giovedì 4 dicembre 2014

Sicurezza alimentare. Allergene non dichiarato. Ritirate le confezioni di Crusti Croc Cracker salati

Sicurezza alimentare. Allergene non dichiarato. Ritirate le confezioni di Crusti Croc Cracker salati distribuiti dalla Ditta LIDL Italia s.r.l.. Interessata dal richiamo tutta la merce indipendentemente da lotti e scadenze Il sistema di allerta rapido della Regione Valle d’Aosta segnala il ritiro dagli scaffali dei supermercati delle confezioni di Crusti Croc Cracker salati distribuiti dalla Ditta LIDL Italia s.r.l.. Il motivo del ritiro è per allergene non dichiarato in etichetta. Per quanto riguarda l'etichette ed i prodotti sfusi l’indicazione dei potenziali allergeni è ritenuta estremamente importante per le potenziali implicazioni sulla salute. Proprio per questo il regolamento europeo prevede un’informazione chiara. Il prossimo 13 dicembre diventerà operativo il regolamento dell’Unione europea (1169/2011) sulle informazioni riguardanti quattordici sostanze che provocano allergie o intolleranze: glutine, crostacei, uova, pesce, arachidi, soia, latte, frutta a guscio, sedano, senape, semi di sesamo, anidride solforosa, lupini, molluschi. In base alle nuove norme la presenza di queste sostanze deve comparire sulle confezioni o su un’etichetta dei cibi preimballati. Quando invece si tratta di prodotti “sfusi”, le informazioni devono essere trasmesse all’operatore che a sua volta deve informare il consumatore finale.Questo aspetto presenta alcune criticità sulle modalità di trasferimento delle informazioni in situazioni come quelle di: ospedali, mense, bar e ristoranti. Sinora, quest’obbligo non esisteva. Il Regolamento Ue afferma che “la maggior parte dei problemi derivanti da allergie alimentari ha origine negli alimenti non preimballati” e, “di conseguenza, le informazioni sui potenziali allergeni dovrebbero sempre essere fornite al consumatore”. Come ciò debba avvenire, però, la normativa non lo dice, perché si è ritenuto “opportuno che gli Stati membri mantengano il diritto di stabilire norme che disciplinano le informazioni sugli alimenti non preimballati, in funzione delle condizioni pratiche e della situazione sul loro territorio. La sintomatologia e peraltro molto simile a quella dall'intossicazione da Staphylococcus aureus. Alcuni ceppi di B. subtilis e di B. licheniformis isolati da agnello e da pollo sono stati riscontrati positivi nella formazione di tossine termo stabili simili alla tossina emetica prodotta da B. cereus. Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, avvisa, a scopo precauzionale, i consumatori che avessero acquistato il prodotto a non consumarlo.

Allarme dall’India. Batterio killer che uccide i neonati.

Allarme dall’India. Batterio killer che uccide i neonati. È un'epidemia letale che può avere anche conseguenze per il mondo intero. Uno 'tsunami' di resistenza agli antibiotici È un'epidemia letale, che può avere anche conseguenze globali, quella che sta colpendo l'India, in particolare migliaia di bambini. Si tratta di un'infezione causata da un batterio resistente praticamente a tutti i farmaci una volta efficaci. Solo l'anno scorso quasi 60mila bambini sono morti, anche a pochi giorni dal parto, dopo essere nati con queste infezioni batteriche resistenti, forse per averle prese proprio dalla madre, nel passaggio lungo il tratto genitale materno. Cinque anni fa, infezioni del genere erano quasi sconosciute. Ora quasi il 100% dei bambini che arrivano da noi ha un'infezione multiresistente ai farmaci. Sempre più ricercatori rilevano come ormai molti dei batteri presenti in India, nell'acqua, negli animali, nel suolo, nei liquami e persino nelle madri, siano immuni praticamente a tutti gli antibiotici. L'uso incontrollato degli antibiotici, il pessimo stato igienico e il sovraffollamento, uniti alla mancanza di monitoraggio del problema hanno creato uno 'tsunami' di resistenza agli antibiotici in India che si sta diffondendo in tutto il mondo. Infatti sono già stati trovati superbatteri, osserva Giovanni D'Agata presidente dello “Sportello dei Diritti” con codice genetico identificato per la prima volta in India, ma diffusi nel resto del mondo, dalla Francia e Giappone, all'Oman e gli Usa.

martedì 2 dicembre 2014

Francia, addio pagella con i voti scolastici. La proposta è di introdurre un sistema basato su una scala di livelli.

