sabato 2 aprile 2022
I cani svolgono un ruolo positivo nel nostro mantenimento della salute generale
. Uno studio che ha esaminato l'effetto dei cani sui pazienti nei pronto soccorso ha scoperto ciò che ogni amante dei cani sa. I cani sono il rimedio perfetto per alcuni dolori.
Nel caso non lo sapessi ancora, i cani sono i migliori amici che le persone possano avere. Un nuovo studio ha scoperto che solo 10 minuti con un amico a quattro zampe hanno aiutato i pazienti in un pronto soccorso che soffrivano molto. I risultati supportano ciò che gli amanti dei cani di tutto il mondo sospettano da tempo. L'amore dei cani cura qualsiasi disturbo e fornisce anche un po' di ottimismo per i pazienti e il personale medico che affrontano lo stress di routine, ma soprattutto negli ultimi due anni della pandemia. L'autore principale Colleen Del, presidente di ricerca presso One Health and Wellness e professore all'Università del Saskatchewan, afferma che gli studi dimostrano che gli animali domestici sono una parte importante della nostra salute in diversi modi. Ci motivano, ci danno una routine quando abbiamo bisogno di nutrirli e portarli a spasso e, naturalmente, c'è una interazione tra l'uomo e l'animale. Ma nell'attuale studio hanno cercato di esaminare qualcos'altro: come un cane influenza i livelli di dolore fisico che le persone sperimentano. Lo studio, pubblicato sulla rivista PLOS One, ha chiesto a più di 200 pazienti in un pronto soccorso di riportare il loro livello di dolore su una scala da 1 a 10 (dove 10 è il livello di dolore più alto). Il gruppo di controllo non ha avuto alcun intervento per il dolore, mentre i partecipanti al secondo gruppo hanno trascorso 10 minuti con un cane da trattamento. I risultati hanno mostrato che coloro che si sono seduti con un cane hanno riportato meno dolore. Del ha detto che spera che questo studio porrà fine alla domanda se i cani da cura siano davvero utili in un contesto medico e induca le persone a iniziare a chiedere come aiutano e come integrarli meglio con i team sanitari. “I team dei servizi di emergenza possono sperimentare un disagio morale derivante dalla loro incapacità di soddisfare le loro aspettative per un'assistenza ottimale. La presenza di un cane da assistenza non solo ha i vantaggi di supportare l'esperienza del paziente, ma funge anche da conforto per i caregiver", hanno affermato i ricercatori. Innanzitutto, passare del tempo con una creatura che ti rende felice e non annulla le tue emozioni probabilmente ti farà sentire meglio. Altri studi hanno dimostrato che i cani riducono lo stress, l'ansia, la depressione, alleviano la solitudine, incoraggiano l'esercizio e migliorano la salute generale dei loro proprietari. Inoltre, l'evidenza suggerisce che, rileva Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, l'esposizione ai cani produce un lieve livello di stress che aiuta i bambini a sviluppare meccanismi di coping adeguati per gestire l'ansia e la minaccia, e le persone con cani tendono ad avere una pressione sanguigna più bassa e un minor rischio di malattie cardiache. La conclusione di uno dei ricercatori: "È stato dimostrato che solo giocare con i cani da soli aumenta l'ossitocina e la dopamina e crea emozioni positive".
