sabato 16 luglio 2011

Attenzione mamme e papà: in Italia si estende il fenomeno degli asili nido e dei servizi ricreativi abusivi


Che in Italia lavoro nero ed abusivismo nell’esercizio delle professioni e dei servizi fossero fenomeni tutt’altro che in via d’estinzione era cosa nota, ma la notizia che dilagassero persino gli asili nido e i “servizi educativi” senza autorizzazioni o addirittura abusivi, suona come nuova e preoccupa non poco.
Ed il fatto è anche più eclatante se nella sola città di Rimini, secondo quanto si è potuto apprendere solo di recente in seguito agli accertamenti effettuati, ben quattro su cinque strutture “visitate” dai reparti amministrativi di tale polizia locale non rispettavano la normativa in vigore ed erano sprovviste delle autorizzazioni necessarie, mentre solo una svolgeva il servizio educativo per la prima infanzia (nido) in regola, con personale qualificato, in locali idonei e nel pieno rispetto delle prescrizioni imposte.
Inoltre la Polizia amministrativa ha potuto verificare che in altri tre centri, veniva esercitata in maniera abusiva un'attività riconducibile a quella di “servizio educativo”, nonostante i titolari avessero dichiarato di svolgere ed offrire servizi ricreativi per la prima infanzia quali solo per fare degli esempi, i baby-parking e le ludoteche. Secondo la legge quest’ultime attività hanno finalità puramente ricreativa e sono rivolti a bambini di età inferiore a tre anni, che ne fruiscono saltuariamente, con una periodicità massima di due giorni alla settimana ed una frequenza giornaliera non superiore a tre ore. L’essenziale finalità ricreativa di questi luoghi per bambini, gli esenta da particolari requisiti se non quelli di igiene e sicurezza. Inoltre, gli adulti preposti alla vigilanza dei bambini non necessitano della qualifica di educatori ed in questi centri non è possibile somministrare alimenti.
Tali prassi, anche alla luce di dati empirici e di segnalazioni sparse qua e là nel Territorio nazionale, ci fanno capire che l’indagine amministrativa avviata sul comune delle riviera romagnola abbia portato in evidenza casi non isolati e che si stia assistendo ad una crescita assai sottovalutata del fenomeno in tutto il Paese .
Pertanto, secondo Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” non resta che rivolgere un appello ai genitori a verificare puntualmente la sussistenza di tutti i requisiti di legge e regolamentari previsti in capo alle strutture a cui hanno affidato o affideranno i propri piccoli ed alle autorità preposte, a partire dai corpi di Polizia Municipali ed alle ASL ad estendere i controlli sul territorio nella maniera più ampia possibile al fine di garantire la tutela dei minori e la necessità di educarli in ambienti consoni e protetti.

Ambiente: incroci stradali diventati ricettacolo di rifiuti nell’indifferenza generale


Le banchine spartitraffico degli incroci stradali oltre a svolgere la principale funzione di agevolare la circolazione dei veicoli nei punti d'incrocio delle strade risultando spesso porta caratteristica d'ingresso delle città, sono diventate in molti casi spazi per gettare rifiuti in particolare bottiglie di vetro e di plastica. Ma la trascuratezza e inerzia dei Nostri amministratori di cui nessuno sembra accorgersene è ancor più evidente ove si guardino le foto che alleghiamo che dimostrano questi luoghi possano essere utilizzati comodamente come mini -discariche di rifiuti solidi urbani o di materiali “di risulta”, abbandonati per tempi indeterminabili e senza che nessuno “batta ciglio”.
Secondo il componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA e fondatore dello “Sportello dei Diritti” , per una questione di decoro della viabilità invita le amministrazioni competenti proprietarie o concessionarie delle strade a pulizie costanti ed efficaci degli incroci reiterando la richiesta d’introduzione di una specifica norma del Codice della Strada che sanzioni con una pena pecuniaria non inferiore ad € 250,00 gli automobilisti che abbandonano o che consentano agli occupanti del veicolo di cui hanno la responsabilità l’abbandono di rifiuti in strada, poiché pare che la coscienza sociale non sia ancora matura per la generalità della cittadinanza..

