mercoledì 2 dicembre 2015
Modella statunitense Kylie Jenner: foto sexy su di una sedia a rotelle sulla copertina di una rivista che fa infuriare i disabili e il web.
Modella statunitense Kylie Jenner: foto sexy su di una sedia a rotelle sulla copertina di una rivista che fa infuriare i disabili e il web.
Kylie Jenner ha sorpreso tutti con le foto fatte per una rivista. Come le sorelle, anche la piccola di casa Kardashian-Jenner ama provocare. Ma Kylie Jenner sembra averla fatta davvero grossa questa volta, facendo infuriare varie associazioni e molti disabili in generale. A sollevare le polemiche, oltre alle immagini di una Kylie Jenner in abiti da amante del sadomaso, sono stati soprattutto il fatto che la bella diciottenne posasse seduta su una sedia a rotelle e con un’espressione del tutto alienata e passiva, il tutto per un servizio fotografico per Inerview Magazine. Insomma, Kylie Jenner non avrebbe rappresentato in modo dignitoso la disabilità e avrebbe mandato su tutte le furie le associazioni operanti nel campo, che hanno visto nelle foto una grave mancanza di rispetto. Un'immagine disturbante, secondo molti. Che di artistico non ha proprio nulla. E' di questo parere Emily Smith Beitiks, direttrice associata del Paul K. Longmore Institute on Disability di San Francisco, che in un'intervista alla CNN ha dichiarato: "Le persone con disabilità sono spesso viste senza forza e queste immagini non fanno che rafforzare tale idea. Penso sia ritratta come un oggetto e rappresentata come un giocattolo sessuale e quella sedia a rotelle è un ulteriore elemento di passività". Subito, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, la rivista è corsa ai ripari, cercando di scusarsi sostenendo la scelta artistica: "La nostra intenzione era di dare vita a delle foto che portassero la gente a riflettere sull'immagine e l'espressività, compresa quella con la sedia a rotelle. Certamente non volevamo offendere nessuno". Intanto dai profili social di Kylie sparisce la foto incriminata.
Inchiesta choc: ciclone doping anche sull'Italia. Ventisei atleti azzurri rischiano la squalifica. Annientato lo sport.
Inchiesta choc: ciclone doping anche sull'Italia. Ventisei atleti azzurri rischiano la squalifica. Annientato lo sport.
Il doping mette all’angolo anche l'Italia allargandosi sempre più a macchia d'olio. Dopo aver travolto la Federazione russa, il ciclone si è abbattuto anche sull'Italia. La Procura antidoping della Nado-Italia ha infatti chiesto due anni di squalifica nei confronti di 26 atleti azzurri per eluso controllo, in seguito agli sviluppi dell'indagine dei Carabinieri di Trento, su mandato della procura di Bolzano, e agli accertamenti della stessa Procura antidoping. Tra questi vi sono anche nomi piuttosto noti, come Andrew Howe, oro europeo nel 2006 e argento mondiale nel 2007 nel salto in lungo, o il campione iridato nell'asta del 2003 e bronzo alle Olimpiadi di Atene Giuseppe Gibilisco. Ma anche Simone Collio (argento europeo nel 2012 nella 4x100m) e Fabrizio Donato (campione europeo nel salto triplo nel 2012). Sbaglia chi crede che il doping sia una pratica riservata ai campioni, commenta Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”. E’ un fatto di costume molto più diffusa di quel che si pensi. Per esempio dai dati si pensa che almeno il 15-20% dei ciclisti amatoriali faccia uso di sostanze proibite, un amatore su quattro, una stima agghiacciante ed è solo la punta dell’iceberg e nessuno sa cosa ci sia sotto. In particolare nel ciclismo amatoriale continua a circolare di tutto, specie eccitanti e ormoni tra cui la famosa eritropoietina spendendo cifre importanti per doparsi:circa 500€ per un ciclo di epo, fino a 3-4mila euro per coprire la stagione. Perché i controlli non esistono.
Vaccino Meningitec: nessun pericolo secondo l’Agenzia per il farmaco francese (MSNA).
Vaccino Meningitec: nessun pericolo secondo l’Agenzia per il farmaco francese (MSNA). Ma le analisi del capello hanno rilevato livelli di piombo, stagno, silicio e alluminio nei capelli di persone vaccinate.
