lunedì 2 maggio 2016
Germe patogeno nella schiuma detergente BodyWash della DiaClin. Rischio per i diabetici
Germe patogeno nella schiuma detergente BodyWash della DiaClin. Rischio per i diabetici
La notizia arriva dall'Ufficio federale svizzero della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) che ha lanciato un'allerta. Nel prodotto cosmetico BodyWash della DiaClin è stata rilevata una contaminazione microbiologica con il germe patogeno Klebsiella pneumoniae. Non si esclude un pericolo per la salute, soprattutto per le persone immunodepresse (ad es. persone ricoverate in ospedale o diabetici con un sistema immunitario indebolito). DiaClin è la prima linea completa di prodotti di cura che sono stati sviluppati appositamente per le persone con diabete, per evitare i disagi più comuni che coinvolgono pelle, gli occhi e la bocca.L’USAV raccomanda di non utilizzare questa schiuma detergente, che è stata immediatamente ritirata dal commercio. Tramite l’Ufficio della tutela dei consumatori e di veterinaria del Cantone di Vaud, la ditta importatrice HYGIS ha informato l’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) che la schiuma detergente per diabetici è contaminata da Klebsiella pneumoniae. Il prodotto cosmetico è stato venduto in diverse drogherie e farmacie della Svizzera. Il richiamo riguarda esclusivamente il lotto sottostante. In particolare si tratta del «DiaClin - BodyWash» prodotto per diabetici, 150 mlLotto di produzione: 14H271Data di conservabilità: 08-2017. La Klebsiella pneumoniae può provocare, in combinazione con pelle secca e danneggiata, un’infezione o un’irritazione cutanea nelle persone immunodepresse. Alle persone che hanno acquistato il prodotto con il suddetto lotto di produzione e la suddetta data di conservabilità, Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, l’USAV raccomanda, pertanto, di non utilizzarlo più. A chi ha già consumato il prodotto si consiglia di consultare il medico di famiglia qualora si presentino i sintomi indicati sopra. Sul sito del nostro ministero della Salute non c’è ancora alcuna informazione.
Regno Unito: mancia non va ai camerieri, ma è "trattenuta" dai "padroni"? Arriva il codice etico
Regno Unito: mancia non va ai camerieri, ma è "trattenuta" dai "padroni"? Arriva il codice etico. Iniziativa contro gli abusi dei "padroni" che le trattengono dallo stipendio
Stop dal governo inglese alla pratica disonesta dei ristoranti di accaparrarsi parte o l’intera mancia che invece aiuta i camerieri, fra i dipendenti pagati peggio nel Regno Unito. Una serie infinita di casi simili hanno spinto il governo a dichiarare ufficialmente guerra alle pratiche sleali nella gestione delle mance. Una scorrettezza, nei confronti dei lavoratori ma anche dei clienti, convinti di pagare un buon servizio direttamente a chi lo forniva: in realtà ingannati da comportamenti discutibili. Garantire libertà al consumatore di lasciare una mancia come di non darla, da un lato; dall'altro al cameriere di potersela intascare tutta e subito, senza il rischio di vederla trattenuta, in parte o totalmente, dal datore di lavoro. Un doppio fine che il governo ha deciso di perseguire sollecitando una maggiore trasparenza: anche attraverso l'introduzione di tutele legali che attualmente non esistono. Si cerca così di regolamentare un'abitudine che, secondo le statistiche di OpenTable, riguarda l'87% degli inglesi: i quali in media lasciano al cameriere una cifra pari al 9% dell'importo segnato sullo scontrino. Il governo sta valutando se dichiarare illegittimo il cosiddetto "diritto di vendita", in nome del quale i datori di lavoro pretendono una sorta di canone fisso dai membri dello staff che svolgono il turno. Secondo Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, una bella notizia a vantaggio di chi lavora sodo e vuole portarsi a casa tutto quello che guadagna. Ma anche dei consumatori che finalmente avranno la certezza di dove finiscono i loro soldi. Purtroppo anche in Italia la questione delle mance non è regolamentata neppure a livello di contratto di lavoro del personale. La questione delle mance dovrebbe quindi essere regolata dal buon senso che vorrebbe che le mance fossero divise tra tutto il personale che contribuisce al buon andamento del servizio. Chi desidera lasciare la mancia vuole sapere chi ne beneficerà. I padroni incassino il dovuto, ma non rubino le mance. Se lo fanno, oltre ad essere una prevaricazione de facto, è un palese inganno dell’avventore/consumatore per il quale è implicito, anche per tradizione, che ad intascarle debba essere il personale di servizio.