Super-ticket in vigore già da lunedì su visite e analisi: esenti bambini e over 65


Secondo Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” tagli e ticket stanno favorendo una privatizzazione strisciante facendo del servizio pubblico una sanità povera per i poveri.
Lo dimostra la scesa in campo di grandi gruppi bancari, come Intesa SanPaolo e il Gruppo Banche popolari, primi azionisti della Welfare Italia, 25 poliambulatori specialistici e odontoiatrici sparsi per l’Italia a fine anno, che diventeranno 130 tra 4 anni.
La Manovra economica appena approvata ha tra le principali misure tagli alla spesa pubblica.
Infatti tra i provvedimenti presi sono quello del ticket sui medicinali, sulle visite specialistiche e sulle analisi mediche che dovrebbe tornare in vigore già da lunedì, a causa di un emendamento dell'ultimo minuto che ha limitato un finanziamento previsto di 486 milioni a soli 105 milioni che servono a coprire il periodo compreso tra giugno e l'entrata in vigore della legge di conversione della Manovra. Tra le categorie che hanno diritto all'esenzione della partecipazione al costo sulle prestazioni di diagnostica strumentale, di laboratorio e sulle altre prestazioni specialistiche ambulatoriali e che dunque non si dovranno preoccupare del ritorno del ticket ci sono i bambini sotto i 6 anni, anziani over 65, titolari di pensioni sociali e invalidi di guerra. Mentre per i ticket sui medicinali la competenza è delle Regioni, che hanno la possibilità di introdurre un ticket sui farmaci di fascia A. Altri soggetti esenti dal ticket sono i cittadini di età inferiore a sei anni e superiore a sessantacinque anni, appartenenti a un nucleo familiare con reddito complessivo non superiore a 36.151,98 euro. Disoccupati e loro familiari a carico appartenenti a un nucleo familiare con un reddito complessivo inferiore a 8.263,31 euro, incrementato fino a 11.362,05 euro in presenza del coniuge e in ragione di ulteriori 516,46 euro per ogni figlio a carico. Titolari di pensioni sociali e loro familiari a carico nonché titolari di pensioni al minimo di età superiore a sessant'anni e loro familiari a carico, appartenenti a un nucleo familiare con un reddito complessivo inferiore a 8.263,31 euro, incrementato fino a 11.362,05 euro in presenza del coniuge e in ragione di ulteriori 516,46 euro per ogni figlio a carico. Inoltre hanno diritto all'esenzione totale per invalidità gli invalidi di guerra e per servizio appartenenti alle categorie dalla I alla V, gli invalidi civili e invalidi per lavoro con una riduzione della capacità lavorativa superiore ai 2/3, gli invalidi civili con indennità di accompagnamento, i ciechi e sordomuti, gli ex deportati nei campi di sterminio nazista KZ (categoria equiparata dalla legge agli invalidi e mutilati di guerra) e le vittime di atti di terrorismo o di criminalità organizzata. Sono poi esenti dal pagamento del ticket sanitario per le prestazioni connesse alla loro condizione temporale le seguenti categorie di cittadini: donne in gravidanza; donatori di sangue; donatori di organi e tessuti; soggetti sospetti di essere affetti da Hiv; soggetti che si avviano alla prevenzione di tumori; soggetti danneggiati da vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni o somministrazione di emoderivati; giovani con meno di 18 anni che cominciano un'attività sportiva agonistica in una società dilettantistica; soggetti con malattie croniche o rare che vanno inseriti nelle liste d'attesa per il trapianto.

venerdì 15 luglio 2011

Computer mania: è arrivato il "mal di mouse".