Il ritiro del vaccino Meningitec dal mercato ha trascinato centinaia di famiglie nel panico. Oggi nel corso di una conferenza stampa, la National Security Agency (MSNA) ha dichiarato che le partite difettose del vaccino Meningitec non hanno rappresentato un rischio per la salute dei francesi e degli europei. L'Agenzia si è pronunciata in risposta alle 580 denunce di genitori i cui figli soffrono di condizioni particolari, dopo aver ricevuto questo vaccino. Il Meningitec è un vaccino usato nei neonati, adolescenti e adulti, per prevenire la meningite. Nel settembre del 2014, tutte le partite di questo vaccino sono state ritirate dal mercato in Francia. In Italia il ritiro è stato disposto con due provvedimenti emessi dall’Agenzia del farmaco italiana (Aifa) il 26 settembre e il 6 ottobre 2014. Sotto accusa undici lotti del farmaco che immunizza dal meningococco C e viene somministrato a bambini tra i 12 e i 15 mesi, prodotto dalla casa farmaceutica olandese Nuron Biotech, entrati in commercio in Italia a partire da maggio 2013. All’interno delle fiale è stata riscontrata “la presenza di corpo estraneo color arancio rossastro identificato come ossido di ferro e acciaio inossidabile. In seguito a questa scoperta, un laboratorio conduce il ritiro di tutto il mondo di 21 lotti. Quando la National Security Agency (MSNA) è stata informata della scoperta, ha subito ritirato tutti i lotti distribuiti su territorio francese. In tutto, sono state ritirate in Francia 800.000 siringhe. Da questo episodio, il CSP (Centro Specialità Farmaceutiche), ha smesso di vendere il vaccino distributo in Francia e subito dopo anche in Italia. Allo stesso tempo, è stato segnalato un picco di segnalazioni di reazioni anormali su bambini che avevano ricevuto il vaccino. Nei bambini vaccinati con lotti adulterati sono stati osservati sintomi come la diarrea acuta, febbre alta, disturbi del sonno, irritabilità eccessive o eruzioni cutanee. Fino ad oggi in Francia, 580 famiglie hanno presentato denunce contro il CSP. Secondo i genitori le siringhe possono contenere metalli pesanti. Per loro, questi vaccini stanno causando i sintomi nei bambini vaccinati. Sulla decisione della Corte Suprema di Clermont-Ferrand, diversi collegi di esperti, composti da pediatri e tossicologi presenti in tutta la Francia, sono stati incaricati per determinare la responsabilità del distributore francese. L’Agenzia per il farmaco francese, fino a quel momento in silenzio, ha fatto il punto in una conferenza stampa. Secondo i risultati, "il monitoraggio di farmacovigilanza e alle indagini svolte dall'Ufficio della MSNA, dopo il richiamo dei lotti, non hanno dimostrato un rischio per la salute delle persone vaccinate. Le particelle di ruggine recuperati provengono da una porzione del cappuccio della siringa, e quindi non sarebbe stato in contatto con la soluzione vaccino. La siringa, che sarebbe stata contaminata da queste particelle, non sarebbe mai stato distribuita in Francia. Un altro importante punto. "Le analisi tossicologiche non mostrano rischi connessi con l'eventuale presenza di particelle di ruggine" secondo il direttore generale dell'Agenzia, solo i metalli che compongono la ruggine, cioè ferro, nichel e cromo sono stati trovati nei lotti difettosi. Altri procedimenti legali, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti", relativi a questo stesso vaccino sono in corso anche in Italia, Brasile, Australia e Nuova Zelanda. Inoltre le analisi hanno confermano la contaminazione dei metalli. Le analisi del capello hanno rilevato livelli di piombo, stagno, silicio e alluminio nei capelli di persone vaccinate. Di questi, molti bambini, soffrono di sintomi persistenti. Mentre i Governi si lavano le mani, i genitori, come nel caso della Francia, devono ricorrere ai tribunali affinché si possano controllare i bambini e monitorare il vaccino. Quindi i genitori si chiedono con quale coraggio si continua a fare campagna vaccinale quando non si è in grado di aiutare i danneggiati in casi eclatanti come questi.
