domenica 16 settembre 2012

Economia: boom di prestiti, finanziamenti e della vendita di oggetti di valore per ottenere in cambio soldi contanti


Economia: boom di prestiti, finanziamenti e della vendita di oggetti di valore per ottenere in cambio soldi contanti. Colpa della crisi gli italiani per restare a galla si indebitano ricorrendo alla cessione del quinto dello stipendio

Continuando il “viaggio” dello “Sportello dei Diritti” sugli effetti della crisi economica che attanaglia il Paese riteniamo sia opportuno soffermarci su quelle che sono le strategie delle famiglie per alleviarne gli effetti o per non essere gettati completamente sul lastrico.
Uno dei primi step per chi inizia ad avere difficoltà e non ha risparmi dove attingere (ed oggi sono la maggioranza degli italiani) è la vendita o forse meglio, la svendita, di oggetti valore per ricevere in cambio moneta contante: la prova è data dal vero e proprio boom che hanno conosciuto i cosiddetti “compro oro” in ogni parte del territorio nazionale.
Ma il più classico dei rimedi delle famiglie italiane nei momenti di stretta economica come quello attuale è quello di ricorre all’indebitamento: finanziamenti e prestiti - a differenza dei mutui per la casa che vengono erogati con maggiori difficoltà dalle banche in crisi di liquidità e con garanzie che non tutti gli italiani possono concedere - continuano ad essere elargiti mentre si assiste ad una vero e propria esplosione delle richieste di prestito “con cessione del quinto dello stipendio”. Una pratica assai datata nel tempo che risale addirittura agli albori dell’Unità d’Italia ma che oggi rappresenta una cospicua fetta del mercato totale dei finanziamenti. Le stime rinvenibili sul portale Prestiti.it arrivano a stabilire che richieste di cessione del quinto dello stipendio e della pensione rappresenterebbero ad oggi il 16,4% del totale dei finanziamenti richiesti.
Questa forma particolare di prestito personale non è altro che un sistema di pagamento del debito mediante il quale il rimborso del prestito oltre agli interessi ed alle spese avviene per mezzo dell’addebito della rata sulla busta paga o sulla pensione: rata che, come dice il nome stesso non può essere superiore ad 1/5 dello stipendio (o pensione) netto percepito da chi contrae il debito.
In tal modo, la banca o l’istituto finanziario erogante è garantita dal prelievo diretto dallo stipendio o dalla pensione che verranno quindi pagati dall’azienda per la quale si lavora, o nel caso della pensione, dall’ente previdenziale, ed il prestito sarà estinto attingendo in maniera automatica e graduale dalla busta paga o pensione stessa.
La crescita esponenziale di questa “formula” sta proprio nel fatto che la trattenuta alla fonte riduce il rischio di mancato pagamento con la conseguenza che è più semplice ottenerlo anche da parte di chi non possiede i requisiti per ottenere prestiti personali o ha subìto protesti.
Il D.P.R. (Decreto del Presidente della Repubblica) del 5 gennaio 1950 n. 180 il cui art.5 (facoltà e limiti di cessione di quote di stipendio e salario) è la legge di riferimento che regolamenta la cessione del quinto stabilendo che gli impiegati e salariati dipendenti dello stato e dagli altri enti, aziende ed imprese indicati nell'art. 1 (…) possono contrarre prestiti da estinguersi con cessione di quote dello stipendio o del salario fino al quinto dell'ammontare di tali emolumenti valutato al netto di ritenute e per periodi non superiori a dieci anni, secondo le disposizioni stabilite dai titoli II e III del presente testo unico (…).
Per ciò che concerne i pensionati è intervenuta la Legge 14 maggio 2005 n. 80 che ha modificato il D.P.R. 1950 n. 180 estendendo ai pensionati pubblici e privati la possibilità di contrarre prestiti, con banche e intermediari finanziari, da estinguersi con cessione di quote di pensione fino al quinto dell’importo della stessa. In base a tale provvedimento possono essere cedute le pensioni le pensioni e agli assegni di invalidità e le pensioni di vecchiaia erogate dall’Inps nonché gli altri trattamenti pensionistici corrisposti dallo Stato o da singoli Enti espressamente previsti nella nuova normativa.
Quanto all’istituto in generale, per regolamento è un prestito personale non finalizzato, ossia che la sua concessione non è vincolato a determinati utilizzi e quindi non finalizzato all'acquisto di specifici beni o servizi. Il finanziamento può avere una durata massima di 120 mesi e non sono necessari garanti, fideiussioni o ipoteche poiché la garanzia principale è data dal salario stesso e dal TFR (Trattamento di fine rapporto). La cessione den quinto può essere richiesta dai dipendenti pubblici statali, da dipendenti di aziende private (inizialmente non era prevista per questi ultimi) con un contratto di lavoro a tempo indeterminato e, come detto, anche dai pensionati.
Chiaramente gli autonomi e le imprese non possono accedervi per definizione non avendo uno stipendio o una pensione.
Proprio perché si tratta a tutti gli effetti di un prestito, sussiste la possibilità di estinzione anticipata dello stesso e quindi prima della scadenza del contratto, senza alcuna penalità.
È chiaro, sottolinea Giovanni D'Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, che si tratta di forme di finanziamento che tutelano categorie che seppur in difficoltà hanno un reddito pressoché certo, ma esistono milioni di cittadini che lavorano con un contratto di lavoro precario che oggi non riescono ad attingere ad alcuna forma di credito, o meglio di debito e che sono sempre più a rischio di dover ricorrere a forme d’indebitamento al di fuori di quelle legali.

