venerdì 2 giugno 2017

Ciliegie, un 'toccasana' per i dolori reumatici

Ciliegie, un 'toccasana' per i dolori reumatici Direttamente dalla natura arrivano alcune risposte alla domanda di salute che spesso vengono confortate anche dagli studi della medicina. Esiste, infatti, frutta che utilizzata per curarsi, può apportare benefici sufficientemente conclamati anche a livello della ricerca scientifica. Ad esempio, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti, non tutti sanno che per i dolori reumatici è possibile assumere ciliegie per ritrovare benessere e giovamento. Le ciliegie, infatti, hanno un effetto sorprendente in questo ambito: potrete infonderle nella grappa o semplicemente frullandole per creare degli squisiti drink che oltre a essere buonissimi vi daranno anche più di un semplice sollievo. Oltre alle ciliegie anche fragole, ribes e prugne hanno i medesimi effetti curativi. Il ribes, in particolare, è perfetto per la gotta. Per quanto riguarda i dolori reumatici, anche l'uva può aiutare a patire meno il dolore. Ma contro i dolori articolari esistono anche alcune verdure capace di sortire lo stesso effetto: ad esempio il sedano, soprattutto se centrifugato ha effetti molto benefici. Si consiglia, infine, in caso di articolazioni infiammate, di utilizzare foglie di verza e cipolle bollite come impacco: il risultato vi sorprenderà. Per alcune persone è pura follia, eppure, prima di dare giudizi affrettati sarebbe bene cercare di capire che tipi di patologie e in che misura è possibile affidare alla frutta la propria salute.

Latte in polvere per neonati ritirato dagli scaffali di Francia e Germania.

Latte in polvere per neonati ritirato dagli scaffali di Francia e Germania. Due lotti specifici del prodotto per neonati, non sono adatti per il consumo a causa di possibili contenuti di contaminati cancerogeni L'azienda produttrice UP Medi-Europe (SA) ha fatto analizzare il latte in polvere per lattanti Novolac 1 alla ricerca dei contaminati cancerogeni come gli esteri di glicidolo (GE), che si formano durante la raffinazione di alcuni componenti del prodotto. Le analisi hanno rilevato che i lotti 9828301 e 45405 di NOVALAC 1 latte in polvere per lattanti da 0 a 6 mesi 800 g con scadenza minima rispettivamente del 01/09/2019 e del 23/09/2018 contengono esteri di glicidolo (GE) che non devono essere presenti perché potenzialmente cancerogeni e genotossici. Secondo l’Efsa, un bambino che beve 5 o 6 biberon di latte artificiale al giorno arriva ad assumere livelli fino 10 volte più alte di quanto si ritiene preoccupante per i GE. Il prodotto è nocivo, evidenzia Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti" e quindi non adatto per il consumo e può essere restituito dal consumatore in tutte le farmacie. L'azienda produttrice ha tenuto a precisare che "Questo richiamo non significa che la minaccia è stata causata dalla nostra azienda". Il distributore MEDIS GmbH in conformità con le norme alimentari ha avviato un richiamo del prodotto. In Italia il Ministero della Sanità non ha ancora comunicato sul suo sito web che quei lotti del prodotto non sono venduti nel nostro Paese.

Scandalo Dieselgate: autorità tedesche impongono richiamo di 24mila modelli di Audi A7 e A8

Scandalo Dieselgate: autorità tedesche impongono richiamo di 24mila modelli di Audi A7 e A8 Una nota delle autorità tedesche informa che è stato ordinato al gruppo Volkswagen il richiamo di 24'000 auto di Audi, modelli A7 e A8 in Germania. Ciò avverrà in stretto coordinamento con le Autorità competenti. La misura riguarda i modelli messi in vendita tra il 2009 e il 2013. Lo scandalo partito da VW sta dunque continuando e tocca nuovamente Audi, marchio acquistato tempo fa. I veicoli interessati sono comunque "tecnicamente sicuri e adatti alla circolazione su strada senza alcuna limitazione". Il gruppo Volkswagen comprende: Audi, Lamborghini, Ducati, Bentley, Bugatti, Porshe, SEAT, Skoda, Scania e Man. I loro proprietari, evidenzia Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti", saranno informati per iscritto e verrà chiesto loro di fissare un appuntamento con il proprio service partner Volkswagen e potranno prendere appuntamento nei Centri di Assistenza. Il produttore bavarese del gruppo Volkswagen è accusato di aver manipolato le risultanze dei test sulle emissioni di gas di scarico.

