venerdì 4 settembre 2015

USA: "Rischio soffocamento", Kraft amplia ritiro a confezioni di sottilette

USA: "Rischio soffocamento", Kraft amplia ritiro a confezioni di sottilette Attenzione alla plastica. La Kraft Heinz Company ha ampliato il ritiro dal mercato degli Stati Uniti, Porto Rico, Cayman e altri 10 paesi di 335.000 confezioni di 'Singles', la versione americana delle sottilette che comunque a quanto pare non tocca l'Italia.. La Kraft Heinz ritira "volontariamente" determinati lotti del prodotto, si legge, "per la possibilità che una sottile striscia della pellicola utilizzata per confezionare individualmente" ogni fetta "possa rimanere attaccata al formaggio dopo la rimozione dell'involucro. Se la pellicola rimane aderente al formaggio e non viene rimossa, potrebbe provocare rischi di soffocamento". Nella nota si fa riferimento a ulteriore reclami presentati nel mese di luglio e da 2 altri casi in cui sono stati segnalati episodi di soffocamento. Nella sua versione online, il quotidiano fa riferimento ad una nota della Food and Drug Administration. In ogni caso, ricorda Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, è bene sottolineare che non esiste alcun rischio in Italia. Da qui la necessità di un'informazione anche istituzionale a garanzia del consumatore.

giovedì 3 settembre 2015

Allerta viaggiatori: triplicati i casi di dengue a San Paolo del Brasile

Allerta viaggiatori: triplicati i casi di dengue a San Paolo del Brasile Lo “Sportello dei Diritti”, segnala che da mesi l'epidemia di dengue colpisce le principali città del Brasile ed in particolare nei primi otto mesi dell'anno, rispetto al 2014, sono triplicati nello stato di San Paolo, il più ricco e avanzato del Brasile. Secondo un rapporto delle autorità sanitarie i casi accertati alla fine di agosto sono stati 589 mila, contro i 193 mila dello stesso periodo dell'anno scorso. Il picco dei contagi è stato registrato nel mese di maggio, con 175.879 casi."Con l'ondata di calore registrata in inverno il ciclo di riproduzione delle zanzare responsabili del contagio non si è interrotto e, con l'arrivo dell'estate, la lotta non sarà semplice", ha informato una fonte del ministero della Salute paulista. L'Organizzazione mondiale della Salute (Oms) stabilisce la presenza di una epidemia quando i casi superano i 300 ogni 100 mila abitanti. Le autorità locali ritengono che l'epidemia si sia propagata a causa del notevole flusso di turisti provenienti da San Paolo. Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, invita coloro che partono o rientrano dal Brasile, tradizionale meta dei viaggi, a non allarmarsi e a rivolgersi al proprio medico di base in caso di sintomi febbrili.

Ogni tre secondi un caso di demenza nel mondo.

Ogni tre secondi un caso di demenza nel mondo. Previsti 74,7 milioni di malati nel 2030 e 131,5 milioni nel 2050. In tilt la spesa sanitaria mondiale. Secondo gli esperti sottostimata la portata dell'epidemia odierna e futura Nel mondo ogni tre secondi una persona si ammala di demenza di cui oltre la metà dei casi si tratta di Alzheimer. Ad esserne colpiti sono 46,8 milioni di persone, ma la cifra è destinata a raddoppiare ogni 20 anni e i costi aumentano di pari passo. Questi dati allarmanti emergono dal Rapporto Mondiale Alzheimer 2015 realizzato dall'Alzheimer's Disease International (ADI). Il continente maggiormente colpito è l'Asia, dove vivono quasi 23 milioni di persone con demenza, seguito da Europa (10,5), Americhe (9,4) e Africa (4). Ogni anno, secondo il rapporto, i nuovi casi di demenza registrati sono quasi 10 milioni (di cui circa 5 di Alzheimer), una crescita che porterà a una quota complessiva di 74,7 milioni di malati nel 2030 e 131,5 milioni nel 2050. I numeri di questa 'epidemia' parlano chiaro e si traducono immediatamente in costi sia sociali che economici, fino ad ora sottostimati: ad oggi per la demenza si spendono complessivamente 818 miliardi di dollari annui, aumentati di ben il 35% in cinque anni. Si stima che raggiungeranno i 1000 miliardi in tre anni: in pratica molto di più del valore di aziende come Apple (742 miliardi) e Google (368 miliardi). Se fosse una nazione, sarebbe la 18esima economia mondiale. Secondo gli esperti sottostimata la portata dell'epidemia odierna e futura di circa il 12-13% rispetto al Rapporto Mondiale 2009 e con un andamento dei costi che cresce più rapidamente del numero di persone malate. Secondo Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, è necessario aumentare la possibilità di accesso a diagnosi tempestiva, supporto postdiagnostico e migliore accesso all'assistenza, soprattutto in Paesi a basso e medio reddito.

