venerdì 31 dicembre 2010

Berlusconi indagato dalla Procura di Lecce per violazione di leggi in materia finanziaria di cui al T.U.I.F.


Berlusconi indagato dalla Procura di Lecce per violazione di leggi in materia finanziaria di cui al T.U.I.F. (Testo unico in materia di intermediazione finanziaria). D. Lgs. 58 del 1998. Gli atti inviati a Roma per competenza

Dopo la notizia di ieri sera 30 dicembre 2010, la persona offesa avv. Francesco Toto ha confermato che l’on. Silvio Berlusconi sarebbe stato indagato per violazione di leggi in materia finanziaria di cui al T.U.I.F. (Testo Unico in materia di intermediazione finanziaria) D. Lgs 58 del 1998. Così Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, che con un precedente comunicato aveva reso nota la notizia dell’avvio di un’indagine da parte della Procura di Lecce dopo che l’azionista avv. Francesco Toto nell’interesse degli altri azionisti, obbligazionisti e dei creditori ALITALIA aveva depositato presso la Procura della Repubblica di Lecce un dettagliatissimo esposto sulla sciagurata operazione che aveva riguardato l’ex compagnia di Stato e sulla condotta tenuta dall’on. Berlusconi, allora candidato in pectore, e dal Ministro dell’Economia e Finanze.
Come già anticipato ieri gli atti sarebbero stati già trasmessi per competenza alla Procura di Roma.
L’indagine seguirebbe l’azione civile già avviata presso il Tribunale Civile di Lecce e che vede protagonisti, oltre all’avv. Toto decine di altri azionisti difesi anche dall’avv. Francesco D’Agata.

giovedì 30 dicembre 2010

Silvio Berlusconi indagato


Berlusconi sarebbe indagato dalla Procura di Lecce dopo l’esposto-denuncia di un azionista e gli atti sarebbero già stati trasmessi alla Procura di Roma

Il 17 dicembre scorso, Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, con un precedente comunicato aveva reso noto che l’azionista avv. Francesco Toto nell’interesse degli altri azionisti, obbligazionisti e dei creditori ALITALIA aveva depositato presso la Procura della Repubblica di Lecce un dettagliatissimo esposto sulla sciagurata operazione che aveva riguardato l’ex compagnia di Stato e sulla condotta tenuta dall’on. Berlusconi, allora candidato in pectore, e dal Ministro dell’Economia e Finanze.
In data odierna, 30 dicembre 2010 apprendiamo che l’on. Berlusconi sarebbe stato iscritto nel registro degli indagati dalla stessa Procura con numero di registro generale 13360/2010 e gli atti sarebbero stati già trasmessi per competenza alla Procura di Roma.
L’indagine seguirebbe l’azione civile già avviata presso il Tribunale Civile di Lecce e che vede protagonisti, oltre all’avv. Toto decine di altri azionisti difesi anche dall’avv. Francesco D’Agata.

Derby Lecce – Bari a porte chiuse? Lo “Sportello dei Diritti” pensa ad una class action


Lo “Sportello dei Diritti” pensa ad una class action se il 6 gennaio gli abbonati e chi già ha acquistato il biglietto non potranno assistere alla partita

La decisione di far disputare il prossimo derby Lecce – Bari a porte chiuse oltrechè apparire un esempio di quella che qualcuno, non a torto, ha definito “repressione preventiva”, se dovesse effettivamente portare all’impossibilità di accedere allo stadio, potrà essere foriera di danni contrattuali ed extracontrattuali per tutti i tifosi che avevano deciso di assisterVi. Così Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”.
Per queste ragioni, quindi, lo “Sportello dei Diritti” sta già pensando alla possibilità di avviare una class – action all’indomani del 06 gennaio per tutti gli abbonati e per quei tifosi che hanno già acquistato il biglietto e che per ragioni “preventivamente stabilite” di ordine pubblico saranno costretti a restare a casa.
Riteniamo, peraltro, che tale azione potrà anche servire a far avviare una seria riflessione sull’utilità della “tessera del tifoso” che già al momento dell’inizio del campionato avevamo stigmatizzato e bollato oltrechè quale inutile strumento di schedatura di matrice dittatoriale anche quale ingegnoso, per non dire truffaldino mezzo economico – finanziario in quanto vera e propria “carta di credito” appartenente ai circuiti internazionali bancari più noti che può essere utilizzata, quindi, anche per finalità strettamente commerciali e finanziari che vanno ben oltre la dichiarata volontà di controllare e perseguire i criminali.

mercoledì 29 dicembre 2010

La proposta dell'ISVAP per ridurre le tariffe R.C.Auto. Manna dal cielo per gli assicurati – danneggiati o ennesima bufala?


