giovedì 2 luglio 2015
Tecnosport richiama maschere da sub "Omersub". Pericolo rottura lente di vetro.
Tecnosport richiama maschere da sub "Omersub". Pericolo rottura lente di vetro.
Tecnosport sta provvedendo a richiamare maschere subacquee, in quanto la lente del vetro può frantumarsi durante il normale utilizzo. Le maschere difettose sono tutte Omersub Zero Cub. Il brand "OMER" appare sulla zona frontale della maschera con lettere in rilievo. I subacquei che conservano ancora la confezione originale delle maschere dovrebbe guardare se il Codice corrisponde ad UPS 801 773 612 2298 e Omersub MFG Parte # 603NCF. Le maschere sono state prodotte in Cina e vendute a rivenditori americani ed europei di attrezzature subacquee e vendute online su amazon.com e www.omerdiving.com da aprile 2012 a giugno 2015. Finora si conoscono 12 incidenti dovuti alla rottura della lente di vetro delle maschere. I clienti che hanno acquistato questo articolo, riferisce Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, sono pregati di non usarlo.
Honda richiama 30.000 tra moto e maxi scooter. Interessati 37 modelli venduti anche in Europa e Nord America
Honda richiama 30.000 tra moto e maxi scooter. Interessati 37 modelli venduti anche in Europa e Nord America
Honda sta richiamando circa 30.000 tra moto e maxi scooter che possono presentare un serio problema nell'impianto elettrico. Il pulsante di avviamento di tali veicoli potenzialmente potrebbero essere non a tenuta stagna e l'umidità potrebbe infiltrarsi. I pulsanti di avvio difettosi possono subire infiltrazione della pioggia o potrebbero anche malfunzionare se vi è abbastanza umidità dall'atmosfera circostante che potrebbe penetrare. Acqua e o infiltrazioni di umidità potrebbero portare al malfunzionamento del pulsante di avvio, rendendo impossibile la partenza e rendendo il veicolo inservibile. Naturalmente, c'è sempre la possibilità di spingere la moto, ma sappiamo tutti che non è esattamente così che vogliamo usare le nostre due ruote. Ancor più, sembra che l'acqua che potrebbe entrare nel gruppo del pulsante di avvio potrebbe anche portare ad un corto circuito, e questo è più pericoloso che non riuscire a fare avviare la moto. Un difetto che è comune a 37 modelli ed in particolare a 29.232 tra moto e scooter che possono essere stati interessati da questo problema. Non meno di 37 modelli sono stati equipaggiati con lo stesso cablaggio pulsante di avvio, prodotti fra il 2013 e il 2015. Honda consiglia ai clienti di entrare in contatto con il rivenditore più vicino e pianificare un controllo. Se il gruppo pulsante di avvio risulta essere difettoso, i concessionari ne installeranno uno nuovo a titolo gratuito. Alcuni dei modelli interessati dal richiamo sono anche venduti in altri mercati, come l'Europa e il Nord America. Essi comprendono i modelli CBR125R, CBR250R, CBR600RR, gli scooter Integra e altro ancora. Quindi questo significa che i clienti in queste regioni potrebbe benissimo aspettare una lettera da Honda. Giovanni D'Agata presidente dello “Sportello dei Diritti” allerta i proprietari di queste moto a prestare la massima attenzione e a rivolgersi subito alle officine autorizzate o ai Concessionari Honda Italia nel caso in cui la propria moto corrisponda ai modelli in questione.
Mercedes Benz USA richiama E250 BlueTec per rischio incendio
Mercedes Benz USA richiama E250 BlueTec per rischio incendio
Daimler sta estendendo il richiamo del dicembre 2014 per includere i modelli 2015 delle Mercedes-Benz E250 BlueTec e E250 BlueTec 4Matic. L' Amministrazione Nazionale Highway Traffic Safety statunitense, ha spiegato che i modelli coinvolti dalla campagna sareberro a rischi di incendio causati da una perdita d'olio. Secondo la NHTSA nei veicoli interessati, l'olio può fuoriuscire da tutto il perimetro della guarnizione tendicatena. Le perdite d'olio possono gocciolare sulla superficie del motore caldo, aumentando il rischio di incendio. Inoltre, l'olio che fuoriesce versandosi in strada, può essere un pericolo per gli altri veicoli, aumentando il rischio di un incidente. I veicoli interessati sono stati fabbricati tra il 3 novembre 2014 e il 15 dicembre 2014. Pur non essendoci stati incidenti, segnala Giovanni D'Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, è consigliabile che i proprietari di queste auto prestino la massima attenzione e che si rivolgano subito alle autofficine autorizzate o ai Concessionari in Italia nel caso in cui la propria autovettura corrisponda ai modelli in questione.
