sabato 5 aprile 2014

Rivalutazione estimi catastali a Lecce. Dopo gli appelli proposti ai ricorsi individuali l'Agenzia del Territorio ricorre anche contro quelli collettivi tributari

Rivalutazione estimi catastali a Lecce. Dopo gli appelli proposti ai ricorsi individuali l'Agenzia del Territorio ricorre anche contro quelli collettivi tributari presentati per la volta in Italia dallo “Sportello dei Diritti”. Giovanni D’Agata: “fatto gravissimo ed il comune di Lecce la fa franca” Dopo aver annunciato lo scorso mese di gennaio la notifica degli appelli dell’Agenzia dei Territorio avverso le sentenze che avevano visto vittoriosi i contribuenti contro il famigerato riclassamento generalizzato degli estimi catastali operato su input dell’amministrazione comunale di Lecce, arriva anche il ricorso alle decisioni che avevano accolto il primo ricorso collettivo italiano in materia tributaria. Sono stati notificati in blocco nei giorni scorsi, infatti, presso lo studio dell’avvocato Francesco D’Agata gli atti d’appello nei confronti dei primi 26 contribuenti che avevano deciso di ricorrere cumulativamente innanzi alla Commissione Tributaria Provinciale di Lecce, agli atti di riclassamento degli estimi catastali e che avevano visto riconosciute le proprie ragioni nel primo ricorso collettivo tributario depositato nel Nostro Paese. Una notizia che ci aspettavamo alla luce della decisione da parte dell’Agenzia del Territorio di procedere ulteriormente nonostante la sonora bocciatura ricevuta dalla stessa Commissione Tributaria Provinciale e dal T.A.R. della Puglia, rileva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”. Ancora una volta, si palesa l’ostinazione dell’ente a voler procedere con il rischio di pesanti condanne alle spese in caso di soccombenza nei giudizi di appello innanzi alla Commissione Tributaria Regionale della Puglia, sezione staccata di Lecce, perché in tale sede, - continua Giovanni D’Agata – ci costituiremo, sempre con l’assistenza del tributarista avvocato Maurizio Villani, proponendo domanda riconvenzionale nei confronti dell’amministrazione finanziaria, per chiedere anche la condanna alle spese di lite, con ulteriori aggravi che andranno comunque a pesare su tutta la collettività. Nei prossimi giorni, quindi, contatteremo i contribuenti che purtroppo saranno costretti all’anticipazione delle spese della causa d’appello a causa del comportamento a dir poco ostinato dell’Agenzia del Territorio che evidentemente non vuole prendere atto degli errori commessi così come sancito da centinaia di sentenze e dalla decisione del tribunale amministrativo. Sorprende, però che in tutto questo, sembra che la faccia franca il Comune di Lecce, in egual modo colpevole di aver avviato un procedimento per un’operazione amministrativa che tanto sta costando ai cittadini leccesi.

Tutti pazzi per pit bull e simili. Un trend pericoloso. Attenti al rispetto delle regole e del prossimo

