giovedì 3 novembre 2016
Mayaro, il nuovo virus che minaccia l'America Latina.
Mayaro, il nuovo virus che minaccia l'America Latina. Trasmesso dalla zanzara Aedes Aegypti provoca febbre, vertigini, affaticamento e dolori articolari. I cambiamenti climatici minacciano la diffusione della malattia trasmessa da questi insetti al di fuori delle aree tropicali
Prima è apparso la dengue, chikungunya, poi seguito da zika. Ora altro virus "del Nuovo Mondo" minaccia le popolazioni: è il Mayaro, simile a Chikungunya ma finora diffuso quasi solo in America del Sud. Il virus, come gli altri, è anche trasmesso dalla zanzara Aedes Aegypti. I sintomi sono simili a quelli di altre malattie: febbre, vertigini, sensazione di affaticamento e dolore alle articolazioni. Secondo gli esperti tra tutti i virus, è di bassa incidenza e bassa mortalità. La Florida University degli Stati Uniti d'America ha recentemente identificato il primo caso ad Haiti e lanciata l'allarme in tutti i Caraibi. Da quel momento, le autorità dei paesi interessati stanno facendo un monitoraggio del comportamento del virus. Come per lo zika o la dengue, anche per il mayaro non c'è nessun trattamento specifico o vaccino per prevenirlo. Potrebbero bastare un paio di mutazioni genetiche evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, per farlo diventare più contagioso. Di conseguenza, i dipartimenti della sanità dei paesi interessati hanno consigliato di controllare la popolazione delle zanzare Aedes aegypti evitando il ristagno di acqua pulita e limpida. Finora, il virus ha dato origine ad un focolaio in Venezuela nel 2000.
USA: ritirati dal mercato 3,4 milioni di deumidificatori cinesi della Midea Group a rischio incendio.
USA: ritirati dal mercato 3,4 milioni di deumidificatori cinesi della Midea Group a rischio incendio.
Midea Group colosso, industriale cinese nel condizionamento che vanta un totale di 26 impianti produttivi nel mondo, sta provvedendo a richiamare deumidificatore, potenzialmente pericolosi, per improvvisa fusione o carbonizzazione dei componenti in plastica all'interno dell'elettrodomestico che possono prendere fuoco. Con questa motivazione a partire da questo mese, Midea sta ritirando oltre 3,4 milioni elettrodomestici, secondo quanto pubblicato dalle autorità della U.S. Consumer Product Safety Commission con un comunicato giovedì sul sito web. Secondo le segnalazioni, anche se non ci sono stati feriti, alcuni deumidificatori avrebbero preso fuoco o si sarebbero sciolti improvvisamente, causando rischio di incendio e fumo. Il richiamo, che è stato avviato riguarda i modelli dei seguenti marchi: Airworks, Alen, Arcticaire, Arctic King, Beaumark, Coolworks, ComfortAire, Comfort Star, Continental Electic, Crosley, Daewoo, Danby, Danby & Designer, Dayton,Degree, Diplomat, Edgestar, Excell, Fellini, Forest Air, Frigidaire, GE, Grunaire, Hanover, Honeywell, Homestyles, Hyundai, Ideal Air, Kenmore, Keystone, Kul, Midea, Nantucket,Ocean Breeze, Pelonis, Perfect Aire, Perfect Home, Polar Wind, Premiere, Professional Series, Royal Sovereign, Simplicity, Sunbeam, SPT, Sylvania, TGM, Touch Point, Trutemp, Uberhaus, Westpointe, Winix e Winixl. L'elenco dei modelli e numeri di serie inclusi nel richiamo sono disponibili sul sito internet della società. L'azienda ha quindi lanciato una campagna di richiamo gratuita. Per il momento non ci sono numeri relativi all'Italia. Midea Group .ovviamente si scusa per l'inconveniente e si assume tutte le spese per la sostituzione. Il problema, nello specifico, secondo Midea, riguarda i componenti in plastica interni all'elettrodomestico. I clienti che hanno acquistato questo articolo, sono pregati di non utilizzare il prodotto. Siamo soddisfatti del provvedimento adottato dalla CPSC or Commission, riferisce Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, soprattutto perché è un segnale verso il mercato italiano del ‘mordi e fuggi’. Ora ci aspettiamo, che sia intimato il ritiro anche di tutti gli altri prodotti risultati pericolosi.