Giovani nella spirale dei debiti


Cresce il numero di giovani nella spirale dei debiti. Tra telefonini, capi firmati e gli acquisti su Internet, le ragazze con le spese per la salute e la bellezza

Mentre sono apparsi i raccapriccianti dati sulla disoccupazione giovanile che ha superato ogni livello da record nel nostro Paese, nonostante ciò i nostri giovani sono disposti a tutto fino ad indebitarsi pur di possedere uno smartphones, gli altri apparecchi intelligenti, un capo firmato o per le donne un naso o un seno nuovo.
Le maggiori cause d’indebitamento per i ragazzi di oggi sono dovute al mondo della comunicazione ed agli acquisti in internet, che possono essere eseguiti semplicemente da casa con una carta di credito o una semplice carta prepagata, nel più totale anonimato.
Le giovani italiane s’indebitano invece per lo più a causa delle spese per la bellezza e la salute come per esempio la chirurgia estetica.
E sono tanti, tantissimi i giovani e giovanissimi che non riescono a saldare le fatture ed i debiti rivenienti dai propri acquisti e che già così presto finiscono nella spirale dei debiti.
La fonte di questa statistica su base empirica deriva da quanto rivelato da alcune società di recupero crediti che hanno comunicato allo “Sportello dei Diritti” quali siano le maggiori cause dell’indebitamento giovanile dopo aver analizzato migliaia di casi d’incasso debiti dai settori telecomunicazioni, acquisti internet e salute.
Soluzioni a queste preoccupanti tendenze, per Giovanni D'Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti” , non ce ne sono molte, a parte la possibilità di introdurre per legge un divieto generalizzato delle vendite ai minorenni su tutti i siti di acquisti ed aste on line anche attraverso verifiche e controlli puntuali sull’età degli acquirenti da effettuarsi anche sulle cliniche estetiche che chiudono un occhio sull’età dei propri pazienti ed effettuano interventi senza ottenere il consenso dei genitori.
Ma questo non esime dal rischio indebitamento “selvaggio” i milioni di figli a carico che restano in famiglia anche sino e dopo i trent’anni. Sono i modelli di vita sbagliati e la scarsa accortezza dei genitori la causa di questi fenomeni di massa.
Per tali ragioni, non resta che rivolgere un accorato appello a tutti i genitori a prestare la massima attenzione allo stile di vita dei propri figli anche dopo la maggiore età, specie se sono ancora a carico del proprio nucleo familiare.

sabato 15 settembre 2012

Fisco: lo chiamano "leasing tedesco" la nuova frontiera dei furbetti


Fisco: lo chiamano "leasing tedesco" la nuova frontiera dei furbetti
Cresce il fenomeno in Italia dell'elusione delle sanzioni stradali con il falso leasing. Ma non solo, anche accertamenti fiscali, bolli e sequestri.

