venerdì 2 ottobre 2015

Batteri nocivi nel formaggio francese "Roquefort". Scatta il ritiro in Europa

Batteri nocivi nel formaggio francese "Roquefort". Scatta il ritiro in Europa. Lo segnala oggi l'Ufficio federale della sicurezza alimentare tedesco che raccomanda alla popolazione di non mangiarlo Le autorità francesi e tedesche avvertono della presenza di batteri nocivi nel formaggio francese "Roquefort". Il comunicato diffuso oggi dall'Ufficio federale della sicurezza alimentare tedesco è molto chiaro e non lascia spazio a dubbi. Nel formaggio prima del consumo sono state trovate tracce di Escherichia coli. Tutti i lotti in commercio avente termine scadenza 23.12.2015 possono essere contaminati microbiologicamente e per questo motivo il produttore ha ritirato dai tutti i punti vendita i prodotti interessati ancora esposti sugli scaffali. I supermercati a loro volta dovrebbero avere sbandierato un cartello per avvisare i clienti. Più in dettaglio, si tratta del LOTTO: 362.212 del formaggio francese " Roquefort" 100 g con marchio commerciale della "Grand Maitre" EAN: 4002156042084. Il formaggio "Roquefort" è un formaggio francese, erborinato, prodotto con latte di pecora, originario di Roquefort-sur-Soulzon (Francia centrale). La caratteristica principale del Roquefort è la presenza di venature blu-verdi (simili a quelle dell'italiano gorgonzola), dovute all'azione di un agente (il Penicillium roqueforti o Penicillium glaucum) che favorisce lo sviluppo di muffe. Il formaggio viene fatto maturare in un sistema di grotte in cui temperatura e umidità rimangono costanti nel tempo. Il gusto varia a seconda del tempo di maturazione, che può andare dai tre ai nove mesi. Dal 1979 è certificato con l'Appellation d'origine contrôlée (AOC), analogo alla certificazione italiana DOC, e dal 1996 con l'Appellation d'origine protégée (AOP) equivalente francese dell'italiana Denominazione di origine protetta. Questo prodotto caseario era in vendita presso alcune filiali in Germania e commercializzato anche in Italia.Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” rilanciando l'allerta riportata dal portale del governo tedesco su Lebensmittelwarnung.de, invita i consumatori di astenersi dall’acquisto del lotto del formaggio interessato invitando chi lo ha già effettuato a non utilizzare il prodotto e a riconsegnarlo al punto vendita, per il rimborso o la sostituzione. Mentre per chi avesse già consumato il formaggio si consiglia di consultare il medico di famiglia qualora si presentino i sintomi indicati sopra. Per evitare futuri problemi, aziende ed autorità non possono dare per scontato che i prodotti alimentari siano tutti e sempre sicuri; servono verifiche sul campo approfondite, sui processi e sui controlli, in laboratorio e a tavolino. Sono episodi del tutto evitabili, se si procede nella maniera giusta. L’altra cosa da ribadire è che i formaggi francesi non coinvolti si possono mangiare con serenità.

Scandalo dieselgate: Usa allargano indagine ad altri marchi

Scandalo dieselgate: Usa allargano indagine ad altri marchi Le autorità americane allargano l'indagine sulle emissioni diesel partite con Volkswagen ad altri marchi negli Stati Uniti per accertare se abbiano ingannato o meno. Lo riporta il Financial Times, sottolineando che l'indagine riguarderebbe una ventina di modelli di Bmw, Chrysler, General Motors, Land Rover e Mercedes Benz. Intanto anche in Italia, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, l’Antitrust ha avviato un procedimento istruttorio, nei confronti della società Volkswagen AG e della sua filiale che opera nella distribuzione di autoveicoli del gruppo in Italia. L'ipotesi istruttoria dell' autorità garante della Concorrenza riguarda la possibilità di una pratica commerciale scorretta in relazione alla vicenda relativa alla commercializzazione di autoveicoli e mezzi commerciali con caratteristiche qualitative e classe di emissione inquinante che sarebbero, nella realtà, inferiori ai valori dichiarati.