mercoledì 2 novembre 2016
Il cancro uccide una donna su sette in tutto il mondo. Nel 2030 moriranno 5,5 milioni di donne nel mondo. A sostenerlo due studi
Il cancro uccide una donna su sette in tutto il mondo. Nel 2030 moriranno 5,5 milioni di donne nel mondo. A sostenerlo due studi
Il cancro uccide una donna su sette in tutto il mondo. Una vera e propria esplosione di decessi al femminile, in gran parte in Paesi poveri e in gran parte prevenibili. Secondo l'American Cancer Society (ACS) nel 2030 il cancro potrebbe uccidere ben 5,5 milioni di donne, con un aumento del 60% rispetto al 2010. L'allarme è stata lanciato durante il Congresso Mondiale in corso oggi a Parigi. Nel 2012, tra le donne, in tutto il mondo, ci sono stati 6,7 milioni di nuovi casi di cancro e 3,5 milioni di decessi. Il rapporto dell'American Cancer Society sostiene che questi numeri dovrebbero aumentare a 9,9 milioni di casi e 5,5 milioni di morti ogni anno, tra le donne, entro il 2030 come conseguenza della crescita e l'invecchiamento della popolazione. Anche un secondo rapporto appena pubblicato sulla rivista The Lancet rafforzare l'allarme, osserva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”. Secondo il report il numero di donne con diagnosi di cancro al seno potrebbe quasi raddoppiare dagli 1,7 milioni del 2015 a 3,2 milioni l'anno entro il 2030. Mentre per il cancro del collo dell'utero, il numero di diagnosi potrebbe aumentare di almeno del 25% e arrivare a oltre 700'000 nel 2030. Il cancro uccide una donna su sette in tutto il mondo. Spesso i casi sono però prevenibili o possono essere curati meglio se diagnosticati precocemente. Ma questo accade molto raramente nei Paesi a basso e medio reddito. Proprio in questi Paesi, le donne sono più esposte a noti fattori di rischio associati a una rapida transizione economica, come inattività fisica, alimentazione scorretta, obesità. La conseguenza è che la maggiore concentrazione di tumori tra le donne si registra in Asia orientale, soprattutto in Cina. Mentre i Paesi con il tasso di mortalità più elevato sono Zimbabwe, Malawi, Kenya, Mongolia e Nuova Guinea. Introdurre in questi Paesi un pacchetto di screening del prezzo di appena 1,55 euro a persona, conclude Lancet, equivarrebbe a investire il 3% della loro spesa sanitaria in una prevenzione efficacie contro i tumori.
Migranti: ennesimo naufragio al largo delle coste della Libia. Un gommone affonda, 12 morti e diversi dispersi in mare.
Migranti: ennesimo naufragio al largo delle coste della Libia. Un gommone affonda, 12 morti e diversi dispersi in mare. Al momento sono state salvate 29 persone, ma a bordo ve ne erano altri.
È il pesante bilancio del naufragio di un barcone avvenuto al largo della Libia. I migranti tratti in salvo dai soccorsi composti da 5 navi coordinate dalla centrale operativa della Guardia costiera di Roma, sono 29 persone mentre sono stati recuperati 12 cadaveri. I profughi erano stipati su un gommone che generalmente partono con un numero superiore di persone. Le operazioni di salvataggio continuano. Il battello su cui si trovavano i migranti, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, secondo fonti istituzionali, è affondando a 25 miglia a nord delle coste libiche. Il gommone si è avventurato in mare nonostante le condizioni proibitive (forza quattro).
