domenica 3 aprile 2016

Dalle cellule staminali creata pelle con peli e ghiandole sebacee

Successo per i ricercatori giapponesi. Dalle cellule staminali creata pelle con peli e ghiandole sebacee Una nuova frontiera si apre dalla ricerca sulle cellule staminali. Ricercatori giapponesi hanno creato un pezzo di pelle ex novo con capelli e ghiandole sebacee dalle cellule staminali dei topi. La pelle artificiale potrebbe assumere tutte le funzioni naturali dei topi a differenza delle precedenti repliche biologiche della pelle, scrivono sulla rivista "Science Advances".Il team di ricerca di Ryoji Takagi della Tokyo University of Science, ha utilizzato le cellule staminali pluripotenti indotte (cellule iPS) dei topi. Queste sono cellule che sono state rimesse in uno stato embrionale. I ricercatori hanno influenzato in laboratorio le cellule iPS in modo che sviluppassero piccoli grumi tridimensionali di tessuto. Questi cosiddetti "corpi embrionali" normalmente si differenziano in modo non controllato in diversi tipi di tessuto. Tuttavia, i ricercatori hanno influenzato i loro sviluppo. Hanno per esempio aggiunto una proteina segnale e influenzato la crescita contemporanea dei "corpi embrionali". Allora si sono formati strati di cellule della pelle, follicoli piliferi e le altre strutture della pelle.Nei follicoli vi erano, come nei capelli normali, ghiandole sebacee e muscoli. I ricercatori hanno poi trapiantato questo tessuto nella pelle di altri topi. Dopo quindici giorni nella parte precedentemente glabra dei topi sono cresciuti i peli nella zona trapiantata.Il tessuto artificiale ha interagito con le fibre nervose e muscolari circostanti. Un particolare rischio della ricerca sulle cellule staminali - ossia, la formazione di tumori - non si è concretizzato. Anche dopo tre mesi, il tessuto cutaneo non è stato influenzato.In una dichiarazione del Centro Riken per la Biologia dello Sviluppo (CDB) in Giappone, uno degli scienziati coinvolti, Takashi Tsuji, ha evidenziato: "Con questa nuova tecnologia, abbiamo modellato con successo le normali funzioni della pelle. Ci avviciniamo al sogno di creare il funzionamento di organi per il trapianto in laboratorio".Nella fase successiva, i ricercatori hanno annunciato che si tratterà di produrre con lo stesso metodo la pelle umana. Questo potrebbe aiutare i pazienti che soffrono di ustioni, cicatrici o perdita di capelli, secondo quanto aspirano di realizzare ricercatori. La pelle artificiale può essere utilizzata anche come la pelle delle prove di laboratorio.Sembra quasi una notizia di fantascienza, rileva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” che tuttavia si augura che la ricerca in questione possa andare avanti e raggiungere gli obiettivi prefissati a vantaggio sia dei tanti pazienti cui è necessario l'impianto di pelle che per i milioni di calvi che aspirano a riavere una chioma fluente.

Pulizia dei litorali. Quantità enormi di plastica e la stagione balneare prossima ad arrivare. Lo "Sportello dei Diritti": s'intervenga subito

Pulizia dei litorali. Quantità enormi di plastica e la stagione balneare prossima ad arrivare. Lo "Sportello dei Diritti": s'intervenga subito Una primavera che sembra già estate nel Salento, con la bonaccia ed il caldo atipico di questi giorni che sembra voler annunciare una delle stagioni balneari più precoci mai avute, con tutte le possibilità che si prospettano per l'economia di un intero territorio.Ma nell'apparente splendore di un mare cristallino si nasconde un fenomeno che raramente avevamo potuto constatare da queste parti: una quantità enorme di plastiche di vario tipo tra buste e bottiglie ed ogni prodotto derivato.Ed allora Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, su segnalazione di alcuni cittadini che hanno gridato all'altare con fotografie scattate nella parte Sud della Marina leccese di San Cataldo, chiede un immediato intervento delle autorità a partire dalla Regione Puglia, per una pulizia straordinaria ed immediata dei litorali e della costa per evitare un danno all'immagine che potrebbe pregiudicare un'intera stagione.