Ad un passo dall'immortalità? Auto-test: scienziati russi iniettato batteri preistorici

Ad un passo dall'immortalità? Auto-test: scienziati russi iniettato batteri preistorici Negli ultimi giorni, una notizia ha calamitato l’attenzione della comunità scientifica che si occupa di genetica e più in generale di studi sulla longevità. Uno scienziato russo sostiene di essere diventato resistente all'influenza grazie ad un'autoiniezione di batteri vecchi di 3,5 milioni di anni. Questo auto-test può essere la chiave per l'immortalità secondo lo scienziato russo Anatoli Brouchkov, capo del dipartimento di Geokryologie presso l'Università statale di Mosca, che è diventato una cavia umana iniettandosi alcuni batteri che potrebbero rivelarsi un elisir di longevità. Gli scienziati lo hanno testato su topi e cellule del sangue umano, ma questo non era sufficiente per Brouchkov, che ha deciso di iniettarsi i microbi e vedere che succede. Secondo il ricercatore il test non presentava pericoli, anche perché il batterio sarebbe in realtà presente in tracce nelle acque della regione assunta dalla popolazione locale, il popolo Yakut, che bevendola per molto tempo ha ingerito questi microrganismi. A quanto pare queste persone sembrano persino vivere più a lungo rispetto ad alcuni altri Paesi. Inoltre il ricercatore ha dichiarato che non ha avuto l'influenza per due anni. Forse ci sono stati alcuni effetti collaterali, ma servirebbero speciali apparecchiature mediche per individuarli. Ancora altri test sono necessari, perché non si conosce ancora esattamente l'effetto dei batteri, ma forse questo è il primo passo verso l'immortalità. Naturalmente, esperimenti simili devono essere realizzati in laboratorio, con attrezzature speciali, controlli e statistiche. Allora si potrà dire con chiarezza quali sono tutti gli effetti. A tal proposito non ci sono ricerche in merito pubblicate sulle riviste scientifiche, osserva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, per cui la cautela è d’obbligo. Se una simile miracolosa soluzione non vi alletta, al momento le uniche soluzioni più promettenti già disponibili sono quelle degli antiossidanti. Quale che sia la verità, gli antiossidanti potranno mantenerci giovani e longevi per un po’, ma solo la genetica potrà veramente regalarci l’immortalità. Per farcene cosa, poi, è tutto da capire.

Coca-Cola, Pepsi, Sprite: livelli di zucchero variano a seconda del paese. In Italia una lattina di Sprite contiene 30 grammi di zucchero. In Thailandia, 47.

Coca-Cola, Pepsi, Sprite: livelli di zucchero variano a seconda del paese. In Italia una lattina di Sprite contiene 30 grammi di zucchero. In Thailandia, 47. Nel caso in cui non eravate consapevoli, le bibite, sono il male assoluto, in quanto queste bevande gassate contengono hanno un contenuto di zuccheri davvero elevatissimo. Ma forse il consumatore non sa che i prodotti della stessa marca hanno una composizione differente a seconda del paese in cui viene commercializzato. Un'associazione britannica, l'Actiononsalt.org.uk, ha esaminato il tasso di zucchero contenuto in una lattina di Sprite, Coca-Cola, Schweppes e Dr. Pepper in tutto il mondo. Per esempio in Italia o in Germania una lattina di Sprite contiene 30 grammi di zucchero mentre in Thailandia 47 grammi. Mentre nella Schweppes, ci sono 45 grammi di zucchero in un barattolo acquistato negli Stati Uniti, 29 in Italia e 17 solo nel Regno Unito. Secondo l'associazione, la differenza da un paese all'altro può consistere nell'equivalente di 7 cucchiai di zucchero per alcune bibite. Il test è scioccante, commenta Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, e ha sicuramente una base di verità. Gran parte delle bibite zuccherate hanno davvero quantità eccessive e per questo andrebbero consumate molto poco. Tutti i risultati sono consultabili sull'allegato on line implementato nel sito http://www.sportellodeidiritti.org.

giovedì 1 ottobre 2015

La Volkswagen ritira 4000 vetture dal mercato britannico

La Volkswagen ritira 4000 vetture dal mercato britannico. Si tratta del 3% dell'attuale stock di vetture del gruppo tedesco La Bbc ha riferito che la casa automobilistica tedesca Volkswagen sta ritirando 4000 veicoli nuovi dal mercato britannico. VK ha ritenuto che le vetture possano essere state equipaggiate con i dispositivi al centro dello scandalo sulle emissioni truccate. Secondo Bbc si tratta del 3% dell'attuale stock di vetture del gruppo tedesco che controlla anche i marchi Audi, Skoda e Seat, oltre alla Bentley consegnate di recente alle concessionarie e ai rivenditori del Regno Unito. In Gran Bretagna, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, si sospetta peraltro che siano già quasi 1,2 milioni i veicoli circolanti 'coinvolti', in relazione allo scandalo Volkswagen. Mentre una ricerca tedesca condotta su scala europea, sulla base di standard più rigorosi di quelli richiesti dalla normativa attuale, allarga l'allarme sul livello di emissioni anche ad altre grandi case automobilistiche. Alcuni modelli emetterebbero nell'ambiente gas nocivi ben maggiore di quello rilevato con i metodi odierni, addirittura fino a oltre 10 volte la soglia di rischio fissata dall'Ue.

