martedì 3 dicembre 2019

Rasff, pezzo di metallo nella pasta fresca ripiena prodotta in Italia ritirata in Germania.

Rasff, pezzo di metallo nella pasta fresca ripiena prodotta in Italia ritirata in Germania. Coinvolti i supermercati REWE che stanno per ritirare dagli scaffali i "Girasoli alla salvia di zucca, 250 g" dell'azienda "Gusto Di Casa" a marchio REWE La Germania ha attivato il 2 dicembre il Sistema rapido di allerta europeo avvisando le autorità sanitarie dei diversi Paesi europei circa la presenza di pezzi di metallo nel ripieno della pasta fresca, prodotta in Italia e commercializzata con il marchio della catena di supermercati REWE in Germania. Nello specifico si tratta del lotto della pasta "Girasoli alla salvia di zucca Fine World REWE, 250 g" in busta, EAN 4388860002041 con data di scadenza: 22.12.2019, prodotta dall'azienda "Gusto di Casa" con sede dello stabilimento a San Giovanni Lupatoto in provincia di Verona. Il motivo del richiamo precauzionale prima della data di scadenza, sono i resti di una lamina simile a un metallo morbido, che potrebbe essere stata isolata nel ripieno della pasta. Un pericolo per la salute che non può essere escluso con certezza. Pertanto, la società sta provvedendo al richiamo del prodotto interessato dalla vendita in tutta la Germania. Questa misura precauzionale non influisce sui prodotti con date di scadenza diverse. I clienti possono restituire il prodotto nel rispettivo mercato e ottenere il prezzo di acquisto rimborsato, ovviamente, anche senza presentazione della ricevuta. L'azienda si scusa con i consumatori per l'inconveniente causato. Non si sa ancora se effettivamente il lotto della pasta fresca ripiena sia stato venduto anche in Italia anche sotto altro marchio, questo il Ministero della Salute ad oggi non lo riporta. Tuttavia, Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, raccomanda a tutti i nostri connazionali che si trovano in Germania di non consumare il prodotto del lotto interessato. Non si possono escludere rischi per la salute.

lunedì 2 dicembre 2019

Altri “Stop” della Cassazione contro gli autovelox per “far cassa”. Nullo il verbale se l’autovelox fisso è installato nell’altro senso di marcia

Altri “Stop” della Cassazione contro gli autovelox per “far cassa”. Nullo il verbale se l’autovelox fisso è installato nell’altro senso di marcia. Necessarie le segnalazioni dell’apparecchio nella corsia percorsa dall’automobilista Nuovi “Stop” della Cassazione contro gli autovelox per “far cassa” dopo altre recenti decisioni segnalate dallo “Sportello dei Diritti”. Con la sentenza n. 31411, resa in data odierna dalla sesta sezione civile della Suprema Corte, sono stati ribaditi i principi a tutela del diritto di difesa dei conducenti, secondo cui deve essere annullato il verbale e nessun punto va decurtato dalla patente di guida per eccesso di velocità se l’autovelox fisso è installato nell’altro senso di marcia. Sono infatti necessarie le segnalazioni dell’apparecchio nella corsia percorsa dall’automobilista. Ma non solo: poco contano le autorizzazioni del Prefetto. Gli Ermellini, respingendo il ricorso presentato dal Comune di Macchia d’Isernia. hanno disatteso la tesi della difesa dell’ente locale che aveva opposto alla decisione di merito le autorizzazioni ricevute dal Prefetto. Nel passaggio chiave delle motivazioni, viene spiegato che l'apposizione del prefabbricato contenente uno strumento per la rilevazione della velocità degli autoveicoli in transito, era stata autorizzata per entrambi i sensi di marcia ma veniva realizzata per un solo senso di marcia apponendo il prefabbricato di rilevazione in una carreggiata opposta al senso di marcia indicato nel provvedimento di autorizzazione. Il Comune di Macchia di Isernia, insomma, ha ritenuto di collocare un semplice prefabbricato considerandolo, e non lo avrebbe potuto fare, operativo per entrambi i sensi di marcia, senza tenere conto che il prefabbricato installato, per il senso stesso dell’autorizzazione, era legittimato a rilevare la velocità dei soli veicoli provenienti in quel senso di marcia ma non anche, come è avvenuto, nel caso in esame, per le autovetture che provenivano dalla direzione opposta. Piuttosto, era necessario che fosse installato altro rilevatore per il contrapposto senso di marcia corredato da ogni elemento di identificazione e preventivamente segnalato, con appositi cartelli, opportunamente collocati nello stesso senso di marcia. Correttamente, dunque, la sentenza di merito ha affermato che l'autovelox in questione posto sul lato destro della careggiata nella direzione di marcia Isernia - Venafro non era idoneo a rilevare la velocità degli autoveicoli che percorrevano l'altro senso di marcia. Il che determina l’illegittimità derivata dall'impugnato verbale di contestazione.. Insomma, per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, non basta premurarsi per fare multe a gogo se poi non si pensa effettivamente alla sicurezza stradale, alla certezza delle rilevazioni ed al rispetto del diritto di difesa dei presunti trasgressori.

