martedì 5 giugno 2012

Etichette alimentari: in arrivo il “bollino intelligente” per verificare il grado di freschezza degli alimenti nel supermercato


Etichette alimentari: in arrivo il “bollino intelligente” per verificare il grado di freschezza degli alimenti nel supermercato
Con l’enorme sviluppo dei prodotti alimentari preconfezionati, è cresciuta l’importanza dell’etichettatura. A norma di legge, si intende per etichettatura un insieme di informazioni a vantaggio del consumatore e cioè delle menzioni, delle indicazioni, dei marchi di fabbrica o di commercio, delle immagini o dei simboli che si riferiscono al prodotto alimentare e che figurano direttamente sull'imballaggio o su un'etichetta appostavi o sul dispositivo di chiusura o su cartelli, anelli o fascette legati al prodotto medesimo, o sui documenti di accompagnamento del prodotto alimentare. Le etichette poste sugli alimenti, ci danno delle informazioni utili, ma spesso non esaustive. Ad esempio, ci sono alimenti che vanno consumati entro una certa data. Può capitare che quel determinato alimento può essere consumato anche un paio di giorni dopo la data di scadenza. Viceversa, alcuni frutti dalla bella apparenza possono essere già marci dentro. Per questi motivi il ricercatore biochimico dell’Università di Boston, il dottor Hu Tao, ha inventato il “bollino intelligente”. per sapere a che punto gli alimenti siano sani e con capacità nutritive intatte. Tutto nasce dalla necessità di capire quando gli alimenti raggiungono l’apice della loro capacità nutritiva, per trarne il massimo beneficio in termini nutrizionali. Tuttavia, la vista può ingannarci. Così ogni giorno milioni di tonnellate di cibo sono gettate via inutilmente”.
Le attuali etichette non sono precise. Infatti, dice il dottor Hu Tao, esse indicano il ragionevole limite di tempo entro cui l’alimento, se ben conservato, si può consumare. Però tale scadenza si basa su un calcolo: il limite temporale segnalato serve ad evitare possibili intossicazioni alimentari. Ma a volte il cibo potrebbe essere mangiato anche un paio di giorni dopo la data indicata sulla confezione. A questo punto entra in gioco il “bollino intelligente”, che mostra al consumatore il processo di maturazione di ogni alimento, giorno per giorno, in modo che si possa essere certi che il cibo si può mangiare e che abbia completamente i suoi valori nutritivi.
Il bollino intelligente è un cerotto adesivo, semitrasparente, di forma rotonda e di dimensioni paragonabili a quelle di una moneta di due euro. Nel centro del bollino vi è il cuore tecnologico, cioè la parte “intelligente” dell’invenzione. L’adesivo, assai potente, può adattarsi sia alle superfici lisce, come quella di una mela, sia alle ruvide, come quella di un ananas. Gli scienziati hanno stabilito che nel processo di maturazione le cellule che compongono il cibo disperdono un debolissimo campo elettrico. A mano a mano che l’alimento marcisce, questo campo aumenta d’intensità. Abbiamo quindi pensato che porre sulla superficie dell’alimento un sensore capace di cambiare colore al variare di questo campo potesse rappresentare una soluzione al problema. Il sensore, contenuto sul bollino, è composto di microscopici filamenti d’oro e di una particolare seta, opportunamente trattata in laboratorio. L’oro cattura le variazioni elettriche e le trasmette alla seta che, a mano a mano che le riceve, cambia colore”. Il “bollino intelligente” può essere posto su uova, frutta, verdura e formaggi ma potrebbe in futuro essere posto su alimenti liquidi come il latte. Le quantità d’oro e di seta sono talmente piccole che, anche se ingerite, non provocherebbero alcuna conseguenza.
Per Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti, sicuramente con la vita frenetica dei nostri giorni il bollino intelligente è una invenzione utile al fine di avere la certezza di acquistare sempre i prodotti migliori prestando attenzione alla loro composizione e alla loro freschezza. Semplicemente, perchè molte volte non siamo in grado di leggere un’etichetta alimentare. Leggere l’etichetta è l’unico strumento che abbiamo a disposizione per conoscere le caratteristiche di un prodotto; il suo scopo è quello di informare e tutelare l’acquirente in modo corretto e più possibile trasparente.

