domenica 24 febbraio 2008

Realizzata la Carta Provinciale dei Diritti Del Consumatore ed utente

Realizzata la prima “Carta Provinciale dei Diritti del Consumatore ed Utente” della Provincia di Lecce, su iniziativa del componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA.

La tutela dei diritti del consumatore – utente sta assumendo un ruolo sempre più centrale oltre che in ambito nazionale anche nell’attività degli Enti locali, anche se non sempre è seguita da politiche attive volte all’attuazione ed informazione delle nuove garanzie stabilite dalle leggi.
Per queste ragioni il componente Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA aveva proposto, in collaborazione con il Prof. Avv. Ferndando GRECO docente della Cattedra di “Diritto dei Consumatori”, presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università del Salento, la realizzazione – prima tra tutti gli Enti Locali italiani - di una “Carta Provinciale dei Diritti del Consumatore ed Utente”.
La proposta è stata immediatamente recepita dalla Provincia di Lecce e dall’assessorato alla “Tutela dei Diritti e Cittadinanza Attiva” e per lo “Sportello dei Diritti” nella persona dell’assessore Carlo MADARO, che ha sostenuto ed incentivato l’iniziativa.
Non possiamo dunque esimerci dall’esprimere la più ampia soddisfazione per un progetto che favorisce una maggiore conoscenza e conoscibilità dei diritti dei consumatori ed utenti alla luce delle nuove garanzie e tutele legislative, nonché dei servizi offerti e delle politiche avviate dall’Ente Provincia relativamente alle tematiche consumeristiche.
La “Carta Provinciale dei Diritti del Consumatore ed Utente” è scaricabile in formato .pdf ed è allegata alla presente.
Lecce, 26 febbraio 2008
Il Componente del
Dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
Giovanni D’AGATA







__________________________________________________________________________________________________
Sede Provinciale “Itala dei Valori” di Lecce - via P. Bax n. 8 – 73100 - LECCE
Tel. 388/9411240 - - e mail: dagatagiovanni@virgilio.it

venerdì 15 febbraio 2008

La nuova frontiera della tassazione degli enti locali: le multe a raffica. Il caso Vernole è la prova

La nuova frontiera della tassazione degli enti locali: i verbali per violazioni al Codice della Strada. La conferma viene dal bilancio di previsione del Comune di Vernole in Provincia di Lecce dove il Comune ha di fatto imposto l’obiettivo di 500.000 Euro da raggiungere a tutti i costi al locale Comando di Polizia Municipale, anch’essa vittima di scelte politiche.

