venerdì 2 luglio 2021
Un Boeing 737 costretto ad ammarare alle Hawaii
Un aereo cargo Boeing 737 utilizzato per le rotte dalla compagnia Transair è stato costretto ad effettuare un atterraggio di emergenza nelle acque al largo di Honolulu durante la notte tra giovedì e venerdì dopo un problema al motore. Lo ha confermato venerdì la Federal Aviation Administration, (FAA). I due piloti sono stati prelevati dalla guardia costiera. Il portavoce della Guardia Costiera Matthew West ha dichiarato alla CNN che uno dei piloti è stato salvato da un elicottero della Guardia Costiera e l'altro da un elicottero dei vigili del fuoco. Entrambi sono stati portati all'ospedale di Honolulu per essere curati. Secondo la FAA, i piloti hanno riferito di avere un problema al motore e stavano tentando di tornare a Honolulu quando sono stati costretti a far ammarare l'aereo intorno all'1:30 ora locale (13:30 HB). L'aereo è un 737 Classic che è stato prodotto almeno 33 anni fa, secondo una fonte che ha familiarità con la questione. Boeing "è a conoscenza delle informazioni provenienti da Honolulu, Hawaii, e sta monitorando da vicino la situazione", ha affermato un portavoce del produttore. La società afferma di essere in contatto con il National Transportation and Safety Board (NTSB) degli Stati Uniti, l'agenzia che indaga sugli incidenti di trasporto, e sta raccogliendo le informazioni disponibili. La FAA e l'NTSB condurranno ciascuna le proprie indagini. Questo incidente ricorda l'atterraggio di emergenza di un Airbus A320 sull'Hudson, a nord di New York, nel gennaio 2009. Dopo la perdita dei suoi due reattori colpiti da uno stormo di oche selvatiche e mentre la torre di controllo gli consigliava di atterrare in un vicino aeroporto, il pilota Chesley Sullenberger aveva deciso di atterrare sul fiume, salvando la vita a 155 passeggeri e membri dell'equipaggio.L'attuale ammiraglia di Boeing 737 MAX, lanciato nel 2017, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, ha subito due incidenti ravvicinati nel 2018 e nel 2019 che hanno ucciso 346 persone, in parte a causa di un difetto nel software di controllo del volo MCAS. È stato messo a terra per venti mesi prima di essere autorizzato a volare alla fine del 2020.
Presenza di Listeria, ministero della Salute annuncia richiamo di “Vitello tonnato”
Presenza di Listeria, ministero della Salute annuncia richiamo di “Vitello tonnato”. Richiamo per rischio microbiologico in una unità campionaria
Il Ministero della salute ha annunciato l’immediato stop alla vendita di un lotto di “Vitello tonnato” venduto in vaschette termosaldate per il quale è stato riscontrato un possibile rischio microbiologico per i consumatori a causa di una possibile contaminazione della carne dovuta al batterio della listeria. L’allerta alimentare, lanciata attraverso il portale del Ministero dedicato agli avvisi di sicurezza e ai richiami di prodotti alimentari da parte degli operatori, riguarda la carne di vitello tonnato prodotta dall’azienda Gi-Gastronomia Italiana nel proprio stabilimento di via del Commercio Associato 13, a Bologna (marchio di identificazione: IT 9-3349L CE). Come recita l’avviso datato 2 luglio il ritiro dei lotto di carne si è reso necessario per la “quantificazione inferiore ai limiti di rilevabilità del sistema analitico (10 ufc/g prodotto)”. La tartare interessata è venduta in vassoi termosaldati da 200 grammi e fa parte del lotto 3246171 con data di scadenza 09/07/2021. A scopo precauzionale, Giovanni D'Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, raccomanda a chiunque avesse acquistato la carne, di non consumarla e di riconsegnarla al punto vendita dove sarà rimborsato, anche senza presentare lo scontrino. Tuttavia si ricorda che l’autorità, in questo caso il Ministero della Sanità, può anche stabilire la revoca del ritiro e del richiamo dei prodotti. La Listeria monocytogenes è un batterio che può contaminare diversi alimenti crudi, tra cui latte, verdura, formaggi molli e sopratutto carni crude e poco cotte. È il responsabile della listeriosi, una malattia infettiva che può provocare nausea, vomito e diarrea, ma anche infezioni molto più gravi come setticemia o meningite.