In data odierna, 29 dicembre 2010, l'ISVAP ha inviato una segnalazione ai presidenti del Senato e della Camera, al presidente del Consiglio e al ministro dello Sviluppo Economico "per sottoporre al Parlamento e al Governo l'opportunità di alcuni interventi normativi nel settore della Rc auto volti a ridurne i costi per il cittadino". L'articolata nota che esprime una serie di criticità del settore proponendo l'introduzione di alcune modifiche normative che avrebbero come scopo “in base a stime prudenziali che tengono anche conto di autovalutazioni di impatto effettuate dall’ANIA... contenere il costo della r.c.auto nella misura del 15-18% e a realizzare nel contempo un equilibrio tecnico del ramo nel medio periodo” sarebbe stata elaborata dopo un confronto con ANIA (Associazione Nazionale delle Imprese Assicurative) e le otto associazioni dei consumatori maggiormente rappresentative.
Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti, che può vantare un'esperienza ultratrentennale nel settore assicurativo, non può che esprimere stupore per la serie di proposte che al di là di qualche modesto spunto illuminato (fra questi l'introduzione di tabelle uniche nazionali per la valutazione del danno da macropermanenti), puntano quasi esclusivamente il dito contro l'assicurato – danneggiato, riducendo il fenomeno dell'aumento delle tariffe ad un fatto eterogeneo determinato quasi esclusivamente dalle frodi e non guardano invece a trovare soluzioni per un mercato fin troppo oligopolisitico da una parte ed al fallimento della famigerata procedura d'indennizzo diretto (o CARD) dall'altra.
La CARD introdotta a partire dal 2007 che era stata salutata dalle compagnie assicurative, ma anche dalle associazioni dei consumatori, come la manna dal cielo perchè avrebbe riequilibrato il mercato e ridotto conseguenzialmente le tariffe assicurative attraverso il tentativo di eliminazione dell'intervento dei patrocinatori, si è rilevata, purtroppo come avevamo previsto a dir poco fallimentare anche secondo alcuni dati sostanzialmente ammessi anche dall'ISVAP, mentre il settore è andato via via sempre più concentrandosi assumendo la forma e la sostanza di un mercato ristretto in cui otto grandi gruppi assicurativi la fanno da padrone determinandone, di fatto l'andamento.
Ciò che sorprende ancor di più non sono le legittime aspettative delle compagnie che in quanto quasi tutte s.p.a. e quotate in borsa pretendono il profitto come loro ragion d'essere, ma le dichiarazioni a caldo sull''intervento dell'ISVAP di autorevoli esponenti delle associazioni dei consumatori, in particolare di Renzi, presidente del CODACONS che se da una parte - che condividiamo - ammette la necessità di maggiori controlle sulla carenza di concorrenza tra gli operatori, dall'altra arriva a sostenere quale possibile soluzione “l'eliminazione dell'obbligatorietà dell'rc auto” - che avrebbe conseguenze devasanti in periodi di crisi come quello che stiamo attraversando per la grandissima probabilità che tanti automobilisti non sottoscrivano alcuna polizza - pur di non ammettere che il più grave errore nella riforma della R.C.Auto sia stata l'ìntroduzione del famigerato “indennizzo diretto” e la mancata adozione di una stringente normativa antitrust tesa ad eliminare la concentrazione del mercato assicurativo, tutte esigenze che da anni, continuiamo a ripetere, divenute indifferibili per una sensibile riduzione dei costi per i cittadini-assicurati-danneggiati.

martedì 28 dicembre 2010

Vita coniugale e Cassazione penale: rischia una condanna per maltrattamenti il coniuge che aggredisce anche verbalmente l’altro