La nuova frontiera dell’elusione nell’acquisto e nel possesso di autovetture pare che stia diventando un vero e proprio boom se si pensa che negli ultimi anni sono nate in Italia società che propongono un nuovo tipo di contratto di noleggio a lungo termine, una specie di leasing, che poi tale non è, al fine di poter circolare liberamente nel Nostro Paese magari a bordo di una tanto desiderata auto di lusso.
Lo chiamano "leasing tedesco", ma è a tutti gli effetti un sotterfugio per sfuggire ai controlli del fisco, per evadere superbollo, ma anche multe al Codice della Strada e quindi di sfrecciare liberamente sulle strade nostrane a dispetto di tutor, autovelox e photored e pagare un’Rcauto molto più bassa rispetto ai premi che si pagano normalmente in Italia.
Diverse sono le tipologie contrattuali proposte, tutte apparentemente lecite. La prima, quella che da più nell’occhio consiste nella vendita della propria auto ad una società di noleggio con sede in Germania la quale a sua volta provvede a reimmatricolarla con targa tedesca e con la quale si sottoscrive un contratto di noleggio a lungo termine. Le ipotesi più praticate, resterebbero però o quella di stipulare direttamente il contratto di “leasing” con la concessionaria che ha già in dote autovetture che poi vengono reimmatricolate in Germania o ci si affida ad un intermediario per effettuare un’operazione analoga in terra teutonica.
La regola fondamentale della libera circolazione di merci, persone e capitali nell’area UE e una serie di lacune che regolo i rapporti tra Paesi membri fanno il resto… Infatti, l'ex proprietario o il nuovo contraente del leasing hanno facoltà di circolare nel Belpaese senza dover pagare il macigno del superbollo o di incappare in multe rilevate con gli autovelox, tutor, photored anche perché allo stato attuale è pressoché impossibile l'identificazione dell’autovettura straniera che commesso un'infrazione in Italia. Ciò almeno sino a quando non entrerà in vigore l’istituto della multa senza frontiere.
I più furbetti si fanno forti del fatto che la vettura non viene dichiarata fra i redditi ed è pressoché impossibile sequestrarla in quanto vettura estera e formalmente di proprietà del “leasing tedesco”.
Se la procedura risulta essere, almeno in apparenza legale, Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, sottolinea come l’Assilea, l’associazione che raggruppa gli operatori del leasing in Italia, banche, intermediari finanziari e società di noleggio a lungo termine abbia sollevato il problema nel corso di un'audizione alla Camera dei Deputati nel quale ha espressamente richiesto "un tempestivo intervento del legislatore e delle amministrazioni preposte (Agenzia delle Entrate, GDF, Banca d’Italia) per porre fine a tali operazioni illecite" in quanto si tratterebbe di "una forma di acquisizione dell’auto, volta ad eludere le tasse e le norme nazionali, che non ha nulla a che vedere con il leasing finanziario tradizionale".
È giusto, quindi, un intervento urgente del Governo per risolvere la questione ed evitare comportamenti elusivi che danneggiano la nostra economia.