mercoledì 2 settembre 2015

Privacy: riprendere i clienti del negozio con la telecamera di sicurezza senza l’avviso costituisce violazione

Privacy: riprendere i clienti del negozio con la telecamera di sicurezza senza l’avviso costituisce violazione. Le riprese filmate sottoposte all’obbligo d’informativa anche quando servono alla vigilanza sui locali se le immagini degli avventori costituiscono dati idonei a identificarli Giro di vite per i titolari di negozi che all’interno del locale installano per ragioni di sicurezza anche una videocamera senza però avvisare la clientela con l’informativa prevista dal codice per la protezione dei dati personali, compiendo una violazione della privacy. Lo ha stabilito mercoledì la seconda sezione civile della Cassazione con la sentenza n. 17440/15.Il caso nasce perché il titolare di un negozio aveva fatto installare una videocamera per sorvegliare l’accesso dei clienti all’interno del locale. Al termine di un controllo amministrativo, gli agenti verificavano che la telecamera era stata installata senza l’informativa prevista dall’articolo 13 del decreto legislativo 196/03 e procedevano alla contestazione dell’illecito. Il legale rappresentante del negozio chiariva che la videocamera aveva un’esclusiva funzione di sicurezza, non concretizzandosi alcuna violazione della privacy ai danni dei clienti. Anche il tribunale calabrese arrivava alla stessa conclusione, ritenendo che la videosorveglianza rientrasse sì nel concetto di trattamento, ma non integrasse gli estremi della definizione di “dato personale” ai sensi della normativa vigente, pertanto la privacy non era compromessa. Le conclusioni dei giudici di piazza Cavour, che accolgono il ricorso del Garante, sono del tutto differenti. Sbaglia il tribunale a ritenere che la videocamera non fosse destinata alla registrazione, considerato che «alla luce della definizione legislativa, integra trattamento anche la mera attività di raccolta di dati personali». E infatti, così come specifica il decreto legislativo, costituisce “trattamento”, qualsiasi operazione, effettuata anche senza l’ausilio di strumenti elettronici». Per il giudice, invece, la ripresa delle immagini non poteva considerarsi un “dato personale”. Una tesi che il collegio non condivide perché nella vicenda esaminata sussistono entrambi gli elementi in presenza dei quali l’articolo citato prescrive l’obbligo di informativa: «Il trattamento, consistente nella raccolta delle immagini delle persone che accedono nel locale e vengono riprese da una videocamera non segnalata, e il dato personale». È indubbio che l’immagine di una persona costituisca un dato personale, idoneo a identificare il soggetto. Detto ciò, non era preclusa al titolare del negozio la possibilità d’installare la videocamera per esigenze di sicurezza commerciale, ma l’attività, «integrante trattamento di dati personali - spiega la Cassazione - avrebbe dovuto formare oggetto di apposita informativa ai sensi dell’articolo 13 del decreto». Ma c’è di più. Con riferimento all’attività di videosorveglianza senza registrazione, si stabilisce che «nei casi in cui le immagini sono unicamente visionate in tempo reale, oppure conservate solo per poche ore mediante impianti a circuito chiuso (Cctv), possono essere tutelati legittimi interessi rispetto a concrete ed effettive situazioni di pericolo per la sicurezza di persone e beni, anche quando si tratta di esercizi commerciali esposti ai rischi di attività criminali in ragione della detenzione di denaro, valori o altri beni». Le condizioni che legittimano la videosorveglianza comportano, in ogni caso, l’obbligo dell’attività di informativa. Una sentenza, secondo Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, che non fa una grinza.