lunedì 4 giugno 2012

Cefalea. In vendita in Italia il prossimo anno un innovativo spray inalatore per combatterla


Cefalea. In vendita in Italia il prossimo anno un innovativo spray inalatore per combatterla. Sono circa 12 milioni i nostri concittadini che soffrono di mal di testa.
Nel corso dell’evento del V Congresso Nazionale della Associazione Neurologica Italiana per la Ricerca sulle Cefalee (Anircef) che si è svolto la scorsa settimana a Napoli è stato presentato in anteprima per l’Italia un inalatore orale alla didroergotamina. Lo spray preso per bocca invece che dal naso, presentato da Alan Rapoport presidente dell’Interantional Headache Society della UCLA University di Los Angeles, risolve i problemi epatici legati ai trattamenti precedentemente usati e sarà disponibile nel nostro paese dall’anno prossimo. Una sostanza usata ormai da anni nel trattamento della cefalea cronica quotidiana negli Stati Uniti. La sostanza aveva fino ad oggi dato problemi di effetti collaterali a livello epatico e per questo non era ancora arrivata in Italia. La nuova via di somministrazione studiata da Rapoport, sembra finalmente aver superato questo problema, restituendo ai medici un’arma di grande efficacia e offrendo al contempo una comoda modalità di impiego domiciliare da parte dei pazienti. Dal punto dei vista della rapidità d’azione, l’insufflatore buccale ha un effetto solo leggermente inferiore a quello ultrarapido dell’iniezione, ma presenta un mantenimento dell’azione di pari durata, mantenendo il paziente protetto per un tempo equivalente, con l’ulteriore nota positiva che si elimina il fastidio dell’iniezione e il rischio di problemi al fegato. Per Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” la cefalea è considerata dal sistema sanitario nazionale una patologia minore, tanto da non risultare nei livelli essenziali di assistenza (Lea), e tanto che non esiste un Drg, un sistema che permette di classificare tutti i pazienti dimessi da un ospedale, che lo identifichi. Invece le stime più recenti dimostrano come siano circa 12 milioni i nostri concittadini che soffrono di mal di testa, di cui sei sono affetti da emicrania, ma sono oltre il 90% delle persone ad aver avuto un attacco di cefalea almeno una volta nella vita.

domenica 3 giugno 2012

Equitalia: il giudice dichiara nulle le cartelle esattoriali notificate con raccomandata


