sabato 11 maggio 2013

La lobby del calcio potrebbe aprire alle porte dipinte di rosso per una migliore visibilità

Non solo tecnologia per risolvere le sviste arbitrali. La lobby del calcio potrebbe aprire alle porte dipinte di rosso per una migliore visibilità e che potrebbero risolvere il problema dei gol fantasma, troppe volte causa di tafferugli e ridurre gli episodi di violenza. La proposta da un esperimento francese Porte da calcio verniciate di rosso: è questa la proposta che il medico francese Michel Cymes presenterà il 3 giugno a Ginevra con il belga Goetghebuer Gilles redattore della rivista "Sport e Vita", al presidente della UEFA Michel Platini. Entrambi si basano sui risultati di un esperimento condotto dall'Istituto di Scienze Motorie Etienne-Jules Mary di Marsiglia, che ha dimostrato che i tiri in porta sono stati significativamente più numerosi con la porta verniciata di rosso piuttosto che bianca. Per Michel Cymes e Gilles Goetghebuer, il passo successivo sarebbe quello di verificare l'ipotesi in una situazione reale. Non passa stagione calcistica, infatti, che in ogni angolo del globo non vi siano episodi conclamati di sviste arbitrali delle quali i gol fantasma sono l’emblema. Accadimenti che continuano ad imperversare nel mondo del pallone, nonostante la concreta possibilità di utilizzare le moderne tecnologie per ridurre pressoché a zero gli errori umani, ma anche accortezze più semplici da realizzare come quest’ultima delle “porte rosse”. Ci continuiamo a chiedere, perché la lobby del calcio ed in particolare le più alte sfere, continuino a “sposare” la linea, obsoleta, di una pseudotradizione, perseverando nell’erronea convinzione che sia meglio qualche errore umano anche grave, piuttosto che l’introduzione in campo di ausili nuovi o più semplici, con ciò ponendosi in una condizione che sembra avallare ogni possibilità di alimentare la rabbia dei tifosi – che, si badi bene, è sempre ingiustificata ed è un fatto culturale - ma che è a volte determinata dall’alterazione quasi palese dei risultati della propria squadra del cuore. Tempo fa eravamo intervenuti sullo stesso argomento per portare all’attenzione dei media e dei cittadini i tre i più avanzati sistemi che potrebbero essere utilizzati al fine di sgombrare il campo dagli equivoci: “Calcio Elettronico”, “GoalRef” e l’ultimo e forse più famoso “Hawk-Eye”. Ma dopo qualche timida apertura, poi il nulla dai vertici FIFA. Alla luce di tali nuove possibilità, che ci offre la moderna tecnologia che potrebbero essere utilizzate anche in combinazione tra loro per assicurare ancor maggiore accuratezza, Giovanni D’Agata, presidente e fondatore dello “Sportello dei Diritti” si chiede ancora una volta e con più convinzione di prima, perché ancora oggi le alte sfere del calcio si oppongano all’introduzione di sistemi in grado di garantire un diritto di tutti i tifosi: quello della certezza delle competizioni sportive. Non è possibile che nonostante un’ampia discussione in materia, sotto la paventata possibilità di ledere la “tradizione” ci si ostini a ritardare gli esperimenti su larga scala, se non che forse conviene alle lobbies sottese al mondo del calcio che non si raggiunga un grado di verità prossimo al 100 %?

Tasse e balzelli. La Tarsu ridotta per i campeggi

Tasse e balzelli. Il Comune deve ricalcolare la Tarsu intimata al campeggio con la cartella esattoriale. I bungalow devono essere equiparati alle civili abitazioni e i comuni non possono pretendere aumenti ingiustificati I comuni le inventano tutte pur di “far cassa”. E la giustizia, anche quella tributaria può censurare gli eccessi delle amministrazioni comunali che a volte pretendono più di quanto la legge consenta d’imporre. E da segnalare, in tal senso, la recentissima sentenza della seconda sezione della Commissione Tributaria Provinciale di Lecce, numero 177/2/13 depositata il 7 maggio scorso, su ricorso redatto dall’avvocato Maurizio Villani, che in tema di TARSU ha stabilito l’importante principio che le strutture fisse abitative dei campeggi (per esempio i bungalow) devono essere tassate con l’aliquota unica delle civili abitazioni pari ad € 2,30, che logicamente è molto più bassa rispetto alle tariffe previste genericamente per i campeggi pari ad € 3,30. In questo modo, un campeggio nella arcinota località turistica di Gallipoli pagherà una TARSU sensibilmente inferiore rispetto a quella imposta dal Comune. Giovanni D’Agata, fondatore e presidente dello “Sportello dei Diritti” rileva che la sentenza è particolarmente importante, anche a livello nazionale, per far comprendere ai Comuni che le strutture fisse abitative devono sempre essere tassate come le civili abitazioni e non devono subire un ingiustificato aumento soltanto perché inserite in strutture alberghiere o campeggi.