Cassazione: proprietari dell’immobili di Taranto risarciti dall’Ilva per il deprezzamento da inquinamento
I proprietari degli immobili di Taranto devono essere risarciti dall’Ilva per il deprezzamento da inquinamento. Lo conferma oggi la terza sezione civile della Cassazione con la sentenza 18810/21. Il danno è quantificato in misura pari al 20 per cento del valore degli immobili: le polveri minerali sparse nell’aria dall’impianto siderurgico comprimono il diritto dominicale dei residenti nel quartiere Tamburi che non possono godere pienamente dei loro locali a causa dell’inquinamento. È quanto emerge dalla.Diventa definitiva la decisione che condanna la spa a pagare il ristoro determinato in via equitativa: le emissioni effettuate per anni dallo stabilimento salentino superavano la normale tollerabilità di cui all’articolo 844 Cc. E che la propagazione delle polveri minerali fosse «continua» e «massiva» lo dimostrano «l’emergenza» e le «sentenze penali» oltre che «l’accurata descrizione dei luoghi». compiuta dalla consulenza tecnica d’ufficio svolta nel giudizio di merito. Senza dimenticare gli stessi provvedimenti legislativi che a partire dal 2013 hanno cercato di tutelare l’ambiente oltre che i livelli occupazionali della fabbrica. Dai procedimenti penali, poi, emergono i disagi provocati dalle polveri che si depositano su strade e abitazioni di Tamburi: è provata per presunzioni, dunque, la lesione al diritto dei proprietari che non possono arieggiare gli appartamenti né uscire sui balconi. È vero, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”: l’articolo 844 Cc impone di sopportare le inevitabili propagazioni legate alle attività produttive, ma soltanto nei limiti della normale tollerabilità; bisogna insomma contemperare le ragioni della proprietà con le esigenze della produzione, che va gestita nell’ambito delle norme generali e speciali che ne disciplinano l’esercizio; fuori da quest’ambito, invece, si determina un’attività illegittima che non può imporre un sacrificio ai proprietari degli immobili: il fatto illecito che genera il danno a terzi fa scattare l’azione generale di risarcimento ex articolo 2043 Cc. La liquidazione equitativa scatta perché è molto difficile quantificare il danno nel suo preciso ammontare. Ed è giustificata dal «grave e persistente fenomeno di spandimento» delle polveri provenienti dai parchi minerali dell’impianto che compromettono in modo significativo le potenzialità d’uso degli appartamenti.
Richiamato il Mix a base di farina di castagne Lo Conte per contaminazione da aflatossine
La catena di supermercati Decò ha diffuso un avviso di richiamo del Mix a base di farina di castagne a marchio Lo Conte a causa di una contaminazione da aflatossine. E’ stato pubblicato un avviso di richiamo per il Mix a base di farina di castagne a marchio Lo Conte, la motivazione indicata è la contaminazione da aflatossine. Nello specifico si tratta del lotto di produzione: 20352 del “Mix a base di farina di Castagne” a marchio Lo Conte (EAN: 8009355000163) con data di scadenza: 31/12/2021 prodotto nello stabilimento IPAFOOD SRL in via San Nicola a Trignano, 16 Ariano Irpino in provincia di Avellino. L’avviso ai consumatori è stato pubblicato sul sito della catena di supermercati Decò con l’invito a non consumare il prodotto e di riportarlo al punto vendita di acquisto per un reso o di smaltire il prodotto con i normali rifiuti domestici. Le aflatossine, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, sono altamente tossiche e sono tra le sostanze più cancerogene esistenti.
Specie rare nel Mare di Otranto: gruppo di Grampi accompagna la barca.