Sono le donne giovani a risultare le piu' colpite. Colpa, dicono i medici, dei polsi piu' sottili di quelli maschili.
L'uso del computer, per esempio l'impiego del mouse, può causare traumi ripetuti alle articolazioni di polso e spalla..
Infatti secondo l’Inail, l'uso continuativo del dispositivo del pc è tra le cause principali che provocano la sindrome del tunnel carpale: una patologia sempre più diffusa negli uffici e nelle aziende italiane e di cui soffrono due milioni e 700 mila lavoratrici.
Impossibile al giorno d'oggi pensare di potere fare a meno del computer. Strumento ormai indispensabile nella nostra vita, il pc tuttavia è anche causa di patologie decisamente fastidiose. A partire dalla sindrome da tunnel carpale, la neuropatia dovuta all'irritazione o alla compressione del nervo mediano al polso provocata molto spesso dall'uso intensivo del mouse, talmente diffusa da essere ormai chiamata anche "mal di mouse".
Nel 47% dei casi la neuropatia dipende dal lavoro. Ovviamente non solo l'utilizzo del mouse provoca questo disturbo: le cause principali sono anche l'uso di utensili non ergonomici o le vibrazioni e le basse temperature. Ma la sindrome da tunnel carpale è sicuramente un fenomeno in netto aumento nella popolazione, in grado di incidere in modo significativo anche da un punto di vista sociale a causa del numero altissimo di giornate lavorative perse: è stato calcolato, infatti, che la sua insorgenza nel 47% dei casi è riconducibile all'attività professionale.
A rischio 2,7 milioni di donne. Inoltre, si è riscontrato che la patologia colpisce soprattutto le donne e prevalentemente in età adulta: il tasso di incidenza "al femminile" è del 3,4% (contro lo 0,6% per gli uomini), ma si stima che questa neuropatia sia presente in un ulteriore 5,8% di donne non diagnosticato, fino ad arrivare a un picco del 9,2%. Questo vuol dire che in Italia, potenzialmente, si potrebbero ammalare di questa sindrome 2,7 milioni di lavoratrici.
Secondo Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” essenziale una prognosi tempestiva. Proprio per evitare un così alto disagio è importante la tempestività della prognosi. Decisiva anche una valida ed efficace terapia riabilitativa che permetta di recuperare appieno e in tempi non troppo lunghi la funzionalità dell'arto. Inoltre, una mano priva della sensibilità - tra i principali sintomi della sindrome del tunnel carpale, insieme a formicolii, intorpidimento, gonfiore ma anche dolore e perdita di forza - non ha la stessa funzionalità di una mano con un handicap motorio recuperabile e, di conseguenza, la strategia terapeutica che mira alla ricostruzione della funzione deve dare priorità al recupero sensitivo, senza il quale ogni tentativo di miglioramento motorio sarebbe vano.

Dilaga la povertà in Italia: famiglie sempre più povere e come se non bastasse in arrivo con la manovra finanziaria un nuovo salasso, oltre 1.000 e


