martedì 3 febbraio 2015
Bebé con tre genitori. La Gran Bretagna diventerà il primo paese al mondo che consentirà una nuova tecnica di fecondazione in vitro
Bebé con tre genitori. La Gran Bretagna diventerà il primo paese al mondo che consentirà una nuova tecnica di fecondazione in vitro. Approvata dalla Camera bassa britannica una modifica della legge
I membri della Camera bassa britannica hanno approvato martedì per 328 voti a favore e 128 contrari, un emendamento di legge che vuole autorizzare una tecnica di fecondazione in vitro che apre le porte alla concezione di bambini con il DNA di tre persone: un padre, una madre e un terzo "genitore" di sesso femminile. Tecniche di donazione mitocondriale di prevenzione di gravi malattie ereditarie potranno ora essere legalizzate, soggette a eventuali modifiche apportate nella House of Lords. Questo metodo, ancora in fase sperimentale, è stato studiato per aiutare le famiglie toccate da malattie genetiche in particolare dalla miopatia mitocondriale, una condizione incurabile che si trasmette geneticamente per linea materna. I sintomi sono distrofia muscolare, insufficienza cardiaca, epatica e renale. Se il testo verrà approvato anche dalla Camera alta, il Regno Unito sarà il primo paese ad autorizzare la modifica genetica degli embrioni, che la legge attualmente proibisce. I contrari al testo temono che queste tecniche possano condurre alla creazione di "bambini su misura". La ricerca ha dimostrato la donazione mitocondriale potrebbe aiutare quasi 2.500 donne dell'età riproduttiva nel Regno Unito. Attivisti e organizzazioni internazionali di USA, Francia, Germania, Spagna e Australia, osserva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, hanno scritto una lettera aperta ai membri della Camera bassa britannica, esortandoli a votare per il cambiamento della legge, affermando che "offre alle famiglie il primo barlume di speranza che potrebbe consentire loro di essere in grado di avere un bambino che vivrà senza dolore e sofferenza". Tuttavia, il Dr. Paul Knoepfler, professore associato presso l'Università della California, in un intervista al giornale Telegraph ha asserito che ci sono "specifici rischi sconosciuti per le generazioni future" con la concezione di bambini con il DNA di tre persone. Ha dichiarato: "ci sono numerosi gravi rischi connessi con questa tecnologia.
Allerta alimentare per contaminazione microbiologica in Europa: scatta il ritiro del formaggio francese "Cambert Calvados" commercializzato anche in Italia
Allerta alimentare per contaminazione microbiologica in Europa: scatta il ritiro del formaggio francese "Cambert Calvados" commercializzato anche in Italia. Lo segnala oggi l'Ufficio federale della sicurezza alimentare tedesco che raccomanda alla popolazione di non mangiarlo
Il comunicato diffuso oggi dall'Ufficio federale della sicurezza alimentare tedesco è molto chiaro e non lascia spazio a dubbi. Nel formaggio prima del consumo sono state trovate tracce di Escherichia coli, STX 1. Tutti i lotti in commercio avente n° 347 3 possono essere contaminati microbiologicamente e per questo motivo il produttore ha ritirato dai tutti i punti vendita i prodotti interessati ancora esposti sugli scaffali. I supermercati a loro volta dovrebbero avere sbandierato un cartello per avvisare i clienti. Più in dettaglio, si tratta del formaggio francese " Cambert Calvados" con date di scadenza dal 10 febbraio 2015, prodotto dalla Coopérative Isigny Sainte-Mère. Questo prodotto caseario era in vendita presso alcune filiali nelle città Baden-Württemberg, Baviera, Berlino, Saarland e commercializzato anche in Italia. L'Escherichia coli è una delle specie principali di batteri che vivono nella parte inferiore dell'intestino di animali a sangue caldo (uccelli e mammiferi, incluso l'uomo), e che sono necessari per la digestione corretta del cibo. La sua presenza nei bacini idrici segnala la presenza di condizioni di fecalizzazione (è il principale indicatore di contaminazione fecale, insieme con gli enterococchi). Il nome deriva dal suo scopritore, il tedesco-austriaco Theodor Escherich. Appartiene al gruppo degli