martedì 23 settembre 2014

Gli svizzeri più ricchi al mondo

Gli svizzeri più ricchi al mondo, ma aumentano disuguaglianze. La Svizzera si riconferma in testa alla classifica del patrimonio pro capite netto che è di 146'540 euro La crisi colpisce europei e americani. Ma le cose non vanno proprio così ai livelli dei più ricchi. Secondo uno studio di Allianz pubblicato oggi dall'assicuratore tedesco Allianz gli svizzeri dispongono in media dei patrimoni più elevati del pianeta, ma i loro attivi tendono a ristagnare e sul fronte passivo si segnala anche il maggior indebitamento al mondo. Inoltre la pubblicazione mette fra l'altro in luce come nella Confederazione aumentino le diseguaglianze. Stando alla quinta edizione del Global Wealth Report, che propone un'analisi delle famiglie di oltre 50 paesi, la ricchezza mondiale ha raggiunto un nuovo record nel 2013, salendo a 118'000 miliardi. Rispetto all'anno prima vi è stata una crescita del 10%, la più elevata dal 2003. Secondo gli specialisti di Allianz questo si spiega con l'eccellente andamento dei mercati azionari in Giappone, USA ed Europa. Non si è verificato però un rinnovato interesse dei risparmiatori per l'acquisto di azioni: solo gli Usa infatti hanno registrato un afflusso consistente di nuova liquidità in azioni e altri titoli, mentre in Europa è proseguita la tendenza al ritiro di capitali. La Svizzera, osserva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, si è riconfermata al primo posto della classifica per patrimonio finanziario pro capite netto (patrimonio finanziario lordo al netto dei debiti), con in media 146'540 euro (circa 177'000 franchi). Al secondo posto, con notevole distacco figurano gli Stati Uniti (119'565 euro). Per quanto riguarda il patrimonio finanziario complessivo elvetico - 1'794 miliardi di euro - la progressione annua è stata del 5,3%, appena sotto la media europea. Ma dal 2007 la crescita è stata dell'11%, contro il 15% europeo, e se si allarga ancora di più l'orizzonte temporale la Confederazione presenta un bilancio che Allianz definisce "decisamente magro": dalla fine del 2000 il patrimonio finanziario lordo delle famiglie svizzere è cresciuto in media del 2,3% annuo rispetto a un tasso medio del 3,5% negli altri paesi. Solo l'Italia e la Grecia hanno registrato tassi più modesti. Su base pro capite, la crescita annua scende addirittura all'1,3%: se si sottrae ancora il rincaro medio dello 0,6% ne risulta per la Svizzera una situazione pressoché di stagnazione. Persino il Giappone ha registrato risultati migliori nello stesso periodo. Stando ad Allianz in Svizzera i risparmiatori risentono chiaramente degli effetti del basso livello dei tassi di interesse. In termini assoluti gli svizzeri rimangono comunque al primo posto della classifica mondiale per patrimonio finanziario pro capite lordo, con circa 222'030 euro. Anche i debiti sono però i più alti del mondo: 75'490 franchi a testa. Se la crescita del debito privato ha subito nel 2013 un netto rallentamento, il rapporto debito/PIL è rimasto a quota 124%, anche questo un valore giudicato estremamente elevato. Tuttavia l'indebitamento viene leggermente relativizzato se rapportato al patrimonio finanziario lordo: per la Svizzera ne deriva una quota del 34%, risultato che corrisponde esattamente alla media europea. L'ultimo rapporto Allianz analizza per la prima volta anche lo sviluppo della distribuzione della ricchezza all'interno dei vari paesi. I risultati mostrano un quadro differenziato: nella maggior parte degli stati presi in considerazione, negli ultimi dieci anni la distribuzione è rimasta invariata o è migliorata. È questo il caso soprattutto nelle economie emergenti e in particolare nell'America Latina. In alcune grandi nazioni come l'India e la Russia, così come nei paesi industrializzati, si constata invece una tendenza opposta: la ricchezza del 10% più ricco della popolazione è quindi ulteriormente cresciuta. La regione in cui questa tendenza è più evidente sono gli Usa, ma anche la Svizzera e altri paesi europei come Francia, Irlanda e Italia hanno registrato un significativo aumento della disuguaglianza economica. La crescita fondamentalmente debole della ricchezza dovuta alla crisi sembra ripercuotersi maggiormente sui patrimoni di piccole e medie dimensioni. "I risvolti politici di questa situazione sono chiari", commenta Michael Heise, capo economista del Gruppo Allianz, citato in un comunicato. "Chi si batte per una distribuzione più omogenea della ricchezza non deve tanto cercare di frenare la crescita della ricchezza con tasse e imposte, quanto piuttosto puntare a promuoverla a tutti i livelli. La crescita è lo strumento migliore per ottenere una maggiore giustizia sociale", conclude Heise.

lunedì 22 settembre 2014

Report dell'ECDC sulle minacce delle malattie trasmissibili (CDTR).