Equitalia: il giudice dichiara nulle le cartelle esattoriali notificate con raccomandata. La Commissione tributaria provinciale di Vicenza ha emesso due sentenze in cui accoglie altrettanti ricorsi in cui si contestava la notifica della richiesta di pagamento tramite il servizio postale
Forse questa notizia avrebbe potuto evitare alcuni dei tanti drammi degli ultimi tempi, fra i quali decine e decine di atti estremi di persone disperate perché messe alle strette da un fisco e da un sistema di riscossione fondato su regole eccessivamente rigide e troppo avulse dalla realtà del tempo in cui viviamo.
Regole che evidentemente non sono sempre correttamente applicate neanche dal principale riscossore dello Stato, la temibile Equitalia che soventemente viene bacchettata da sentenze delle varie commissioni tributarie sparse sul territorio nazionale.
A tal proposito, Giovanni D'Agata componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, segnala i significativi precedenti creati da due recentissime sentenze della Commissione tributaria provinciale di Vicenza (33/07/2012 e 37/07/12) che si dimostrano in linea con altre pronunce ultimamente apparse sulle cronache, non solo giuridiche.
La Commissione tributaria del capoluogo veneto con le decisioni in questione ha ripercorso la giurisprudenza sulla legittimazione dell'agente della riscossione di notificare direttamente la cartella a mezzo posta ed è arrivata alla conclusione che tutte le multe spedite da Equitalia tramite posta, inclusa raccomandata A/R, e non notificate di persona dall’ufficiale dell’Ente di riscossione sono nulle. Conseguenza chiara per un atto non ritualmente notificato e quindi di fatto giuridicamente inesistente sarebbe il diritto per il presunto debitore di non pagarlo.
In buona sostanza, la semplice consegna via posta è da considerare illegittima poiché effettuata da un soggetto non autorizzato, con ciò palesandosi un vizio radicale. Ciò significa che Equitalia è obbligata ad adempiere alla notifica mediante i soggetti ad esso abilitati per legge, ovvero ufficiali della riscossione, agenti di polizia municipale, messi di notificazione abilitati e messi comunali e non i postini.
La prima sentenza della Commissione tributaria provinciale di Vicenza (n. 3/07/2012) fa riferimento ad un caso in cui la cartella era stata emessa dopo la notifica di due precedenti accertamenti.
Nel secondo caso invece (sentenza n. 37/07/12) la cartella è stata emessa sulla base di un controllo automatizzato.
In entrambi i casi l’impugnazione dei ricorrenti si basava sull’illegittimità del mezzo di notifica a mezzo posta, a cui si aggiungeva peraltro la mancata compilazione della relazione di notifica.
Per quanto riguarda la giurisprudenza della Corte di Cassazione, invece, la sentenza 14327/09, l'ordinanza 15948/10 e la sentenza 11708/11 - a parere dei giudici vicentini - non hanno mai ammesso che ciò sia possibile. In particolare, se letta bene, la prima sentenza lo ritiene ammissibile, ma si riferisce a una vicenda del 1984: la norma applicabile all'epoca conteneva l'inciso «da parte dell'esattore» poi successivamente eliminato. La seconda ordinanza affronta solo il problema della relazione di notifica ma non risponde al quesito relativo al potere di notifica diretta dell'agente della riscossione. La terza ha ritenuto legittima la notifica della cartella con raccomandata con avviso di ricezione ma non ha affrontato direttamente il problema se il concessionario sia, o meno, legittimato a eseguire tale tipo di notifica dopo l'ultima modifica (operata nel 1999) dell'articolo 26 del Dpr 602/73.
I giudici tributari hanno inoltre specificato che la cancellazione dell'inciso «da parte del l'esattore» rileva come il legislatore abbia voluto escludere il concessionario dal novero dei soggetti abilitati alla notifica della cartella esattoriale tramite raccomandata con avviso di ricezione.
Pertanto, spetta ad Equitalia accertare che l’ufficiale addetto alla riscossione riceva la cartella e adempia alla compilazione della notifica, specificando l’ufficio postale di partenza.
Nei casi affrontati dalla commissione tributaria di Vicenza sono stati accolti i ricorsi attraverso un’interpretazione letteraria e sistematica della norma: si potrebbe semplificativamente dire che le somme dovute non siano mai state richieste da Equitalia.
Va da sé che nel caso di sanzioni, tributi e multe assai datate, una delle ovvie conseguenze potrebbe essere quella della prescrizione del debito e quindi l’impossibilità definitiva per la PA di richiedere le relative somme.

Calcioscommesse:non si utilizzi l’immagine e l’innocenza dei bambini come una maschera. Basta minori in campo all’ingresso delle squadre.


Calcioscommesse: il calcio è morto viva il calcio! Non si utilizzi l’immagine e l’innocenza dei bambini come una maschera. Basta minori in campo all’ingresso delle squadre.
Nel frattempo lo “Sportello dei Diritti” lancia una campagna sul sito www.sportellodeidiritti.org dal titolo “Il calcio è malato? Cosa fare per salvarlo?” per chiedere ai tifosi suggerimenti e proposte per rinnovare il mondo del calcio
Gli scandali che coinvolgono il calcio ormai continuativamente da anni, distogliendo l’attenzione degli italiani da problemi ben più importanti, come quelli relativi alla crisi economica ed alle tragedie quotidiane connesse, impongono una seria riflessione da parte di tutti gli addetti ai lavori e di gesti, non solo simbolici, per tentare di rilanciare quello che rimane comunque lo sport nazionale pur dimostrando di essere uno specchietto per le allodole nei momenti difficili della recente storia italiana.
Se il premier ha parlato di una sospensione dei campionati arrivando ad ipotizzare un lungo periodo di stop pari a tre anni in un impeto di verve politica lontana dal suo consuetudinario aplomb da uomo in loden verde, mentre tutti invocano pene esemplari che per quanto significative possano essere non potranno mai risarcire i danni d’immagine nei confronti di un Paese, allora è necessario pensare a soluzioni utili per riaccendere la luce su di un mondo che appare, oggi più che mai a tinte fosche.
Una prima proposta che ritiene possa essere presa in considerazione nell’immediatezza, per Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” è quella di una moratoria sull’utilizzo dell’immagine dei bambini, specie all’ingresso delle squadre in campo, perché in un momento del genere, trincerarsi dietro l’innocenza dei minori, appare come un attività puramente strumentale.
Al contempo lo “Sportello dei Diritti” lancia una campagna sul suo sito www.sportellodeidiritti.org dal titolo “Il calcio è malato? Cosa fare per salvarlo?” per chiedere ai tifosi suggerimenti e proposte per rinnovare il mondo del calcio.

