giovedì 2 marzo 2017

Toponomastica a Lecce. Da tempo l’Unione Italiana dei Ciechi e Ipovedenti chiede che piazzetta Petruzzi e via Scipione de Summa siano intitolate rispettivamente ad Anna Antonacci e a Louis Braille

Toponomastica a Lecce. Da tempo l’Unione Italiana dei Ciechi e Ipovedenti chiede che piazzetta Petruzzi e via Scipione de Summa siano intitolate rispettivamente ad Anna Antonacci e a Louis Braille: nessuna risposta dal Comune Un anno. È quasi questo il tempo passato dalla domanda rivolta all’assessore Gaetano Messuti dal Presidente dell’Istituto per i Ciechi “Anna Antonacci” e da quello dell’Unione Italiana dei Ciechi e Ipovedenti, da quando è stata protocollata la richiesta di cambio di denominazione di piazzetta Petruzzi e via Scipione de Summa per farle intitolare rispettivamente ad Anna Antonacci e a Louis Braille. Ma nessuna risposta è arrivata. Un segno di scarso rispetto nei confronti di chi quelle zone le vive e le rende vive. Perché non è da dimenticare che la piazza e la via sono quelle adiacenti a Palazzo Giaconia sede dell’Istituto fondato per l’appunto da Anna Antonacci, dell’UICI provinciale, nonché altre realtà (Centro Italiano Tiflotecnnico, il Centro per l’Ipovisione e il Libro Parlato) che nell’edificio formano una vera e propria “cittadella” dei disabili visivi della provincia di Lecce.E nel mentre nulla è cambiato sullo stato del degrado della zona “Tribunale” dopo le denunce portate all’attenzione dello “Sportello dei Diritti” da parte dei cittadini che o per ragioni di residenza o che per esigenze connesse all’area individuata si recano nei pressi di viale De Pietro e nelle traverse adiacenti, non da ultimo piazzetta Petruzzi, accade tuttavia che pezzi dell’amministrazione in primis l’assessore ai lavori pubblici, procedano a visita “guidata” sulle Mura Urbiche appena restaurate e tuttavia non ufficialmente inaugurate, come riportato dalla stampa locale. Perché forse lo “straordinario”, per qualcuno è più importante dell’”ordinario”? Quindi, Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, chiede che si dia almeno una risposta a chi ha avanzato una legittima richiesta.

Crema spalmabile Pâte à tartiner Speculoos con frammenti di metallo all’interno: ritirata dal mercato

Crema spalmabile Pâte à tartiner Speculoos con frammenti di metallo all’interno: ritirata dal mercato Amanti della crema per tartine attenzione. L'autorità sanitaria belga (Afsca) ha segnalato che la Lotus Bakeries, sta procedendo al richiamo della crema per tartine "LOTUS – CREMA SPALMABILE SPECULOOS CRUNCHY" come misura precauzionale, poiché in alcuni lotti sono entrati filamenti metallici di acciaio inox. Lo spiega l'azienda stessa, precisando che si tratta di "minuti filamenti" che erano contenuti all'interno di alcuni lotti di crema patè. Il richiamo si riferisce esclusivamente ai prodotti venduti in barattoli riconoscibili dal coperchio giallo avente scadenza minima fra febbraio e marzo 2018. L'azienda, invita i consumatori a non utilizzare il prodotto interessato dal ritiro poichè il consumo può portare a lesioni. "Grazie alla precisa tracciabilità delle merci, riferisce la Lotus Bakeries abbiamo identificato tutti i prodotti non conformi. In via cautelativa è stato predisposto il blocco e il ritiro di 90mila pezzi. Siamo certi che nulla sia arrivato a scaffale nella grande distribuzione mentre sono stati già reperiti, bloccati e richiamati la quasi totalità di quelli in distribuzione presso i pubblici esercizi". L'azienda produce specialità di pasticceria ed ha la sede nella cittadina Lembeke in Belgio. Da qui i prodotti vengono distribuiti in tutto il mondo tra cui da molti anni in Italia. Non sono interessati dal richiamo i biscotti caramellati commercializzati nel vasetto con il coperchio rosso: infatti soddisfano i criteri di qualità e possono essere consumati. L'allerta in questione, sottolinea Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti" risulta pubblicata sul sito istituzionale del governo belga, che si occupa di allerte sulla sicurezza. È chiaro che nell'episodio si può ravvisare un vero e proprio pericolo per la salute pubblica perchè non è certo il numero degli episodi o dei soggetti coinvolti. Per questo occorre che le autorità indaghino per evitare che altri consumatori, magari più disattenti, possano procurarsi seri danni fisici anche perchè questo prodotto è venduto anche in Italia.