mercoledì 1 luglio 2015
Arriva la parziale riforma del processo tributario. Accolte molte proposte dell'avvocato Maurizio Villani e sostenute dallo "Sportello dei Diritti"
Arriva la (parziale) riforma del processo tributario. Accolte molte proposte dell'avvocato Maurizio Villani e sostenute dallo "Sportello dei Diritti"
Un primo passo avanti verso una giusta tutela dei contribuenti è arrivata lo scorso 26 giugno con l'approvazione del decreto legislativo da parte del Consiglio dei Ministri che ha modificato, almeno parzialmente, il processo tributario accogliendo molte delle proposte dell'avvocato Maurizio Villani, consulente dello "Sportello dei Diritti", e sostenute per l'appunto dalla nostra associazione.
Per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, che ringrazia lo straordinario e tenace impegno del tributarista che da anni va decantando la necessità di un processo tributario più equo, si tratta di un primo step che ci auguriamo possa avviare una vera e propria rivoluzione nella materia che possa mettere definitivamente sullo stesso piano contribuente e Fisco.
Di seguito, quindi, riportiamo un articolo a firma dell'avvocato Villani che chiarisce i punti salienti della riforma alla luce delle proposte dello stesso.
Delega Fiscale. La parziale riforma del processo tributario
Il Consiglio dei Ministri di venerdì 26 giugno 2015 ha approvato il decreto legislativo di parziale riforma del processo tributario alla luce dell’art. 10 della legge delega n. 23 dell’11/03/2014 (in G.U. n. 59 del 12/03/2014).
Il suddetto decreto legislativo sarà inviato alle Commissioni finanze di Camera e Senato che, entro 60 giorni, dovranno dare un parere obbligatorio ma non vincolante.
Le modifiche processuali introdotte recepiscono molte mie proposte che vado facendo da oltre trent’anni e che ho prima indicato nel mio libro del 25/01/2000 <> (Congedo Editore) e successivamente, dopo la pubblicazione della legge delega, che ha ripreso molte mie proposte, ho inserito nel disegno di legge della Senatrice Gambaro, presentato al Senato il 06 agosto 2014 (n. 1593).
Queste mie proposte ed iniziative letterarie (visionabili e scaricabili dal mio sito www.studiotributariovillani.it), nel corso di vari incontri e convegni, sono state condivise ed apprezzate da UNAGRACO, COMMERCIALISTA TELEMATICO, C.U.G.I.T e molti altri Organismi ed Ordini Professionali.
In sostanza, le mie proposte tendono a mettere su un piano di perfetta parità processuale il fisco ed il contribuente, che non ha, oggi, la possibilità di potersi difendere efficacemente con i limiti istruttori attuali (come, per esempio, il divieto della testimonianza e del giuramento).
Nel mio progetto di legge, altresì, ho previsto che la gestione e l’organizzazione del processo tributario sia affidata al Ministero della Giustizia o alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, sottraendola, come è oggi, al Ministero dell’Economia e delle Finanze, che è una delle parti in causa e che ha interesse a limitare gli strumenti difensivi del contribuente per costringerlo a conciliare subito in primo grado ed a pagare nel più breve tempo possibile.
Questa mia proposta organizzativa per il momento è stata accantonata e spero che possa essere oggetto di riesame ed analisi nella seconda fase di riforma generale del processo tributario, che dovrebbe avvenire entro la fine di quest’anno.
In ogni caso, sono da condividere le principali modifiche processuali intervenute, che praticamente riprendono alcune mie iniziali proposte fatte quindici anni fa’ e che si riferiscono, in particolare, ai seguenti istituti processuali:
- possibilità di conciliare le cause anche in appello e Cassazione;
- possibilità di sospendere il processo tributario quando pendono altri processi collegati, ai sensi dell’art. 295 c.p.c.;
- condanna sempre alle spese processuali, in quanto la compensazione deve essere un caso eccezionale e per specifici motivi da evidenziare in sentenza;
- possibilità di condanna per lite temeraria alle parti, compresi gli uffici fiscali, che intraprendono un giudizio che sanno essere perdente o dilatorio;
- possibilità di ottenere la sospensione dell’esecuzione delle sentenze anche in appello ed in Cassazione;
- esecuzione immediata della sentenza per tutte le parti in causa, nel senso che l’ufficio fiscale deve sempre procedere al rimborso anche se impugna la sentenza.