Le continue aggressioni verbali all’ex coniuge possono portare alla condanna per maltrattamenti.
È il principio stabilito nella sentenza n. 45547 resa in data odierna dalla sesta sezione penale della Suprema Corte che riporta Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”. Con la decisione in commento gli ermellini hanno, infatti, confermato la condanna nei confronti di un marito che durante gli incontri settimanali sottoponeva la ex moglie a continue offese rendendole “disagevole e penosa l’esistenza”, oltre a non versare il mantenimento per la donna e figli.
La sentenza della Cassazione penale nel confermare parzialmente quella della Corte d’Appello di Venezia, eccettuato il punto della continuazione del reato, ha statuito che “i comportamenti abituali caratterizzati da una serie indeterminata di aggressioni verbali ingiuriose e offensive possono configurare il reato di maltrattamenti. Nella specie tali condotte, costantemente ripetute, hanno evidenziato l’esistenza di un programma criminoso diretto a ledere l’integrità morale della persona offesa, di cui i singoli episodi, da valutare unitariamente, costituiscono l’espressione ed in cui il dolo si configura come volontà comprendente il complesso dei fatti e coincidente con il fine di rendere disagevole e per quanto possibile penosa l’esistenza della moglie”.

lunedì 27 dicembre 2010

Cresce in Italia il consumo di pesce crudo: sushi e sashimi a go go, ma attenzione ai parassiti


Non si può definire più come una moda tanto è diffuso il consumo di pesce crudo ed il sorgere spontaneo in ogni parte d’Italia di sushi bar o simili. In effetti l’abitudine di tanti italiani di mangiare pesce e molluschi non cotti non è un marchio tipico d’importazione “giapponese”, anche perché nel Nostro Paese è consuetudine consumarne da sempre, così come da sempre si dimenticano i rischi connessi dovuti spesso alla carenza d’informazione.
Così come la stragrande maggioranza dei prodotti alimentari crudi, il pesce ed i molluschi sono spesso portatori di batteri, vibrioni e parassiti che solo la cottura o il congelamento potrebbero distruggere ed al contrario risultano immuni all’azione dei succhi gastrici insediandosi persino in modo permanente nella parte terminale dell’intestino.
E così per tornare a parlare di sushi, non è raro il caso d’infezione da Anisakis (Pseudoterranova decipiens) un nematode parassita di colore biancastro i cui sintomi possono essere riconducibili a reazioni di tipo allergico (anafilattiche), forti dolori addominali, febbre, nausea, vomito e generale debilitazione. Altri parassiti che s’insediano con modalità analoghe nell’apparato gastrointestinale sono il verme trematode Clonorchis e dal cestode (verme piatto) Diphyllobothrium.
Per uccidere questo tipo di parassiti, è sufficiente il congelamento dei prodotti per qualche ora, tant’è che due regolamenti italiani (853/04 e 854/04) che disciplinano il consumo di pesce crudo, impongono il congelamento per un periodo minimo di 24 ore ad una temperatura non superiore ai – 20°.
Nonostante la legge, al di là della circostanza che il congelamento fa perdere, almeno parzialmente alcune caratteristiche organolettiche, è noto però che tale procedura non elimina batteri e vibrioni che sarebbero annientati solo dalla cottura a temperature anche elevate.
Secondo Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, ai consumatori di pesce crudo e sushi non restano che due scelte: o continuare a rischiare sulla propria pelle o mangiare consapevolmente pretendendo dai ristoratori, quantomeno di consumare prodotti decongelati nel rispetto della legge italiana.

sabato 25 dicembre 2010

Solidarietà al presidente del FONDO ANTIDIOSSINA TARANTO, Fabio Matacchiera querelato dall’ILVA per diffamazione


Non possiamo non essere totalmente solidali con il presidente del FONDO ANTIDIOSSINA TARANTO Fabio Matacchiera dopo aver appreso della querela depositata dall’ILVA per una presunta diffamazione a mezzo stampa.
Da tempo Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” ha, infatti, deciso di sostenere le battaglie in difesa dell'ambiente e della salute di Fabio Matacchiera che con estremo spirito civico da anni si batte senza timori per la Verità anche documentandoci le fumose notti nei pressi del “colosso dell’acciaio” di Taranto.
Proprio per tali ragioni siamo convinti che Fabio Matacchiera non si farà intimidire e continuerà la sua preziosa attività per contribuire a non fare abbassare la guardia sul problema dell’inquinamento di Taranto che non è un fenomeno che coinvolge il solo capoluogo ionico ma anche tutta la penisola salentina.
Nel ribadire, quindi, la nostra personale e completa solidarietà nonché di tutta Italia dei Valori della Provincia di Lecce ed al contempo biasimo verso il comportamento dell’ILVA, stante la palese infondatezza dell’azione intrapresa, comunichiamo la Nostra disponibilità ad assistere gratuitamente Fabio Matacchiera con un pool di avvocati dello “Sportello dei Diritti”.