Rischio incendio, VW, Audi, Seat e Skoda richiamano 100mila auto nel mondo
. Un componente del vano motore difettoso potrebbe provocare un incendio
Ancora automobili destinate a essere ritirate dal mercato nel mondo, tra cui l'Europa, per difetti tecnici. VW, Audi, Seat e Skoda richiamano 100mila auto per ridurre il rischio di incendi del motore nei prossimi mesi, perché un componente del motore difettoso potrebbe innescare un incendio. Sono interessati 58.100 della VW che è la più colpita dalla campagna di richiamo e che riguarda la Volkswagen Arteon anno di costruzione dal 2020 al 2022, Anno di costruzione della Volkswagen Golf dal 2020 al 2022, Volkswagen Tiguan anno di costruzione dal 2020 al 2022, Volkswagen T-Roc anno di costruzione dal 2020 al 2022 e Volkswagen Passat anno di costruzione dal 2020 al 2022. E ancora 30.467 veicoli del modello Cupra tra Cupra Ateca anno di costruzione dal 2021 al 2022, Cupra Formentor anno di costruzione dal 2021 al 2022 e Cupra Leon anno di costruzione dal 2021 al 2022. Mentre Skoda deve richiamare 15.636 auto della Skoda Kodiaq anno di costruzione dal 2020 al 2022, Skoda Octavia anno di costruzione dal 2020 al 2022 e Skoda Superb anno di costruzione dal 2020 al 2022. Per ultimo anche la Seat Tarraco anno di costruzione dal 2021 al 2022. La soluzione: i proprietari dei veicoli interessati riceveranno una lettera dal produttore e dovranno fissare urgentemente un appuntamento con l'officina. Durante la prima visita, il componente interessato verrà rimosso per eliminare prima la possibile causa dell'incendio. Durante la seconda visita in officina, la vecchia copertina verrà sostituita con una versione più stabile. Non si sa ancora quando è previsto il secondo ricovero, probabilmente perché non sono ancora disponibili nuove parti. i concessionari VW, Audi, Seat e Skoda sostituiranno gratuitamente il componente difettoso. Questo richiamo è stato condotto con la supervisione dell’'agenzia governativa statunitense facente parte del Dipartimento dei Trasporti. Tuttavia, il rischio di incendio è "molto basso". Nell’attività a tutela dei consumatori e dei proprietari o possessori di veicoli a motore, lo “Sportello dei Diritti”, ancora una volta, grazie al servizio che svolge monitorando tutti i richiami tecnici per l'eliminazione di difetti di produzione o di progettazione riguardanti la sicurezza che interessano i veicoli circolanti, anticipa in Italia l’avvio di procedure di tal tipo da parte delle multinazionali automobilistiche anche a scopo preventivo, poiché non sempre tutti coloro che possiedono una vettura tra quelle indicate vengono tempestivamente informati. È necessario, quindi, spiega Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, prestare la massima attenzione e rivolgersi alle autofficine autorizzate o ai Concessionari VW, Audi, Seat e Skoda Italia, nel caso in cui la propria autovettura corrisponda ad uno dei modelli in questione.
venerdì 1 aprile 2022
Contaminazione da batteri E.Coli: le autorità francesi aprono un'indagine per "omicidio colposo" dopo lo scandalo Buitoni
Contaminazione da batteri E.Coli: le autorità francesi aprono un'indagine per "omicidio colposo" dopo lo scandalo Buitoni
Le autorità sanitarie hanno annunciato mercoledì di aver stabilito un legame tra il consumo di queste pizze e diversi casi gravi di contaminazione, mentre decine di bambini francesi si sono ammalati e due sono morti. L'indagine riguarda i reati di " immissione in commercio di un prodotto dannoso per la salute, danno ad altri, lesioni involontarie e omicidio colposo". È stato affidato all'Ufficio Centrale per la Lotta ai Danni all'Ambiente e alla Salute Pubblica (Oclaesp), alla Direzione Generale della Gendarmeria, al Dipartimento Investigazioni della Direzione Generale per la Concorrenza, i Consumatori e per la repressione delle frodi (DGCCRF) e la Brigata nazionale per le indagini veterinarie e fitosanitarie (BNEVP) del ministero dell'Agricoltura, ha affermato l'accusa. Secondo diversi media, le denunce sono state presentate ai tribunali francesi. Dalla fine di febbraio in Francia si registra un'impennata dei casi di sindromi emolitiche e uremiche (SEU) legate alla contaminazione con il batterio E. coli. La Santé Publique France aveva indicato mercoledì che 75 casi erano sotto indagine, di cui 41 per i quali sono state identificate sindromi emolitiche e uremiche “simili” e 34 per i quali sono in corso ulteriori analisi. Due bambini sono morti, anche se il legame con le pizze non è stato confermato in nessuno dei due casi. Le analisi "hanno confermato un legame tra diversi casi e il consumo di pizze surgelate della linea Fraîch'Up del marchio Buitoni contaminate da batteri Escherichia coli", ha annunciato mercoledì in un comunicato la Direzione Generale della Salute, che dipende dal governo. Nestlé aveva chiuso due linee di produzione situate a Caudry (Nord) che producono queste pizze surgelate commercializzate principalmente in Francia.Il marchio Buitoni aveva fatto un richiamo ufficiale di queste pizze il 18 marzo che noi dello “Sportello dei Diritti” avevamo rilanciato su internet anche in Italia. Il richiamo riguarda " tutte le pizze surgelate Fraîch'Up acquistate prima del 18 marzo 2022", come affermato da Buitoni. Riguardano le 16 diverse ricette. Il marchio ha inoltre chiesto ai consumatori che hanno acquistato queste pizze di "non mangiarle, scattare una foto della confezione con i riferimenti del prodotto (data di durata minima, numero di codice a barre, numero di lotto,) per ottenere il rimborso contattando il servizio consumatori allo 0800 22 32 42 (servizio gratuito e chiamata), Scartare i prodotti". Al 30 marzo, come evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, secondo le autorità sanitarie, "75 casi sono sotto inchiesta, di cui 41 casi di HUS con caratteristiche simili". I bambini malati hanno un'età compresa tra 1 e 18 anni e due di loro sono morti, ha detto a BFMTV Public Health France. I bambini malati, di età compresa tra 1 e 18 anni con un'età media di 5,5 anni, hanno presentato sintomi tra il 10 gennaio 2022 e il 10 marzo 2022. Due bambini sono morti, hanno ricordato. Le autorità sanitarie chiedono "consultare rapidamente un medico segnalando questo consumo" se:
"entro 10 giorni, le persone hanno diarrea, dolore addominale o vomito"
"entro 15 giorni, le persone mostrano segni di grande affaticamento, pallore, diminuzione del volume delle urine, che diventa più scuro"
Se non ci sono sintomi non c'è bisogno di preoccuparsi.