Coronavirus. 3 casi sospetti e uno confermato in Francia, 2 in Germania e 4 nel Regno Unito

Coronavirus. 3 casi sospetti e uno confermato in Francia, 2 in Germania e 4 nel Regno Unito. L’ECDC sta monitorando l’evoluzione di questo nuovo ceppo. Il mondo globalizzato e la facilità negli spostamenti da un continente all’altro è anche causa di diffusione rapida di contagi anche tra le malattie più temute. E così Giovanni D’Agata presidente e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, ritiene opportuno segnalare la preoccupazione delle autorità sanitarie, sorta in Europa dopo la verifica di alcuni casi di coronavirus tra Francia, Germania e Regno Unito. I Coronavirus sono una grande famiglia di virus che causano una vasta gamma di malattie umane, che vanno dal raffreddore alla SARS. Il particolare ceppo isolato nei casi in questione, appartiene a un nuovo tipo di coronavirus (nCoV) che è stato rilevato per la prima volta a metà del 2012 e che non era mai stato identificato negli esseri umani o negli animali. L’ECDC (Acronimo anglosassone di “Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie”) ha diramato lo scorso 7 maggio un aggiornamento epidemiologico che ha riguardato le indagini supplementari che hanno confermato casi di coronavirus con un focolaio di particolare intensità in Arabia Saudita. Negli ultimi giorni, il Ministero della salute del Regno dell'Arabia Saudita ha confermato 13 nuovi casi d’infezione che sono tuttora in corso indagini da parte delle autorità saudite. Sembra, tuttavia, che essi sono stati tutti associati con un gruppo di casi nella provincia orientale di Al-Ahsa del paese asiatico. Sono, quindi, in tutto 30 i casi, di cui 18 mortali, poiché i primi sono stati individuati in Giordania con le date di esordio a partire dall'aprile 2012. Prima dei casi di Al-Ahsa, quello più recente erano stati riferiti in Unione europea in relazione ad un paziente trasportato il 19 marzo scorso in Germania dagli Emirati Arabi Uniti per cure mediche e segnalato dal Robert Koch Institute. Ad oggi, 22 dei 30 casi di coronavirus sono stati segnalati dall'Arabia Saudita. Ci sono stati 6 casi diagnosticati in Europa, due in Germania e 4 nel Regno Unito, cui si deve aggiungere proprio in data odierna un caso accertato in Francia di un cittadino francese di ritorno da un viaggio a Dubai ed altri 3 sospetti. Dei primi casi in Germania e Regno Unito, tre erano persone provenienti per cure mediche e uno che è giunto nel Regno Unito con uno stato di malessere. Quest'ultimo ha portato al contagio di due persone della stessa famiglia nel Regno Unito, uno in un ambiente domestico e uno in un ambiente ospedaliero. In seguito, ci sono state approfondite indagini, compreso l'uso di test sierologici, tra coloro che sono venuti in contatto con i contagiati in Europa. Ma né Germania né in Gran Bretagna è emersa alcuna evidenza di trasmissione da persona a persona in più. Sorveglianza e linee guida clinica per nCoV è stato pubblicato dall'OMS con la guida di ECDC correlata a Stati membri dell'UE disponibili su questo sito Web al seguente link: http://ecdc.europa.eu/en/activities/sciadvice/Lists/ECDC%20Reviews/ECDC_DispForm.aspx?List=512ff74f-77d4-4ad8-b6d6 bf0f23083f30&ID=1313&RootFolder=%2Fen%2Factivities%2Fsciadvice%2FLists%2FECDC%20Reviews L’ECDC sta continuando a monitorare le informazioni sulla situazione della nCoV in tutto il mondo e sta effettuando una revisione della valutazione rapida del rischio individuato il 19 febbraio scorso alla luce di questo nuovo sviluppo. Le raccomandazioni del 19 febbraio 2013 sulla rapida valutazione del rischio sono reperibili nella guida di riferimento al seguente link http://ecdc.europa.eu/en/publications/Publications/novel-coronavirus-rapid-risk-assessment-update.pdf