Dopo Volkswagen, uno scandalo Samsung?. "Alcune tv consumano meno solo durante i test"

Dopo Volkswagen, uno scandalo Samsung?. "Alcune tv consumano meno solo durante i test" Alcuni televisori prodotti da Samsung su cui è impiegato il "motion lighting" avrebbero dei consumi energetici maggiori in condizioni reali di quanto non risulti dai test ufficiali. Lo afferma, secondo quanto riporta il Guardian, uno studio dell'organismo indipendente ComplianTV. La funzione 'Motion Lighting' dei televisori riduce la luminosità dello schermo, e quindi il consumo di energia, nelle condizioni di test della commissione elettrotecnica internazionale (Iec), che prevedono la riproduzione di sequenze veloci di vari filmati. Gli esperti, invece, hanno trovato 'sensibili differenze' che potrebbero essere dovute a un software che si attiva durante i test, come successo per i veicoli Volkswagen. In condizioni reali però i ricercatori non hanno registrato nessuna riduzione dei consumi. "I laboratori hanno osservato diversi comportamenti delle tv durante le misure, si legge nel rapporto, e questo suggerisce la possibilità che gli apparecchi riconoscano una procedura di test e adattino il consumo di energia". Samsung ha già risposto che la sua tecnologia di "motion lighting" serve esclusivamente a ridurre la luminosità in presenza di immagini molto dinamiche come quelle dei film di azione o degli eventi sportivi. La Commissione Ue ha invece garantito al Guardian che indagherà su ogni possibile violazione e adotterà un inasprimento delle norme in questo settore. Il problema non sarebbe nuovo, osserva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”. Diversi autorità nazionali di paesi dell'UE, come quella svedese, Suedeoise, avrebbe segnalato a Bruxeless tali pratiche. Al momento non si rilevano profili di illegalità ma un forte scostamento tra i consumi reali e quelli di laboratorio.

USA: trucco emissioni. Anche ibride " imbrogliano " su consumi ed emissioni

USA: trucco emissioni. Anche ibride " imbrogliano " su consumi ed emissioni. La denuncia dell'International Council of Clean Transportation, che fa l'esempio della Mitsubishi Outlander PHEV La casa tedesca non è l'unica a manipolare i test su consumi ed emissioni delle automobili. Consumi ed emissioni reali molto più elevati di quelli omologati per le ibride e soprattutto per le ibride plug-in con maxi batteria.Lo denuncia l'International Council of Clean Transportation (Icct), l'ente che ha scoperto il "trucco" Volkswagen e che fa l'esempio della Mitsubishi Outlander PHEV, vettura ibrida plug-in più diffusa in Europa. Nel report, dell'International Council on Clean Transportation. mostra come le case automobilistiche, tutte, senza distinzione, 'barino': BMW-Audi dichiara consumi in media del 30% inferiori al reale, Mercedes del 26%, Fiat del 24%, Peugeot-Citroen del 16%, Toyota del 15%. E negli anni sono diventate sempre più brave ad 'imbrogliare'. I dati dichiarati sono sempre più lontani da quelli rilevati nella vita reale: nel 2001 lo scostamento medio era del 10%, nel 2011 è diventato del 25%. Il divario tra prestazioni reali e prestazioni dichiarate si è allargato soprattutto tra il 2007 e il 2008 anno in cui l'UE ha introdotto obiettivi vincolanti per ridurre le emissioni del parco auto e in cui diversi paesi sono passati a sistemi di tassazione basato sulla CO2 rilasciata per km percorso. E tutte le case oggi forniscono dati molto più inattendibili che in passato.Il report , probabilmente il lavoro più completo tra i diversi usciti sul tema, mette a confronto i dati dichiarati dalla case con un ampio set di rilevazioni nella vita reale elaborato da compagnie di leasing, riviste specializzate e associazioni dei consumatori. Un confronto che ottiene un risultato ben sintetizzato dal grafico, dove il valore 100% indica i dati dichiarati dalla case e le linee colorate sono quelli ottenuti dalle diverse rilevazioni indipendenti su strada. Barano praticamente tutte le case osserva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” nei test da cui si ricavano i dati su consumi ed emissioni. Mai come oggi si deve diffidare dei valori ufficiali forniti dalle aziende: la realtà con cui ci si confronta alla pompa di benzina è sempre ben diversa dalla cifre dichiarate.