venerdì 1 aprile 2016

Cure dimagranti con le anfetamine. Il gup del Tribunale di Roma decide per il rinvio a giudizio di funzionari, farmacisti

Cure dimagranti con le anfetamine. Il gup del Tribunale di Roma decide per il rinvio a giudizio di funzionari, farmacisti e l'ex comandante del Nas dei Carabinieri di Roma. In particolare sotto accusa la fendimetrazina che è continuata ad essere commerciata nelle farmacie italiane prima che il ministero della Salute la ritirasse dal commercio E' passato più di un anno dalla richiesta di rinvio a giudizio ed al termine dell'udienza preliminare sono arrivati i rinvii a giudizio per ben nove persone, fra funzionari del ministero della Salute, farmacisti per concorso in omissione di atti d’ufficio. Tra loro tre farmacisti, due responsabili dell’ufficio Vigilanza farmacie delle Asl Roma A e C, due dirigenti dell’ufficio VIII del ministero della Salute e l’ex comandante dei carabinieri del Nas nella Capitale.Il giudice per le indagini preliminari Giacomo Ebner ha ritenuto sussistente la fondatezza delle accuse da parte della Procura della Repubblica di Roma per non aver disposto controlli per evitare che venissero preparati in alcune farmacie romane medicinali a base di fendimetrazina, un farmaco anftetaminico anoressizzante. Secondo gli approfondimenti investigativi il ministero aveva omesso di includere la sostanza nelle tabelle dei farmaci vietati. Il composto è una sostanza vietata da almeno 25 anni negli Stati Uniti ma che in ha circolato liberamente in farmacia senza che il ministero - anche fronte di decessi accertati - ne impedisse la vendita. Tutto parte, come avevamo segnalato noi dello “Sportello dei Diritti” dal coraggio di Michele Marzulli, padre di Luigi, una delle vittime che aveva intrapreso, pressoché da solo, una battaglia per la Verità e la Giustizia, e che era riuscito a denunciare alla procura capitalina questi fatti portando il magistrato Francesco Dall’Olio, a chiedere cinque anni fa, il ritiro del prodotto dal commercio. Da qui scaturisce la richiesta di processo che verte su fatti avvenuti tra il 2008 ed il 2011 e che comincerà il 13 luglio prossimo davanti ai giudici dell’VIII sezione del tribunale di Roma. Unici prosciolti, rispetto alle precedenti undici richieste di rinvio a giudizio per la stessa accusa Marcella Marletta, già direttore pro tempore della Direzione Generale dei dispositivi medici e dei servizi farmaceutici del ministero della Salute, e Germana Apuzzo, ex direttore dell’ ufficio VIII Stupefacenti. L’indagine in questione non è rimasta però isolata ed ha generato un nuovo capitolo recente. Quello che riguarda altre molecole anoressizzanti come la fenilpropanolamina, anch’essa inserita nella tabella dei farmaci vietati. Secondo la procura però ancora una volta il ministero avrebbe agito con colpevole ritardo. E il ritiro della fenilpropanolamina (in realtà equivalente alla precedente fendimetrazina) è avvenuto solo durante l’estate 2015. Un ritardo colpevole secondo l’ex procuratore aggiunto Leonardo Frisani che ha avviato un’inchiesta sul punto. Ipotizzando alcune omissioni in atti d’ufficio al ministero. Nel frattempo a pagare sono state altre vittime di farmaci anoressizzanti, il cui numero secondo gli addetti ai lavori sarebbe cresciuto nel silenzio pressochè generale, dei media. Ecco perchè Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” - che da anni sostiene la battaglia del dottor Marzulli e delle famiglie delle vittime che ci auguriamo col prossimo processo giunga al pieno riconoscimento della Verità e Giustizia che merita - ritiene doveroso riportare ancora una volta l'attenzione sulla questione affinché l'opinione pubblica ne abbia la più ampia conoscenza e contezza.