Il problema della povertà non affligge più solo l'Africa, e tutti gli altri paesi, che insieme a questo, godono di un aggettivo detto “paese del terzo mondo”.
Non solo più queste zone sono afflitte da una povertà insaziabile ma anche nel nostro, vi sta sempre di più dilagando.
E' proprio riguardo al nostro paese Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, si fa portavoce del grande disagio sociale che colpisce intere famiglie con numeri elevati di figli o anziani che devono far conto solo sulla loro esigua pensione.
Ad aiutare questa crisi anche un'aumento dei prezzi e dei bisogni primari , nonché delle tasse, rende la vita un continuo pregare affinchè :”anche questo mese passi veloce e si arrivi alla fine”.
A questo si aggiunge la stangata con la manovra finanziaria: oltre 1.000 euro di tasse in più in due anni. E' quanto potrebbe costare a una famiglia media il taglio delle deduzioni e delle detrazioni. Le più colpite sarebbero proprio le persone fisiche che attualmente godono dei maggiori benefici fiscali. Si pensi alle detrazioni per figli a carico, delle spese per l'istruzione e per gli asili nido, delle spese mediche, degli interessi sui mutui per la prima casa, e per le ristrutturazioni edilizie. Ma i tagli colpiranno anche gli sgravi per il non profit, sull'Iva e le accise e i crediti d'imposta.
Proprio oggi L’ISTAT comunica i dati relativi alla povertà relativa e assoluta delle famiglie residenti in Italia, sulla base delle informazioni desumibili dall’indagine sui consumi, condotta nel corso del 2010 su un campione di circa 23 mila famiglie.
La povertà risulta sostanzialmente stabile rispetto al 2009: l’11,0% delle famiglie è relativamente povero e il 4,6% lo è in termini assoluti.
La soglia di povertà relativa, per una famiglia di due componenti, è pari a 992,46 euro, circa 9 euro in più rispetto alla soglia del 2009 (+1%).
La povertà relativa aumenta tra le famiglie di 5 o più componenti (dal 24,9% al 29,9%), tra quelle con membri aggregati (dal 18,2% al 23%) e di monogenitori (dall’11,8% al 14,1%). La condizione delle famiglie con membri aggregati peggiora anche rispetto alla povertà assoluta (dal 6,6% al 10,4%).
Nel Mezzogiorno l’incidenza di povertà relativa cresce dal 36,7% del 2009 al 47,3% del 2010 tra le famiglie con tre o più figli minori.
La povertà relativa aumenta tra le famiglie con persona di riferimento lavoratore autonomo (dal 6,2% al 7,8%) o con un titolo di studio medio-alto (dal 4,8% al 5,6%), a seguito del peggioramento osservato nel Mezzogiorno (dal 14,3% al 19,2% e dal 10,7% al 13,9% rispettivamente), dove l’aumento più marcato si rileva per i lavoratori in proprio (dal 18,8% al 23,6%). Tra le famiglie con persona di riferimento diplomata o laureata aumenta anche la povertà assoluta (dall’1,7% al 2,1%).
Peggiora la condizione delle famiglie di ritirati dal lavoro in cui almeno un componente non ha mai lavorato e non cerca lavoro, si tratta essenzialmente di coppie di anziani con un solo reddito da pensione, la cui quota aumenta dal 13,7% al 17,1% per la povertà relativa e dal 3,7% al 6,2% per quella assoluta.
Migliora, nel Centro, la condizione di povertà relativa tra le famiglie con due o più anziani (dal 10,5% al 7,1%).
La povertà assoluta cala per le coppie con persona di riferimento sotto i 65 anni (dal 3,0% all’1,9%), a seguito di una maggiore presenza di coppie con due percettori di reddito.
Secondo Giovanni D’Agata, questi dati fanno riflettere sul problema che affligge il nostro paese, l'Italia, che sta scendendo in picchiata da tutte le classifiche della comunità europea e non stiamo parlando di un paese del terzo mondo.
Sicuramente i costi della politica con la loro riduzione , aiuterà i conti pubblici alleggeriti da tutta una burocrazia che si porta dietro ministri, viceministri, sottosegretari, capi uffici,e un corteo al seguito pagatissimo.
Ma il problema è più grave dobbiamo inquadrare la nostra politica aiutando le classi sociali più deboli, dobbiamo rendere possibile a tutti di arrivare a fine mese e di assicurare una pensione tale di questo sostantivo.