Ministero della Salute, ritirato set di coltelli da cucina cinesi per il rischio di cessione cromo.

Ministero della Salute, ritirato set di coltelli da cucina cinesi per il rischio di cessione cromo. Nuovo allarme del ministero della Salute: è stato ordinato il ritiro di un set di sei coltelli da carne per il rischio di cessione di cromo in quantità superiore a quanto previsto per legge. L’avviso di richiamo cautelativo per risultato non conforme al DM. 21/03/1973 e s.m.i. per quanto riguarda il livello di migrazione specifica del cromo, è stato pubblicato sul sito del nuovo portale dedicato alle allerta alimentari del Ministero della salute. I coltelli sono di origine cinese e sono stati importati e distribuiti dall’azienda ILSA srl e prodotto da Yangjlang Ditlantai Industrial & Trading Co. Ltd. Nello specicifico si tratta dell'articolo 2250B - Blister 6 pezzi coltello bistecca con lama dentata lotto 160127. Il sistema di allerta italiano purtroppo non prevede la diffusione della lista dei punti vendita. Secondo le nostre informazioni l’azienda ha ritirato il set di coltelli da molti negozi presenti in tutte le regioni. Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, consiglia per i consumatori a restituire i coltelli bistecca, articolo 2250B con numero di lotto 160127, al rivenditore da cui è stato acquistato. Per i rivenditori: sospendere la vendita del coltello richiamato e tenerlo a disposizione della Ilsa per il ritiro.

Non conformità microbiologiche, Ministero della Salute ritira Salamini Italiani alla cacciatora D.o.p. della " La Bottega del gusto"

Non conformità microbiologiche, Ministero della Salute ritira Salamini Italiani alla cacciatora D.o.p. della " La Bottega del gusto" Nuovo allarme del ministero della Salute per cibi potenzialmente pericolosi. Questa volta sul banco degli imputati finiscono i salumi. Si tratta dei Salamini Italiani alla cacciatora D.o.p. " La Bottega del gusto" gr 160, prodotto per Eurospin Italia s.p.a. da Bortolotti Salumi s.r.l.. con sede via De Gasperi, 9 24020 Cene (Bg), lotto IT 1405 L / Bortolotti Salumi s.r.l. avente scadenza minima 09-04-2017. L’avviso di richiamo cautelativo per possibili non conformità microbiologiche del prodotto, è stato pubblicato sul sito del nuovo portale dedicato alle allerta alimentari del Ministero della salute. Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, consiglia a tutti coloro che avessero acquistato il salame, a non consumarlo e a riportarlo nei punti vendita per la sostituzione o il rimborso.

Violenza sulle donne. Corte Strasburgo condannata Italia: lentezza intervento causò omicidio

Violenza sulle donne. Corte Strasburgo condannata Italia: lentezza intervento causò omicidio La Corte europea dei diritti umani ha condannato l'Italia per la lentezza nel proteggere una donna e suo figlio dagli atti di violenza domestica del marito che hanno poi portato all'assassinio del ragazzo e al tentato omicidio della moglie. I giudici di Strasburgo, hanno stabilito che "non agendo prontamente in seguito a una denuncia di violenza domestica fatta dalla donna, le autorità italiane hanno privato la denuncia di qualsiasi effetto creando una situazione di impunità che ha contribuito al ripetersi di atti di violenza, che in fine hanno condotto al tentato omicidio della ricorrente e alla morte di suo figlio".La Corte ha condannato l'Italia per la violazione dell'articolo 2 (diritto alla vita), 3 (divieto di trattamenti inumani e degradanti) e 14 (divieto di discriminazione) della convenzione europea dei diritti umani. I giudici hanno riconosciuto alla ricorrente 30 mila euro per danni morali e 10 mila per le spese legali. Si tratta, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” della prima condanna dell'Italia da parte della Corte per un reato relativo al fenomeno della violenza domestica. Il caso si riferisce a quanto avvenuto a Remanzacco, in provincia di Udine, il 26 novembre del 2013 quando il marito, ora in prigione, di Elisaveta Talpis uccise il figlio diciannovenne e tentò di uccidere anche la madre. La furia omicida si scatenò dopo che la signora aveva denunciato il marito e ripetute richieste di intervento rivolte alle autorità anche da parte dei vicini.