Usa: batterio killer nel sedano. Richiamo collegato al sedano contaminato da E.coli si espande ad oltre una dozzina di Stati
Usa: batterio killer nel sedano. Richiamo collegato al sedano contaminato da E.coli si espande ad oltre una dozzina di Stati in tutto il paese. Ansia per ortaggi anche in Europa
Il caso di E.Coli scoppiato nei mesi scorsi negli Stati Uniti, dovuto ad alcune verdure contaminate presenti nelle insalate di pollo dell'insegna Costco, piuttosto che al pollo stesso, come sospettato inizialmente, è stato ampliato ad oltre una dozzina di Stati in tutto il paese. La Food and Drug Administration (Fda) martedì, tramite le principali testate americane ha reso noti i risultati delle analisi effettuate congiuntamente alle autorità sanitarie del Montana sulle persone colpite da E.Coli a cavallo tra ottobre e novembre di quest'anno. Tali risultati riconducono, quindi, al sedano fresco contenuto all'interno delle insalate di pollo vendute da Costco, uno tra i principali retailers non solo in America ma anche a livello globale e comprende i prodotti venduti anche in grandi catene alimentari e rivenditori. Stando a quanto rivela la FDA, gli ortaggi contaminati proverrebbero dal fornitore californiano Taylor Farms Pacifico di Costco. Pertanto alla luce dei nuovi risultati delle analisi, martedì la Food and Drug Administration (FDA) ha ampliato il ritiro dei prodotti alimentari, che ora include 155.000 articoli come i kitd' insalata, vassoi con verdure e altri alimenti preparati venduti nei negozi e rivenditori come Wal-Mart, Sams Club, Albertsons, 7-Eleven, Target e Safeway. Wilson ha anche aggiunto che i punti vendita Costco hanno tolto dagli scaffale l'insalata di pollo e che i consumatori possono essere tranquilli circa il resto dei prodotti. Il caso è scoppiato il 6 ottobre e si è protratto fino ad inizio novembre, colpendo 19 persone di 7 Stati americani differenti. Anche se il prodotto responsabile non è più in vendita, la Fda sostiene che il numero di persone intossicate potrebbe aumentare nelle prossime settimane, dato che le malattie trasmesse per via alimentare tendono ad impiegare più tempo per manifestarsi. I medici chiamati in causa hanno riferito che la specie di batterio in questione, ovvero E.coli O157, potrebbe portare seri rischi alla vita delle persone, anche se fortunatamente fino ad ora non c'è stato nessun caso di decesso. Il caso arriva sulla scia di un' altra recente epidemia di E. coli scoppiata nei ristoranti Chipotle. Tuttavia, i funzionari della sanità hanno dichiarato che i due casi non sono legati in quanto il ceppo di batteri legati alla Costco è più grave di quella legata a Chipotle. Il batterio killer, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti", può essere venuto dall'acqua usata per la coltivazione oppure dal seme. È la pianta di origine che può contaminarsi quando è ancora in campo, e il batterio passa, in fase dormiente, al seme. Poi, una volta messo a coltura, il batterio rinasce. Quindi bisogna risalire ai semi, andare a cercare queste aziende agricole e capire da quali coltivazioni arriva il batterio, perché il germoglio non può certo far crescere il batterio autonomamente, qualcosa lo deve aver contagiato. Ma dal comunicato di oggi delle autorità statunitensi si apprende che questa azienda è l'unica origine dell'infezione. Sarebbe in realtà responsabile dei casi di Escherichia Coli registrati in 12 Stati. Alla luce delle notizie provenienti dagli Stati Uniti sull'epidemia di E. coli, l'Europa potrebbe vietare le importazioni di verdure dai paesi provenienti dagli Stati Uniti.
Allergia alla frutta a guscio, CADORO ritira con urgenza dagli scaffali "RAVIOLI ALLA ZUCCA".
Allergia alla frutta a guscio, CADORO ritira con urgenza dagli scaffali "RAVIOLI ALLA ZUCCA". Presenza accidentale di tracce di allergeni non dichiarati in etichetta. "Potrebbero causare gravi rischi per la salute"
La nota catena di supermercati CADORO S.p.A. ha disposto il ritiro da tutti i punti vendita della gamma dei "RAVIOLI ALLA ZUCCA" gr 250. Il motivo del ritiro, segnala Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”,è la presenza di allergeni (frutta a guscio anacardi e mandorle) non dichiarati in etichetta, emerso nel corso di un controllo di routine interno da parte degli esperti dell' azienda alimentare. Nello specifico si tratta dei lotti: 540C - scadenza 01/12/15, 540E - scadenza 03/12/15, 542B - scadenza 14/12/15, 542E - scadenza 17/12/15 e 544C - scadenza 29/12/15. A chi soffre di allergie potrebbe causare reazioni come prurito in bocca o nausea. In casi estremi, lo shock anafilattico non può essere escluso. Il prodotto richiamato non costituisce ovviamente alcun rischio per chi non è allergico alla frutta a guscio come anacardi e mandorle. L’avviso è presente anche sul sito dell’azienda.
martedì 1 dicembre 2015
Internet e terrorismo: per la Cassazione Penale commette apologia di reato aggravata dalla finalità terroristica chi pubblica sul web appelli che inneggiano all’Is
Internet e terrorismo: per la Cassazione Penale commette apologia di reato aggravata dalla finalità terroristica chi pubblica sul web appelli che inneggiano all’Is. Domiciliari al marocchino indagato per il documento che invita a unirsi al Califfato islamico.