giovedì 14 luglio 2011

Contrasto alla pedopornografia on-line: in arrivo norme UE più severe


Contrasto alla pedopornografia on-line: in arrivo norme UE più severe specialmente quando gli autori degli abusi sono persone di fiducia (familiari, insegnanti, ecc..). Nuovi concetti e reati sono stati introdotti per la prima volta nella legislazione comunitaria, come quelli di "turista sessuale" - persona che viaggia all'estero per abusare dei minori o di "grooming" , termine inglese che indica l'adescamento di bambini e adolescenti on-line, attraverso tecniche psicologiche che inducono alla fiducia.
Tra le tante forme che può assumere la perversione sessuale a danno dei minori, c’è sicuramente quella della pedopornografia on-line.
Secondo gli studi, tra il 10% e il 20% dei minori europei potrebbe essere vittima di abusi sessuali durante l'infanzia. Data l'entità del problema, i membri della commissione Libertà civili hanno stabilito, martedì, pene più severe per questo tipo di reati: rimozione alla fonte di tutti i materiali pedopornografici presenti sul web, pene minime obbligatorie e regole più severe anche dopo che i colpevoli hanno pagato il loro conto alla giustizia.
Il testo della relatrice italiana del PdL (PPE) Roberta Angelilli, approvato in commissione parlamentare il 12 luglio, stabilisce le pene minime per 20 reati di abuso sessuale sui bambini e pornografia infantile. I deputati si sono battuti per punizioni più severe, specialmente quando gli autori degli abusi sono persone di fiducia (familiari, insegnanti, ecc..).
Secondo il nuovo accordo, tutte le pagine contenenti materiali pedopornografici devono essere rimosse. L'eliminazione deve avvenire alla fonte e gli Stati membri sono tenuti a cooperare con i paesi terzi se le pagine incriminate sono ospitate al di fuori dell'UE. Il blocco diventa un'opzione solo se questi paesi rifiutano di collaborare, con la rimozione della pagina.
Pene minime obbligatorie, che gli Stati hanno facoltà di aumentare, sono state stabilite anche per la produzione e il possesso di pornografia infantile. Anche la sola visualizzazione potrebbe essere perseguita, se si dimostra l'intenzione di accedere al sito in questione e la consapevolezza sul suo contenuto.
Nuovi concetti e reati sono stati introdotti per la prima volta nella legislazione comunitaria, come quelli di "turista sessuale" - persona che viaggia all'estero per abusare dei minori - o di "grooming" - termine inglese che indica l'adescamento di bambini e adolescenti on-line, attraverso tecniche psicologiche che inducono alla fiducia.
Chi si è macchiato di reati sessuali dovrà accettare condizioni più severe anche dopo aver scontato la pena. Potrebbe, ad esempio, subire limitazioni nel praticare attività professionali che prevedono il contatto con i minori. Gli Stati potranno inoltre scegliere di inserire i criminali sessuali in appositi registri, così da facilitare il reperimento delle informazioni da parte dei datori di lavoro.
"Il testo sarà a disposizione delle autorità competenti e delle ONG per assicurare tolleranza zero in tutti i crimini contro i bambini" ha detto ancora la relatrice Roberta Angelilli.
Prossimamente l'accordo sarà votato in Aula nel mese di settembre e, poco dopo, adottato formalmente dal Consiglio dei ministri. In questo caso la direttiva sostituirà l'attuale legislazione europea, che risale al 2004. Gli Stati avranno due anni per recepire le nuove regole nelle loro leggi nazionali.
Secondo Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” la pedopornografia è un mondo estremamente eterogeneo, per lo più sommerso e sempre all’avanguardia nell’uso delle tecnologie informatiche. Per questa ragione le forze dell’ordine devono combattere il fenomeno con le stesse armi: l’aggiornamento professionale e la capacità di essere al passo con la tecnologia permettono di essere sempre più incisivi nel contrasto a questa vera piaga mondiale. Come emerge dai dati raccolti dalla hot-line specializzata a raccogliere segnalazioni di materiale illecito pubblicato in rete, infatti, la maggior parte delle foto e dei filmini pedopornografici sono prodotti in Europa e nel Sud-Est asiatico, ma i maggiori fruitori sembrano essere gli statunitensi.

