mercoledì 5 dicembre 2012
Multe: altro aumento delle sanzioni pecuniarie al Codice della Strada
Multe: altro aumento delle sanzioni pecuniarie al Codice della Strada. Dal Governo Monti altro salasso anche dalle multe stradali per i cittadini già piegati dalla crisi economica. Da gennaio 2013 le multe più care del 5,9%.
La notizia costituisce l’ennesimo salasso a danno dei cittadini da parte del Governo “Monti”.
A partire dal primo gennaio l’importo delle sanzioni previste dal codice della strada rincarerà del 5,9 per cento. Si tratta dello scatto biennale automatico previsto dall’articolo 195 comma 3 del Cds, che risulta collegato agli indici Istat. La multa per divieto di sosta, pari a 39 euro, dal 2013 dovrebbe passare a 41: nel lontano 1993 ammontava a 50 mila lire, un aumento consistente, il più alto dal 1998 in poi.
Per Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti” costitusce un’ulteriore aumento di quella che ormai è ritenuta una tassazione indiretta sia dagli enti che accertano le infrazioni che per i cittadini che percepiscono le multe come un balzello, una voce di spesa che si va ad aggiungere al già esangue budget annuale delle famiglie, anche le più accorte a non commettere alcuna violazione al Codice della Strada. Oramai gli amministratori pubblici conoscono solo questa strada che porta a impoverire i cittadini.
martedì 4 dicembre 2012
UE: ecco la lista nera delle compagnie aeree
La Commissione Europea aggiorna la lista nera delle compagnie aeree che sostituisce la precedente che risale allo scorso aprile
È estremamente importante per i viaggiatori conoscere anticipatamente le condizioni di rischio cui vanno incontro specie se si viaggia in aereo. Un settore quello dei trasporti aerei dove le norme per la sicurezza vigenti sono assai rigorose e le limitazioni all’ordine del giorno se non si rispettano le stringenti regole.
Per tali ragioni, la Commissione Europea provvede ad aggiornare periodicamente la "lista nera" delle compagnie aeree considerate poco sicure e quindi bandite dallo spazio aereo dell'UE.
L’ultima black list che sostituisce la precedente che risale all'aprile 2012, arriva in data odierna e viene annunciata e diffusa in anteprima in Italia nell’allegato .pdf da Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, che rileva come l’istituzione con sede in Bruxelles abbia deciso fra l’altro di imporre il divieto "ai vettori aerei certificati in Eritrea, a causa di gravi criticità riscontrate in materia di sicurezza".
Al contrario, in virtù dei miglioramenti riscontrati per ciò che concerne la sicurezza nel settore in Mauritania e in Giordania, Bruxelles ha rimosso dalla classifica tutti "i vettori aerei certificati in Mauritania e la compagnia Jordan Aviation".
La Libia rimane nello speciale elenco, anche se sono stati rilevati progressi, ma sono state le stesse autorità del paese ad accettare il mantenimento per i loro vettori del divieto operativo nell'Ue fino a quando quest'ultimi saranno completamente in grado di soddisfare le richieste delle nostre istituzioni.
Significativi, in tal senso sono gli sforzi della Commissione Europea che nell'annunciare la decisione per bocca del vicepresidente Siim Kallas, responsabile per i trasporti, ha sottolineato che "la Commissione è pronta a compiere ogni sforzo possibile per aiutare i paesi colpiti dal divieto, a dotarsi della capacità tecnica e amministrativa necessaria per superare le difficoltà nel settore della sicurezza con la massima rapidità ed efficienza". Tuttavia - ha specificato - "la sicurezza deve sempre avere la precedenza e non intendiamo accettare compromessi su questo punto".
Come non essere d’accordo con lui.
Smishing la nuova frontiera delle truffe on line.
Smishing la nuova frontiera delle truffe on line. Sms sullo smartphone per clonare carte di credito
Si chiama SMs Phishing il nuovo sistema per rubare denaro e informazioni riservate con il cellulare che viaggia con messaggi falsi come il più noto Phishing, non via posta elettronica però, bensì via SMS, cioè i comuni messaggini del cellulare.
La novità sta nell’utilizzo degli smartphone che permettono agli utenti di essere sempre collegati in rete carpendo in questo modo i dati sensibili con i quali clonare le carte di credito. Le carte di credito clonate sono anche utilizzate per ricaricare conti paypal e conti correnti svizzeri e albanesi collegati al sito di e-commerce "artisana.it", che ora è stato posto sotto sequestro e oscurato dalla polizia postale.