enterobatteri ed è usato comunemente come organismo modello dei batteri in generale. Il numero di cellule di E. coli nelle feci che un umano espelle in un giorno va dai 100 miliardi (1011) ai 10 trilioni (1019). Il genere Escherichia, insieme altri generi (Enterobacter, Klebsiella, Citrobacter, Serratia, ecc.) vengono raggruppati insieme sotto il nome di coliformi. Tecnicamente il "gruppo dei coliformi" comprende batteri aerobi e anaerobi non sporigeni. Nell’ambito del gruppo dei coliformi, Escherichia coli è ampiamente rappresentata ed è in esclusivo rapporto col tratto gastrointestinale dell’uomo e degli animali a sangue caldo, a differenza dei microrganismi appartenenti a diversi generi, tra cui Enterobacter, Klebsiella e Citrobacter (che si caratterizzano per una potenziale capacità di ricrescita una volta pervenuti nell’ambiente). La specie Escherichia coli è un microrganismo a forma di bastoncello, Gram-negativo, aerobio e anaerobio facoltativo, non sporigeno, che cresce alla temperatura di 44,5°C; è in grado di fermentare il lattosio, è indolopositivo in terreni contenenti triptofano, e beta-D-glucuronidasi-positivo. In letteratura, la presenza di questo enzima è stata evidenziata nel 94- 99,5% dei biotipi di Escherichia coli, con l'eccezione dei sierotipi O157:H7.3 Ruolo di E. coli in patologia Anche se rappresenta un comune abitante dell'intestino e ha un ruolo fondamentale nel processo digestivo, ci sono situazioni in cui E. coli può provocare malattie nell'uomo e negli animali. Alcuni ceppi di E. coli sono l'agente eziologico di malattie intestinali e extra-intestinali come infezioni del tratto urinario, meningite, peritonite, setticemia e polmonite. Alcuni ceppi di E. coli sono tossigenici, producono cioè tossine che possono essere causa di diarrea. La dissenteria da E. coli è una comune tossinfezione alimentare, poiché viene contratta principalmente da alimenti contaminati. La contaminazione può avvenire da carni infette non adeguatamente cotte, da latte non pastorizzato e formaggi prodotti con tale latte, e da altri alimenti contaminati da feci. E. coli produce quattro tipi di tossine che si distinguono, per la loro diversa sensibilità al trattamento termico, in tossine termolabili e tossine termostabili, e per l'azione tossigena (tossine shiga e tossine emolitiche, HlyA). La tossina termolabile, denominata LT, è molto simile nella struttura e nelle funzioni alla tossina del colera. Contiene una subunità 'A' e cinque subunità 'B' in un'olotossina. Le subunità B contribuiscono all'aderenza e all'entrata della tossina nelle cellule intestinali dell'ospite, dove la subunità A stimola le cellule a rilasciare acqua, provocando diarrea. Setticemia: E. coli è il più comune isolato nelle emocolture nei casi di batteriemia; la colonizzazione del torrente ematico può avvenire a causa di traumi intestinali, tumori del colon e del tenue. Le scarse misure igieniche nel posizionamento di cateteri o di accessi venosi centrali sono comuni cause di batteriemie da E. coli. Infezioni dell’apparato urinario: E. coli è comune causa di uretriti e cistite in persone anziane, diabetiche e cateterizzate. Grazie alle fimbrie formanti fasci, ai pili P e alle fimbrie Dr, E. coli riesce ad ancorarsi saldamente all'epitelio di uretra e vescica, resistendo al flusso urinario. Questa condizione è necessaria ma non sufficiente all'instaurarsi dell'infezione; questa è infatti provocata maggiormente dall'emolisina A (HlyA), in grado di ledere l'epitelio urinario e promuovere chemiotassi, infiammazione e invasione dei tessuti. Meningiti: E. coli, soprattutto il sierotipo K1, è il principale enterobatterio isolato (insieme agli streptococchi di gruppo B) nelle emocolture di bambini di età inferiore a 5 anni affetti da meningite. Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” rilanciando l'allerta riportata dal portale del governo tedesco su Lebensmittelwarnung.de, invita i consumatori di astenersi dall’acquisto del lotto del formaggio interessato invitando chi lo ha già effettuato a non utilizzare il prodotto e a riconsegnarlo al punto vendita, per il rimborso o la sostituzione.