sabato 2 giugno 2012

Moria delle Api: vietato l’uso del pesticida “Cruiser” della Syngenta venduto anche in Italia


Moria delle Api: vietato l’uso del pesticida “Cruiser” della Syngenta venduto anche in Italia. Uno studio dimostra l'impatto di questo prodotto sulla mortalità delle API. Usato per il trattamento di vaste coltivazioni tra cui la colza è stato interdetto dal ministero dell'Agricoltura francese
Il Ministero dell'Agricoltura Francese si è espresso il 1° giugno in favore di un divieto della commercializzazione ed uso del pesticida Cruiser prodotto dal gruppo agroalimentare svizzero Syngenta. Uno studio recente ha dimostrato il devastante impatto del pesticida sulle api, che Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” rende noto. Tuttavia, i risultati delle ricerche non sarebbero ancora stati resi noti ai cittadini. Utilizzato per la colza, sul Cruiser aleggia il sospetto che possa essere una causa della mortalità delle api. Syngenta dispone ora di 15 giorni per prendere posizione sulla decisione.
Il "Cruiser" è un potente insetticida utilizzato per il trattamento di vaste coltivazioni che combatte la presenza di insetti dannosi per le colture che possono ridurre significativamente la produttività e la qualità di piante e raccolti.
Dal 2008 la sua commercializzazione era ammessa in Francia attraverso autorizzazioni valide 12 mesi che venivano rinnovate.
Se l'ape scomparisse dalla terra, all'umanità resterebbero quattro anni di vita; niente più api, niente più impollinazione, niente più piante, niente più animali, niente più esseri umani. A lungo considerata solo un'ipotesi, la frase attribuita ad Albert Einstein, da qualche anno, si sta rivelando molto vicina alla realtà. La morìa delle api che si è verificata in questi ultimi anni in tutto il mondo, ha raggiunto infatti la dimensione di una vera ecatombe, tanto da mettere a repentaglio l'intera agricoltura mondiale. E’ sopratutto per questo motivo che lo Sportello dei diritti chiede un intervento urgente al Ministro dell’Agricoltura affinchè anche in Italia ne sia vietata la commercializzazione e l’uso come nella maggioranza degli altri paesi europei dove il prodotto è invece vietato. E’ infatti considerato una possibile causa della diminuzione del numero delle api.

venerdì 1 giugno 2012

Etilometro e guida in stato di ebbrezza: non punibile l’automobilista fermato per controlli che si rifiuta di seguire gli agenti per l’alcoltest