Serviva un’inchiesta giornalistica di un coraggioso reporter salentino per dimostrare e riportare alla ribalta delle cronache ciò che tutti gli utenti della strada percepivano da anni: alcuni Enti Locali hanno “scoperto” un nuovo modo per rimpinguare le casse degli esangui bilanci comunali a discapito degli automobilisti.
Il gioco è semplice: è sufficiente imporre degli obiettivi nel bilancio di previsione sugli introiti da incamerare per le multe da effettuare ed indicarli al locale Comando di Polizia Municipale, che sarà libero di scegliere i modi e le forme per andare a recuperare tali somme: che sia col photored o con l’autovelox poco importa. Ciò che conta è raggiungere l’obiettivo prefissato che spesso è pari a centinaia di migliaia di euro.
L’inchiesta giornalistica apparsa in data odierna sul “Nuovo Quotidiano di Puglia” rappresenta il caso emblematico di Vernole in Provincia di Lecce che da tempo è sotto la accusa per l’utilizzo sugli incroci e sulle strade di competenza provinciale di apparecchi per la rilevazione elettronica delle infrazioni che, di fatto, si sono tramutati in strumenti per elevare multe a raffica che hanno aumentato sproporzionatamente gli incassi derivanti dai verbali per infrazioni al codice della strada.
Ciò che colpisce maggiormente è che nelle scelte di alcuni amministratori locali la sicurezza stradale sia passata in secondo piano rispetto ad evidenti ragioni di bilancio.
La colpa di tutto ciò non è rinvenibile nel comportamento della Polizia Municipale che è messa alle corde da scelte politiche che a breve si ritorcono come dei boomerang dell’opinione pubblica nei confronti delle pubbliche amministrazioni, perché è evidente che l’indirizzo obbligato di elevare migliaia di multe, comporti l’ovvia conseguenza che le stesse non siano sempre formalmente legittime.
E’ necessario, come sta già facendo da tempo lo “Sportello dei Diritti” della Provincia di Lecce, cercare un riavvicinamento tra pubblica amministrazione e cittadino per ripristinare quella fiducia nelle istituzioni che si è smarrita a causa di scelte politiche, che seppur apparentemente legittime, ledono in primo luogo i principi costituzionali del buon andamento e correttezza dell’agire amministrativo ed in secondo l’affidamento del cittadino nella pubblica amministrazione.
Se l’ostinazione di alcuni Enti Locali in tema di multe a raffica senza se e senza ma, non permette il ripristino dell’equilibrio ricercato, è necessario l’intervento delle Prefetture che sono obbligate ad esaminare in modo obiettivo le motivazioni addotte nei ricorsi affidandosi per le valutazioni ad esperti del settore e non a riportare pedissequamente ciò che sostiene l’amministrazione accertatrice dell’infrazione, al fine di ridurre il contenzioso innanzi ai Giudici di Pace.
Per queste ragioni, il Componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, propone il potenziamento degli uffici d’Area delle Prefetture per il tramite dell’utilizzo di figure di esperti del settore.
Lecce, 15 febbraio 2008
Il Componente del
Dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
Giovanni D’AGATA
__________________________________________________________________________________________________
Sede Provinciale “Itala dei Valori” di Lecce - via P. Bax n. 8 - 73100 LECCE
Tel. 388/9411240 - e mail: dagatagiovanni@virgilio.it

domenica 10 febbraio 2008

PHOTORED KO : invalidità degli accertamenti elettronici delle infrazioni semaforiche

PHOTORED: Multe da annullare se non ci sono agenti in loco e se non vi è un’apposita autorizzazione prefettizia all’installazione dell’apparecchiatura di rilevazione. La circolare n. 369 del 17/01/08 del Ministero dell’’Interno – Dipartimento degli Affari Interni e Territoriali - chiarisce i dubbi. Il componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori,Giovanni D’AGATA, sottolinea il duro colpo a tutti quegli Enti Locali che tentano di far cassa con le multe a raffica.

La battaglia contro tutti quegli enti locali che tentano di far cassa elevando multe a raffica con strumenti di rilevazione elettronica segna un’importante vittoria da parte di tutte quelle associazioni e soggetti che si sono battuti a suon di ricorsi e battaglie legali e mediatiche contro questa iniqua e poco trasparente prassi amministrativa.
E’ datata infatti 17 gennaio 2008 la circolare n. 369 del Ministero dell’’Interno – Dipartimento degli Affari Interni e Territoriali - che cerca di dirimere i dubbi su tutti quegli impianti di rilevazione elettronica posti sugli attraversamenti semaforici senza alcuna autorizzazione da parte dell’Autorità Prefettizia e senza agenti in loco a vigilare.
Secondo la circolare, che risponde ad evidenti ragioni di trasparenza dell’agire amministrativo, ove non vi siano agenti in loco che contestino nell’immediatezza l’avvenuta infrazione, l’installazione degli apparecchi di rilevazione elettronica degli attraversamenti semaforici, dev’essere preventivamente autorizzata dall’Autorità Prefettizia.
In poche parole il Prefetto competente per territorio dovrebbe emettere un apposito decreto nel quale individuare le strade e le intersezioni semaforiche ove posizionare gli strumenti elettronici, come già avveniva per gli autovelox; in caso contrario, le infrazione elevate sono tutte annullabili.
Il componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, alla luce di questa interpretazione data dal Ministero dell’Interno, invita tutti gli Enti Locali che utilizzano illegittimamente gli strumenti di rilevazione elettronica di cui sopra, a regolarizzare la propria posizione ed annullare tutti i verbali già emessi al fine di evitare che ancora una volta si amplifichi un contenzioso già notoriamente abnorme in virtù delle numerose decisioni dei Giudici di Pace e della Corte di Cassazione.
Di seguito la circolare del Ministero dell’’Interno – Dipartimento degli Affari Interni e Territoriali n. 369 del 17/01/08
Lecce, 11 febbraio 2008
Il Componente del
Dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
Giovanni D’AGATA