Una scuola senza pagelle né voti. Non è un’utopia ma in futuro, gli alunni francesi potrebbero non ricevere più voti, ma essere inseriti in una scala di valutazione che prevede da quattro a sei "livelli di conoscenza". È quanto presentato dal Consiglio superiore dei programmi scolastici alla ministra dell'Educazione Najat Vallaud-Belkacem. L'obiettivo è quello di sostituire il sistema di votazione numerica con un sistema più positivo e non più basato sul "voto-sanzione", accusato dai fautori dell'iniziativa di essere un mezzo di selezione e gerarchizzazione sociale degli studenti. E se, dal canto loro, gli insegnanti sono divisi, gli avversari politici non hanno tardato ad esprimere critiche nei confronti di Vallaud-Belkacem a cui si contesta una pratica puramente demagogica come nel caso della proposta di abolire la bocciatura a meno che non ci sia il consenso dei genitori. Una scuola del Gers, nel sud-ovest del paese, sta sperimentando da cinque anni un nuovo sistema di valutazione di che si serve di bollini rossi o verdi al posto dei numeri. Fortemente voluto dal Governo questo tipo di giudizio è stato a più riprese contestato dai genitori che lo ritengono "impreciso" e "poco comprensibile". Per Giovanni D'Agata presidente dello “Sportello dei Diritti” un alternativa alla scuola del Profitto La scuola è sempre più simile a un’azienda, una fabbrica di alunni le cui performance sono valutate come si farebbe con dei prodotti commerciali. Invece, l’educazione è una cosa diversa, parte dalla relazione e non si misura con dei parametri numerici.

Crisi, cresce il numero dei fallimenti aziendali +14% nel trimestre. Resiste solo il nord-est

Crisi, cresce il numero dei fallimenti aziendali +14% nel trimestre. Resiste solo il nord-est E’ record di fallimenti. Il dato allarmante arriva da Cerved, un gruppo italiano che raccoglie ed analizza i dati che riguardano la solidità e l'affidabilità delle imprese, oltre alla rischiosità generale dei settori in cui operano. Secondo gli analisti nel trimestre tra luglio e settembre hanno aperto una procedura fallimentare 3000 imprese, il 14% in più dello stesso periodo del 2013. Dall'inizio dell'anno, come riporta Giovanni D'Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, le chiusure aziendali sono 11'000: è la prima volta nel decennio che viene superata soglia 10'000 già a settembre. Secondo i dati diffusi dalla società di consulenza Cerved, l'aumento è a due cifre (+13/14%) in tutta la Penisola, eccetto che nel Nord Est (+4,4% nei nove mesi). A fallire sono soprattutto le società di capitale, con 8.300 procedure aperte tra gennaio a settembre, e quelle che operano nel settore dei servizi: 5.700 procedure, un incremento del 16% rispetto allo scorso anno.

lunedì 1 dicembre 2014

Sicurezza prodotti. Carrefour richiama "TARTUFI NERI ALLO STREGA", rischio sicurezza