Etilometro e guida in stato di ebbrezza: non punibile l’automobilista fermato per controlli che si rifiuta di seguire gli agenti per l’alcoltest. Illecita la limitazione della libertà del cittadino se la pattuglia non ha con sé l'etilometro
La guida in stato di ebbrezza è un reato sanzionato dall'art. 186 del Codice della Strada. Il tasso alcolemico consentito per legge a chi si mette alla guida di un qualsiasi mezzo motorizzato è pari a 0,5 grammi di alcol per litro di sangue.
Ora è esclusa la contravvenzione ex articolo 186, settimo comma, Cds a carico dell’automobilista che si rifiuta di seguire gli operatori di polizia per sottoporsi all’alcoltest laddove non si è verificato alcun incidente stradale. Lo ha stabilito la quarta sezione penale della Cassazione con la sentenza 21192/12 del primo giugno, che Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” riporta, respingendo il ricorso del Procuratore della Repubblica del Tribunale di Belluno.
Il caso riguardava il conducente di un’autovettura che era stato fermato da una pattuglia dei Carabinieri sprovvista dell’etilometro per effettuare l’alcoltest.
Nella fattispecie avevano richiesto al soggetto a seguirli per sottoporsi all’accertamento presso un comando della Polizia Stradale sito a circa trenta chilometri di distanza. All’ invito il conducente si era rifiutato. Nella motivazione della sentenza gli ermellini, confermando la decisione della Corte di merito, hanno fissato che l’accertamento richiesto non era riconducibile al quinto comma dell’articolo 186, perché non si era verificato alcun incidente stradale; né al terzo comma, perché i Carabinieri non avevano al seguito l’etilometro; né al quarto comma, in quanto tale disposizione consente di accompagnare la persona da sottoporre ad esame «presso il più vicino ufficio o comando», circostanza non ricorrente nel caso di specie, in quanto l’esame doveva essere svolto presso altro corpo di polizia, a una distanza notevole dal luogo dei fatti, in tal modo comprimendo la libertà individuale al di fuori della previsione normativa.
Inoltre nella decisione la Suprema Corte ha affermato che «trattandosi di materia penale, perché possa dirsi integrata la contravvenzione contestata, è necessario che il conducente rifiuti l’accertamento così come tassativamente previsto dai commi richiamati nella norma che descrive la condotta tipica». Avendo pertanto i componenti della pattuglia dei Carabinieri richiesto al conducente, di seguirli presso un distaccamento della Polizia Stradale sito a una rilevante distanza dei luogo del fatto ne consegue una sensibile limitazione della libertà dello stesso. Pertanto «Il rifiuto all’adempimento di un obbligo non dettato dall’invocato combinato disposto dei commi settimo e terzo dell’articolo 186, non integra la contravvenzione prevista da dette disposizioni». Sulla scorta di tali argomentazioni, i giudici del palazzaccio hanno rigettato il ricorso perché il fatto non sussiste.

Italiani, giocatori smemorati: milioni di premi non riscossi. Che siano destinati per la ricostruzione dell’Emilia per il post terremoto


Italiani, giocatori smemorati: milioni di premi non riscossi che rimangono nelle casse dello Stato. Le somme non ritirate siano destinate ad iniziative benefiche e solidaristiche. Oggi potrebbero essere immediatamente destinate per la ricostruzione dell’Emilia per il post terremoto
Quanti italiani affidano le loro fortune in biglietti della lotteria, “gratta e vinci”, superenalotto e scommesse e quanti forse presi dalla foga del gioco per la quantità di giocate, forse per distrazione o semplice dimenticanza smarriscono proprio il ticket fortunato, quello che gli avrebbe potuto cambiare la vita, o quasi, e fanno sì che tutto rimanga nelle casse dello Stato che avidamente e per legge trattiene ogni somma non riscossa.
Perché come tutti dovrebbero sapere, ogni “gioco” dell’azzardo legalizzato dallo Stato ha un preciso regolamento, modi e termini di riscossione che ove non rispettati comportano inevitabilmente che tali somme, spesso ingentissime rimangano a rimpinguare il bilancio nazionale.
Se rimane inascoltato il consiglio di non sperperare più i propri averi o quelli dei propri cari tentando di cambiare la propria vita con la Dea Bendata perché gli italiani appaiono sempre più come un popolo di ammalati “da gioco” soprattutto da quando lo Stato ha intrapreso la cattiva strada dell’incentivazione di giochi, lotterie e scommesse per ripianare il proprio deficit, allora Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, invita ad una maggiore attenzione e a leggere e conoscere attentamente i regolamenti.
In secondo luogo D’Agata, propone che per legge, tutte le somme non riscosse siano destinate e quindi vincolate per iniziative benefiche e solidaristiche. Oggi potrebbero essere immediatamente destinate per la ricostruzione dell’Emilia per il post terremoto.