mercoledì 1 marzo 2017

Mercatino “Settelaquare”. Degrado assoluto, a causa dell’incuria e dell’inerzia del comune. Perché nessuno degli amministratori ne risponde?

Mercatino “Settelaquare”. Degrado assoluto, a causa dell’incuria e dell’inerzia del comune. Perché nessuno degli amministratori ne risponde? La nostra non vuole essere la solita retorica perché siamo consapevoli che nel corso degli anni, innumerevoli sono state le segnalazioni da parte di cittadini e media senza che a ciò sia seguito nulla se non paventati bandi di affidamento, presunte opere di salvataggio e quant’altro. Solo che a ciò non è seguita ancora alcuna risposta concreta. Il mercatino in località “Settelaquare” ed in particolare la zona dei box commerciali, è l’emblema dello sperpero e dell’incuria di un’intera amministrazione. La struttura è, infatti, un bene pubblico di recente costruzione, costato 1.900.000 euro e ciò già la dice lunga sul fatto che fior fior di soldi dei contribuenti sono stati spesi senza un progetto d’immediata fruibilità, giacché è passato non si sa quanto tempo da quando gli stand sono stati realizzati e l’area resa adeguata all’uso pubblico. In data di ieri, un cittadino attento alle problematiche del nostro comune, ha voluto trasmetterci un nuovo reportage fotografico del degrado, della sporcizia e dell’incuria che documenta il totale abbandono dell’area, a ridosso del periodo relativo al bando delle annunciate assegnazioni in locazione che dovrebbero, finalmente, dare vita ad un decentramento commerciale che la presente e le precedenti amministrazioni, mai ha realizzato se non addirittura mai progettualmente messo sulla carta. Cattedrali nel deserto, fatte coi soldi nostri e lasciate alla mercè di vandali e all’abbandono. Per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, il dato che fa riflettere nella vicenda, è che nessuno degli amministratori risponda della situazione pregressa ed attuale in cui è stata ridotta per anni una struttura pubblica, ma che almeno se ne assuma la responsabilità politica.

Agenzia delle Entrate bocciata nuovamente a Lecce. Tre sentenze gemelle della CTP di Lecce annullano avvisi di accertamento per 1 milione di euro.

Agenzia delle Entrate bocciata nuovamente a Lecce. Tre sentenze gemelle della CTP di Lecce annullano avvisi di accertamento per 1 milione di euro. I giudici tributari: gli organi accertatori siano più attenti Un milione di euro che non sono in nessun modo dovute al Fisco. È questa la cifra che un contribuente non sarà costretto a versare dopo che ben tre sentenze depositata il 28 febbraio dalla Commissione Tributaria Provinciale di Lecce che, in accoglimento di altrettanti ricorsi del 22/01/2015, predisposti dall’avvocato Maurizio Villani, hanno totalmente annullato tre avvisi di accertamento per gli anni 2010, 2011 e 2012 per un totale di € 1.000.000,00 (un milione di euro). In particolare, i primi giudici hanno annullato gli accertamenti sia per la irregolarità delle sottoscrizioni dei dirigenti dell’Agenzia delle Entrate, sia per le generiche presunzioni operate dall’Ufficio che non ha tenuto conto del fatto che gli appunti rinvenuti erano stati regolarmente fatturati dalla società, mentre altri si riferivano ad una diversa società che non era stata oggetto di verifica ed accertamento.Per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, questa è la dimostrazione che quando gli organi verificatori trovano la cosiddetta documentazione extracontabile, non devono automaticamente presumere l’evasione perché può trattarsi di somme regolarmente fatturate o che non riguardano assolutamente l’attività della ditta verificata.