Divieto di vendita, Cadigroup Farmaceutici ritira lotto cosmetico Veriplus Derm Crema
Divieto di vendita, Cadigroup Farmaceutici ritira lotto cosmetico Veriplus Derm Crema. Contiene sostanza cancerogena conosciuta con il nome Lilial
Federfarma, facendo seguito alle precedenti circolari sul divieto di vendita dei cosmetici contenenti Butylphenylmethyl propional /Lilial, informa che la ditta Cadigroup Farmaceutici con propria nota del 30 marzo 2022 ha comunicato il ritiro immediato dal commercio del Lotto 20127 scad. 7/2023, del prodotto Veriplus Derm Crema. Nel dettaglio la butylphenyl methylpropional, più conosciuta con il nome Lilial, è una delle 26 sostanze allergizzanti che dal 1° marzo non si possono più utilizzare nei cosmetici. L’Ue l’ha, infatti, inserita, insieme allo zinco piritione nella lista delle sostanze classificate come cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione (le cosiddette Cmr). A prevedere lo stop è il regolamento 2021/1902 della Commissione europea che ha modificato il testo di riferimento in materia approvato dal Parlamento Ue (regolamento CE n. 1223/2009). Come si legge nei documenti Ue, entrambe le sostanze sono state catalogate come «cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione», di categoria 1B, cioè “presumibilmente tossico per la riproduzione nell’uomo”. Il butylphenyl methylpropional è una fragranza usata in diversi cosmetici: ricorda l’odore floreale del lillà, mughetto e ciclamino. Già presente nella lista delle 26 sostanze allergizzanti, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, per cui c’è l’obbligo di indicarne la presenza in etichetta quando la quantità è pari a 10 ppm (0.001%) per i prodotti senza risciacquo; oppure a 100 ppm (0,01%) per i prodotti con risciacquo. Lo troviamo nei profumi, nei detergenti intimi, nelle creme da giorno, nelle creme doposole, nei pannolini per bambini, nei deodoranti e nelle maschere per il viso.
Strage di dentici nel Basso Adriatico. Le immagini da San Foca Marina di Melendugno Lecce
Li chiamano i dentici di San Giuseppe perché in questo periodo si ritrovano nel sotto costa in branchi di numerosissimi individui per la riproduzione. Si tratta di esemplari adulti anche di e oltre i 9 / 10 kg e ogni anno, di questo periodo, si ripete ciclicamente la stessa storia. Lo sanno bene gli equipaggi delle barche da pesca del Basso Adriatico, come il Gioele I di San Foca, Marina di Melendugno, Lecce, che oggi, complice anche la grande scaduta del mare post sciroccata ha veramente fatto il “Pesce d’Aprile”. Una moltitudine di esemplari appaiono nelle immagini delle reti gonfie di una marea di una specie tra i più bei pesci e pregiati predatori del Mediterraneo, il dentex dentex questo il suo nome scientifico. La felicità dei pescatori appare incontenibile e giustificata soprattutto in un periodo di crisi per la nostra “piccola pesca” anche se, tuttavia, vi è da sperare che tanti si possano essere salvati dalle maglie delle reti giapponesi o chiare e dai tramagli perché siamo in periodo di riproduzione, ma si sa, rileva, Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, la legge del mare è anche questa e i pescatori devono pur mangiare. Il video del pescato che ha fatto subito tam tam sui social tanto da diventare virale, verrà certamente ricordato. E non solo a San Foca: https://www.itemfix.com/v?t=7axg17&jd=1
Allergene non dichiarato, richiamato preparato al gusto di verdure per una contaminazione da proteine del latte
La tutela de consumatore e la sua salute, prima di tutto. Cresce l’attenzione per la sicurezza alimentare ancora di più se ha a che fare con le allergie. Per questo il ministero della Salute, ha diffuso l'immediato richiamo dagli scaffali dei negozi di un lotto di preparato alimentare tipo Zuppa al gusto di verdure per una contaminazione da proteine del latte, un allergene. Nel dettaglio il prodotto incriminato è quello a marchio TISANOREICA GIANLUCA MECH. Il lotto 21S3-03388 venduto in confezione con 4 buste da 34 g con scadenza 01/2024 interessato dal richiamo, commercializzato in Italia da Gianluca Mech S.p.A., è stato prodotto dall’azienda Laboratoire PYC SAS nello stabilimento di LES PLEIADES 3 BATIMENT B, AVENUE D'ARCHIMEDE 320 - F13857 - AIX EN PROV. Per precauzione, Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” raccomanda alle persone allergiche alle proteine del latte di non consumare il preparato con il numero di lotto indicato e restituirlo al punto vendita d’acquisto. Il prodotto in questione è sicuro per i consumatori che non soffrono di allergia al latte.