__________________________________________________________________________________________________
Sede Provinciale “Itala dei Valori” di Lecce - via P. Bax n. 8 - 73100 LECCE
Tel. 388/9411240 - e mail: dagatagiovanni@virgilio.it

mercoledì 30 gennaio 2008

Controllare i costi accessori delle multe

Basta con il business delle multe a raffica. Per l’automobilista multato fino a 50,00 €uro di oneri accessorie per un verbale notificato. Il componente del Dipartimento Nazionale “Tutela del Consumatore”, Giovanni D’AGATA chiede l’intervento della Corte dei Conti.
Lo “Sportello dei Diritti” della Provincia di Lecce nel quale da anni è nato un Comitato spontaneo degli “Automobilisti Illegittimamente Multati”, nella sua costante attività tesa a riequilibrare il rapporto tra pubblica amministrazione e cittadini-utenti della strada, ha verificato a seguito delle numerose segnalazioni giunte, che c’è stato un aumento vertigionoso dei costi accessori relativi alla notifica dei verbali al Codice della Strada, coinciso con la tristemente nota prassi della multe a raffica con l’ausilio di società appaltatrici.
Un vero e proprio business se si pensa che tra spese di notifica, di spedizione, visure, stampa ed altri oneri per un verbale di 70,00 €uro si arrivano a richiedere fino ad ulteriori 30,00 €uro, e tutte a carico degli utenti della strada, in virtù delle prescrizioni di legge.
Spese accessorie di difficile interpretazione, anche perché nella gran parte dei casi non vengono riportate analiticamente tutte le voci, destando non pochi sospetti tra i cittadini multati.
Ciò che emerge con lampante evidenza dall’analisi avviata dallo “Sportello dei Diritti” è che la spesa varia da Comando a Comando di Polizia Municipale e se i famigerati strumenti di rilevazione elettronici siano usati dalle Polizie Municipali direttamente o affidati in gestione a società appaltatrici, od ancora se la postalizzazione venga affidata a società terze.
A tali prassi, a dir poco illegittime, ma senz’altro poco trasparenti dev’essere data immediata chiarezza anche perché a livello nazionale la normativa appare carente in virtù dell’assenza di direttive univoche che stabiliscano, quantomeno, un tetto massimo per gli oneri accessori.
Per questi motivi, il componente del Dipartimento Nazionale “Tutela del Consumatore”, Giovanni D’AGATA chiede l’intervento della Corte dei Conti, affinché ci sia un maggiore controllo e una verifica della correttezza e della trasparenza dell’agire amministrativo degli Enti Locali anche nella fase di notifica delle sanzioni amministrative.
Lecce, 30 gennaio 2008
Il Componente del
Dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
Giovanni D’AGATA





__________________________________________________________________________________________________
Sede Provinciale “Itala dei Valori” di Lecce - via P. Bax n. 8 - 73100 LECCE
Tel. 388/9411240 - e mail: dagatagiovanni@virgilio.it