giovedì 1 giugno 2017

Allarme tonno avariato, alcuni casi di intossicazione registrati nelle Regioni Puglia, Basilicata, Lazio e Veneto.

Allarme tonno avariato, alcuni casi di intossicazione registrati nelle Regioni Puglia, Basilicata, Lazio e Veneto. Il Ministero della Salute lancia l'avviso ai consumatori per il rischio d'intossicazione alimentare in tonno della "ITTICA ZU PIETRO" srl. E’ cronaca nazionale di questi giorni quella che riporta più di 200 casi di intossicazione da tonno registrati negli ultimi giorni. Il ‘’veleno’’ che ha intossicato viaggiava in quintali di pesce, alcuni dei quali sequestrati dalle Capitanerie di Porto, altri finiti sulle nostre tavole nelle Regioni di Puglia, Basilicata, Lazio e Veneto. Non in ultimo dopo questo fatto di cronaca nel pomeriggio di oggi, è stata diramata dal Ministero della Salute una nuova allerta alimentare. Il richiamo riguarda il "Trancio di Tonno" pinna gialla ( Thunnus Albacares) decongelato lavorato e commercializzato in Italia dalla ditta "ITTICA ZU PIETRO" srl con sede a Bisceglie (BT) via Varsavia n 9. Nello specifico interessa i lotti L1 753180517 e L2 753200517 confezioni da circa 2 kh al pezzo, con termine minimo di conservazione rispettivamente del 02/06/2017 e 07/06/2017. Motivo del richiamo: presenza di Istamina oltre i limiti ex Reg. 2073/2005 s.m.i.. Gli episodi, oltre ad essere interessanti da un punto di vista epidemiologico, si tratterebbero infatti di uno dei pochi casi documentati in Italia, è molto utili da un punto di vista didattico: evidenziano il sottile confine che esiste tra dose terapeutica o fisiologica e dose tossica; richiama il concetto di sinergismo tra sistemi molecolari; ricorda che questi, in certe condizioni, si trasformano e cambiano le loro proprietà biologiche. Non in ultimo, questo fatto di cronaca ci procura una certa ansia ‘’benefica’’ che ci ricorda che è necessario prestare molta attenzione alla qualità dei cibi che consumiamo. L’ingestione di partite di tonno mantenuto in condizioni non idonee di conservazione, ha causato nei malcapitati la cosiddetta sindrome sgombroide, o intossicazione da istamina (HFP). La sindrome sgombroide, ricorda Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” è una sindrome acuta causata principalmente dal consumo di prodotti ittici contenenti alti livelli di istamina e probabilmente di altre ammine vasoattive o altri composti. Nella maggioranza dei casi la HFP ha un andamento benigno con sintomatologia limitata, ciò causa una notevole sottostima dell’incidenza del fenomeno. Dal 1970 i paesi con il maggior numero di casi riportati sono il Giappone, gli Stati Uniti e il Regno Unito, ma probabilmente perché in questi paesi il sistema di notifica è il migliore. I casi riportati in Italia, invece, sono pochi e scarsamente documentati.6,7 Si ricordano: -il focolaio di Palermo nel 1979, nel quale furono coinvolte 250 persone; -il caso di Catania nel 1999, nel quale , delle 12 persone che avevano mangiato tonno cotto in casa, 7 presentavano sintomi riferibili a sindrome sgombroide; -due casi gravi, registrati nell’arco di cinque giorni in un ospedale di Palermo nel 1996; -12 episodi di avvelenamento diagnosticati nelle regioni Umbria e Marche nel quinquennio 1996-2001; -un caso nel gennaio 2005 e due casi nel 2006 presentati all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Umbria e delle Marche. La diagnosi di ‘’scombroid syndrome’’ si basa sulla sintomatologia ( nausea, vomito, diarrea, vertigini, cefalea, rush cutaneo, disturbi respiratori e ipotensione) e sulla storia di recente assunzione di sgombroidi. L’inizio della sintomatologia è rapido (20-30 minuti dall’assunzione dell’alimento) e i disturbi, abitualmente di lieve entità, si risolvono in genere in meno di 24 ore. La mancanza di precedenti reazioni allergiche al cibo implicato dovrebbe indurre il medico ad escludere l’allergia. L’analisi di materiale biologico (vomito, sangue, urine) degli intossicati è invece difficilmente ottenibile e di dubbia interpretazione (rapido metabolismo, diverse origini dell’istamina). La terapia della sindrome sgombroidea è basata sull’impiego di antistaminici.L’istamina e le altre ammine biogene sono sostanze azotate che si formano prevalentemente dalla degradazione (decarbossilazione) microbica di aminoacidi. I microrganismi coinvolti sono comunemente presenti nell’ambiente, pertanto le ammine biogene possono essere contenute in alimenti e bevande, ma la loro presenza è maggiore nei cibi a rapida deperibilità. Soprattutto se fermentati e ricchi di particolari amminoacidi, come pesci, carni, salumi, latticini e formaggi, succhi di frutta, vino e cacao. Non tutte le ammine biogene sono tossiche dal momento che alcune di esse svolgono importanti funzioni fisiologiche.