Monitoraggio delle minacce epidemiologiche correnti. Report dell'ECDC sulle minacce delle malattie trasmissibili (CDTR). Settimana 38/2014 Il report ECDC (Ente Europeo per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie) sulle maggiori minacce delle malattie trasmissibili è un bollettino settimanale destinato agli epidemiologi e professionisti del settore sanitario nell'area di controllo e prevenzione delle malattie trasmissibili che Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, ritiene possa essere utile diffondere per informare anche i cittadini sulla situazione globale a livello di patologie e infezioni. L'ultima relazione copre il periodo 14 – 20 settembre 2014 e include gli aggiornamenti su: Malattia del virus Ebola-Africa occidentale Dalla scorsa settimana, i paesi interessati hanno segnalato 1.066 casi supplementari (80 in Guinea, 674 in Liberia, 312 in Sierra Leone) e 326 morti supplementari. Il rapporto medio tra contagio -fatalità è del 49%. Fin dall'inizio dello scoppio nel dicembre 2013, ci sono stati ben 318 casi e 151 morti tra gli operatori sanitari. La situazione generale rimane critica e il crescente numero di operatori sanitari che sono stati infettati è una delle principali cause di preoccupazione. Come abbiamo più volte ripetuto, quello che sta vivendo l'Africa Occidentale è il più grande mai documentato scoppio dell'EVD in termini di numeri e diffusione geografica. Attualmente si ripercuote sulla Guinea, Liberia, Sierra Leone e Nigeria. L'epidemia, secondo gli esperti, non ha ancora raggiunto il suo picco ed è attualmente in una fase di rapida diffusione. Scoppio di Enterovirus D68 – USA Dal 10 settmbre, l'omologa agenzia americana per il controllo delle malattie ha segnalato 58 casi supplementari confermata dai test di laboratorio, mentre sono stati colpiti 10 nuovi Stati. In Canada, dal 1 al 11 settembre 2014, le prove di laboratorio hanno confermato 10 casi di EV-D68 a Calgary, cinque ad Edmonton e tre in Alberta centrale e del Nord. EV-D68 è una causa potenziale di infezione delle vie respiratorie, soprattutto tra i bambini. Tuttavia, è stato raramente segnalato in tutto il mondo e il numero di casi rischia di essere sottovalutato negli Stati Uniti e in Canada a causa dell'assenza di un sistema di sorveglianza obbligatoria. Quest'anno, la grandezza del focolaio negli Stati Uniti I primi i autoctoni sono stati segnalati in Brasile, vicino al confine con la Guyana francese. Inoltre, il Ministerlo della salute pubblica e assistenza sociale (MSPAS) in Guatemala, ha confermato i primi otto casi autoctoni del paese. Il numero di casi di infezioni da chikungunya è aumentato nella maggior parte delle zone colpite. Un focolaio di infezione del virus chikungunya é ancora in corso nei Caraibi dal dicembre 2013. Lo scoppio si è diffuso al nord, centro e Sud America. Ci sono stati casi probabili e confermati più di 700 000 nella regione, tra cui 113 decessi finora. Diversi paesi dell'UE stanno segnalando casi importati dalle aree colpite.

domenica 21 settembre 2014

Furti di biciclette, ecco come difendersi. Dall’Olanda l’idea di dotare le biciclette di un dispositivo GPS.