Questa evoluzione del phishing utilizza innocenti sms che vengono generati continuamente in modo automatico da un sofisticato server capace di inviarne 300 al minuto a migliaia di telefonini. Il messaggino invita a collegarsi a un sito web, il più delle volte per scaricare qualcosa di gratuito. Una volta che ci si collega al sito falso o si scarica suoneria e giochino, la truffa ha inizio.
Gli sms-truffa hanno il compito di adescare gli ignari utenti, ai quali viene richiesto di aggiornare i propri account oppure viene proposto il miraggio di ricariche premio gratuite semplicemente visitando pagine web di siti commerciali, di operatori telefonici e istituti di credito.
In realtà questi siti sono una replica di quelli reali, costruiti magistralmente dall'organizzazione criminale con lo scopo di rubare dati personali, userid e password, utilizzati dai truffatori per risalire ai numeri delle carte di credito.
A questo punto la truffa si realizza utilizzando i dati per effettuare acquisti online di materiale informatico, telefonini, abbigliamento, macchine fotografiche e, soprattutto, di ricariche telefoniche, ognuna di 300 euro, al fine di generare traffico telefonico e accumulare così punti premio di alcuni gestori telefonici, con lo scopo di ottenere i premi messi in palio che venivano poi venduti.
Le carte di credito clonate erano anche utilizzate per ricaricare conti paypal e conti correnti svizzeri e albanesi collegati al sito di e-commerce "artisana.it", posto sotto sequestro e oscurato dalla polizia postale.
Per Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, teoricamente” la sicurezza dovrebbe essere garantita dal fatto che i telefonini non lasciano mai il proprietario. Nella realtà i sistemi di questa tecnologia sono piuttosto vulnerabili. Tanto è che gli investigatori della postale hanno stimato che in più di un anno le truffe hanno portato nelle casse dell'organizzazione guadagni per centinaia di migliaia di euro. Pertanto attenzione ai messaggini che invitano a scaricare immagini, giochi, suonerie e a collegarsi a siti web come anche al sito di Poste Italiane, per verificare i propri dati o le transazioni della carta di credito o del conto online. I truffatori, infatti, sono in agguato con messaggi falsi inviati via SMS a milioni di utenti. Poste Italiane non invia mai messaggi di servizio via SMS.
lunedì 3 dicembre 2012
Equitalia condannata a risarcire il danno non patrimoniale se iscrive il fermo amministrativo senza preavviso
Equitalia condannata a risarcire il danno non patrimoniale se iscrive il fermo amministrativo senza preavviso
Significativa sentenza del giudice di pace di San Severino Marche la numero 20/2012 che ha condannato Equitalia al risarcimento del danno non patrimoniale nei confronti di un automobilista che si era visto iscrivere il fermo amministrativo per un debito di soli 100 euro relativo a somme residue per multe e bolli non pagati sulla propria autovettura di valore notevolmente superiore rispetto al credito vantato. Una buona notizia, per Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, a fronte dei problemi quotidiani che i cittadini riscontrano nell’interlocuzione con l’esattore.
Nel caso di specie il giudice onorario ha ritenuto valide le doglianze del contribuente provvedendo a disporre il risarcimento d’importo pari a 1.500 euro a titolo di danno all’immagine e per lo stress patito perché nel corso del tempo aveva provveduto a saldare quasi interamente le pendenze con le autorità, per tasse di circolazione e multe, e quindi le relative cartelle esattoriali.
V’è da rilevare, a tal proposito, che l’efficacia del fermo e la sua validità sono condizionate all’obbligo d’informazione al proprietario – debitore che, una volta eseguita l’iscrizione delle ganasce fiscali, deve essere data al proprietario del bene al quale, dal momento in cui il fermo diventa efficace, è inibita la circolazione. Ebbene nella fattispecie l’agente della riscossione avrebbe dovuto comunicare in maniera tempestiva l’iscrizione del fermo e non a distanza di quattro mesi.
Per tali ragioni, Equitalia oltre a pagare le spese di giudizio deve risarcire tutti i danni patiti dal cittadino ed anche quelli a titolo di danno all’immagine. Non vi è dubbio che l’iscrizione del vincolo nel pubblico registro automobilistico è palesemente sgradevole per la propria reputazione; al contempo devono essere risarcite anche le conseguenze relative allo stress per i viaggi fra il paese di residenza e la sede dell’agente della riscossione, localizzata nel capoluogo di provincia, e le relative traversie burocratiche.
domenica 2 dicembre 2012
Leggi antifumo UE: Bruxelles proibirà per legge la vendita delle sigarette al mentolo
Una’altra buona notizia arriva dall’UE in termini di divieto di fumo. Questa volta ad essere colpiti saranno gli aromatizzanti, quali mentolo, vaniglia e mango che secondo quanto annunciato dal Commissario UE alla salute John Dalli saranno vietati.