Per evitare futuri problemi, aziende ed autorità non possono dare per scontato che i prodotti alimentari siano tutti e sempre sicuri; servono verifiche sul campo approfondite, sui processi e sui controlli, in laboratorio e a tavolino. Sono episodi del tutto evitabili, se si procede nella maniera giusta. L’altra cosa da ribadire è che i formaggi francese non coinvolti si possono mangiare con serenità.
Ambiente: Goodyear utilizzerà la buccia del riso nelle vostre gomme
Ambiente: Goodyear utilizzerà la buccia del riso nelle vostre gomme
La "lolla” molti non sanno cosa sia. È la buccia che racchiude i chicchi di molti cereali, tra i quali il riso: in effetti sulle nostre tavole non arriva perché viene scartata prima ma potremmo presto ritrovarla nascosta nelle gomme delle nostre auto. È un processo che non garantirà performance e tenuta di strada migliori ma che otterrà i pneumatici, al momento del riciclaggio più green. Risponde, naturalmente, ad aumentare la consapevolezza ambientale di imprese e utenti.
Quattro anni di studi dei dipartimenti di ricerca Goodyear sono stati necessarie per conseguire questo risultato ambientale. Gli studiosi hanno ottenuto un metodo per ottenere silice da lolla di riso. Molto resistente, praticamente inattaccabile dagli insetti ed immarcescibile: contiene però silice, convertibile in silicio ed utilizzabile nella produzione della gomma. La sua funzione è ridurre al minimo l'attrito tra la ruota e la strada, migliorando il risparmio di carburante ed è biodegradabile.
Secondo Goodyear, una volta prodotti con questo silice i pneumatici non si differenzieranno in niente dai normali ed avranno la stessa durata, senza variare rispetto agli altri pneumatici e al prezzo. La lolla di riso costituisce variabilmente il 17-23 % di ogni quantità di risone, il riso grezzo appena raccolto dal quale viene separata mediante il processo meccanico della sbramatura (due dischi abrasivi, gli sbramini, che scorticano il chicco grezzo). A livello mondiale si tratta di una quantità enorme di materiale di scarto, circa 80 milioni di tonnellate l’anno, che fin’ora erano destinate a servire solo come fondo per le lettiere degli animali da fattoria. Ora l'azienda sta negoziando con i fornitori potenziali di questa materia (riso), in Asia, Stati Uniti e Brasile, per poi iniziare la produzione a partire dal 2016.
Per Giovanni D'Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, l'applicazione apre, potenzialmente, un nuovo scenario allo sviluppo della mobilità su gomme: derivando il silicio dagli scarti del riso, potrebbe, data la disponibilità, determinare un ulteriore riduzione del trasporto inquinante e del costo delle merci.
lunedì 2 febbraio 2015
I Google Glass, alla guida sono pericolosi. Per l'Ufficio prevenzione infortuni svizzero andrebbero vietati al volante
I Google Glass, alla guida sono pericolosi. Per l'Ufficio prevenzione infortuni svizzero andrebbero vietati al volante
La commercializzazione futura di occhiali digitali come i Google Glass potrebbero causare se utilizzati durante la guida problemi di sicurezza. Sono in molti, infatti, a ritenere che l’utilizzo dei tanto chiacchierati occhiali per la realtà aumentata del colosso delle ricerche in rete possa creare non pochi problemi in determinate circostanze come ad esempio quando si è alla guida di un veicolo. Per l'Ufficio prevenzione infortuni svizzero (UPI), nella loro versione attuale gli occhiali di Google andrebbero vietati al volante, avvalorando la tesi di un recente ed approfondito studio condotto dall’università della Florida.