sabato 12 gennaio 2008

Vietare l'uso dei sacchetti e dei contenitori di plastica

La lotta all’emergenza rifiuti, può iniziare con la riduzione fino alla messa al bando dei sacchetti e contenitori di plastica. Il componente del Dipartimento Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, invita il Governo, ad avviare un programma in tal senso, sulla scia di numerosi Paesi industrializzati.
Nelle immagini televisive che provengono da Napoli sull’”emergenza rifiuti” ciò che più colpisce l’occhio del telespettatore è l’enorme quantità di sacchetti e contenitori di plastica ammassati, quasi a coprire e celare gli altri tipi di rifiuti.
Per non parlare della facilità con cui questi prodotti derivati da idrocarburi prendano fuoco e siano tra le maggiori e pericolose fonti di diossina e micro-particelle inquinanti.
Quindi, ci pare opportuno al fine di perseguire politiche volte ad una progressiva riduzione delle fonti d’inquinamento che sia giunto il momento di sostituire sacchetti e contenitori plastici, altamente inquinanti perché di difficile smaltimento, con sacchetti e contenitori biodegradabili o riciclabili.
In molti paesi industrializzati e fra questi in particolare sono da segnalare i casi emblematici dell’Australia e della tanto criticata Cina sono state avviate politiche di progressiva riduzione fino alla messa al bando dei sacchetti e contenitori di plastica.
Anche in Unione Europea, seppur carente di un’univoca disciplina comunitaria in materia, vi sono stati importanti interventi dei singoli Paesi tesi ad una riduzione dell’utilizzo di sacchetti e contenitori in plastica e fra questi vi sono da segnalare quelli d’Irlanda, che addirittura dal 2002 ha reso obbligatorio il pagamento delle buste da parte dei consumatori e di Francia e Germania che dovrebbero vietarne l’utilizzo a partire dall’ormai non lontano 2010.
L’Italia, invece, appare in netto ritardo, anche se la finanziaria dello scorso anno aveva introdotto una normativa che prevedeva la possibilità di sostituire le buste di plastica con altre di materiali biodegradabili di origine nazionale a partire dal 2010.
Per queste ragioni nell’ottica ambientalista perseguita da Italia dei Valori, il componente del Dipartimento Nazionale “Tutela del Consumatore”, Giovanni D’AGATA, invita il Governo, ad adottare misure più rigorose e decisive finalizzate alla definitiva messa al bando di sacchetti e contenitori plastici.
Lecce, 13 gennaio 2008
Il Componente del
Dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
Giovanni D’AGATA


__________________________________________________________________________________________________
Sede Provinciale “Itala dei Valori” di Lecce - via P. Bax n. 8 - 73100 LECCE
Tel. 388/9411240 - e mail: dagatagiovanni@virgilio.it

martedì 4 dicembre 2007

Nulle le multe notificate a mezzo società terze

Nulle le multe notificate a mezzo società terze: il Componente del Dipartimento Tematico Nazionale Tutela del Consumatore di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA segnala un’importante sentenza che ribadisce un orientamento della Cassazione

Le multe notificate a mezzo di società terze sono da annullare: è quanto sostiene il Giudice di Pace di Nocera Inferiore in una recente sentenza che ribadisce un orientamento della Suprema Corte.
E’, infatti, prassi dei Comuni che emettono multe “seriali”, semplificare a proprio piacimento il procedimento di notificazione, che soggiace a precisi e rigorosi requisiti formali, affidare la notificazione degli atti amministrativi a non meglio identificate società e nel caso in questione sarebbe la stessa Società utilizzata anche dal Comune di Lecce, tale Sapidata S.A., con domicilio in San Marino.
Il Giudice di Pace ha rilevato l'inesistenza giuridica della notifica effettuata non da uno dei soggetti indicati dal combinato disposto degli artt. 201 n. 3 e 12 C.d.S., ma da un non meglio identificato soggetto giuridico privato, tale Sapidata S.a. (nel nostro ordinamento tale sigla non indica un qualche tipo di società). Ne consegue che la notifica è inesistente in quanto effettuata non solo da un soggetto diverso da quelli indicati dal C.d.S., ma anche da un soggetto non meglio specificato.
Secondo il Componente del Dipartimento Tematico Nazionale Tutela del Consumatore di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, questo è un altro duro colpo per tutti quelli enti locali che hanno scelto la via delle multe “seriali” a mezzo degli strumenti di rilevazione elettronica tipo autovelox e photored, con lo scopo di far cassa a danno degli utenti della strada.
Si allega di seguito la sentenza.
Lecce, 04 dicembre 2007
Il Componente del
Dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
Giovanni D’AGATA