Tutti pazzi per pit bull e simili. Un trend pericoloso. Attenti al rispetto delle regole e del prossimo È una passione contagiosa in Italia ma che pare che negli ultimi tempi stia esplodendo. Sembra che nelle nostre città tutti siano diventati pazzi per pitbull e cani di razze pericolose come ci viene segnalato da centinaia di cittadini allarmati da questo trend. A segnalare la nuova tendenza è Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” che puntualizza come in giro si vedano girare a spasso per i centri urbani giovani e meno giovani con al seguito, spesso privi dei prescritti guinzaglio e museruola, cani di razze ritenute pericolose anche per legge. Al di là dei reati più generici in caso di lesioni o morte causati dall’aggressioni di questi animali, forse non tutti sanno che l’”omessa custodia” ed il “mal governo di animali” integrano la condotta penale stabilita dall’art. 672 del codice che prevede nel caso in cui colui che è proprietario di uno di questi cani “lascia liberi, o non custodisce con le debite cautele, animali pericolosi da lui posseduti, o ne affida la custodia a persona inesperta, è punito con la sanzione amministrativa da euro 25 a euro 258”. Già questo, dovrebbe comportare una maggiore attenzione, specie per quei genitori che fanno andare a zonzo i propri figli, spesso minori e quindi contro le prescrizioni regolamentari e di legge, con pitubull e altri tipi di cani che per dimensioni sono spesso più grandi di loro. Vi è da ricordare che con un’ordinanza, poi rivista, del Ministero della Salute, è stato introdotto un elenco di razze di cani, ridotto a 18, ritenute pericolose, per le quali, a tutela della pubblica incolumità, è stabilito, fra l’altro, il divieto di addestramento finalizzato ad esaltarne l' aggressività. Le razze classificate a rischio di maggior aggressività, sulla base anche del parere espresso dal Consiglio Superiore di Sanità, sono le seguenti: American bulldog; cane da pastore di Charplanina; cane da pastore dell' Anatolia; cane da pastore dell' Asia centrale; cane da pastore del Caucaso; cane da Serra da Estreilla; dogo argentino; fila brazileiro; mastino napoletano; perro da canapo majoero; perro da presa canario; perro da presa Mallorquin; pit bull; pit bull mastiff; pit bull terrier; rafeiro do alentejo; rottweiler; tosa inu. L' ordinanza precedente faceva invece riferimento a due gruppi di animali (per circa cento razze) inseriti nella classificazione internazionale della federazione dei cinofili. Tra i cani più noti, in passato giudicati a rischio di aggressività ed ora esclusi dall'elenco, figurano i dobermann, gli alani e gli schnauzer. Tra gli ulteriori divieti previsti vi è quello di qualsiasi operazione di selezione o incrocio tra razze di cani per svilupparne l'aggressività ed il divieto di somministrazione ai cani di sostanze dopanti. Ulteriori fondamentali prescrizioni da osservare secondo la normativa vigente sono l'obbligo per i proprietari di applicare la museruola ed il guinzaglio quando vengono condotti nei luoghi pubblici, nei locali pubblici e sui mezzi pubblici di trasporto. Inoltre, vi è da ricordare che vige il divieto di acquistare, possedere o detenere cani delle 18 razze a rischio di maggiore aggressività ai delinquenti abituali o per tendenza; a chi è sottoposto a misura di prevenzione personale o a misura di sicurezza personale; a chiunque abbia riportato condanna, anche non definitiva, per delitto non colposo contro la persona o contro il patrimonio, punibile con la reclusione superiore a due anni; a chiunque abbia riportato condanna, anche non definitiva, per specifici reati; ai minori di 18 anni e agli interdetti e inabilitati per infermità. Questi divieti non si applicano ai cani per non vedenti o non udenti, addestrati presso le scuole nazionali come cani guida. Non da ultimo, nel provvedimento ministeriale è stabilito l'obbligo per i possessori di cani a maggior rischio di aggressività di stipulare una polizza di assicurazione di responsabilità civile per danni causati dall'animale a terzi e si evidenzia che le previsioni normative non si applicano ai cani in dotazione alle Forze armate, di polizia, di protezione civile e dei vigili del fuoco.

venerdì 4 aprile 2014

OMS lancia l’allarme della febbre dengue e di altre malattie tropicali in Europa. Il rischio aumenta

OMS lancia l’allarme della febbre dengue e di altre malattie tropicali in Europa. Il rischio aumenta La più nota malaria, ma anche la dengue e la febbre chikungunya continuano ad essere introdotte in Europa dai viaggiatori. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) mette in guardia contro i rischi delle malattie esotiche. Le malattie esotiche come la febbre chikungunya possono sostanzialmente colpire i viaggiatori imprudenti e diffondersi a causa delle temperature sempre più elevate in Europa. A segnalare i nuovi pericoli mercoledì scorso è stato l'Ufficio Regionale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) a Copenhagen. La Chikungunya si verifica in genere nei tropici, ed è causa, tra le altre cose, di dolori muscolari e articolari. Il rischio di punture di zanzare, flebotomi e zecche riguarda circa 77.000 persone in 53 paesi della regione europea globale che sono colpiti ogni anno da queste cosiddette malattie trasmesse da vettori. Molti vettori come le zanzare o le zecche succhiano il sangue degli animali. Tra il 1990 e il 2010, ben 1,5 milioni di persone sono state colpite, secondo l'OMS. In occasione della “Giornata mondiale della salute” dell’anno corrente che si terrà il prossimo 7 aprile l’attenzione è portata proprio sulle malattie trasmesse da vettori tale. Nel 2012 la febbre dengue ha colpito Madeira l’isola portoghese a largo dell’Atlantico. Secondo Zsuzsanna Jakab, Direttore Regionale OMS "Ci sono chiari avvertimenti per la regione europea che le malattie trasmesse da vettori si diffonderà di più nei prossimi anni". In Europa vi è il rischio di una epidemia di febbre dengue . "Nel 2012 ci sono stati, sull'isola portoghese di Madeira un primo focolaio (...) con oltre 2000 casi". Così, malattie come la malaria, dengue o febbre chikungunya non dovrebbero essere così diffuse in Europa e avrebbe dovuto essere specificamente impedite e frenate, secondo l'Ufficio Regionale dell'OMS. In tal senso, lo scopo dell’istituzione delle Nazioni Unite è quello di educare le persone e sensibilizzare il personale medico. Il progetto si basa su una scala di sette anni di azioni, a cui i 53 paesi della regione europea hanno concordato fine del 2013. Sono anni, ricorda Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, che con la nostra associazione da anni cerchiamo di sensibilizzare turisti e viaggiatori circa i rischi di contagio delle malattie tropicali, ed oggi troviamo un’importante conferma nell’azione dell’OMS che porta alla ribalta i pericoli per milioni di cittadini europei che potrebbero derivare dalla scarsa informazione circa queste patologie anche, purtroppo, nell’ambiente sanitario.