Il grido dei cittadini: "Politici. Quando finirete di speculare sulla Maglie-Otranto?"

Il grido dei cittadini: "Politici. Quando finirete di speculare sulla Maglie-Otranto?"Ma siete in grado dopo 5 anni di darvi da fare per far completare appena 17 km?" L'associazione “Sportello dei Diritti” si è sempre schierata al fianco degli ecologisti nelle questioni che riguardano l'ingiustificato consumo di territorio e per questo ha osteggiato la realizzazione di opere che costituiscono più degli affari per le tasche di pochi che delle vere e proprie utilità pubbliche.Una di queste è senz'altro la famigerata "Maglie - Otranto" che dopo le giuste battaglie in difesa del territorio e della flora ivi presente è stata comunque portata avanti con la promessa di una rapida conclusione.Una statale che, al contrario per come ci continuano a segnalare i cittadini con messaggi del tipo "Politici. Quando finirete di speculare sulla Maglie-Otranto?"Ma siete in grado dopo 5 anni di darvi da fare per far completare appena 17 km?" appare come l'ennesima incompiuta per la quale, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, è doveroso che si conosca una risposta visto che anche quest'anno la stagione turistica è alle porte ed ampi tratti sono ancora impraticabili con tutte le conseguenze del caso in termini di traffico e di sicurezza stradale.

Fumare durante la gravidanza altera il DNA del feto

Fumare durante la gravidanza altera il DNA del feto. Diverse sostanze presenti nel fumo di sigaretta attraversano la placenta e raggiungono il feto, alterando i livelli di espressione di molti geni Fumare durante la gravidanza altera chimicamente il DNA del feto con effetti nocivi sul bambino, duraturi per diversi anni nel nascituro. La conferma arriva da uno studio internazionale pubblicato giovedì negli Stati Uniti, uno dei più ampi finora condotto sul tema. Questo studio pubblicato sull'American Journal of Human Genetics, suggerisce una possibile spiegazione del nesso trovato fra il fumo dalla madre mentre era incinta e problemi di salute del suo bambino. Nello studio, che è stato condotto su oltre 6000 donne e sui rispettivi neonati, le madri sono stati suddivise in tre categorie: "fumatrici", che fumavano almeno una sigaretta al giorno durante la maggior parte della gravidanza (13 per cento), "non fumatrici" (62 per cento), e “fumatrici occasionali” (25 per cento), ossia che durante la gravidanza fumavano solo sporadicamente o che avevano smesso l'abitudine nelle fasi iniziali della gestazione. Per analizzare i livelli di metilazione del DNA dei neonati i ricercatori hanno raccolto campioni di sangue del cordone ombelicale prelevato immediatamente dopo il parto. Nei neonati delle fumatrici, i ricercatori hanno identificato 6073 punti in cui il DNA era interessato da fenomeni di metilazione diversi da quelli dei neonati di donne non fumatrici, influenzando l'espressione di circa 3000 geni. Alcuni dei geni interessati da queste modificazioni sono legati allo sviluppo dei polmoni e del sistema nervoso, a difetti di nascita come il labbro leporino e la palatoschisi, all'asma e ad altro ancora. Alcune di queste modificazioni, che possono essere transitorie, erano ancora evidenti sei anni più tardi nei figli delle madri fumatrici. Per quanto riguarda le “fumatrici occasionali”, le analisi non hanno permesso di trarre risultati statisticamente significativi, probabilmente a causa dell'eterogeneità dei comportamenti del campione. “Nei neonati delle fumatrici sono stati osservati fattori epigenetici che agiscono sugli stessi geni colpiti dal fumo di sigaretta in un adulto”, ha detto Stephanie J. London dei National Institutes of Health e coautrice dell'articolo. "In questo caso abbiamo un'esposizione ematica al fumo: il feto non respira ma molte sostanze riescono ad attraversare la placenta." Per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, questo studio un duro monito ed un richiamo alla responsabilità di tutti i genitori verso i propri figli.