Le implicazioni che l'uso di tali strumenti potrebbe avere a livello di sicurezza e a livello giuridico quali la copertura assicurativa e incidenti, sono elevate dal momento che simili prodotti distraggono chi li porta, sia attraverso l'impiego di funzioni e applicazioni sia attraverso il display grafico posto direttamente all'altezza degli occhi.
La conferma arriva dai ricercatori che hanno condotto alcuni test ed hanno confrontato la reazione di ogni partecipante agli stessi con i Google Glass. Coloro che hanno utilizzato i Google Glass sarebbero più lenti a frenare in tempo durante la fase di guida di una vettura. Inoltre, messaggiare con gli occhiali avrebbe influenzato in maniera negativa le performance della guida. Secondo un portavoce dell'UPI, il fatto di poter leggere email, inviare sms o consultare le previsioni meteo rappresenta una distrazione dalla guida. Tali occhiali andrebbe quindi proibiti quando ci si trova al volante.
Per Giovanni D'Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, stando a quanto emerso dallo studio i Google Glass, pur essendo un dispositivo utilizzabile a mani libere senza alcun tipo di problema, al volante risulterebbe pericoloso tanto quanto l’utilizzo di strumenti elettronici come il cellulare. Per tali ragioni,l'atteggiamento scettico potrebbero cambiare qualora i futuri occhiali digitali in commercio potessero offrire applicazioni utili alla sicurezza stradale, come per esempio la possibilità di riconoscere un ostacolo o un pedone sulla carreggiata.
Proprio negli Stati Uniti l'uso di Google glass al volante è già stato oggetto di un processo in California a fine 2013, il primo del genere.
Una donna è dovuta comparire davanti al giudice per eccesso di velocità, con l'accusa ulteriore di essere stata distratta a causa dei Google Glass. Negli Usa è vietato l'uso di televisori o monitor che ostacolano la visuale del guidatore. Tuttavia, ancora non è chiaro se gli occhiali digitali rientrino nel campo di applicazione della legge, dal momento che l'invenzione di simili aggeggi è posteriore alla redazione della normativa americana attualmente in vigore.
Virus di Facebook: un video porno infetta migliaia di utenti
Virus di Facebook: un video porno infetta migliaia di utenti. Più di 110.000 gestori hanno aperto il link che porta al presunto video e si è concluso con il proprio account infettato
Nell’ottica di tutela dei consumatori e degli utenti di internet, Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, porta all’attenzione del pubblico un ulteriore attacco alla sicurezza della rete di rilevanti proporzioni che, al momento, è sfuggito ai media italiani. L'ultimo video che circola sul colosso statunitense della rete Facebook, con cosiddetti contenuti pornografici, è riuscito a infettare 110.000 utenti ed avrebbero apparentemente diffuso malware che inficiano le operazioni sui computer infetti e potrebbero fornire agli intrusi l'accesso ad informazioni private.. Ha dare l'allarme sulla sicurezza il blog Threatpost, che ha analizzato le prestazioni del virus nel social network e ha dato il numero dei dati infetti. Il virus sarebbe collegato al Profilo di un amico su Facebook per essere visibile per un numero limitato di persone. In esso si può vedere una scena porno pubblicata su Youtube, già pubblicata da un altro sospetto. Tuttavia, la scena non si vede. Quando l'utente tenta di visualizzare il video, può solo guardare alcuni secondi finché non viene visualizzato un messaggio. I Paesi più colpiti sono la Francia, la Gran Bretagna, Italia e la Romania.
Gli autori dell'attentato non sono noti, ma sono chiaramente finanziariamente motivati e hanno i loro servizi offerti ad altri attori.
Ebola, un nuovo caso sospetto a Berlino
Ebola, un nuovo caso sospetto a Berlino
L'epidemia di Ebola mantiene il mondo con il fiato sospeso: secondo l'OMS nell'epidemia sono morte finora 8.810 persone, delle almeno 22.092 rimaste contagiate. A Berlino, vi è di nuovo un caso sospetto di Ebola.