Allerta Federfarma e Ministero Salute: "Non mangiate le crostatine senza glutine Giusto della Giuliani". Contaminazione non omogenea da miceti. Ritiro di ulteriore lotto

Allerta Federfarma e Ministero Salute: "Non mangiate le crostatine senza glutine Giusto della Giuliani". Contaminazione non omogenea da miceti. Ritiro di ulteriore lotto La Società Giuliani, con propria nota del 1° giugno 2017, ha comunicato a Federfarma e ministero della Salute che sta ritirando dal mercato il prodotto senza glutine GIUSTO S/G CROSTAT CAC/NOC180G – cod. paraf. 924287016 – cod. ditta Giuliani F75AD085 - lotto di produzione L17073 - TMC del lotto 02/2018 Il richiamo si è reso necessario a seguito di alcune segnalazioni concernenti la presenza di contaminazione non omogenea da miceti. Pertanto la Società Giuliani invita a: • cessare la vendita di tale prodotto; • isolare ed identificare gli invenduti come “PRODOTTO NON ESITABILE”; • esporre in modo ben visibile al pubblico fino al 1° luglio 2017 il comunicato predisposto dall’azienda che si trasmette in allegato alla presente circolare (all. n. 1) affinchè tutti gli acquirenti siano informati; • comunicare, tra circa 30 giorni, tramite e-mail all’indirizzo esottocorno@giulianipharma.com il numero delle confezioni giacenti, appartenenti al lotto interessato, specificando quelli restituiti dagli utilizzatori finali; • restituire i prodotti oggetto del richiamo che saranno rimborsati secondo le modalità che saranno comunicate a tutte le farmacie che ne faranno richiesta. Per eventuali chiarimenti contattare telefonicamente la sig.ra Enrica Sottocorno al n. 02 20542540 di Federfarma. Per tale ragione Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, associazione ormai punto di riferimento per la sicurezza alimentare in Italia, invita i consumatori che fossero in possesso di una o più confezioni appartenenti al lotto sottoposto a richiamo, a restituirle al punto vendita in cui sono state acquistate. L’avviso di richiamo del lotto è stato pubblicato sul nuovo portale dedicato alle allerta alimentari del Ministero della salute e su sito web di Federfarma.