Choc in India, onde di schiuma velenosa - VIDEO

Choc in India, onde di schiuma velenosa - VIDEO Onde di schiuma tossica e ragazzi che, inconsapevoli dei rischi, ci sguazzano dentro: le immagini, girate domenica, diventate virali su internet, arrivano dalla spiaggia di Marina, a Chennai, nell’India orientale. Il fenomeno, evidenzia Giovanni D'Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, è stato causato da prodotti chimici tossici riversati nel mare. Ecco il video su YouTube al link: https://www.youtube.com/watch?v=YjY3wzke208

domenica 1 dicembre 2019

Amazon ritira dalle vendita decorazioni natalizie e apribottiglie a tema “Auschwitz” dopo lo sdegno degli acquirenti inorriditi

Amazon ritira dalle vendita decorazioni natalizie e apribottiglie a tema “Auschwitz” dopo lo sdegno degli acquirenti inorriditi. Il Museo di Auschwitz ha condannato Amazon per la vendita di regali a tema Auschwitz. Tra gli oggetti palline di Natale a forma di stella con il campo di sterminio Non c’è limite al peggio perché ormai in rete si trova di tutto. E neanche Amazon, il colosso delle vendite online è immune da figuracce anche se per la verità ha dimostrato spesso di essere pronto a censurare la messa in commercio di prodotti obbrobriosi come gli ultimi apparsi e poi ritirati: regali di Natale a tema “Auschwitz”. Ma è stato dopo il museo della località polacca teatro di uno dei più grandi massacri di massa della storia che ha twittato che la vendita di ornamenti era "non appropriata" e "inquietante" e ha criticato Amazon per aver venduto decorazioni natalizie e apribottiglie a tema Auschwitz che si è mosso qualcosa. Infatti, i funzionari del museo che conserva il sito dell'ex campo di concentramento e di sterminio nazista di Auschwitz, hanno dichiarato che i prodotti erano "irrispettosi" e hanno invitato il colosso della vendita al dettaglio online a rimuoverli dalla vendita. Gli oggetti includono palline a forma di stella e di campana con fotografie del campo di sterminio. E subito si sono scatenati gli utenti di Twitter che con un tamtam generale hanno attaccato la scelta di mettere in vetrina questi gadget a dir poco riprovevoli. Gli “ornamenti” erano in vendita su Amazon.com per $ 12,99, poco meno di 12 euro. Amazon ha confermato di aver rimosso i prodotti a tema Auschwitz dalla vendita in data odierna. Il rivenditore ha ricevuto numerosi reclami sugli articoli, tra cui recensioni negative sul suo sito e oltre 2.000 messaggi su Twitter. È assurdo che venditori senza scrupoli riescano ancora a vendere sul più grande negozio online mondiale prodotti del genere che offendono la storia e la memoria, evidenzia Giovanni D'Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”,. Non ci resta che raccomandare più controlli possibile da parte di Amazon e di tutti i negozi online e invitare tutti i cittadini a segnalare questi che non possono non considerarsi abusi ed insulti ad un passato tragico che non può essere in alcun modo “commercializzato”.