Abuso di bevande energetiche provoca epatite acuta
Abuso di bevande energetiche provoca epatite acuta
Gli energy drink sono bevande generalmente analcoliche, energizzanti, contenenti principalmente caffeina, presente in quantità variabili tra gli 80 e i 200 mg, la quantità contenuta in una tazzina di caffè è equivalente a 80-85 mg. Altri ingredienti sono: taurina, guaranà, ginseng, erba mate, ginko biloba, creatina, carnitina, glucuronolactone, zuccheri, antiossidanti, vitamine. Vengono spesso proposte e commercializzate come miglioratori delle performances anche sportive, con aumento dell’energia fisica e come miglioratori delle performance cognitive. Tuttavia, si differenziano dai cosiddetti “sports drinks”, anch’esse bevande analcoliche addizionate con aromi, vitamine, sali minerali, ma prive di stimolanti2. Le bevande energizzanti vengono utilizzate anche per ridurre il peso corporeo: molte persone in sovrappeso, in modo particolare le donne, consumano in modo inappropriato grandi quantità di bevande energetiche, con lo scopo di ridurre o controllare il peso grazie al forte effetto termogenico di tali sostanze4. Ma ora secondo un articolo pubblicato mercoledì sulla rivista medica britannica British Medical Journal (BMJ) un paziente di 50 anni ha sviluppato l'epatite acuta "probabilmente a causa di un consumo eccessivo di bevande energetiche". Questo è il secondo caso, segnalato dai medici americani, dopo un primo caso pubblicato nel 2011. L'uomo, operaio edile, ha cominciato a consumare questa bevanda, il cui marchio non è specificato, come "energetico" per il raggiungimento delle migliori prestazioni possibili sul lavoro. Per tre settimane, ha bevuto quattro o cinque lattine al giorno, ciascuna contenente, un doppio dosaggio di vitamina B3 (niacina) in rapporto a quella consigliata giornalmente, indicata nella etichetta. L'assunzione quotidiana di questa sostanza (160-200 mg) era tuttavia, per questo paziente, sotto la soglia di tossicità. Anche se non è stata stabilita la relazione causa-effetto, la "sua epatite è probabilmente conseguente ad eccessivo consumo di bevande energetiche e in particolare della vitamina B3 (niacina)", spiegano i ricercatori del team dell'Università di Medicina della Florida autori dell'articolo. Quando il paziente si è presentato al pronto soccorso, era già da due settimane che avvertiva mal di testa, mal di stomaco e vomito. Inizialmente aveva attribuito il suo malessere ad una sindrome influenzale, e solo quando ha sviluppato l'ittero e le urine scure, solo allora si è preoccupato. Le analisi hanno evidenziato un'alta concentrazione di enzimi chiamati transaminasi, segno di danni al fegato. Quindi, una biopsia del fegato ha mostrato che ha sofferto di epatite acuta severa, con la diminuzione importante della secrezione biliare. Alla luce di questo nuovo studio, gli studiosi, osserva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, che già da qualche tempo hanno messo sotto accusa negli Stati Uniti queste bevande energizzanti (energy drinks), per le conseguenze e i disturbi anche gravi che possono provocare se consumate in quantità eccessiva, anche in questo caso sono quindi giunti alla conclusione che l’abuso di questa bibita rappresenta la causa accertata oltre di malesseri anche di una forma acuta di epatite.
martedì 1 novembre 2016
Prodotti pericolosi: ritirati bastoni di incenso "HEM". Lo segnala RAPEX, il sistema europeo di allerta per i consumatori
Prodotti pericolosi: ritirati bastoni di incenso "HEM". Lo segnala RAPEX, il sistema europeo di allerta per i consumatori
La presenza, sul mercato italiano, dell'incenso indiano pericoloso è stato segnalato dal Rapex, il sistema europeo di allarme rapido per i prodotti pericolosi che periodicamente segnala ai vari Stati membri dell'Unione Europea quali beni necessitano di un ritiro immediato dal commercio. La segnalazione di oggi riguarda 6 tipi di incenso indiano della "HEM" chiamati rispettivamente "AGAINST JEALOUSY" (codice a barre: 8901810013735 - Categoria: prodotti chimici), "AMBER" (codice a barre: 8901810001510 - Categoria: prodotti chimici), "ANTI ESTRÉS" (codice a barre: 8901810014480 - Categoria: prodotti chimici), "BLACK OPIUM / OPIO NEGRO" (codice a barre: 8901810018266 - Categoria: prodotti chimici), "ATTRACTS MONEY / ATRAE DINERO" (codice a barre: 8901810013728 - Categoria: prodotti chimici) e "BERGAMOTA / BERGAMOT"(codice a barre: 8901810011939 - Categoria: prodotti chimici). I bastoncini d'incenso sono contenuti negli astucci. Il prodotto presenta un rischio chimico a causa del contenuto di idrocarburi aromatici come benzene, toluene, xilene e stirene, che vengono rilasciati nell'aria quando si brucia l'incenso che vengono rilasciati nell'aria quando si brucia l'incenso. Il benzene