Salute: unghie finte, pericolo chimico per presenza di dibutilftalato


Non è possibile avere delle belle mani se le unghie non sono curate. E unghie curate non significa necessariamente lunghe. Infatti una donna può decidere di avere le unghie corte perché il suo lavoro lo richiede, o perché lo considera più pratico, o perché si spezzano... e poi scegliere di avere delle unghie più lunghe in certi occasioni. E allora come fare? La soluzione può essere quella di indossare unghie artificiali. Una volta l'applicazione delle unghie artificiali poteva essere fatta solo dall'estetista o dal manicure, ma oggi sono disponibili kit completi, che con un minimo di pratica ci permettono di farla anche a casa da sole. Solo che alcuni Kit contengono una colla in un tubetto che contiene dibutilftalato (DBP), sostanza vietata nei prodotti cosmetici dalla Direttiva sui cosmetici 76/768/CEE.
Il dibutilftalato è un liquido incolore filmante, poco volatile, impiegato come mezzo solvente in profumeria e come plastificante per materie plastiche. e quindi viene comunemente usato negli smalti per farli durare più a lungo. Alcuni studi hanno dimostrato che si tratta di un distruttore endocrino. L'apparato endocrino è anche formato dalle ghiandole, le quali svolgono fondamentali processi di produzione ormonale, ed una giusta regolazione produttiva di questi ormoni mantiene in salute il nostro organismo.
A conferma della pericolosità di questa sostanza vi è uno studio del Dipartimento per le Sostanze Tossiche della California, riportato dal sito 'The daily green', nel quale si afferma che gli smalti e le colle usati per la decorazione e fissaggio delle unghie conterrebbero un trio tossico di sostanze chimiche, il dibutilftalato, il toluene e la formaldeide. Secondo lo studio, nonostante sulle etichette degli smalti sia riportata la dicitura ''non contiene sostanze pericolose'', in realtà questi tre elementi ci sarebbero e costituirebbero un fattore di rischio non tanto per le donne che 'indossano' lo smalto ma per i lavoranti del
A tale proposito Giovanni D'Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, invita le società produttrici di smalti ad utilizzare componenti innocui per la salute nei loro prodotti.. Inoltre sollecita leggi nuove che facciano piazza pulita di vecchie norme che non tutelano la sicurezza dei lavoratori e dei consumatori i quali ne hanno abbastanza di dover avere a che fare con un sistema che tollera queste situazioni..

Ritirato dal mercato il Mucocis bambini. L’AIFA ha raccomandato di non utilizzare il farmaco nelle more del ritiro


L’AIFA (L’Agenzia Italiana del Farmaco) ha disposto il ritiro immediato, entro le 48, dal mercato del Mucocis sciroppo 200 ml 2% e ml 5% della ditta SO.SE.PHARM SRL.
Tale decisione, sottolinea Giovanni D'Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, è dovuta alla
potenziale pericolosità del farmaco per la difformità nella composizione dei conservanti e degli aromi con possibili conseguenze sulla salute.
L’AIFA ha raccomandato di non utilizzare il farmaco nelle more del ritiro.
La comunicazione della revoca, è stata anche trasmessa al Comando Carabinieri per la Tutela della Salute per verificare l’avvenuto ritiro da parte della società farmaceutica.
L’Aifa ha inoltre disposto il ritiro del medicinale Sinecod tosse sedativo 3mg/10g sciroppo flacone 200 ml lotto L03372A, della ditta Novartis Consumer Health S.p.A.
Il ritiro è stato è stato disposto a seguito della segnalazione della ditta relativa all’errata data di scadenza 09/2016, anziché 09/2014, riportata sulla confezione del medicinale.

venerdì 14 settembre 2012

Eyeballing: l'ultima moda dello "sballo" giovanile.