Rubare per necessità non è reato. Chi ruba al supermarket per sfamarsi anche se è recidivo non commette reato
Rubare per necessità non è reato. Chi ruba al supermarket per sfamarsi anche se è recidivo non commette reato. Lo ha sancito la Cassazione, annullando una condanna per un furto del valore di 4 euro di wurstel e formaggio. Ribaltato il verdetto d'appello
Rubare per fame non è reato. A sancirlo è la quinta sezione penale della Suprema corte della Cassazione oggi lunedì 2 maggio con la sentenza 18248/16 che ha accolto il ricorso del procuratore generale della Repubblica, annullando completamente la condanna per furto inflitta dalla Corte di Appello di Genova a un giovane straniero senza fissa dimora, affermando che non è punibile chi, spinto dal bisogno, ruba al supermercato piccole quantità di cibo per “far fronte” alla “imprescindibile esigenza di alimentarsi”. Un furto di sicuro modesto valore se si considera che era rivolto a generi alimentari per il valore di 4 euro. La contestata recidiva non sarebbe inoltre, nel caso in esame, secondo il procuratore, un buon motivo per negare l’applicazione dell’articolo 131 bis Cp, vale a dire la non punibilità per particolare tenuità del fatto. Entrando nel dettaglio della vicenda si può dire che il cittadino straniero si era presentato alla cassa di un supermercato presentando solo un pacco di grissini, ma nella giacca aveva nascosto due porzioni di formaggio e una confezione di wurstel, notati da un altro cliente. Un furto scaturito, secondo la Suprema corte «per far fronte ad un’immediata ed imprescindibile esigenza di alimentarsi agendo quindi in stato di necessità». Con questo verdetto la Suprema Corte ha quindi giudicato legittimo non punire un furto per fame del valore di 4 euro per wurstel e formaggio. La sentenza, commenta Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, non solo ha tenuto in seria considerazione lo stato di bisogno che a volte induce le persone a rubare per sopravvivere ma anche caratterizza per la linearità dal punto di vista giuridico. Il furto, infatti, è stato commesso su cose di tenue valore per provvedere all’urgente bisogno di mangiare. Non è invece dato sapere, per il momento, quanto sia costato allo Stato italiano il procedimento giudiziario arrivato fino al terzo, e ultimo, grado di giudizio.
Nuova tendenza: tatuaggi agli occhi. Sempre più italiani lo fanno
Nuova tendenza: tatuaggi agli occhi. Sempre più italiani lo fanno
Si tratta di una nuova tendenza: “eyeball tattoo”, il tatuaggio del bulbo oculare che i più coraggiosi se lo fanno disegnare con inchiostro indelebile. Il metodo del tatuaggio è lo stesso come al solito, sono solitamente piccoli, semplicemente perché non c'è il posto necessario per farli grandi. Questa forma di tatuaggio viene realizzata iniettando dell’inchiostro nella sclera, la parte bianca dell’occhio,per mezzo di un ago. La pratica, diffusa soprattutto in Australia, Stati Uniti e Brasile, ha ora trovato degli stimatori anche in Italia. Ancora una volta, siamo costretti a registrare queste strane ma anche pericolose mode, perché rileva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, più volte siamo intervenuti sulla pericolosità dei tatuaggi in generale, per i quali autorità sanitarie di altri paesi sono intervenute nel recente passato a proibire l’utilizzo di determinate pigmentazioni perché contenevano sostanze tossiche ed addirittura cancerogene. Possiamo, quindi, solo immaginare che conseguenze devastanti per la propria salute possano derivare a chi, osa tanto e se li fa fare agli occhi e invitare coloro che hanno intenzione di “provare” a lasciar perdere. L’occhio è uno degli organi più delicati e per questo è sicuramente il posto sbagliato per un tatuaggio. Le congiuntiviti sono assicurate e sussiste un «grosso» rischio di danni retinici che possono portare anche alla cecità.
domenica 1 maggio 2016
Destinazioni da sogno: villaggi abbandonati in Italia
Destinazioni da sogno: villaggi abbandonati in Italia. L'inchiesta su Der spiegel. Castelli e borghi in rovina. L'Italia ha un patrimonio di romantici villaggi fantasma che meritano di essere (subito) salvati
Un vero e proprio patrimonio storico culturale d'inestimabile valore, che però rischia di essere irrimediabilmente disperso. Si tratta di borghi, villaggi e castelli, disabitati da decenni. Abbandonati dai loro originari abitanti perché svuotatisi per vari ragioni, su tutte il progressivo inurbamento della popolazione italiana e lo svuotamento di monti, colline e campagne. Alcuni sono in angoli remoti e suggestivi, accovacciati in valli remote o aggrappati a una montagna. Utilizzando Google Earth, sarebbero ben 1500 i villaggi abbandonati in tutta Italia - che sono stati identificati e che a volte non sono più presenti sulle mappe, tra l'Appennino dalle Alpi. Ben 1,26 milioni di edifici in totale secondo un'indagine che dura da sette anni. Molti sono costituiti da vecchie cascine e villette, alcune ville, castelli e chiese, con una storia che si sta perdendo nel tempo. E seppur vero che stiamo tentando di fare il possibile per essi, mettendone decine in vendita, per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”,ancora troppo poco é stato fatto per salvaguardare ogni pezzo di pietra che meriterebbe di essere salvato perché dietro di essa c'è una storia, molto spesso secolare che non riteniamo debba essere dispersa. Tra le iniziative ricordate dalla stampa teutonica si ricorda il medievale Valle Piola, nel cuore dei Monti della Laga in Abruzzo, per esempio, disabitato dal 1977, e venduto per 550.000 euro. O ancora Calsazio nelle Graie in Piemonte con 14 case in pietra, 50 appartamenti e cinque residenti - che è stato offerto su eBay per 245.000 euro. E poi l'iniziativa più eclatante, come quella di quei sindaci che hanno proposto la vendita al prezzo simbolico di un euro degli immobili di alcuni borghi come Gangi in Sicilia, Carrega Ligure in Piemonte o Lecce nei Marsi in Abruzzo e che meriterebbe di essere replicata ove vi fosse un'opera seria di mappatura e censimento analitico di tutti i villaggi fantasma abbandonati, che probabilmente dovrebbe essere garantita per legge, con un obbligo a carico di regioni e comuni. Le bellezze addormentate, ricoperte di edera e abitate da cinghiali, sono l'ideale per i turisti, che apprezzano l'isolamento: la maggior parte di loro sono stranieri che comprano case abbandonate e che tentano di ristrutturare. Tedeschi, olandesi, americani, francesi i più interessati.