Furti di biciclette, ecco come difendersi. Dall’Olanda l’idea di dotare le biciclette di un dispositivo GPS. In un anno furti dimezzati. Al boom delle vendite di bici è seguito quello del più classico dei furti. Un vero e proprio flagello, se si pensa che è il mezzo di trasporto di 35 milioni di persone che utilizzano per spostarsi lasciando l'auto in garage. Dall'anno scorso nello stesso periodo che coincide anche con quello dell'aumento esponenziale dell'utilizzo di velocipedi riferito alla bella stagione, la percentuale di furti segnalati segna almeno il 20 % in più, 3mila algiorno, ed a qualsiasi ora del giorno. Il numero esatto, peraltro, é pressoché impossibile da individuare giacché molti di questi fatti non vengono neanche denunciati, specie se ad essere rubata é una bicicletta vecchia ed obsoleta. Ed allora come fare per fermare i ladri di biciclette? Nei Paesi Bassi è stata escogitata una soluzione che si sta rivelando efficace. La polizia olandese, per risalire agli autori di furti di biciclette ha usato delle "esche" a due ruote dotate di dispositivo GPS. Grazie a questa idea il numero di biciclette rubate si è dimezzato nel giro di un anno. Anche in Svizzera per combattere il fenomeno le città di Berna, Ginevra e Zurigo, come scrive oggi la "SonntagsZeitung", ha preso esempio dall'Olanda e ha adottato, da alcune settimane, lo stesso stratagemma. Il domenicale svizzero-tedesco ha voluto testare il funzionamento di questo stratagemma. Ha dotato di GPS tre biciclette dal valore di mercato tra i 600 e gli 800 franchi messe a disposizione da Migros, Ochsener Sport e Scott. Il dispositivo GPS è invece dell'azienda tedesca PSP (fahrrad-diebstahl.com). All'interno di faretti posteriori per biciclette sono stati inseriti il dispositivo GPS e una carta Sim utile alla segnalazione degli spostamenti. Non appena la bicicletta si mette in movimento, il dispositivo GPS segnala la posizione della bicicletta e invia un SMS o un'emali un segnale di allarme all'utente. I movimenti del velocipede si possono seguire su una piantina online. Nel momento in cui la bicicletta entra in un edificio il dispositivo GPS non funziona più, il localizzatore, invece sì. Le biciclette "esca" sono state collocate nelle stazioni o nei quartieri di passaggio. Alcune sono state chiuse con il lucchetto. Ebbene, quasi tutte le biciclette erano già sparite dopo qualche ora. Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” osserva come esperti di diritto hanno invitato a non banalizzare il fenomeno, paragonando il furto di biciclette a una droga leggera, preludio per delitti più gravi. Inoltre la diffusione del fenomeno del furto di bici è un grave ostacolo all'aumento dell'utilizzo di questo mezzo di locomozione verde. In tanti, infatti, per timore di subire il furto rinunciano ad usare quotidianamente una bici decente (cioè in piena regola col codice della strada) ed optano per mezzi "minimalisti" arrivando tal volta a mettere a rischio anche la propria sicurezza (mancanza di fanali, freni sgangherati, materiali pesanti e arrugginiti).

Filmato di un gatto in asciugatrice genera orrore su internet

Filmato di un gatto in asciugatrice genera orrore su internet. Gli autori un trio di russi che hanno postato il video sul VK.com. Numerose attestazioni hanno provocato un'indagine di polizia mentre ora Sonya il gatto, è in un rifugio in attesa di una nuova casa. La Polizia russa ha aperto un'inchiesta per presunta crudeltà sugli animali. A essere finito nel mirino delle autorità tre russi, due donne e un uomo, che hanno diffuso su internet uno scioccante video clip che ritrae un gatto mentre viene rinchiuso in una asciugatrice in funzione. Quindi costringono il povero gatto, di nome Sonya, in asciugatrice dopo poco essere stato lavato. Una delle donne, Alyona Ershova nel video spiega di mettere il gatto in un "ciclo di sei minuti". Dopo il primo ciclo, lo hanno tirato fuori ridendo, e dopo pochi minuti lo hanno rimesso in asciugatrice per un secondo ciclo. Dopo aver recuperato il gatto per la seconda volta, il povero animale è così disorientato che inizia a camminare in piccoli cerchi, completamente stordito. Sonya ora è stata posta in un rifugio ed è in attesa di essere collocata in una nuova casa. Per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, inorridito al pensiero che altri bipedi crudeli hanno maltrattato il loro amico a quattrozampe, ancora una volta i social network vengono utilizzati per queste crudeltà verso gli animali che generano atteggiamenti emulativi. Ecco perchè i gestori della rete devono essere pronti a bloccare questo tipo di comportamenti.