Viaggi: Lufthansa introduce "tassa" di prenotazione

Viaggi: Lufthansa introduce "tassa" di prenotazione. Nonostante le critiche la compagnia aerea tedesca Lufthansa dal 1° settembre ha introdotto oneri supplementari di 16 euro per prenotazioni effettuate fuori dai canali diretti. A partire dal 1° settembre, gli utenti che non hanno acquistato i biglietti attraverso il sito Web del Gruppo Lufthansa, Lufthansa, Austrian Airlines, Brussels Airlines e Swiss o presso le biglietterie degli aeroporti pagheranno un supplemento di 16 euro (circa $18). A causa di restrizioni legali, la tassa non si applica alle prenotazioni in Brasile, Cina, Hong Kong, Iran, Libia, Nuova Zelanda o Yemen. Finora, il 70 per cento di tutti i voli Lufthansa sono stati prenotati attraverso un sistema di distribuzione globale (GDS), che collabora con siti di prenotazione e agenzie di viaggio. In tal caso, Lufthansa ha richiesto il pagamento di un supplemento del costo di 18 euro. Quando le prenotazioni sono effettuate attraverso il proprio sito o presso le biglietterie di aeroporto, l'azienda fa pagare solo 2 euro a volo. La compagnia aerea ha dichiarato di voler utilizzare il nuovo supplemento “attaccando” i Gds e i costi connessi a tali canali di prenotazione, che intaccherebbero i ricavi dei vettori del gruppo. Nel frattempo, la Travel Association (DRV) ha chiesto all'ufficio federale tedesco di verificare se la nuova tassa discrimina le agenzie di viaggio. Anche gli agenti di viaggio e i Tour Operators' Association hanno presentato una denuncia alla Commissione europea. Per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, il Gruppo Lufthansa ha scelto di andare in una direzione diversa, introducendo oneri per i biglietti acquistati attraverso GDS che penalizzano le agenzie di viaggio e conseguentemente anche gli utenti che scelgono di utilizzare il canale agenziale. Inoltre, nel caso in cui le agenzie di viaggio dovessero modificare il modo in cui accedono ai contenuti Lufthansa, si determinerebbero criticità operative generate dalle diverse procedure di gestione delle prenotazioni, creando una situazione sfavorevole non solo per gli agenti di viaggio ma anche per i consumatori finali: i viaggiatori infatti, potrebbero trovarsi nella condizione di dover pagare di più per lo stesso servizio di cui beneficiano attualmente. Questo nuovo modello renderà più complesse le procedure di comparazione, penalizzando la trasparenza nel settore, che si tratti di operatori professionali o di fruitori del servizio offerto dalle agenzie.

martedì 1 settembre 2015

Furto di dati di 225mila utenti di Apple. Account di iPhone con jailbreak sono stati violati

Furto di dati di 225mila utenti di Apple. Account di iPhone con jailbreak sono stati violati. Un malware si è introdotto nei terminali per copiare informazioni dai profili. Oltre 225mila account Apple sono stati rubati a possessori di iPhone che avevano fatto il jailbreak ai loro telefonini. I dati degli account sono stati accalappiati tramite un malware chiamato KeyRaider, diffuso attraverso Cydia, popolare strumento per effettuare il jailbreak dei telefonini Apple. Lo hanno rivelato i ricercatori di Weiptech e Palo Alto networks, che hanno spiegato come è stato possibile questo cracking e come è stato possibile installare il software malevolo in grado di copiare i dati dei login su un server, colpendo terminali in 18 paesi. Operando in reverse engineering, i ricercatori sono risaliti al server, che si è rivelato vulnerabile, e hanno scaricato circa metà dei dati craccati, prima di essere scoperti e espulsi dal sistema. Anche se è stato bloccato velocemente, il danno è fatto poichè indirizzi email, ID dei dispositivi e ricevute di pagamento erano ormai state rubate e copiate senza autorizzazione. Apple ha sempre sconsigliato di fare il jailbreak che ha causato l’intrusione e di cui quindi non è responsabile. Fra l’altro qualche mese fa era stato scoperto che Hacking Team, la società italiana al centro del recente scandalo di cyberspionaggio, sfruttava gli iPhone ‘liberati’ dal jailbreak per raccogliere informazioni e girarle a governi compiacenti. Questo ulteriore grave colpo alla sicurezza, per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, dà la conferma che i dati sensibili di milioni di clienti in possesso di grandi società possono essere costantemente essere messi alla mercè di più o meno abili criminali informatici nonostante le rassicurazioni di queste multinazionali. Siamo costretti, quindi, a ribadire che la questione dei sistemi di sicurezza dei dati informatici diventa un affare non solo di Stato ma globale, per la quale in assenza di adeguate tutele per i cittadini (si veda per esempio lo scandalo delle intercettazioni ad opera della NSA), lo “Sportello dei Diritti” si appella ancora una volta alla platea degli utenti ed ai consumatori affinché prestino la massima attenzione ai propri dati, e di adottare quelle semplici accortezze come quella di utilizzare password diverse per account diversi e di cambiarle regolarmente oltre ad evitare di fare jailbreak ai loro telefonini. Un altro consiglio è quello di tenere d’occhio sempre il proprio conto e di denunciare immediatamente all’autorità e alla propria banca ogni anomalia per ottenere la restituzione dell’eventuale maltolto.