Queste ed altre modifiche processuali sono contenute nel nuovo decreto legislativo, che provvedo a sintetizzare nel modo seguente:
1. i contribuenti potranno difendersi da soli in Commissione Tributaria per le controversie di valore pari a 3.000 euro;
2. le spese del processo devono sempre seguire la soccombenza;
3. risarcimento del danno per lite temeraria nei confronti della parte soccombente;
4. le comunicazioni sono effettuate mediante uso di pec;
5. l’istituto della mediazione è applicabile a tutti gli atti impositivi (non solo quelli dell’Agenzia delle Entrate ma anche dell’Agenzia delle Dogane, degli Enti Locali e dell’Agente della Riscossione) di valore sino a 20.000 euro riferito alla sola imposta, esclusi gli interessi e le sanzioni;
6. la mediazione non preclude più la richiesta di conciliazione giudiziale;
7. nella mediazione le sanzioni si riducono al 35% del minimo edittale;
8. è introdotta la sospensione del processo quando i giudici tributari devono decidere e risolvere una controversia dalla cui definizione dipende la decisione di altra causa, ai sensi e per gli effetti dell’art. 295 del Codice di Procedura Civile;
9. la conciliazione giudiziale, sia in udienza che fuori udienza, è ammessa anche in appello, esclusa la causa in Cassazione, con la riduzione delle sanzioni al 40% nei primi due gradi;
10. la tutela cautelare è ammessa per tutti e tre i gradi del giudizio (Commissione Tributaria Provinciale, Regionale e Cassazione);
11. le sentenze delle Commissioni Tributarie Provinciali e Regionali sono immediatamente esecutive, per cui i rimborsi fiscali devono subito essere fatti al contribuente vittorioso.
Il Decreto Legislativo approvato ieri è un primo passo per risolvere alcuni problemi del processo tributario e da questo punto di vista è da accogliere positivamente.
Sono, però, necessarie ulteriori ed importanti modifiche, quali:
- la gestione ed organizzazione del processo affidata ad un organismo terzo diverso dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, quale il Ministero della Giustizia o la Presidenza del Consiglio dei Ministri;
- la possibilità per il contribuente di potersi difendere senza limiti istruttori, potendo utilizzare le testimonianze ed i giuramenti;
- la possibilità di poter conciliare anche durante il ricorso per Cassazione;
- escludere la possibilità, in caso di mancata riassunzione del processo, di dover pagare per intero l’importo indicato nell’atto oggetto del giudizio invece di fare riferimento al pronunciamento dell’ultima sentenza.
E’ questo l’auspicio per il futuro per mettere concretamente sul piano di perfetta parità processuale il contribuente-cittadino (con il suo difensore) ed il fisco.
Barzellette sessiste sulle bustine di zucchero
Barzellette sessiste sulle bustine di zucchero. "Che differenza c'è tra una donna e un cane? Il prezzo del collare!": battuta di cattivo contro le donne stampata sulle bustine di zucchero circola nei bar. Scoppia la polemica
Sulle bustine dello zucchero fanno capolino barzellette tutt’altro che dolci, che gli ignari clienti si ritrovano a leggere tra un cappuccino e un caffè nei bar e in diversi esercizi pubblici. Le battute prendono in giro le donne offendendole, tanto da far andare su tutte le furie le associazioni femministe che accusano l’azienda produttrice di misoginia. Che l’umorismo possa anche riguardare fatti non piacevoli può essere opinione condivisa, ma che accomuni il cane e la donna è di cattivo gusto. Le bustine già in commercio non possono, però, essere ritirate poiché il numero preciso di quante contengano quella freddura è sconosciuto. A scoprire la ‘promozione sessista’, Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, che condannandola, considera questi messaggi segnali pericolosi perché riflettono purtroppo una tendenza sempre più diffusa alla utilizzazione ed alla giustificazione di linguaggi violenti e maschilisti.
Salsicce secche contaminate da listeria, l'allerta alimentare. Lo segnala oggi l'Ufficio federale della sicurezza alimentare canadese
Salsicce secche contaminate da listeria, l'allerta alimentare. Lo segnala oggi l'Ufficio federale della sicurezza alimentare canadese. Il prodotto viene spedito senza etichetta o codice dalla Polonia in: Canada, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Spagna, Regno Unito, Stati Uniti ed altri. Potenzialmente il prodotto è ancora più pericoloso perchè immesso sul mercato dalla Polonia senza etichette o codici e pertanto immesso nella filiera della grande distribuzione dei vari supermercati.