Ministero Salute ritira dal commercio lotto specifico di Coca Cola. Rischio presenza di allergeni

Ministero Salute ritira dal commercio lotto specifico di Coca Cola. Rischio presenza di allergeni Il Ministero della salute oggi giovedì ha diramato un comunicato rivolto ai consumatori che segnala il ritiro della "Coca Cola". La bevanda analcolica sottoposto a richiamo è stato prodotto da Coca Cola HBC Italia srlcon sede dello stabilimento a Marcianise (CE). Il provvedimento, disposto in via del tutto precauzionale, riguarda il lotto L170329863M con data di scadenza al 28/09/2017 della bottiglia da 1.5 l. A rendere necessario il provvedimento sono la non conformità di produzione. Il contenuto della bottiglia da 1.5 l ha un sapore molto sgradevole, un aspetto molto denso e livelli concentrati di caffeina, acido fosforico e solfiti.. Per tale ragione Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, associazione ormai punto di riferimento per la sicurezza alimentare in Italia, invita i consumatori che fossero in possesso di una o più bottiglie appartenenti al lotto sottoposto a richiamo, a restituirle al punto vendita in cui sono state acquistate. L’avviso di richiamo del lotto è stato pubblicato sul nuovo portale dedicato alle allerta alimentari del Ministero della salute.

Niger. Morire di sete nel Sahara. 44, morti perchè il camion che li trasportava verso la Libia si è rotto.

Niger. Morire di sete nel Sahara. 44, morti perchè il camion che li trasportava verso la Libia si è rotto. Morti silenziose: ogni anno morirebbero più persone nel deserto che nel Mediterraneo. Fermiamo i criminali che trafficano in vite umane Si parla troppo spesso tragedie del Mediterraneo relative alle migrazioni che ormai da anni si sono orientate sulla direttrice Sud - Nord del Mare Nostrum. Poco si discute sui viaggi nel deserto che devono precedere il passaggio verso il mare, perchè le fonti di notizie sono scarse e forse perchè il mondo non è in grado di accettare la triste realtà che altrettante vite, o forse di più siano disperse a causa di violenze, sete e stenti. Oggi è la Bbc, a segnalare un altro dramma: 44 persone provenienti dal Ghana e dalla Nigeria sono morte di sete nel Sahara dopo che il camion che le trasportava verso la Libia si è irrimediabilmente rotto nel Niger settentrionale. Sei sopravvissuti sono riusciti a raggiungere un remoto villaggio e sono stati poi condotti a Dirkou, dove la Croce Rossa si sta occupando di loro. Secondo quanto indicato da Lawal Taher, un responsabile dell’organizzazione internazionale, fra le persone decedute ci sono diversi bambini. Nessuno, tuttavia, ha ancora potuto recarsi sul luogo della tragedia. Secondo quanto riporta Reuters, le autorità ritengono impossibile stabilire quante persone muoiano ogni anno nella pericolosa traversata del Sahara sulla rotta che dall’Africa occidentale porta in Libia e, da lì, in Europa. Il loro numero - stima però l’affiliata del Consiglio danese per i rifugiati “4mi” - potrebbe essere superiore a quello dei morti in mare (circa 5mila l’anno scorso). Dal 2014 al 2016 “mi4” ha intervistato circa 1’300 migranti sul tema. Quasi tutti riferivano della storia di qualche compagno di viaggio deceduto nel Sahara, per un totale di 1’245 casi. «Il numero relativamente piccolo di migranti intervistati suggerisce che la cifra di 1’245 dà un’indicazione plausibile di quanti muoiano davvero», spiega un rapporto dell’organizzazione. Per Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, questi accadimenti, dimostrano che bisogna intervenire a livello internazionale alla fonte, ossia direttamente in quei paesi dove trafficanti di vite senza scrupoli, con la sicura complicità delle istituzioni locali, si fanno garanti di viaggi dove la speranza ormai è ridotta al lumicino. A questo punto, è necessario che sia l'ONU ad intervenire, perchè l'UE, con le sue non velate divisioni sul tema dell'accoglienza, non ha dimostrato forza a livello diplomatico, per regolamentare i flussi e salvaguardare la vita di migliaia di vite umane per le quali anche noi europei dobbiamo ritenerci responsabili.