Inquinamento: due terzi degli uccelli marini hanno spazzatura di plastica nello stomaco

Inquinamento: due terzi degli uccelli marini hanno spazzatura di plastica nello stomaco Riercatori australiani lanciano l'allarme: la maggior parte uccelli marini hanno residui di plastica nello stomaco. Nel 2050, fino al 95 % di tutti gli animali potrà essere interessato. Gli scienziati invocano, quindi, un migliore smaltimento dei rifiuti. I risultati di una recente ricerca sono drammatici: quasi tutti i tipi di uccelli marini avranno problemi a causa dei rifiuti di plastica nel mare nei prossimi decenni. Il 99 % di 186 specie potrebbe assorbire particelle plastica entro il 2050, secondo un team internazionale di ricercatori sulla rivista "Proceedings della National Academy of Sciences". Particolarmente vulnerabili, gli abitanti degli oceani del Sud, quindi anche dell'Oceano Antartico. É noto che la presenza di rifiuti plastica é causa di molti problemi alla vita marina, dei pesci, balene, foche, tartarughe e uccelli marini. Possono rimanere avvolti nella plastica e annegare. Inoltre, le parti inghiottite possono ostruire il tratto digestivo e costringere gli animali ad un destino tragico in quanto muoiono di fame. Inoltre, le tossine si accumulano nella plastica, segnalano i ricercatori guidati da Chris Wilcox ricercatore del CSIRO Marine and Atmospheric Research, di stanza a Hobart, Tasmania.Gli esperti stimano che attualmente ogni anno tra 5 e 13 milioni di tonnellate di immondizia di plastica finiscono nei mari. Attualmente, circolerebbero fino a 580.000 particelle per chilometro quadrato attraverso gli oceani. Particolarmente preoccupante è che la produzione mondiale di materie plastiche aumenta rapidamente e così anche i rifiuti di plastica. Erik Van Sebille dell'Imperial College di Londra, co-autore dello studio, sostiene che gia due terzi degli uccelli marini ha residui di plastica nel tratto digestivo. Ciò potrebbe contribuire al fenomeno per cui il numero di tutte le specie di uccelli marini si potrebbe ridurre della metà."Prevediamo che l'inclusione di plastica negli uccelli marini aumenterà, e che si troverà entro il 2050 nell'apparato digerente di 99 % di tutte le specie di uccelli marini," scrivono i ricercatori. Questa previsione si basa sul presupposto che la produzione globale di plastica raddoppia ogni 11 anni e i rifiuti di plastica in tutto il mondo, aumentando drasticamente di conseguenza nei mari. Il mare di Tasman tra Nuova Zelanda e Australia , nonché la parte settentrionale dell'oceano del sud, che circonda l'Antartide saranno tra i più colpiti. L'unica soluzione é un efficace smaltimento dei rifiuti ed un utilizzo sempre più ridotto dei prodotti in plastica monouso, ricorda Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, che evidenzia come anche il Mediterraneo non sia esente dal problema come più volte abbiamo sottolineato.