La moda dei "tatuaggi blackout" arriva anche in Italia

La moda dei "tatuaggi blackout" arriva anche in Italia. Prende piede la tendenza nel colorare di nero grosse parti del proprio corpo. Allarme per la salute: rischi di effetti collaterali. E' tutto lecito? Ci sono numerosi modi, più o meno dolorosi, per "abbellire", ma noi preferiamo da tempo ripetere, imbruttire, il proprio corpo in modo permanente. Particolarmente doloroso e quindi nel mondo occidentale, il metodo del tattoo che ha visto nascere una nuova moda, approdata di recente su Instagram. Sono i tatuaggi "total black", che stanno dilagando in tutto il pianeta. Quello che è veramente nuovo non è questa forma di decorazione del corpo ma nel colorare di nero grosse parti del proprio corpo. Tra gli hashtag più seguiti ci sono #onlyblacktattoos o #blackouttattoo. Soprattutto per le persone che hanno tatuaggi pregressi che voglio cancellare, questi sono oscuranti per queste coperture massicce di tattoo precedenti. Questi tatuaggi sono sempre esistiti, per esempio, in Giappone. Ed i rischi per la salute sono davvero tanti: i tatuaggi introducono inchiostro nello strato superiore della pelle. Possono contenere sostanze nocive che rimangono per sempre nell'organismo. Alcune si accumulano nei linfonodi. Altre persone sviluppano invece allergie. Maggiore è l'area tatuata, maggiori, ovviamente, possono essere gli effetti collaterali. Insomma, prima che la moda prenda piede, spiega Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, allarmato da alcuni articoli apparsi all'estero che vedrebbero tra gli "adepti" di questa tendenza anche qualche giovane italiano, sarebbe utile che si vietasse completamente sul territorio nazionale ogni attività del genere con pesantissime sanzioni amministrative e penali per coloro che offrono, prima ancora di realizzare, questo tipo di dolorosi e potenzialmente fatali servizi di umiliazione del proprio corpo.

Affari pericolosi: erogatore d’acqua a rischio esplosione. La UE mette in guardia

Affari pericolosi: erogatore d’acqua a rischio esplosione. La UE mette in guardia Il RAPEX, il sistema europeo dedicato al monitoraggio e alla denuncia del commercio di articoli pericolosi, periodicamente segnala ai vari Stati membri dell'Unione Europea quali beni necessitano di un ritiro immediato dal commercio. Nei fatti però ciò non sempre avviene, e può accadere che alcuni di questi prodotti vengano banditi solo in alcuni Paesi e continuino ad essere venduti illegalmente in altri o immessi direttamente nel Web per essere smerciati con più facilità. Pubblichiamo di seguito una nuova scheda scelta dalla Redazione, tra quelle pubblicate nella ultima settimana dal report 13 dell'1 aprile 2016 dal RAPEX. L'articolo interessato è un erogatore d’acqua naturale fredda e gassata, microfiltrata e debatterizzata, marca Culligan (Francia), e Asset (Italia) prodotto in Italia, che a causa di un difetto "la valvola di sicurezza sul riduttore di pressione installato sul flacone CO2 può bloccarsi. L'alta pressione può causare quindi l'esplosione del serbatoio. Ciò può causare la rottura in frammenti che possono essere scagliati e provocare lesioni. Rapex inoltre comunica che le autorità sono a conoscenza di 4 incidenti. In particolare si tratta del modello 22376 nome Waterbar (Francia) e Sorgente (Italia). I clienti che hanno acquistato questo articolo, riferisce Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, sono pregati di non utilizzarlo.