Ritirate in tutta Italia le caramelle Fini Boom Vapire Gum per una quantità eccessiva del colorante E 133 Blu brillante

Ritirate in tutta Italia le caramelle Fini Boom Vapire Gum per una quantità eccessiva del colorante E 133 Blu brillante Nell’ottica di tutela ed informazione dei consumatori Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, segnala che il 31 marzo scorso è stato avviato il ritiro sul territorio nazionale delle caramelle per bambini Fini Boom Vampire Mouth Painter con bubble gum. L’avvio della procedura è partito dopo un controllo dei Nas di Brescia che avrebbe scoperto la presenza di una quantità eccessiva del colorante E 133 meglio noto con il nome di blu brillante Fcf. Sono state le indagini chimiche sui campioni da parte dell’Istituto sperimentale zooprofilattico di Brescia, a verificare una quantità di colorante variabile da 454,4 a 493,2 mg/kg a fronte di un limite massimo di 300 mg/kg. Da sottolineare che il richiamo ha riguardato due lotti identificati con i dati alfanumerici 7980-H e 8037-H, con scadenza il febbraio 2016. I dolciumi in questione sono distribuiti in esclusiva in Italia dalla “Casa del dolce” di Bologna, ma fabbricati dalla società spagnola Fini Golosinas situata a Molina de Segura (Murcia).

giovedì 3 aprile 2014

Ennesimo furto (digitale) di dati: rubate oltre 18 milioni indirizzi mail e password in Germania.

Ennesimo furto (digitale) di dati: rubate oltre 18 milioni indirizzi mail e password in Germania. Alcuni consigli dell’autorità tedesca per la sicurezza informatica per evitare di vedersi rubati i dati La procura tedesca di Verden sta indagando sul furto di oltre 18 milioni di indirizzi mail con relative password, finora il caso più grande di sottrazione di dati personali digitali mai avvenuto in Germania. Si tratterebbe dell’ennesimo furto (digitale) su larga scala di dati negli ultimi mesi.Lo ha reso noto il sito del settimanale Spiegel, specificando che al momento non è possibile stabilire quanti di questi indirizzi siano di utenti tedeschi o stranieri, e di quali Paesi. Secondo gli investigatori si può stimare che almeno tre milioni di dati provengano da utenze tedesche, mentre non ci sono dati per altri Paesi. A differenza di altri furti di dati, gli indirizzi mail e le password in questione, stando alle indagini, sono attivi e venivano utilizzati per scopi criminali, tra cui l'invio di spam. Si tratta del secondo grande caso scoperto dai quattro procuratori di Verden specializzati in criminalità informatica. Solo pochi mesi fa era venuto alla luce il furto di 16 milioni di indirizzi mail e password. Gli utenti di Internet sono diventati ancora una volta vittime di furti di identità. L'accesso di milioni di account di posta elettronica sono stati rubati e ora potrebbero anche essere usati abusivamente per i social network. L'Ufficio federale per la Sicurezza Informatica (BSI) ha immediatamente consigliato di eliminare assolutamente i malware dai computer e modificare le proprie password. Secondo al BSI, i truffatori potrebbero accedere ai dati non solo degli account di posta elettronica, ma anche di altri account, come quelli dei social network o dei negozi online, se si utilizzano le stesse credenziali, come sovente accade. Tra i consigli riportati che Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, ritiene utile comunicare anche nel nostro Paese, vi sono una serie di suggerimenti importanti. Cambiare le password per la posta elettronica, Facebook, Amazon & Co. Peraltro, tutte le password per i servizi on-line dovrebbe essere cambiate - sia per le e-mail, social network come Facebook, negozi online come Amazon o altre offerte. I malfattori potrebbero utilizzare il malware per spiare e carpire tutti questi dati. La BSI sul suo sito web fornisce anche suggerimenti per la creazione di password il più sicure possibile. Gli esperti ritengono che gli hacker hanno catturato i dati utilizzando le cosiddette botnet e malware. Prima di cambiare le password rubate sui pc infetti devono essere prima eliminati i virus e i software dannosi. Nel caso contrario, può accadere che i nuovi codici di accesso possono essere nuovamente carpiti ed utilizzati. Per la pulizia del computer, la BSI raccomanda PC-Cleaner della Avira. Secondo il BSI, le nuove password devono essere di almeno otto caratteri, e oltre a lettere minuscole e maiuscole devono contenere anche caratteri speciali e numeri. I migliori codici di accesso sono termini che non si trovano nei dizionari, e non sono composti da sole sequenze numeriche come "123456" o da modelli di tastiera come "qwerty". Invece, gli esperti raccomandano una serie apparentemente casuale che gli utenti ricordare mnemonicamente.