Batteri di listeria in salsicce secche di una ditta polacca che ha commercializzato il prodotto senza etichetta o codice. Lo segnala Mercoledì l'Ufficio federale della sicurezza alimentare canadese che ha lanciato un'allerta alimentare. Nella salciccia secca polacca prima del consumo sono state trovate tracce di Listeria monocytogenes. I lotti in commercio sono stati venduti in Canada dal 10 giugno 2015 fino a ed incluso il 24 giugno 2015. Le salcicce essiccate interessate ancora esposte sugli scaffali ed etichettate con brand di società italiane possono essere contaminati microbiologicamente. Per questo motivo il produttore che le ha ritirate in Italia ha l'obbligo di ritirarle dai tutti i punti vendita. Più in dettaglio, si tratta di salcicce essiccate che vengono ad oggi vendute in Canada, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Spagna, Regno Unito, Stati Uniti. L’Italia far parte di queste nazioni, e gli acquisti di questi prodotti possono essere effettuati anche su alcuni siti web. La CFIA canadese ha annunciato che la contaminazione è stato rilevata durante il campionamento di routine da parte degli esperti. L'analisi degli ispettori alimentari della Food Inspection Agency canadese ha rivelato una contaminazione da listeria. La causa della contaminazione non è chiara. Secondo le prime indagini, i prodotti sono stati prodotti e commercializzati in piena conformità con i processi validati. La segnalazione è stata diffusa anche attraverso i sistemi di allerta governativi, questo vuol dire che tutti i Paesi interessati hanno ricevuto la notizia.
Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” rilanciando l'allerta riportata dal portale del governo canadese su http://www.inspection.gc.ca, sottolinea che il prodotto è ancora più pericoloso perchè immesso sul mercato dalla Polonia senza etichette o codici e pertanto immesso nella filiera della grande distribuzione dei vari supermercati. Pertanto invita i rivenditori che hanno importato tale prodotto a richiamarlo immediatamente ed ai consumatori di astenersi dall’acquisto della salciccia secca interessata dalla contaminazione invitando chi lo ha già effettuato a non utilizzare il prodotto e a riconsegnarlo al punto vendita, per il rimborso o la sostituzione.
L’altra cosa da ribadire è che gli altri alimenti che non sono interessati al richiamo si possono consumare con serenità.
Blatte, ratti e zanzare. Scoppia il caldo, arriva l’invasione ed i comuni che fanno?
Blatte, ratti e zanzare. Scoppia il caldo, arriva l’invasione ed i comuni che fanno?
Anche quest'anno, si sta ripetendo un fenomeno che ha uno strettissimo rapporto con il clima ed in particolare con il caldo: l’invasione urbana di scarafaggi, topi e zanzare.
A ricordare l'entità del problema allo “Sportello dei Diritti" una serie di segnalazioni giunte da molte città e paesi italiani, dove i cittadini si sentono quasi inermi di fronte alla latitanza dei comuni che troppo spesso con estremo ritardo e solo quando si è giunti ad una vera e propria emergenza, provvedono ad effettuare le disinfestazioni con massicce dosi di sostanze chimiche che non sarebbero necessarie se si prevenisse la calata di questi animali non di certo portatori di buoni presagi, almeno nel contesto urbano.
Sarà per colpa delle casse vuote degli enti locali, saranno i cronici ritardi nelle gestioni di servizi, ma quello della disinfestazione è un problema serio e troppo spesso gestito in situazioni di vera e propria emergenza specie dove il fenomeno, come in certe località del Sud assurge a quello di vera e propria piaga. E si sa che sull'emergenza è possibile speculare, come quando si svolgono massicce campagne di bonifica, molto più costose e dannose perché comportano l’utilizzo di sostanze nocive in maggiore quantità rispetto a quelle necessarie se le disinfestazioni fossero preventive.
Ed allora, appare opportuno segnalare alcuni casi emblematici, come quello di Lecce dove ci viene denunciato l'impegno dei singoli condomini, d'intere palazzine, dove a spese degli inquilini si fanno le veci dell'amministrazione comunale e si provvede a delle vere e proprie bonifiche per eliminare i disagi ed i rischi per la salute connessi con questo fenomeno.
Ancora una volta, quindi, sottolinea Giovanni D'Agata presidente dello “Sportello dei Diritti", ci tocca sperare - giacché la stagione ormai è in fase avanzata e l’invasione già avviata - che l’anno prossimo s’illuminino tempestivamente le menti degli amministratori locali, mentre nel frattempo Noi cittadini siamo ancora una volta costretti a tollerare e protestare.
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