__________________________________________________________________________________________________
Sede Provinciale “Itala dei Valori” di Lecce - via P. Bax n. 8 - 73100 LECCE
Tel. 388/9411240 - e mail: dagatagiovanni@virgilio.it

GIUDICE DI PACE DI NOCERA INFERIORE - 23 aprile 2007

Giurisprudenza di merito
GIUDICE DI PACE DI NOCERA INFERIORE
23 aprile 2007



SVOLGIMENTO DEL PROCESSO. - Con ricorso ritualmente depositato, l'opponente ricorreva contro il verbale di contravvenzione n. PH2079, notificato il 29 ottobre 2006, elevato in data 11 ottobre 2006, relativamente alla violazione di cui all'art. 146 c.s. (transito con semaforo rosso), commessa il 25 giu­gno 2006, eccependo violazioni formali e sostan­ziali delle norme regolatrici della procedura in materia. In particolare deduceva la inesistenza giuridica della notifica effettuata, in quanto la stessa era stata eseguita, non dai messi comunali, ma dalla società Sapidata S.a. Il giudice, con decreto, fissava, per la discussione, l'udienza del 23 aprile 2007, ordinando alla pubblica amministrazione di deposi­tare, nel termine di 10 giorni prima di detta udienza, la documentazione relativa all’oggetto del ricorso. Con memoria depositata in atti, il Comune di Angri, a mezzo dell'avvocato C., insisteva per il rigetto del ricorso e depositava note illustrative e fotocopie, non autenticate, dalle quali, a suo dire, poteva rilevarsi l'omologazione e la taratura dell'apparecchio in questione, n. 2 rilievi fotografici con l'indicazione del giorno, delle ore e dei minuti e lettere, sempre in fotocopie non autenticate, ed indirizzate al Comando Polizia Municipale di Angri ed a firma amministratore società Italtraff Srl e Tec Service Srl. Ometteva il Comune il deposito del ver­bale redatto dall'agente all'atto dell'accertamento della violazione.

All'udienza del 23 aprile 2007 erano presenti i procuratori delle parti, che si riportavano ai loro atti, insistendo per l'accoglimento delle loro richieste. Il giudice, verificata la sussistenza di sufficienti ele­menti per decidere la causa, pronunciava apposito dispositivo.