Istat: gli italiani stretti nella morsa della crisi tra tagli fiscali e inflazione


Inarrestabile la corsa dell’inflazione, che a giugno ha registrato un’ulteriore impennata.
Secondo l’Istituto di Statistica, la principale spinta all’aumento dell’indice generale a giugno deriva dal rialzo congiunturale dell’1,1% dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti, che determina una netta accelerazione del loro tasso tendenziale di crescita (5,2%, dal 4,2% di maggio).
Nel mese di giugno, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), comprensivo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,1% rispetto al mese di maggio 2011 e del 2,7% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente (era +2,6% a maggio 2011). Il dato definitivo conferma la stima provvisoria.L’inflazione acquisita per il 2011 è pari al 2,3%.
L’inflazione di fondo, calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, sale al 2,1%, con un’accelerazione di tre decimi di punto percentuale rispetto a maggio (+1,8%).
Al netto dei soli beni energetici, il tasso di crescita tendenziale dell’indice dei prezzi al consumo sale al 2,2% dal 2,1% di maggio.
La crescita tendenziale dei prezzi dei beni è stabile al 3,0%, mentre quella dei prezzi dei servizi sale al 2,6% dal 2,3% del mese precedente. Come conseguenza di tali andamenti, il differenziale inflazionistico tra beni e servizi diminuisce di tre decimi di punto rispetto al mese di maggio.
La principale spinta all’aumento dell’indice generale a giugno deriva dal rialzo congiunturale dell’1,1% dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti, che determina una netta accelerazione del loro tasso tendenziale di crescita (5,2%, dal 4,2% di maggio). Un impatto significativo deriva anche dagli aumenti su base mensile dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona, in larga parte legato a fattori stagionali, e dei prezzi degli Alimentari lavorati (per entrambi +0,4%). Effetti di contenimento, invece, si devono al calo congiunturale dei prezzi degli Energetici non regolamentati (-1,4%), degli Alimentari non lavorati (-0,3%) e dei Beni durevoli (-0,2%).
I prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza diminuiscono dello 0,1% su base mensile e si stabilizzano al 3,5% su base annua. Un rialzo congiunturale dello 0,3% si rileva per i prezzi dei prodotti a media frequenza di acquisto che crescono del 2,7% rispetto a giugno 2010.
L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) aumenta dello 0,1% su base congiunturale e del 3,0% su base annua (lo stesso valore registrato a maggio). Anche in questo caso si conferma la stima preliminare.
L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, aumenta dello 0,1% su base mensile e del 2,7% rispetto a giugno 2010.
L’effetto collaterale di questo approccio è però il progressivo impoverimento della parte di popolazione i cui redditi non si adeguano all’inflazione, in un paese che già oggi è al massimo storico di partecipazione al programma dei food stamps: 43 milioni di persone, il 14 per cento del totale. Date le premesse, per Eurolandia non si prevedono tempi facili: spingere sul rialzo dei tassi soffocherebbe la ripresa, accentuando peraltro il dualismo tra il centro tedesco e l’indebitata periferia. Al momento, un primo effetto restrittivo si sta già ottenendo attraverso la rivalutazione dell’euro sul dollaro, perché il mercato valutario premia la divisa che alza il costo del denaro.
Uno scenario drammatico, secondo Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, quello tratteggiato dall’Istat, che dati alla mano sottolinea come l’inflazione sale per la dinamica dei prezzi internazionali ma anche a causa di mercati domestici (soprattutto nei servizi) scarsamente competitivi e di un sistema di tariffe amministrate che da sempre sono nostri focolai d’inflazione. La perdita di potere d’acquisto deprimerà ulteriormente i consumi, già cronicamente esangui per le condizioni di estrema debolezza del mercato del lavoro. I nostri conti pubblici, estremamente vulnerabili a causa della nostra persistente assenza di crescita, sono destinati ad andare rapidamente fuori linea. Questo è il pedaggio che si paga ad una realtà in cui il nostro paese resta solvibile solo attraverso continue strette fiscali, ed alla truffa intellettuale che vuole che noi ne usciremo meglio di altri, anche perché abbiamo un elevato risparmio privato. Ancora per poco, data la situazione.