Alle 17.15 di oggi, allarme all'ospedale civile di Berlino: un paziente presenta i sintomi dell’infezione, ha dichiarato un portavoce dell' Hospital Kreuzberg. Il pronto soccorso è stato inizialmente vietato. Il paziente viene trasferito all'Ospedale Militare per analizzare i sintomi in modo più accurato.
L'ultimo paziente con sospetta infezione di Ebola ha lasciato il 19 gennaio, la clinica.
Le ultime notizie prima di questa sull'infezione, sottolinea Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, riguardava la guarigione dell'infermiera di Save the Children che aveva contratto il virus ebola in uno centro di trattamento per il virus dell'organizzazione internazionale che è stato allestito in Sierra Leone. Pauline Cafferkey, infermiera scozzese, è riuscita a vincere sul virus. A inizio di gennaio 2015, quando in Italia ricevevamo buone notizie dall'Ospedale Spallanzani di Roma, per la guarigione di Fabrizio Pulvirenti, la donna era ritornata nel suo paese e subito aveva notato i primi sintomi di contagio.
Da allora l'infermiera scozzese è rimasta ricoverata in ospedale e oggi può uscire, perché è guarita.
domenica 1 febbraio 2015
Nuove truffe agli anziani. Lo Sportello dei diritti: le vittime fermate per strada ed accompagnare in banca o all'Ufficio postale per ritirare le somme di denaro, con il pretesto di vantare un credito
Nuove truffe agli anziani. Lo Sportello dei diritti: le vittime fermate per strada ed accompagnare in banca o all'Ufficio postale per ritirare le somme di denaro, con il pretesto di vantare un credito.
E’ difficile quantificare un fenomeno criminale che spesso non è oggetto di denuncia, ma che a sentir dire dagli addetti delle Forze di Polizia ed esaminando i casi formalmente segnalati è in preoccupante aumento: le truffe agli anziani. Un pò per reticenza, un pò per paura di essere derisi, infatti, molto spesso gli anziani frodati, in una buona parte dei casi, specie se soli, preferiscono non denunciare il tentativo o l’avvenuta truffa. Statistiche parlano addirittura di una denuncia all’Autorità su tre reati. Alcuni cittadini, di recente, ci hanno segnalato tentativi di truffe ad anziani parenti, attraverso modalità poco conosciute in precedenza. A conferma di quanto recentemente ci è stato segnalato l'allarme lanciato dalla Polizia di Stato di Campobasso che ha segnalato come negli ultimi giorni, in questo centro cittadino, si sono verificate diverse truffe in danno di anziani. In alcuni casi, approfittando dell’ingenuità della persona, la vittima è stata fermata per strada e, con il pretesto di vantare un credito da un suo familiare (es. il computer del nipote riparato ma non ancora pagato, l'assicurazione del figlio in scadenza ecc.), il truffatore si è fatto consegnare somme di denaro, arrivando anche ad accompagnare la vittima in banca o all'Ufficio postale per ritirare le somme di denaro che, a suo dire, gli erano dovute. Il truffatore di solito è una persona distinta, dai modi gentili, che usa un linguaggio forbito. Fa presumere di essere a conoscenza di molte informazioni riguardanti la famiglia della vittima nonché di situazioni che, per il modo con il quale vengono esposte, parrebbero corrispondere al vero. Ebbene, questo è uno dei numerosi episodi denunciati alle Forze dell’Ordine, che ci fanno comprendere come il fenomeno possa essere in preoccupante escalation, anche in conseguenza della sottovalutazione della reale consistenza. Pertanto, Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” partendo dall'allarme lanciato dalla Polizia di Stato invita, pertanto, la cittadinanza a prestare la massima attenzione: non vi fidate, non date confidenza a sconosciuti per strada, anche se sono persone distinte e dai modi affabili. Al minimo sospetto, chiamate il 113 e personale della Polizia di Stato vi raggiungerà e vi darà sostegno. Al fine di prevenire tale tipologia di reati, tra i più spregevoli perché perpetrati carpendo la buona fede di persone vulnerabili come appunto gli anziani, nei prossimi giorni, verranno tenute delle conferenze sul tema, proprio per informare gli anziani sui pericoli e sulle tecniche utilizzate dai truffatori.
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