è cancerogeno e mutageno. Inoltre, questi idrocarburi aromatici sono tossici se inalati o ingeriti e irritanti per gli occhi e la pelle. Le analisi, infatti, hanno evidenziato un livello superiore al valore-soglia raccomandato in quanto le emissioni stimate superano la concentrazione consigliata sicura all'interno delle case. Il prodotto non è, quindi, conforme al Regolamento REACH sui prodotti chimici e per questo è stato bandito e ritirato dal mercato. Per molti è una piacevole abitudine: arrivati a casa, per profumare le stanze si accendono gli incensi. Aromi gradevoli per un'atmosfera rilassante, osserva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” ma siamo proprio sicuri di non inquinare l'aria dell'appartamento bruciando gli apparentemente innocui bastoncini? Le ricerche in questo ambito esistono già da molti anni, ma erano concentrate soprattutto sul tumore al polmone, che sembra non essere colpito in numero preoccupante dalla tossicità sprigionata dal bastoncino di incenso che brucia, come invece lo sono le alte vie respiratorie. L’incenso, inoltre, è molto più emissivo di sostanze delle candele e il suo uso sembra essere a rischio, scrivono gli esperti dell’Institut national de l’Environnement Industriel et Des Risques (Ineris), anche nel caso di un utilizzo soltanto mensile. I bastoncini di incenso sono prodotti dalla miscela di polvere lignea, polvere di petali e fiori essicati, carboncino (che facilita lal combustione) e resina che funge da agente legante per il composto. La miscela ottenuta viene mescolata ad acqua per ottenere una consistenza che sia contemporaneamente flessibile e compatta; quindi viene arrotolata intorno a sottili frammenti di bambù così da ottenere la forma caratteristica del bastoncino. Questo viene poi completamente essicato e immerso in una particolare fragranza che gli darà il profumo. La fragranza può essere prodotta in diversi modi: esratta in maniera naturale dal fiore, può essere un composto di due o tre fiori, unita a uno specifico tipo di profumo, oppure un composto chimico che riproduce il profumo della fragranza naturale. Chi produce incenso dice che è proprio nel momento della preparazione che si "stabilisce" se l'incenso sarà tossico oppure no. Dipende dai materiali che vengono utilizzati. Esistono infatti delle case produttrici di incenso che hanno degli standard di qualità da rispettare. Standard stabiliti dal Ministero della Sanità. I certificati devono essere riportati sulla confezione tramite una etichetta o un marchio. Se non vengono riportati molto probabilmente l'incenso sarà nocivo per chi lo respirerà una volta acceso: non compratelo. Quando si compra incenso è quindi importante conoscere e attuare alcuni accorgimenti che derivano dalla conoscenza dell'esistenza di diversi tipi di incenso, nel frattempo, ed è sicuramente raccomandabile acquistare incensi di buona qualità.
Prodotti pericolosi: colla cinese al cloroformio. Ritirato l'adesivo “Super Glue”. Lo segnala RAPEX, il sistema europeo di allerta per i consumatori
Prodotti pericolosi: colla cinese al cloroformio. Ritirato l'adesivo “Super Glue”. Lo segnala RAPEX, il sistema europeo di allerta per i consumatori
Il RAPEX, il sistema europeo dedicato al monitoraggio e alla denuncia del commercio di articoli pericolosi, periodicamente segnala ai vari Stati membri dell'Unione Europea quali beni necessitano di un ritiro immediato dal commercio. La segnalazione di oggi riguarda la colla Extra Strong chiamata “Super Glue” (codice a barre: 5901785365375 - Categoria: prodotti chimici) di produzione cinese. La colla è contenuta in un tubetto. Il prodotto presenta un rischio chimico a causa dell’alto contenuto di cloroformio (valore misurato: 17,38% in peso) tanto da poter fare pensare a effetti cancerogeni del prodotto. Le analisi, infatti, hanno evidenziato un livello superiore al valore-soglia raccomandato. Il cloroformio ad alte dosi causa irritazione della pelle e può nuocere alla salute se inalato o deglutito. Il prodotto non è conforme al Regolamento relativo alla classificazione, all’etichettatura e all’imballaggio delle sostanze e dei composti (CLP), alla Direttiva sui preparati pericolosi (1999/45/CE) ed al Regolamento REACH. e per questo è stato bandito e ritirato dal mercato. Nei fatti però ciò non sempre avviene, osserva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” e può accadere che alcuni di questi prodotti vengano banditi solo in alcuni Paesi e continuino ad essere venduti illegalmente in altri o immessi direttamente nel Web attraverso negozi on line per essere smerciati con più facilità. Se avete questo prodotto in casa o in qualsiasi esercizio commerciale, il consiglio è quello di non usarlo più.
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