La novità è stata riferita dall'edizione online del giornale tedesco Stuttgarter Nachrichten.
Le motivazioni della drastica decisione giungono dopo che gli esperti hanno stabilito che questi additivi facilitano l’assuefazione al tabacco, specie nei giovani fumatori.
Proprio di recente, il NEJM (“The New England Journal of Medicine”) la rivista scientifica edita dalla Massachusetts Medical Society, ha pubblicato le raccomandazioni della Tobacco Products Scientific Advisory Committee (TPSAC) che riguardano l'impatto dell'uso delle sigarette al mentolo (che costituiscono il 30% del mercato americano di sigarette) sulla salute pubblica compresi i bambini, gli afroamericani, ispanici ed altre minoranze etniche.
Il mentolo, secondo gli studi di per sé non sarebbe nocivo, né le sigarette al mentolo sarebbero risultate più pericolose per la salute di quelle senza, ma può influenzarne notevolmente il consumo proprio attraverso una più facile assuefazione: la dipendenza al fumo sarebbe legata al fatto che ne diminuisce le proprietà irritative, interagendo con i recettori della nicotina e migliorando la percezione della forza e del gusto delle sigarette. Inoltre, attraverso la sua azione rinfrescante e anestetizzante, modererebbe le sensazioni sgradevoli che normalmente si avvertono all'inizio e che molti non riescono a superare.
La dura ed auspicata presa di posizione della Commissione Europea nei confronti della vendita di tale tipo di sigarette, per Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, potrebbe procurare notevoli benefici in termine di riduzione dei costi sociali relativi al consumo di tabacco in tutta l’UE.
Secondo le stime del TPSAC, infatti, se si continueranno a mettere in vendita le sigarette con additivi, nel 2020 si avranno circa 17.000 morti premature in più e ben 2,3 milioni di persone che avranno iniziato a fumare.
Salute a scuola: impetigine tra i banchi
Salute a scuola: impetigine tra i banchi. A rischio sono soprattutto le scuole materne e le elementari, dove la trasmissione dei parassiti tra bambini e' molto facile. Lo Sportello dei diritti lancia l' allarme sulle precarie condizioni di pulizia e manutenzione delle strutture scolastiche della Penisola.
Pensavamo fossero solo segnalazioni isolate, ma quelle arrivate allo “Sportello dei Diritti” in merito a casi di infezioni cutanee contratte da bambini tra i banchi di scuola sono molteplici e riguardano la Penisola da Nord a Sud, isole comprese. Come altre volte, non avendo dati statistici a disposizione, né avendo le istituzioni quali l’ISS (Istituto Superiore di Sanità) o i Ministeri di Salute e Istruzione o anche le Regioni, messo a disposizione i numeri circa i contagi riguardanti patologie dell’epidemie che colpiscono soprattutto la cute più delicata come quella dei bambini, non possiamo affermare con certezza che si tratti di vere e proprie epidemie.
Certo è che molte mamme ed operatori della scuola addebitano l’insorgenza di tali rischi al sovraffollamento della aule e all’inadeguatezza degli istituiti scolastici, ancor più depressi dai tagli orizzontali all’istruzione, che si ripercuotono, inevitabilmente anche per ciò che riguarda gli aspetti igienico-sanitari. Le spendig review, hanno portato a ridurre in maniera drastica il numero dei collaboratori scolastici e del personale ausiliario, anche quello addetto alla pulizia.
Tali circostanze, senza alcun dubbio aumentano le probabilità di contagio e la diffusione di malattie sia per via aerea che dermatiti e patologie che riguardano la pelle e il cuoio capelluto, specie dei più piccoli che sono ovviamente un bersaglio facile per batteri e virus.
Non si tratta, quindi, dei classici pidocchi che fanno capolino sulle teste degli scolari anche nel 2012, ma anche di quella che qualcuno chiamata “ferita da scuola” meglio nota come impetigine, una fastidiosa infezione superficiale della pelle di origine batterica, causa di rossori e fastidiosi pruriti che si manifsta dapprima attraverso piccole bolle a contenuto chiaro (simili a lievi bruciature) circondate da un alone rosso che diventano delle escoriazioni su cui si deposita una crosta di caratteristico color miele, quando scoppiano.
Le parti del corpo più colpite sono solitamente quelle più esposte ai contatti e quindi mani, viso e collo. L’evoluzione della malattia è solitamente benigna, anche se quando non viene curata, può in rari casi portare a complicazioni a livello renale.
Tale patologia, continua a registrare, infatti, un picco di diffusione all’inizio dell’anno scolastico andando a colpire specialmente i bambini delle scuole materne e primarie, e quindi compresi nella fascia d’età tra i 3 e gli 11 anni.