mercoledì 2 aprile 2014

Sicurezza stradale: arriva dalla Svizzera la colonnina che segnala i pedoni.

Sicurezza stradale: arriva dalla Svizzera la colonnina che segnala i pedoni. Lo “Sportello dei Diritti” segnala la novità anche in Italia Una vera e propria rivoluzione che riguarda la sicurezza stradale potrebbe diventare presto una realtà. Si tratta del sistema di «assistenza all’attraversamento» messo a punto in Ticino e al quale l’Ufficio federale delle strade (Ustra) ha concesso l’autorizzazione per un progetto pilota. A Lugano, infatti, è già stata installata la prima colonnina che segnala i pedoni. La semplicità del congegno si coglie già a prima vista: si tratta di un cilindro d’acciaio levigato, alto 120 cm con un diametro di 14 cm. Una volta premuta, la «testa» della colonnina si illumina segnalando ai veicoli in arrivo l’intenzione del pedone di attraversare la strada. Un’idea semplice ma efficace che dovrebbe essere posizionata alle estremità delle strisce pedonali svolgendo una doppia funzione: innanzitutto la luce intermittente arancione risveglia l’attenzione anche dei conducenti distratti, specie nelle ore notturne e nelle giornate con scarsa visibilità. Inoltre, costringe il pedone a concentrarsi per azionare il congegno. In Svizzera agli esperti dell’Ustra sono bastati pochi mesi per certificarlo e dare l’assenso alla sperimentazione pratica anche per i bassi costi. Le prime colonnine sono già state collocate nei pressi di un frequentatissimo attraversamento pedonale vicino al Lido di Lugano. In settembre saranno equipaggiate altre 5 strisce pedonali della città ticinese. La sperimentazione durerà almeno tre mesi, durante i quali l’efficacia del sistema sarà valutata da vari esperti, tra cui quelli dell’Ufficio prevenzione infortuni (upi). Per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, si tratta di un’innovazione molto importante che ci si augura possa essere presa in considerazione anche in Italia al fine di migliorare ulteriormente la sicurezza dei pedoni date anche le statistiche impietose che continuano a dimostrare come tanto si debba fare per tutelare chi è costretto ad utilizzare le strade con le proprie gambe.

«Neknomination». L’assurda moda di bere alcol a go go sfidandosi sui social network. Dall’Inghilterra arriva la prima denuncia contro Facebook per il caso di una ragazza di 9 anni

«Neknomination». L’assurda moda di bere alcol a go go sfidandosi sui social network. Dall’Inghilterra arriva la prima denuncia contro Facebook per il caso di una ragazza di 9 anni Lo “Sportello dei Diritti”, è stata tra le prime associazioni in Italia a denunciare l’assurda moda diffusa rapidamente tra i giovani nota con l’apparente innocuo nomignolo di «NekNomination». In realtà si tratta di una sorta di sfida alcolica che i giovani si lanciano attraverso i social network mettendo alla prova la propria resistenza agli alcolici, birra su tutti, sino allo stremo. Ed ora per Facebook sembra sia arrivata la prima denuncia. Sono stati i genitori della piccola Rhiannon Scully, di appena nove anni d’età, a rivolgersi alle autorità dopo che la bimba era stata ricoverata in ospedale e sottoposta ad un lavaggio gastrico dopo aver bevuto una combinazione di vodka e whisky. È stata la madre della ragazzina che ha chiesto a Facebook di rimuovere i video di questo “gioco”, mentre gli inquirenti britannici starebbero già indagando per la morte di quattro persone associate a questa pratica. La madre di Rhiannon ha lanciato un appello chiedendo l’immediata rimozione di ogni contenuto video di questo tipo dichiarando espressamente che: «i video del NekNomination dovrebbero essere vietati per proteggere i bambini». Un appello che Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, rilancia anche in Italia rivolgendosi ai responsabili del social network.