Coccolare gli animali è economicamente vantaggioso.Lo dice uno studio svizzero

Coccolare gli animali è economicamente vantaggioso. Un contatto regolare tra uomo e animale ha un impatto economico positivo. Lo dice uno studio svizzero Secondo una ricerca sul rapporto uomo-animale condotta dall'Ufficio federale di veterinaria assieme alla stazione di ricerca Agroscope di Tänikon (TG) e pubblicati dal Servizio d'informazione agricola, “coccolare" gli animali, strigliandoli oppure dando loro qualche leccornia da mangiare, ha effetti positivi sul loro rendimento. I risultati dello studio, indicano che un contatto attivo, disteso e regolare tra uomo e animale ha un impatto economico positivo. A detta della responsabile del progetto Tanya Kutzer, un trattamento migliore degli animali da reddito ne allunga la vita e riduce il tempo necessario alla ricostituzione degli armenti. Ciò significa, all'atto pratico, che l'agricoltore potrà mungere le proprie mucche per un periodo superiore, con una conseguenze riduzione dei costi. Un contadino dedica in media 40 minuti all'anno ad ogni mucca: ciò si traduce, sulla base delle informazioni raccolte finora, in 15 litri di latte in più e nove franchi in meno per i costi di cura. Toccare anche per l’uomo gli animali fa bene al cuore e distende i nervi, confermano neuroscienziati; tra gli animali è molto importante perché stabilizza le relazioni sociali e favorisce la coesione. Si pensi, ad esempio, al grooming, lo spidocchiamento, una pratica comune tra gli scimpanzé, necessaria a togliere i parassiti, ma fondamentale a creare una relazione affettiva stabile tra i membri della stessa comunità. Per Giovanni D’Agata presidente e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, sembra che oggi non vi sia limite alle spese relative agli animali anche domestici. E se un po’ di coccole si traducono in benefici non solo per gli animali ma determinano anche un calo delle spese per il veterinario, nonché per i farmaci, e un incremento della fertilità delle bestie facciamole pure. Anche perché è tutto vero, anzi la scienza ha chiarito di recente che non è soltanto una questione psicologica. I ricercatori del California Institute of Technology (Caltech) di Pasadena hanno individuato infatti negli animali i 'neuroni delle coccole', circuiti nervosi che trasmettono al cervello sensazioni di rilassamento e benessere, distribuiti su tutto il corpo.

Multata 27 volte con gli apparecchi elettronici ai varchi delle ZTL. Trappole per far soldi