Le segnalazioni pervenuteci, rileva Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti” c’inducono ad allertare e far ricordare che il miglior rimedio è senz'altro la prevenzione che riguarda sia la pulizia personale dei più piccoli che una ovvia e necessaria maggior cura ed igienizzazione degli ambienti scolastici.
L’invito è quindi rivolto a tutte le autorità coinvolte, secondo le rispettive competenze e quindi direttori scolastici, ai Sindaci, in quanto anche Autorità Sanitaria, alle ASL, ai provveditori agli studi ed infine ai Ministeri di Sanità e Istruzione che siano prese tutte le contromisure necessarie sia in termini di prevenzione, magari con operazioni d’informazione tra i genitori e con consulti di dermatologici, specialisti e pediatri, ma anche in quelli d’intervento sugli istituti scolastici attraverso un’accurata e approfondita igienizzazione quotidiana.
Vi è da ribadire, però, che tali indispensabili richieste, purtroppo cozzano con la spietata scure dei tagli all’istruzione che auspichiamo, anche per tali ragioni, non si perpetuino ulteriormente.
sabato 1 dicembre 2012
Dentista low cost e turismo dentale. Pericolo per la "salute pubblica", lo dicono gli specialisti
Crescono in maniera esponenziale i centri medici dentali “low cost” e il turismo dentale in alcuni paesi europei anche se basta andare sul web per verificare che anche nel nostro Paese si vanno diffondendo tali pratiche.
Basti pensare che secondo i motori di ricerca le parole “dentista low cost”, “dentista all’estero”, “turismo dentale” nelle varie lingue risultano essere attualmente tra le parole più ricercate.
Sono le associazioni dei professionisti odontoiatri a lanciare da tempo l’allarme nei confronti dei pazienti e delle autorità pubbliche contro i pericoli per "salute pubblica" per chi sceglie queste modalità di cura a buon mercato.
La ragione di tutto ciò per Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, dev’essere certamente ricercata nella crisi economica che coinvolge la gran parte dei paesi europei che da un lato sta portando allo smantellamento della sanità pubblica, basti pensare sul punto ciò che ha detto il premier Monti solo pochi giorni fa su quella italiana, e dall’altra i costi elevati delle terapie negli ambulatori privati.
Inoltre, vi è da considerare che le terapie odontoiatriche complesse sono molto lunghe per cui il paziente va alla ricerca di un abbattimento dei costi quasi sempre notevoli e della durata delle stesse.
L’odontoiatria “low cost” (italiana ma in special modo straniera) “offre” al pubblico proprio queste cose: prezzi bassi e tempi rapidi.
Trattandosi spesso di trattamenti ad elevato contenuto specialistico, i due concetti indicati dell’elevata economicità e della brevità delle terapie, vanno d’accordo solo in condizioni in cui si va a scapito della qualità e dell’aumento dei rischi per la salute. È noto, infatti che alcuni trattamenti per essere clinicamente validi hanno bisogno di tempo e devono essere effettuati nella massima sicurezza e con la più alta professionalità per arrivare a risultati soddisfacenti e sicuri per la salute.
La chirurgia orale, specialmente quella che interessa le ossa ha bisogno di tempo per far giungere ad una guarigione da ritenersi efficace. Così come un laboratorio odontotecnico ha bisogno di tempo per poter realizzare protesi dentarie adeguate.
Già la circostanza che all’estero siano promessi e realizzati trattamenti come le terapie implanto protesiche (impianti dentali e protesi) in pochi giorni, già questo dovrebbe mettere sul chi va là il potenziale paziente.
Il fatto che si offrano cure di soli 7 giorni e a costi incredibilmente inferiori vuol dire per forza di cosa standardizzare i trattamenti ma anche rischiare di pagare delle conseguenze non di poco conto.
Come dicevamo se fino a poco tempo fa si sceglieva soprattutto di andare all’estero e le mete più toccate riguardavano Ungheria, paesi dell’ex Jugoslavia, Romania ed anche Albania perché i costi dei viaggi e delle permanenze erano senz’altro meno onerosi rispetto ai prezzi delle terapie in Italia, spuntano anche nel Belpaese, come funghi, vere e proprie catene che offrono un dentista low cost anche da noi con prezzi davvero stracciati rispetto alle normali tariffe applicate.
Basta andare in rete per osservare quanto stiamo segnalando dicendo e verificare.
È chiaro, a questo punto, che dovrebbero essere le Autorità sanitarie nazionali a mettere in guardia i cittadini sui rischi ma riteniamo che anche in Italia, le stesse dovrebbero vigilare sui centri “low cost” presenti sul territorio nazionale per controllare che siano rispettati tutti gli standard di sicurezza a tutela della salute pubblica.
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