La dimostrazione che la Natura è ancora piena di sorprese
È stato uno spettacolo da togliere il fiato quello che si è presentato davanti agli occhi di un gruppo di leccesi nelle acque del Canale d'Otranto quando un gruppo di Grampi (Grampus griseus) curiosi hanno circondato la loro barca. «Eravamo in mare con il gommone di rientro dalle isole greche più prossime alle coste italiane, ha commentato uno dei testimoni quando, al largo di Otranto si è spalancato ai nostri occhi uno spettacolo naturale incredibile. Decine di Grampi, anno circondato completamente la nostra imbarcazione come per scortarci. Nella nostra navigazione ci hanno accompagnato quasi giocando con le loro piroette e lo sfiorare più volte il natante: insomma, un susseguirsi di emozioni, che per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” il nostro mare riesce a dare a chi naviga le nostre coste. Questo ci dovrebbe portare a continuare a tutelare il nostro territorio per continuare a vedere spettacoli incredibili come quello descritto oggi, al contrario, potrebbe essere destinato a sparire progressivamente se a prendere il sopravvento saranno le lobby che negli ultimi anni continuano ad aggredire, senza scrupoli il nostro stupendo MARE. Tuttavia l’avvistamento di un branco di almeno una decina di individui lascia ben sperare sul ritorno di questa singolare specie di delfino. Ma non bisogna abbassare la guardia perché i cetacei sono molto sensibili a diverse azioni antropiche come l’inquinamento acustico, il traffico marittimo che determina collisioni e genera stress nelle popolazioni, la diminuzione delle prede naturali, la plastica e altri materiali e sostanze tossiche e inquinanti e, in generale, i cambiamenti climatici. Il grampo, è un cetaceo appartenente alla famiglia Delphinidae e rapprresenta l'unica specie del genere Grampus. Può raggiungere una lunghezza di 4 metri e un peso di 500–600 kg. Il grampo, infatti, oltre a essere un po’ più grande del “cugino” tursiope e a non avere un rostro pronunciato, ha una pelle che “sbianca” con l’età. Gli individui nascono scuri, ma in seguito a graffi e cicatrici che si procurano interagendo tra di loro, o in altri modi, si depigmentano così gli individui adulti risultano grigi striati o addirittura quasi bianchi. Inoltre hanno un singolare comportamento che in mare li rende difficilmente confondibili con altre specie: restando “a testa in giù” nell’acqua col peduncolo caudale fuori dalla superficie. Ecco il link del video: https://www.itemfix.com/v?t=4cfalb
giovedì 1 luglio 2021
Evacuato aereo Ryanair: clandestino si chiude nel bagno dell’aereo per volare in Italia
Evacuato aereo Ryanair: clandestino si chiude nel bagno dell’aereo per volare in Italia. E’ accaduto a Bruxelles. Un passeggero ha causato il caos su un aereo Ryanair (Malta Air) registrato 9H-QDS giovedì mattina intorno alle 08:30 all'aeroporto di Bruxelles. L'uomo, che si era imbarcato sul volo FR2963 per Milano Malpensa senza i documenti necessari, si è chiuso nel bagno. Gli agenti di polizia federale sono intervenuti per arrestare l'individuo. L'aereo è stato poi evacuato per accertamenti.
Si è chiuso nel bagno dell’aereo Ryanair per volare in Italia senza essere identificato. Un clandestino oggi ha Bruxelles ha fatto evacuare il volo che, partito poi con ritardo dalla Capitale belga, è atterrato a Milano. E’ stato arrestato e consegnato all’ufficio della procura di Hal-Vilvorde.
Secondo la testimonianza di un passeggero, l’uomo ha provato prima ad occupare dei posti che erano poi risultati essere già stati assegnati ad altre persone. Quindi ha deciso di rinchiudersi in bagno per arrivare a Milano. La polizia federale conferma i fatti e indica che l'individuo era salito a bordo dell'aereo senza i documenti necessari. “ L'uomo ha causato dei problemi in aereo. Ha spinto i passeggeri e si è chiuso a chiave nella toilette. Finalmente siamo riusciti a farlo uscire senza problemi. Poiché l'uomo aveva lasciato anche i bagagli sull'aereo, tutti hanno dovuto lasciare l'aereo per poter effettuare un controllo ", ha spiegato un portavoce della polizia. I passeggeri hanno dovuto aspettare un'ora sulla pista dell'aeroporto. Finalmente l'aereo Ryanair è riuscito a decollare per Milano alle 10:00, con un'ora e 20 minuti di ritardo. Resta da chiarire, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, come l’uomo sia riuscito a salire sul velivolo senza documenti d’imbarco.
La classifica delle 10 auto più rubate d’Italia tra i 102.709 veicoli alienati.
. Sono 683mila il parco auto scomparso negli ultimi 10 anni. Il dato esposto è basato sull’indagine condotta da LoJack, il sistema informatico di recupero del veicolo rubato, per conto del Ministero dell’Interno ed è riferita agli ultimi 12 mesi.