Eyeballing: l'ultima moda dello "sballo" giovanile. Pupille aperte ed alcool versato come fosse un collirio. I giovani in cerca di forti sensazioni
Dopo il Binge drinking esploso in Inghilterra qualche tempo fa che portava i giovani a bere fino a stordirsi ora è scoppiata la moda agghiacciante, molto pericolosa dell’ eyeballing. che sta prendendo piede tra i ragazzi di tutto il mondo. Il “gioco” è quello di versarsi i superalcolici negli occhi, o addirittura nei tampax per ubriacarsi senza bere, tramite assorbimento di alcool dalle mucose come fosse del collirio, perché credono che sia il metodo molto più veloce per ubriacarsi, ritenendo che attraverso il bulbo oculare l'alcol arrivi direttamente nel sangue. I ragazzi che lo praticano, dicono gli esperti, in realtà sono già ubriachi da prima.
In Europa l'eyeballing, importato da campus francesi e inglesi, è noto da tempo ed è diffusissimo su internet: su youtube circolano centinaia di video che fanno vedere come si fa.
Anche in Italia a Roma e precisamente a Campo dei Fiori, sono stati già segnalati alcuni casi.
Giovanni D'Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti” lancia un appello, NON FATELO MAI.
I medici smentiscono tutto. Oltre a essere doloroso l'eyeballing in realtà non serve nemmeno a ubriacarsi prima. L'assorbimento dell'alcool è molto più veloce per via orale. Il problema in realtà è legato all’occhio, nel senso che il ristagno dell’alcol nel bulbo oculare può provocare danni irreparabili, anche se fatto solo una volta, come ad esempio danni irreversibili alla cornea e alla membrana sottostante con una conseguente problematica alla vista.
La sintomatologia principale è una forte ed insopportabile lacrimazione, rossore, impossibilita’ di aprire gli occhi che dipende dalla quantita’ di alcool. Gia’ un cucchiaino di caffe’ di soluzione alcolica puo’ causare conseguenze importanti, e dieci secondi possono determinare ferite corneali. portando anche alla trombosi dei vasi sanguigni.
Oggi l’alcol risulta essere più pericoloso delle droghe come per esempio il crack in relazione con l’impatto negativo che ha attualmente nella società moderna, portando verso atteggiamenti antisociali e pericolosi per la salute.

Niente più punture ed iniezioni con gli aghi, la siringa non servirà più


Niente più punture ed iniezioni con gli aghi, la siringa non servirà più.
Un team di ricercatori della Corea del Sud ha creato un laser capace di iniettare il farmaco
Buone notizie per le tante persone che temono gli aghi e le iniezioni come del resto probabilmente non piacciano più di tanto a tutti noi. L’ago per iniezioni potrebbe finalmente essere archiviato ed restare un ricordo della storia medica dopo che gli scienziati hanno scoperto un modo per utilizzare il laser capace di iniettare i liquidi sotto cute.
Alcuni ricercatori dell'Università Nazionale di Seoul della Corea del Sud hanno infatti progettato un dispositivo in grado di iniettare qualsiasi medicinale sottopelle senza la necessità di ricorrere a nessuna dolorosa puntura, rivoluzionando la vaccinazione antinfluenzale annuale, quelle per l’ infanzia e altri trattamenti che si compiono grazie all’utilizzo dell’ago.
Il sistema segue il tradizionale principio dello stantuffo che preme sul liquido, svolgendo però l’operazione in maniera molto più rapida, superando addirittura la velocità del suono (circa 340 m/s). Grazie allo straordinario getto il medicinale riesce a penetrare al di sotto della cute senza il classico dolore recato dalle iniezioni, il tutto è paragonabile al “morso” di una zanzara, il più delle volte neanche avvertito durante la puntura.
Il sistema utilizza un laser di 'alluminio ittrio granato' per spingere un piccolo, preciso flusso di liquido con la giusta quantità di forza.
Questo tipo di laser è comunemente usato dai dermatologi, specialmente per trattamenti estetici del viso.
Ora Jack Yoh, un professore di ingegneria meccanica e aerospaziale, ha combinato il laser con un piccolo adattatore che contiene il farmaco per essere trasportato in forma liquida, più una camera contenente acqua che agisce come un fluido 'guida'.
Ogni impulso laser, che dura solo 250 milionesimi di secondo, genera una bolla di vapore all'interno del fluido motore.
La pressione di quella bolla causa una deformazione elastica sulla membrana tra l'acqua e il medicinale, determinando l’espulsione con forza del liquido da un ugello microsopico con un getto sottile.
Il getto corrisponde ad 150 milionesimi di metro (micrometri) di diametro, appena un po' più grande rispetto alla larghezza di un capello umano.
Il Dr Yoh sta lavorando con una società per produrre a basso costo gli iniettori sostituibili per uso clinico.
Per Giovanni D'Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, una vera rivoluzione per il campo medico, con evidenti vantaggi per la somministrazione in grandi volumi: pensiamo ai vaccini e a chi è costretto a somministrarsi quotidianamente medicinali, per non parlare dei minori rischi di contagio di malattie che l’assenza dell’ago determina.