Multe seriali con gli apparecchi elettronici ai varchi delle ZTL. Trappole per far soldi. Il caso emblematico di un’autovettura multata 27 volte a Lecce. Non solo la sanzione amministrativa ma anche 442,20 euro per costi di notifica. Se non servono a “far cassa” allora si chiuda il traffico dei centri storici alle autovetture Lo diciamo da tempo e la battaglia dello “Sportello dei Diritti” contro le multe seriali effettuate con gli apparecchi elettronici ai varchi delle ZTL trova la sua continua ragion d’essere nella malcelata esigenza di “far cassa” a danno degli automobilisti, perché in questo caso non c’è la “scusa” della sicurezza stradale come con gli autovelox e i photored, ma solo una decantata pretesa di tutela dei centri storici o di determinate zone dei centri urbani. Tale assunto, però, cozza con tutta evidenza con la possibilità delle amministrazioni comunali di chiudere completamente al traffico le zone storiche o quelle di particolare interesse o dotarle di dissuasori mobili per consentirne solo ed esclusivamente agli autorizzati, quelli veri, il transito. L’evidenza in questione viene palesemente smentita dall’apposizione di strumenti di rilevazione che h 24 o in determinate ore fotografano il transito dei veicoli per “batostare” quelli non autorizzati con risultati come quello che stiamo per raccontare con ingenti ricavi per i comuni che riguardano non solo i proventi derivanti dalle sanzioni pecuniarie, ma anche costi notevoli per spese accessorie e di notifica a carico dei malcapitati proprietari dei mezzi. L’ultimo cittadino che si è rivolto allo “Sportello dei Diritti” in data odierna, portava in dote con sé ben 27 verbali per attraversamento dei varchi della ZTL posti nel centro storico di Lecce d’importo variabile tra i 76,00 e gli 80,00 (perché nel frattempo è aumentata la sanzione prevista), i cui soli costi complessivi di notifica e accessori raggiungono la ragguardevole cifra di € 442,20 perché oscillanti tra i 16,20 e i 16,60 euro a verbale notificato. Non solo, quindi, la multa ma anche ben 442,20 euro che potevano non essere addebitati mediante una sola notifica dei suddetti verbali. Certo, si tratta di casi limite ed il comportamento del cittadino è censurabile sotto il profilo comportamentale, ma anche questa volta Giovanni D’Agata presidente e fondatore dello “Sportello dei Diritti” è costretto ad evidenziare il comportamento della P.A. troppo impegnata a “far cassa” piuttosto che a trovare soluzioni efficaci per lo scopo effettivo cui dovrebbe orientarsi se è quello della tutela dei centri urbani. Ed allora, ancora una volta rivolgiamo un appello alle amministrazioni comunali, in questo caso a quella leccese, affinché faccia scelte politiche efficaci e decida una volta per tutte se chiudere il centro storico al traffico utilizzando gli strumenti appropriati e necessari quali i dissuasori mobili o se voglia perseverare in quest’atteggiamento che non a torto viene percepito come un modo di rimpinguare le casse comunali.

venerdì 10 maggio 2013

Presunta combine nel derby Bari – Lecce del 2011. Rinviata l’udienza al 19 giugno 2013

Presunta combine nel derby Bari – Lecce del 2011. Rinviata l’udienza al 19 giugno 2013 davanti al giudice del Tribunale di Bari d.ssa Spagnoletti. Lo "Sportello dei Diritti" comunica che per costituirsi parte civile per tifosi e scommettitori c’è tempo sino al 19 giugno Con un nulla di fatto si è tenuta l’udienza odierna innanzi al Tribunale Monocratico di Bari per il processo sulla presunta combine nel derby Bari – Lecce del 2011. Il processo, infatti, è stato rinviato al 19 giugno 2013, facendo salvi tutti i diritti delle parti, davanti al giudice del Tribunale di Bari d.ssa Spagnoletti. Al processo, tenutosi in data odierna, che a seguito di indagini condotte dal Procuratore Capo di Bari Antonio Laudati e dal PM Ciro Angelillis, vede imputati Pierandrea Semeraro, in qualità di presidente dell’US Lecce all’epoca dei fatti, l’imprenditore leccese Carlo Quarta ed il barese Marcello Di Lorenzo, erano presenti anche i difensori di numerosi tifosi e scommettitori per un totale di circa duecento, che erano pronti a costituirsi parti civile, nonché gli avvocati Francesco Toto e Francesco D’Agata per lo “Sportello dei Diritti” che da anni si batte anche per la trasparenza e la correttezza del mondo dello sport, con numerosi interventi nel settore, e che anch’essa era pronta a costituirsi parte civile per garantire adeguata rappresentanza alla necessaria tutela dei supremi valori che dovrebbero essere permanentemente insiti in ogni competizione sportiva, come aveva tenuto a sottolineare il presidente e fondatore Giovanni D’Agata nell’annunciare l’intenzione ad essere parte attiva nel significativo ed emblematico processo. Tale rinvio di natura per così dire tecnica, consentirà, di fatto a tutti i tifosi e gli scommettitori che si sentono lesi dagli accadimenti a presentare gli atti di costituzione di parte civile sino alla prossima udienza che si ribadisce rinviata al prossimo 19 giugno e che potranno contattare l’associazione agli indirizzi email: info@sportellodeidiritti.org e dagatagiovanni@virgilio.it o ai numeri 3208496515 e 0832520457.

giovedì 9 maggio 2013

Povertà: nuova social card 2013. Al via la sperimentazione per sostenere le famiglie in gravi difficoltà economiche questa volta anche quelle degli immigrati