Gomme da masticare sugar-free aiutano a ridurre la carie.

Gomme da masticare sugar-free aiutano a ridurre la carie. Secondo uno studio questo tipo di chewing-gum causa un calo del 28% nell’avanzamento della condizione orale. Le gomme da masticare riducono il problema della carie dentale ma a condizione che siano rigorosamente sugar-free. Lo hanno rivelato i ricercatori dell’università di Londra King’s College London dopo avere analizzato un insieme di studi pubblicati nel corso degli ultimi 50 anni, con un focus sui 12 che esplorano l’impatto e l’effetto dei chewing-gum senza zucchero sulle condizioni di igiene orale, in particolare legate alla carie, negli adulti e nei bambini. Secondo i risultati, le gomme riducevano l’avanzamento della carie fino al 28%.«Sia la stimolazione della saliva, che può agire come barriera naturale per proteggere i denti, sia il controllo meccanico della placca attivato dall’atto del masticare, possono contribuire alla prevenzione della carie dentale», ha dichiarato professor Avijit Banerjee. «Le gomme sugar-free agiscono anche come mezzo di trasporto di ingredienti antibatterici, inclusi xilitolo e sorbitolo. Non ci sono state prove conclusive recenti prima di questa analisi che dimostrino la relazione tra il rallentamento dello sviluppo della carie e il consumo di gomme da masticare senza zucchero». Professor Banarjee osserva anche che questi chewing-gum possono essere usati come agenti preventivi. «Siamo convinti che sia necessario aggiornare e rinfrescare l’esistente conoscenza scientifica relativa alle gomme da masticare senza zucchero e i loro effetti sulla carie dentale e sull’igiene orale», continua il professore. «Abbiamo in programma ulteriori ricerche per determinare l’accettabilità e la fattibilità dell’uso di questo metodo di prevenzione nel campo della sanità pubblica».La ricerca, evidenzia Giovanni D'Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, è stata pubblicata nella rivista scientifica Journal of Dental Research: Clinical & Translational Research e finanziata dal progrtamma della Mars Wrigley e Wrigley Oral Healthcare.