Allarme pullmans. EvoBus richiama autobus a rischio incendio

Allarme pullmans. EvoBus richiama autobus a rischio incendio. Rapex segnala difetto su modelli Citaro, Conecto, Intouro, Tourino. Trasporti in tilt? La EvoBus è stata segnalata per un grave problema tecnico che potrebbe potenzialmente creare 'situazioni di guida non sicure'. L'avviso è inserito nel bollettino del 19 settembre del Rapex - Rapid Alert System for non-food dangerous products, il sistema di segnalazioni istituito dalla Commissione Europea. Il richiamo che sta per essere attuato da EvoBus riguarda i tipi 628 02, 628 03, 628 04, 628 21, 628 B01, 633 01, 444 02 dei modelli Citaro, Conecto, Intouro, Tourino costruiti tra marzo 2010 e aprile di quest'anno e, come si legge alla segnalazione 'A12/1426/14', si riferisce a " perdita di carburante dal tubo collegato con quello di ritorno del carburante che può subire perdite. Il rischio potrebbe essere quello di vedere andare in fumo l’intero pulmans a causa di un incendio che potrebbe svilupparsi a causa della fuoriuscita di carburante sulla strada''. E il bollettino Rapex conclude sinteticamente ''non si possono escludere condizioni di guida non sicure''. In Italia, in particolare negli ultimi due anni, sono stati segnalati incendi di autobus che trasportavano passeggeri, anche se non è dato sapere se riguardano la EvoBus. Il caso più eclatante è quello del pulman che ha preso fuoco di botto all'interno della galleria Tremonzelli in Sicilia. Al suo interno 23 studenti del liceo linguistico musicale di Modica. Solo l'insegnante e' rimasto intossicato. Per motivi da accertare all'improvviso si sono sprigionate le fiamme dal vano motore, proprio all'interno della galleria. È necessario, quindi, spiega Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, come in questo caso, poichè il rischio potrebbe essere quello di vedere andare in fumo l’intero pulman a causa di un incendio che potrebbe svilupparsi, prestare la massima attenzione e rivolgersi alle autofficine autorizzate o ai concessionari EvoBus nel caso in cui il proprio veicolo corrisponda al modello in questione.

sabato 20 settembre 2014

Campagna Anti-Pornornografia. Cina blocca 1,8 milioni account di utenti sulla rete

Campagna Anti-Pornornografia. Cina blocca 1,8 milioni account di utenti sulla rete La Cina ha bloccato i social network e i servizi di informazione on-line che diffondevano materiale pornografico e osceno. Secondo un comunicato diffuso oggi dall'agenzia di stato Xinhua dal mese di aprile, le aziende cinesi di Internet, come Tencent e Sina hanno bloccato 1,8 milioni di profili. L' organismo addetto alla censura ha quindi bloccato i profili del servizio di messaggistica istantanea QQ, lo smartphone app WeChat e microblogging Weibo. Colpiti sono stati anche i servizi di chat di motori di ricerca come Alibaba e Baidu, e il provider di telefonia China Mobile. Solo WeChat ha avuto lo scorso anno 272 milioni di utenti attivi, di cui oltre un terzo vive all'estero. I media di Stato sono a favore della campagna anti-pornografia, che aveva annunciato nel mese di aprile l'Ufficio per le Operazioni Speciali di Repressione del Porno online e del Materiale Osceno. Molti utenti in Cina, tuttavia, sostengono che in realtà si nasconde una forma di rete di censura dietro tali campagne. Inoltre da segnalare che tra i siti vietati ci sono quelli degli esuli tibetani critici della Cina e quelli delle principali organizzazioni umanitarie internazionali, tra cui Amnesty International. La Cina, osserva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, è il Paese con il maggior numero di utenti di Internet del mondo. Alla fine dell'anno scorso è stato calcolato che i navigatori della rete sono circa 300 milioni, in gran parte giovani.

Nuova viabilità all'interno dell'Asl di Lecce sede anche della Guardia Medica. I cittadini insorgono per il dedalo di viuzze che é un labirinto

Nuova viabilità all'interno dell'Asl di Lecce sede anche della Guardia Medica. I cittadini insorgono per il dedalo di viuzze che é un labirinto Da qualche tempo sono giunte segnalazioni allo "Sportello dei Diritti" in merito alla nuova viabilità all'interno dell'ex Vito Fazzi di Lecce, com'è noto, sede peraltro del Distretto Sanitario di Lecce di alcune importanti strutture dell'Asl aperte all'utenza ed ai numerosi pazienti che quotidianamente l'affollano tra cui la Guardia Medica. Da quando, infatti, si é deciso di vietare l'ingresso alle auto da piazzetta Bottazzi, per i cittadini che hanno difficoltà di deambulazione, e sono tanti, tra quelli che naturalmente hanno bisogno di usufruire dei servizi degli uffici e degli ambulatori, si é aperto un vero e proprio dedalo di viuzze non favorito da adeguata segnaletica che rende difficoltoso l'avvicinamento, solo per fare un esempio, al servizio di Guardia Medica che svolge un fondamentale servizio per l'utenza e che prima era a due passi dal vecchio ingresso veicolare. Ecco perché Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, si rivolge alla Direzione Generale dell'Asl Lecce affinché risolva immediatamente il problema per poter rendere meno "tortuoso" il percorso che devono affrontare pazienti ed ammalati per usufruire dei servizi loro destinati.