drug Administration (FDA), ha evidenziato che alcuni medicinali, contenevano dosaggi troppo elevati, mentre altri, troppo bassi e anche se questo non comporta problemi per la salute delle consumatrici, come spiega l’azienda stessa, è preferibile, al momento, sospenderne l’uso e seguire un metodo contraccettivo non ormonale.
E' possibile, infatti, che i farmaci non contengano la quantità di principi attivi e inerti necessaria a evitare una gravidanza.
Il portavoce della Pfeizer, in merito ad alcune dichiarazioni rilasciate su The Associated Press ha concluso dicendo che il problema è stato causato da alcuni guasti meccanici e visuali sul macchinario di confezionamento. Ma si rende noto che è stato ripristinato il corretto funzionamento del mezzo. Le pillole in questione, sono state prodotte dalla casa farmaceutica Pfizer, commercializzate dall’Akrimax Pharmaceuticals e distribuite in tutte le cliniche, farmacie e magazzini specializzati.
Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale "Tutela del Consumatore" di Italia dei Valori e fondatore dello "Sportello dei Diritti". comunica che un elenco dei prodotti ritirati dal mercato è consultabile sul sito www.pfizer.com.

Test DNA: tecnologia che si sta diffondendo molto rapidamente.


È da prevedere che presto saranno effettuati più test genetici prenatali e ci saranno più aborti, perché si vuole il "bambino perfetto"?

Negli ultimi 10 anni tramite Internet, chiunque può farsi fare un test del genoma per valutare i rischi di malattie. Un clic qui e una carta di credito, per esempio, e il kit arriva a casa in pochi giorni. I risultati dell’analisi, assicurano i produttori, verranno poi discussi con gli esperti.
In Italia la pratica del test genetico fai-da-te è in forte aumento. Il business fa gola, e negli ultimi anni sono sorti molti laboratori privati che promettono di rivelare al paziente-cliente tutti i segreti del suo Dna. Oggi sono disponibili quasi 700mila test diagnostici, cioè destinati a diagnosticare, magari già in utero, le cardiopatie, le malattie metaboliche o le distrofie che potrebbero colpire il nascituro. Esistono poi altre categorie di test genetici: una coppia che stia mettendo in programma una gravidanza, per esempio, può ricorrere ai test per identificare i portatori sani di malattie come la fibrosi o la talassemia. I test presintomatici, hanno invece come obiettivo la diagnosi di una malattia, per esempio la Corea di Huntington, molto tempo prima che si manifesti o la propria predisposizione all’Azheimer”.
Secondo Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale "Tutela del Consumatore" di Italia dei Valori e fondatore dello "Sportello dei Diritti", se aumentassero tali test, potrebbe esserci un'esplosione dei costi della salute, poiché in seguito ai loro risultati potrebbero moltiplicarsi le visite mediche, le terapie e i controlli annuali nonché gli aborti mentre l'altra faccia della medaglia è che grazie a questa ricerca può essere fatta più prevenzione, riducendo così i costi sanitari.