MOTIVI DELLA DECISIONE. - Il ricorso è risultato ammissibile, essendo stato depositato in data 9 novembre 2006 e cioè nel termine di 60 giorni dalla notifica del verbale di contestazione avvenuta il 29 ottobre 2006. Preliminarmente va rilevata l'inesi­stenza giuridica della notifica effettuata non da uno dei soggetti indicati dal combinato disposto degli artt. 201 n. 3 e 12 c.s.ma da un non meglio identi­ficato soggetto giuridico privato, tale Sapidata S.a. (nel nostro ordinamento tale sigla non indica un qualche tipo di società). Ne consegue che la notifica è inesistente in quanto effettuata non solo da un soggetto diverso da quelli indicati dal C.S., ma anche da un soggetto non meglio specificato. Stante tale rilievo preliminare che comporta una declaratoria di nullità dell'atto impugnato si potrebbe tralasciare l'esame del merito. Pur tuttavia, per completezza, si pongono le seguenti ulteriori osservazioni: 1) nes­suna delle fotocopie depositata dal Comune di Angri riporta il certificato di omologazione dell'apparec­chio che avrebbe rilevata l'infrazione. Infatti, vi sono solo note della Prefettura e del Ministro delle infrastrutture e lettere al Comune di Angri da parte di società private che affermano sic et simpliciter che l'apparecchio di cui trattasi è conforme al prototipo depositato presso il Ministero dei lavori pub­blici e che risulta coerente con le condizioni indicate dal decreto n. 1130 del Ministero delle infrastrutture datato 18 marzo 2004. Allo stato, pertanto, deve rilevarsi che nessuna prova viene fornita di omolo­gazione dell'apparecchio di cui trattasi, con i docu­menti depositati in atti; 2) il caso in esame, relativo al c.d. «controllo remoto» delle infrazioni, è rego­lato dall'art. 201 C.S., comma l ter, dove è prevista la possibilità che, in deroga al principio della con­testazione immediata, alcune infrazioni possano essere accertate anche in assenza degli organi di polizia, purché il rilevamento avvenga mediante l'utilizzo di apparecchiature debitamente omologate. Ne deriva che, proprio per la peculiarità di tali meccanismi, funzionanti in assenza di operatori, vi deve essere una certezza assoluta circa l'effettività e la correttezza delle rilevazioni, certezza che può ritenersi sussistente non solo in presenza di ade­guata omologazione, con certificazione proveniente da ente pubblico, ma anche con debita taratura, con riferimento a campioni nazionali, inizialmente e periodicamente. Infatti, con la legge 273/1991 è stato istituito il sistema nazionale di taratura, con l'istituzione di Centri SIT (servizio di taratura in Italia) che sono preposti a tarare strumenti e ad emettere i relativi Certificati di taratura. In assenza di idonea procedura di taratura, il funzionamento di una qualsiasi apparecchiatura elettronica risulta assolutamente inattendibile non idonea per affer­mare la fondatezza dell'accertamento amministra­tivo. Le norme UNI EN 30012, ora integrate nelle UNI EN 10012 devono essere applicate anche in Ita­lia, considerato che gli enti nazionali sono tenuti a recepire le regole dettate dalla Comunità Europea. Sul punto va inoltre evidenziato che il Ministero dell'interno, con la circolare del 26 gennaio 2005 n. 4, ha chiarito che «gli accertamenti in automatico, ovvero in assenza dell'organo di polizia, delle vio­lazioni previste dagli artt. 146, comma 3 etc. sono correttamente effettuati solo qualora vengano ese­guiti mediante apparecchiature che abbiano ottenuta una specifica omologazione e solo su strade, diverse dalle autostrade e dalle strade extraurbane princi­pali, individuate dal Prefetto». Nel caso di specie non risulta sussistente alcuna di tali condizioni; 3) i due fotogrammi depositati dal Comune di Angri riportano solo i minuti e non anche i secondi ed in una delle due foto la targa dell'auto è totalmente illeggibile, per cui, considerando a) che le foto potrebbero essere state scattate, sia al primo secondo che al cinquantanovesimo dello stesso minuto, con notevole intervallo temporale tra di esse; b) che non risulta indicata la durata del segnale rosso e la durata del segnale verde; c) che dalla foto, in cui si legge la targa, risulta che l'auto è ferma al segnale rosso, si potrebbe avere l'ipotesi che l'auto, fotografata ferma alla fine della durata del rosso, abbia attraversato l'incrocio con il segnale verde e 1'apparecchio, che non riporta i secondi, né la durata del rosso e del verde, terminata la durata del segnale di verde, abbia scattata un'altra foto con un nuovo segnale di rosso accesosi alla fine del minuto riportato sul fotogramma; d) sul display non è indicato il mese e l'anno della com­messa violazione, per cui non è possibile verificare la tempestività della contestazione. Ne deriva da quanto esposto la notevole inattendibilità dell'accertamento, stante la mancanza della indica­zione del secondo in cui avviene lo scatto delle due foto, nonché del mese e dell'anno.
In definitiva, la notifica, effettuata da una società atipica, non ammessa nel nostro ordinamento deve ritenersi inesistente e l'accertamento, sia per carenza di prova sulla omologazione e sulla taratura dell’apparecchio e sia per le modalità di funziona­mento, senza l'indicazione del minuto secondo in cui avviene lo scatto della foto, né del mese ed anno sul display è risultato profondamente inattendibile. Di conseguenza il ricorso è fondato e merita accoglimento. Sussistono giusti motivi per una compensazione integrale delle spese di causa.

sabato 24 novembre 2007

INDENNIZZO DIRETTO: ora basta!