Seggiolini per bambini Mamas & Papas, richiamati per problemi di sicurezza in auto. Test rivelano crepe in caso di incidente
La sicurezza dei più piccoli in auto non è mai da sottovalutare e, come avviene per le cinture, i bambini devono essere sempre assicurati correttamente nei seggiolini idonei, anche in caso di brevissimi spostamenti.
D’altronde le statistiche rivelano che gli incidenti d’auto sono fra le prime cause di morte per i bambini e la maggior parte di questi si verificano su strade urbane. 6 bambini su 10 non viaggiano in auto sul seggiolino giusto o su dispositivi adeguati al loro peso. L’uso del seggiolino idoneo riduce invece il rischio di lesioni gravi in caso di incidente fino al 90% e quello di morte dal 70% al 50% in base all’età. Per tali evidenti ragioni Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, associazione da sempre impegnata sul tema della sicurezza stradale, ha ritenuto rilanciare anche in Italia l'allerta implementata sul proprio sito web dalla catena inglese di supermercati Argos che ha avviato una campagna di richiamo dei seggiolini auto per bambini Mamas & Papas per problemi di sicurezza in auto. La Catena di High Street, ha spiegato che alcuni modelli potrebbero essere difettosi e a non riuscire a proteggere i bambini: il guscio del seggiolino, 'può rompersi' in caso di collisione, esponendo i bambini a bordo a grossissimi rischi relativi alla loro incolumità. I genitori sono stati invitati a smettere di usare alcuni seggiolini auto per bambini Mamas and Papas, dopo che i test pilota hanno rivelato che potrebbero rompersi in un incidente. Per questo Argos, sul sito internet, alla pagina richiamo prodotti, ha emesso un avviso urgente di ritiro di diversi seggiolini auto per bambini, dopo aver confermato di aver individuato 'un potenziale problema di sicurezza'. La catena High Street ha inoltre spiegato che i modelli Mamas & Papas Mercury Group 1 Nero, Mamas & Papas Mercury Group 1 Grigio, Mamas & Papas Mercury Group 1-2-3 Nero, Mamas & Papas Mercury Group 1, 2, 3 grigio, Mamas & Papas Mercury Group 2-3 nero e grigio, possono essere difettosi e non riuscire a proteggere i bambini in caso di collisione. Pertanto,Argos ha emesso un richiamo urgente per cinque seggiolini per bambini realizzati da Mamas and Papas. Il problema è stato scoperto durante un test interno da parte dell'azienda. Anche se Argos non ha sino ad oggi registrato incidenti a causa di questo problema, il rischio di rottura del guscio è latente. Pertanto emerge la necessità di maggiore attenzione da parte dei genitori e di coloro ai quali sono affidati i nostri piccoli, poichè l’utilizzo dei seggiolini non sicuri, può portare a conseguenze dannose che possono essere evitate.
Caramelle killer: 33 morti intossicati in Pakistan per dolci contenenti pesticidi. Tra le vittime anche 5 bambini, altre 13 persone sono in ospedale
Caramelle killer: 33 morti intossicati in Pakistan per dolci contenenti pesticidi. Tra le vittime anche 5 bambini, altre 13 persone sono in ospedale.
La scorsa settimana oltre 33 persone sono morte ed altre 13 sono state intossicate e ricoverate in ospedale nel villaggio del distretto vicino Layyah Multan, in Pakistan, dopo aver consumato dei dolci e delle caramelle contenenti pesticidi. Tra le vittime ci sono 5 bambini. La polizia che sta indagando dopo avere svolto esami di laboratorio su sacchetti di pesticidi trovati all'interno della pasticceria, ha operato diversi arresti. Gli inquirenti propendono per l'errore umano. Negli ultimi anni ci sono stati però, una serie di incidenti mortali che coinvolgono l'alcol contaminato e medicinali per la tosse. Nella vicina India, nel 2013, nello stato di Bihar più di 20 bambini sono morti dopo aver consumato pasti scolastici gratuiti contaminati. Per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, questi fatti c’inducono ad invitare tutti i nostri connazionali che si trovano in quell'area del Paese a prestare molta attenzione.
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