Cancro alla prostata: gli scienziati sviluppano un test delle urine a casa

Cancro alla prostata: gli scienziati sviluppano un test delle urine a casa I ricercatori inglesi hanno sviluppato un test delle urine per rilevare il cancro alla prostata a casa. Con questo dispositivo, gli scienziati sperano di facilitare questo delicato momento per gli uomini ed evitare che vengano sottoposti a test di screening intrusivi, come un esame rettale digitale. A conclusione dell'evento annuale che si svolge nel corso del mese di novembre organizzato dal movimento Movember, (da "Moustache", parola inglese per baffi, e "November") per raccogliere fondi e diffondere consapevolezza sul carcinoma della prostata ed altre patologie, i ricercatori della East Anglia University (UEA) e del Norfolk e Norwich University Hospital in Inghilterra hanno presentando un nuovo test per testare il cancro alla prostata. Chiamato "PUR" (rischio di urina prostatica), il test si presenta sotto forma di un kit di raccolta. In questo studio pubblicato sulla rivista BioTechniques , i medici spiegano che sarà sufficiente per il paziente raccogliere le urine da casa per valutare il rischio di sviluppare il cancro alla prostata, che è la forma più comune di cancro negli uomini. "Questo test esamina l'espressione genica nei campioni di urina e fornisce informazioni vitali sulla natura aggressiva o" a basso rischio "del cancro. Poiché la prostata viene costantemente secreta, la raccolta di urina dalle urine la prima minzione del giorno da parte degli uomini significa che i livelli di biomarcatori della prostata sono molto più alti e più coerenti, il che rappresenta un grande miglioramento ", afferma il dott. Jeremy Clark, ricercatore presso la facoltà di medicina della UEA e co -autore dello studio. Per valutare l'efficacia del test PUR, i ricercatori hanno reclutato 14 uomini sottoposti a esami rettali digitali, uno dei metodi principali per rilevare il carcinoma prostatico (con sangue, risonanza magnetica e biopsia). I partecipanti sono quindi tornati a casa, dove hanno dovuto sostenere il test PUR per una seconda valutazione del rischio di sviluppare il cancro alla prostata. Gli scienziati hanno confrontato i risultati ottenuti da questi due test. "Abbiamo scoperto che i campioni di urina prelevati a casa hanno mostrato i biomarcatori del cancro alla prostata molto più chiaramente rispetto a dopo un esame rettale, e i commenti dei partecipanti hanno mostrato che i pazienti preferiscono eseguire il test a casa", afferma. Dr. Clark. Valuta l'aggressività del cancro. Questo nuovo dispositivo, evidenzia Giovanni D'Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, potrebbe anche essere utilizzato per valutare il livello di aggressività del cancro e quindi aiutare a determinare fino a cinque anni prima rispetto ai metodi clinici standard se i pazienti avranno bisogno di cure o meno. "Ciò significa che un test negativo potrebbe consentire agli uomini di sottoporsi a un nuovo test ogni due o tre anni, il che ridurrebbe lo stress per il paziente e il carico di lavoro in ospedale", afferma il dott. Clark. "Questa è una soluzione molto efficace per la salute, perché questo test ci dà l'opportunità di evitare esami non necessari per molti uomini", afferma l'autore dello studio Robert Mills, un chirurgo consulente di urologia presso il Norfolk e il Norwich University Hospital. Se la data di disponibilità del test PUR non è ancora nota, gli autori dello studio sperano comunque di commercializzare il kit "presto".

sabato 30 novembre 2019

Malta, siracusana si gioca diecimila euro di un amico al casinò: bannata a vita.

Malta, siracusana si gioca diecimila euro di un amico al casinò: bannata a vita. La donna italiana potrà più metter piede in nessun casinò maltese, e non potrà più giocare ad alcun gioco d’azzardo online Una siracusana di 47 anni è stata condannata dal Tribunale di Malta per essersi giocata al casinò dei fondi a lei affidati per un investimento. A nulla è servita la difesa dell'avvocato che aveva chiesto l'assoluzione, sottolineando che la donna non aveva precedenti penali e che aveva già rimborsato la somma di 10.000 euro persa al gioco. Le ammissioni di S.P. e la sua richiesta di aiuto per uscire dalla dipendenza dal gioco hanno influito sulla decisione del magistrato, l’imputata è stata infatti condannata a due anni di reclusione con quattro di condizionale, e quindi resterà in libertà. La donna dovrà seguire un trattamento riabilitativo contro la ludopatia di tre anni e non potrà più metter piede in nessun casinò maltese, e non potrà più giocare ad alcun gioco d’azzardo online.. Il gioco d’azzardo, è oramai considerato una patologia vera e propria, che verrà curata presso ogni Asl del territorio. Il nome scientifico della malattia è ludopatia, appunto “dipendenza da gioco d’azzardo”, e il numero delle persone che ne soffrono è sempre in aumento, anche nel nostro Paese, soprattutto tra i giovani. Per Giovanni D'Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, i genitori considerano raramente, o mai, che i giochi di denaro rappresentano un comportamento a rischio. Sono moltissimi coloro che diventano “dipendenti dal gioco” e che per questo mettono in discussione le loro vite, i loro affetti e il loro futuro, coinvolgendo le famiglie in un vero baratro. La situazione rappresenta una tale emergenza tanto da mettere in allerta anche le più alte cariche dello Stato.