Nuovo orientamento: pignorabile il reddito di cittadinanza
. Per un giudice di Catania il sussidio è pignorabile poiché assimilabile alle entrate da lavoro e staggito nella quota di un quinto, in quanto misura di politica attiva dell’occupazione. Nessuna deroga: il debitore risponde delle obbligazioni con tutti i suoi beni
Pignorabile e pignorato. È destinata a fare giurisprudenza la sentenza del giudice dell’esecuzione del tribunale di Catania che ha sentenziato che chi percepisce il reddito di cittadinanza non potrà più contrarre debiti contando sull’impignorabilità del sussidio di Stato. Nel caso specifico il giudice ha dichiarato invece pignorabile il reddito di cittadinanza di un uomo di Piedimonte Etneo che aveva contratto dei debiti, nella misura del quinto del sussidio nei confronti dell’Inps. In particolare il giudice ha rilevato che il decreto istitutivo del beneficio sia una misura politica attiva dell’occupazione e non sussistenza alimentare, potendo essere assimilato a un reddito di lavoro dipendente e dunque regolarmente pignorabile. Nel dettaglio, il reddito di cittadinanza è staggito nella misura di un quinto, come fosse lo stipendio, nell’ambito dell’esecuzione presso terzi. E ciò perché costituisce una misura di politica attiva dell’occupazione, mentre non risultano gli estremi per derogare al principio secondo cui il debitore risponde delle obbligazioni con tutti i suoi beni. È quanto emerge dall’ordinanza per l’assegnazione dei crediti emessa dalla sesta sezione civile del tribunale di Catania (giudice dell’esecuzione Giuseppina De Farfalla).Vittoria per la società di recupero crediti: l’ordinanza ex articolo 552 Cpc assegna oltre 1.600 euro a carico di una banca, oltre che dell’Inps che eroga il Rdc al debitore; sul totale circa 1.100 saranno versati dall’istituto di credito e la restante somma dall’ente previdenziale, nella misura corrispondente a un quinto dell’importo erogato in concreto al netto delle ritenute di legge in favore del debitore. Per il giudice dell’esecuzione, infatti, di cui ha scritto il sito Cassazione.net, rileva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, il motivo è fondato e, al riguardo, ha ricordato che “ Il tutto perché il Rdc deve ritenersi assimilabile al reddito da lavoro e, dunque, può formare oggetto di assegnazione negli stessi limiti da parte del giudice dell’esecuzione nel pignoramento presso terzi. In effetti, si legge nel provvedimento, nel decreto 4/2019, manca qualunque riferimento a un’eventuale natura alimentare dell’istituto, mentre le norme che introducono eccezioni alla pignorabilità hanno carattere eccezionale oltre a essere di stretta interpretazione. Sull’inquadramento del reddito di cittadinanza è di nuovo intervenuta proprio ieri la Cassazione nell’ordinanza 10450/22, che ha detto stop al mantenimento dei maggiorenni da parte degli ascendenti se prima non si è valutato il ricorso al Rdc: la Suprema corte confermato che l’erogazione di somme mensili da parte dell’Inps ha «natura di politica attiva del lavoro», oltre che di «contrasto alla povertà, alla diseguaglianza e all’esclusione sociale», che va integrare «i redditi familiari». In precedenza ha indicato il reddito di cittadinanza come forma di sostentamento per il disoccupato, al posto degli alimenti a carico dei genitori, e per il figlio maggiorenne non indipendente, in luogo del mantenimento da mamma e papà (ordinanze 40882/21 e 38366/21). Tuttavia, in passato i redditi erogati dall’istituto di previdenza venivano bloccati in quanto l’Inps rifiutava l’accantonamento sostenendo l’impignorabilità del sussidio.
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