Sicurezza prodotti. Carrefour richiama "TARTUFI NERI ALLO STREGA", rischio sicurezza Il Gruppo Carrefour ha richiamato a titolo precauzionale e volontario, al fine di garantire la sicurezza, i TARTUFI NERI ALLO STREGA, barattolo da 200g. Motivo del richiamo: Possibile presenza di frammenti in vetro. Il prodotto è distribuito presso: IPERMERCATO di Marcianise MARKET di Via Nenni Contrada Cretarossa Benevento (cod 0117) MARKET di C.so Europa Napoli (cod 0065) MARKET di Via Morghen 28/30 Napoli (cod 0066) MARKET di Via Cesare Battisti 17 Caserta (cod 0070) EXPRESS di Via Libertà 175 Portici (cod 1377) I clienti che hanno acquistato questo articolo, riferisce Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, sono pregati di non consumare il prodotto, di riportarlo presso il punto di vendita Carrefour abituale, e saranno interamente rimborsati. Per eventuali domande, potete contattare il numero verde : Da rete fissa: 800 650 650 (chiamata gratuita) Da rete mobile: 0110706181 (il costo della chiamata varia a seconda del piano tariffario dell'operatore telefonico prescelto)

Ambiente: stop ai caminetti a Parigi.

Ambiente: stop ai caminetti a Parigi. Dal primo gennaio non sarà più permesso ardere legna in casa per una norma antinquinamento. L'uso del caminetto sarà strettamente regolamentato La nuova legge anti-inquinamento francese, ha messo di fatto il caminetto sullo stesso piano dei motori a gasolio. Per cui dal prossimo 1° gennaio, a Parigi non sarà più possibile accendere legna in casa ma sarà strettamente regolamentato. Con il 2015, i soli caminetti consentiti saranno quelli non più aperti ma confinati in appositi recinti chiusi a norma di sicurezza e a prova di inquinamento, sia nei saloni di casa, sia dai comignoli sui tetti. La normativa per cercare di contenere questi grandi produttori dell'eccesso di polveri sottili che imperversano sulla Ville Lumière, ha ovviamente suscitato un notevole malcontento tra i cittadini, anche perché causerà spese non indifferenti per l’adattamento dei caminetti già esistenti. Si tratta comunque secondo Giovanni D'Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, di una misura apprezzabile perchè dovrebbe ridurre sensibilmente l'inquinamento dei centri urbani.

Certi di tipi di pesci sono sensibili al dolore. Lo dice uno studio

Certi di tipi di pesci sono sensibili al dolore. Lo dice uno studio Non si può escludere che certe specie di pesci siano dotati di sensibilità e quindi suscettibili di sentire dolore. Questa la conclusione cui è giunta la Commissione federale d'etica per la biotecnologia nel settore non umano (CENU) della Svizzera, che da anni si occupa del problema. Ai pescatori, a chi possiede acquari, ma anche ai ricercatori e al legislatore sono indirizzate una serie di raccomandazioni. Negli ultimi vent'anni la ricerca ha cambiato notevolmente l'immagine che si aveva dei pesci. Questi non sono più considerati delle macchine che reagiscono agli stimoli, bensì degli esseri "senzienti". Il loro comportamento è flessibile, hanno una buona memoria, imparano e cooperano, rileva la CENU. Oltre che sulle facoltà cognitive, la ricerca si è concentrata sul grado di consapevolezza dei pesci, si è infatti scoperto che i pesci soddisfano le condizioni per provare dolore. Questa constatazione ha aperto il dibattito per sapere se effettivamente i pesci provano dolore. Le questioni sollevate non sono solo di natura biologica ma anche filosofica: cos'è il dolore? Cos'è la consapevolezza? Come possiamo riconoscere se un essere vivente è consapevole o meno di queste sensazioni? La maggioranza dei membri della CENU ritiene che sebbene le conoscenze scientifiche attuali non forniscano la prova che i pesci siano dotati di sensibilità al dolore, tuttavia alla luce degli indizi raccolti è difficile negarlo, almeno per certi pesci. Da qui l'invito a "trattare i pesci con attenzione e rispetto", specialmente nei metodi di stordimento e di uccisione, ma anche nella detenzione (piscicoltura) e progetti di ricerca. Una serie di raccomandazioni, quindi, che per Giovanni D'Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, devono essere prese in considerazione anche dagli operatori italiani e da coloro che entrano in contatto con queste specie di animali.