Aumentano i casi di autovetture circolanti senza polizza R.C.Auto o con contrassegni contraffatti: ulteriore conferma che la procedura d’indennizzo diretto non ha portato alcun beneficio per le tasche degli assicurati.
Il Componente Nazionale del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, preoccupato dal silenzio delle Associazioni dei Consumatori, ribadisce la necessità di abrogazione della procedura, e l’apertura di un nuovo tavolo tra Associazioni dei Consumatori, Governo, Associazioni di esperti ed ANIA per cercare soluzioni concrete al caro-polizze compatibili con un più equo sistema di tutele dei danneggiati.
Arrivano conferme da ogni parte d’Italia che la procedura d’indennizzo diretto in materia R.C.Auto, introdotta dagli artt. 149 e 150 del decreto legislativo 2 settembre 2005, n. 209 (Codice delle Assicurazioni) ed attuata con il D.P.R. 254/2006, oltre a comportare svantaggi e lungaggini amministrative per i danneggiati, non ha apportato alcun beneficio nelle tasche degli assicurati.
Questa volta, pare opportuno segnalare l’autorevole voce del presidente dell’AUTOMOBIL CLUB di Modena che in un’intervista ha confermato il dilagante e preoccupante fenomeno della contraffazione dei contrassegni assicurativi e del gran numero di auto circolanti senza polizza R.C.AUTO.
Tutto ciò in un periodo in cui ci si aspettava una cospicua diminuzione dei costi delle polizze R.C.Auto, conseguente ad un preteso abbassamento dei costi di liquidazione dei sinistri che sarebbe dovuto derivare dall’eliminazione pressoché generalizzata delle spese di assistenza legale o professionale in caso di sinistro.
Al di là degli ovvi problemi di natura procedurale che la normativa avrebbe potuto introdurre (e che ha introdotto) in un sistema civilistico come il nostro, ove il soggetto danneggiato è normalmente risarcito dal responsabile civile o da chi lo garantisce, è infatti noto a tutti, addetti del settore e non, che la procedura d’indennizzo diretto avrebbe dovuto comportare in pochi mesi una sensibile riduzione delle tariffe, sino al 15 % dei valori precedenti, mentre ad oggi, in assenza di statistiche ufficiali del Governo o dell’Ania (l’Associazione Nazionale delle Imprese Assicurative), se non qualche timido proclama apparso su qualche giornale economico notoriamente vicino alle grandi imprese, nella collettività degli assicurati non vi è alcuna percezione di abbassamento, anche minimo, dei premi, mentre come è tristemente noto il potere d’acquisto degli italiani è notevolmente calato nel corso degli ultimi anni.
La ovvia conseguenza è invece l’aumento, tra i meno abbienti, dell’incidenza della contraffazione dei contrassegni assicurativi e delle auto circolanti senza polizza assicurativa, con tutte le conseguenze in termini di costi sociali che tale preoccupante fenomeno può comportare.
Per queste ragioni, il Componente Nazionale del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA preoccupato dal silenzio delle Associazioni dei Consumatori, ribadisce la necessità di abrogazione della procedura per la quale sono state presentate ben tre proposte di legge (abrogative) in Parlamento, tuttora pendenti, e l’apertura di un nuovo tavolo tra Associazioni dei Consumatori, Governo, Associazioni di Esperti ed ANIA per cercare soluzioni concrete al caro-polizze, compatibili con un più equo sistema di tutele dei danneggiati.
Lecce, 23 novembre 2007
Il Componente Nazionale del
Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore”
Giovanni D’AGATA
________________________________________________________________________________________________
Sede Provinciale “Itala dei Valori” di Lecce - via P. Bax n. 8 - 73100 LECCE
Tel. 388/9411240 - e mail: dagatagiovanni@virgilio.it