In Italia nonostante il lockdown nel 2020 è aumentato in percentuale il fenomeno dei furti d’auto. Si contano, in media, 274 furti giornalieri con una triste frequenza di 11 furti all’ora. I modelli preferiti dai ladri sono made in Fiat, che monopolizza questa speciale classifica piazzando nella top 10 ben cinque modelli. Il fatto è spesso spiegabile considerando l’estrema diffusione dei veicoli di questo marchio, particolarmente usati in tutta la penisola. La città con maggior furti è la capitale, Roma, seguita in scia da Napoli e Milano. Ai piedi del podio Catania. Iniziamo quindi la lista delle 10 macchine più rubate:
1 - Fiat Panda
L’auto più rubata è, non a caso, anche l’auto più venduta: Fiat Panda. Nel 2020 ci sono stati ben 7.415 furti. Questo dato si mantiene coerente con l’anno precedente.
2 - Fiat Punto
Medaglia d’argento per la Fiat Punto: rubati 5.252 esemplari lo scorso anno nonostante l’ultimo aggiornamento del veicolo risalga al lontano 2011. Le sue vendite sul mercato tuttavia resistono in virtù di un aspetto particolarmente apprezzato ed un affidabilità rinomata. Nella classifica trova spazio anche questa particolare variante della Punto.
3 - Fiat 500
Piazza d’onore per il restyle più riuscito della Fiat degli ultimi 5 anni: la Fiat 500. Negli ultimi 12 mesi ben 6.889 Fiat 500 sono state illecitamente sottratte ai loro proprietari.
4 - Lancia Ypsilon
Un totale di 2.930 furti porta la Lancia Ypsilon ai piedi del podio. Il modello, aggiornato in ultima istanza nel 2011, risulta particolarmente gradito dal pubblico femminile per la sobria eleganza delle sue linee, l’ottima manovrabilità e la spaziosità dell’abitacolo.
5 - Volkswagen Golf
Ai ladri piacciono anche le tedesche: Volkswagen Golf uber alles. Registrati, nello scorso anno, un totale di 1.491 esemplari rubati, trend decisamente in calo rispetto alle 3mila vetture del riferimento precedente.
6 - Smart Fortwo
I suoi 1.381 furti denunciati rendono la Smart Fortwo una delle auto più desiderate dai ladri. La citycar piccola e maneggevole è stata da poco aggiornata, ora dotata di una nuova scocca sul paraurti, livrea dai colori modificati e ulteriori motorizzazioni. Cresce anche la larghezza: 10 centimetri per rendere l’abitacolo più spazioso e la tenuta di strada più sicura
7 - Non rientra nella top ten delle auto più vendute nel mercato italiano eppure rientra tra le dieci vetture più rubate: è la Clio, che ai ladri sta particolarmente a cuore. 1.324 esemplari rubati.
8 - Ford Fiesta
Se la Ford Fiesta è una decana nelle vendite del mercato italiano, deve condividere anche una piazza in questa infelice classifica: sono 1.138 le unità rubate durante tutto il 2020.
9 - Opel Corsa
Anche se non rientra nella top ten delle auto più vendute nel mercato italiano eppure rientra tra le dieci vetture più rubate: è la Opel Corsa, che ai ladri sta particolarmente a cuore. 821 esemplari rubati.
10 - Fiat Uno
È davvero strano ritrovare un veicolo che non viene prodotto da più oltre un decennio: non solo è presente ma occupa anche la classifica, scavalcando modelli più diffusi e blasonati… Sono ben 718 furti denunciati nel 2020 per la Fiat Uno, particolarmente esposte a causa dell’assenza di antifurti tecnologici.
Da questa indagine emerge che continua a ridursi la percentuale di recupero delle auto rubate nel nostro Paese (solo 4 vetture su 10 vengono recuperate). Negli ultimi 10 anni, evidenzia Giovanni D’Agata, Presidente dello “Sportello dei Diritti”, sono oltre 1 milione quelli di cui si sono perse le tracce, tra questi 682.000 autovetture, mentre la restante parte è composta da moto, veicoli commerciali leggeri e mezzi pesanti. Il business sta evolvendo con l’impiego sempre più frequente di dispositivi hi-tech utilizzati per sottrarre i veicoli in modo mirato, rapido ed efficace. L’obiettivo delle organizzazioni criminali si sta spostando verso i SUV, i cui furti, in controtendenza con il dato generale, sono cresciuti di oltre l’8% rispetto al 2019. Per questi veicoli le Regioni più a rischio sono Lazio, Lombardia e Puglia, mentre i modelli più ricercati sono Nissan Qashqai, Kia Sportage e Range Rover.
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