Giro di vite da parte della Cassazione penale per chi pubblica su Internet documenti che inneggiano all’Is. E' apologia di reato aggravata dalla finalità terroristica. Lo ha sancito la sentenza 47489/15, pubblicata il primo dicembre dalla prima sezione penale della Cassazione. Secondo gli ermellini infatti il delitto ex articolo 414 Cp, infatti, può avere ad oggetto reati associativi come il delitto ex articolo 270 bis sulle associazioni terroristiche. Deve dunque essere confermata la misura cautelare degli arresti domiciliari al cittadino marocchino indagato per aver pubblicato su due siti web un documento che può essere ritenuto di propaganda all’Is laddove invita a unirsi al Califfato islamico accettandone la natura combattente. L’Onu, infatti, non riconosce Daesh come Stato ma lo ritiene un’organizzazione terroristica, come confermano numerose risoluzioni del Consiglio di sicurezza. Niente da fare per l’indagato che tenta di alleggerire la sua posizione sostenendo che il documento messo in rete sollecita solo un’adesione «ideologica» dei potenziali lettori allo Stato islamico e alle sue caratteristiche di «stato sociale»: in realtà, osservano gli “ermellini”, l’adesione al Califfato è indicata come obbligatoria sulla base di un’interpretazione corretta di tipo religioso e lo scritto contiene un vero e proprio appello a supportare la causa dell’Is; altro che ricostruzione «giornalistica» sulle caratteristiche dello Stato Islamico. E non avrebbe senso pubblicare un documento del genere su di un sito web aperto senza la volontà di diffonderlo a una pluralità indefinita di persone, come Internet consente al pari della stampa (gli “ermellini” ricordano che solo la testata giornalistica telematica non può essere oggetto di sequestro preventivo in caso di commissione di reato mentre non possono ottenere le stesse garanzie della stampa gli altri siti e le forme di manifestazione del pensiero in modalità telematica).Lo scritto rimanda a siti web dell’Is e presenta personaggi ufficialmente classificati come terroristi in base ai documenti internazionali. E soprattutto è scritto in italiano e si rivolge a un pubblico di soggetti radicati sul territorio nazionale esaltando la diffusione ed espansione dell’Is, anche con l’uso delle armi. Nessun dubbio, dunque, sulla sussistenza della giurisdizione italiana: a farla scattare è sufficiente che nel nostro Paese sia posta in essere una qualsiasi attività di partecipazione ad opera di uno qualunque dei concorrenti. Resta solo l’obbligo di pagare le spese processuali. Da oggi rischia grosso in Italia, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, chi pensa di sfruttare i trend digitali del momento a suo favore, serpeggiando tra gli aggiornamenti dei sistemi normativi rispetto al progresso tecnologico, pensando così di promuovere, intimidire, reclutare nuovi simpatizzanti tra i giovani per trasformarli in terroristi. Da qui scatta anche l’appello alle famiglie: fate attenzione a cogliere i sintomi del virus prima che sia troppo tardi.
USA: Maserati richiama le vetture GranTurismo e GranTurismo Convertibles per possibile malfunzionamento della serratura della porta
USA: Maserati richiama le vetture GranTurismo e GranTurismo Convertibles per possibile malfunzionamento della serratura della porta
Maserati Nord America sta richiamando 135 veicoli GranTurismo e GranTurismo Convertibles per potenziale difetto della serratura della porta del passeggero, un componente davvero cruciale per la sicurezza delle automobili. I veicoli sono i modelli prodotti dal 24 giugno 2015 al 02 Settembre 2015. I modelli interessati dal richiamo, sono stati costruiti con i componenti del fermo delle porte lato passeggero che non sono stati trattati termicamente. Se la serratura della porta non è stata trattata termicamente, in caso di incidente, la serratura potrebbe non consentire l'apertura della porta, aumentando il rischio di lesioni. La casa automobilistica, ha precisato di non essere a conoscenza di incidenti. Il richiamo dovrebbe iniziare nel dicembre 2015. Nell’attività a tutela dei consumatori e dei proprietari o possessori di veicoli a motore, lo “Sportello dei Diritti” ancora una volta anticipa in Italia l’avvio di procedure di tal tipo da parte delle multinazionali automobilistiche anche a scopo preventivo, poiché non sempre tutti coloro che possiedono una vettura tra quelle indicate viene tempestivamente informato. È necessario, quindi, spiega Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, prestare la massima attenzione e rivolgersi alle autofficine autorizzate o ai concessionari o ai Concessionari Maserati Italia, nel caso in cui la propria autovettura corrisponda al modello in questione.
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