Povertà: nuova social card 2013. Al via la sperimentazione per sostenere le famiglie in gravi difficoltà economiche questa volta anche quelle degli immigrati. I requisiti richiesti per accedere al beneficio, ISEE non superiore a 3.000 euro e stato di disoccupazione di entrambi i membri adulti del nucleo familiare. Possono richiederla i cittadini italiani o comunitari, i cittadini stranieri in possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo nonché i familiari di cittadini italiani o comunitari senza la cittadinanza di uno Stato membro, purché titolari del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente. Al via la nuova social card, il nuovo strumento, istituito dall'articolo 81 del decreto legge n.112/2008, a sostegno delle famiglie con gravi difficoltà economiche. altro non è che una carta destinata all’acquisto di generi alimentari e al pagamento delle bollette energetiche. Il 3 maggio scorso è stato pubblicato in GU n.102 il decreto del Ministero del Lavoro del 10 gennaio 2013 che avvia la sperimentazione della nuova social card. Sono dodici le città coinvolte nella sperimentazione tra cui Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Venezia, Verona mentre la durata della sperimentazione durerà un anno. La ricaduta economica è a carico dello Stato che ha previsto un budget di 50 milioni di euro. Le risorse vengono ripartite tra i Comuni destinatari della sperimentazione, che potranno erogare le carte nei limiti del finanziamento assegnato. La sperimentazione si rivolge a famiglie che versano in condizioni economiche e lavorative di estremo disagio, in cui siano presenti dei minori. Possono richiederla i cittadini italiani o comunitari, i cittadini stranieri in possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo nonché i familiari di cittadini italiani o comunitari senza la cittadinanza di uno Stato membro, purché titolari del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente. Nelle prossime settimane i Comuni comunicheranno le modalità di presentazione della domanda per accedere al beneficio. I Comuni, poi, dovranno, entro metà settembre, stilare una graduatoria dei richiedenti la Carta sperimentale. I requisiti per poter accedere al beneficio per le condizioni economiche sono: - ISEE non superiore a 3.000 euro; - valore ai fini ICI della abitazione inferiore a euro 30.000; - altri limiti di tipo patrimoniale e reddituale (es. patrimonio mobiliare - conti correnti, etc. - inferiore a euro 8.000); - altri limiti sul possesso di auto e motocicli (es. assenza di autoveicoli immatricolati nei 12 mesi antecedenti la richiesta). Per le condizioni lavorative: - estremo disagio lavorativo della famiglia (es. disoccupazione di tutti i membri adulti oppure, in caso di occupazione, redditi da lavoro complessivamente inferiori a euro 4.000 nei sei mesi precedenti). Altri requisiti: precedenza per l’accesso alla sperimentazione, a parità di altri condizioni, per i Nuclei Familiari in almeno una delle seguenti condizioni: - disagio abitativo; - nucleo familiare costituito esclusivamente da genitore solo e figli minorenni; - nucleo familiare con tre o più figli minorenni ovvero con due figli e in attesa del terzo figlio; - nucleo familiare con uno o più figli minorenni con disabilità; - ulteriori criteri potranno essere identificati dai Comuni. Il beneficio verrà calcolato sulla base del numero del nucleo familiare e sarà di gran lunga superiore a quello previsto dalla social card ordinaria. L’importo mensile che si può raggiungere è di circa 400 euro per le famiglie con 5 o più membri. La nuova social card affiancherà la ‘vecchia’ carta acquisti del 2008 (articolo 81, comma 32, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133) che continuerà a essere distribuita. Se all’interno della famiglia del richiedente siano presenti uno o più beneficiari della carta acquisti ordinaria, l'attribuzione dei benefici economici della nuova carta può avvenire solo rinunciando ai vantaggi legati al programma della vecchia carta acquisti. La nuova social card, sottolinea Giovanni D’Agata presidente e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, prevede un'estensione graduale dei beneficiari, fino a comprendere tutte le famiglie in povertà assoluta, questa volta anche per quelle degli immigrati, cioè chi non dispone dei beni e servizi necessari a raggiungere un livello di vita «minimamente accettabile». L’obiettivo chiave per cui è stata reinserita anche quest’anno è combattere la povertà minorile partendo dalle famiglie più bisognose, prime vittime di questa profonda crisi economica, una misura strutturale di contrasto alla povertà assoluta.