martedì 11 novembre 2014
La Germania propone il carcere per chi si dopa.
La Germania propone il carcere per chi si dopa. Leggi ancor più severe per i medici responsabili: fino a 10 anni di galera per chi mette in pericolo la salute altrui
I ministri dell’Interno e della Giustizia tedeschi presenteranno domani un progetto di legge contro il doping che prevede tre anni di carcere per chi fa uso di sostanze proibite. Nel piano si prevedono pene anche per chi possiede sostanze dopanti e non solo per chi ne fa uso.
Legge ancor più severa per i medici responsabili, che rischierebbero fino a 10 anni di galera “per mettere in pericolo la salute di un elevato numero di persone”, una sanzione che sarebbe ulteriormente aggravata in caso di somministrazione di doping a minorenni. Il Consiglio dei Ministri potrebbe convertire in legge il progetto nel primo trimestre del 2015.
Per Giovanni D'Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, la novità rispetto alle altre normative antidoping a livello penale compreso quella italiana che punisce con la reclusione sino a tre anni chi procura, somministra, assume o favorisce l'utilizzo di sostanze dopanti al fine di alterare le prestazioni agonistiche degli atleti o di modificare i risultati dei controlli con specifiche aggravanti, sta proprio nelle punizioni esemplari previste non solo per chi usufruisce delle sostanze, ma soprattutto per i medici che favoriscono tale prassi. Probabilmente è giunta l'ora che anche in Italia si riveda la normativa vigente per un inasprimento delle pene proprio in tali casi.
domenica 9 novembre 2014
Diritto al parto indolore ed epidurale gratis. Il giudice di Pace di Lecce condanna la ASL a restituire le spese sostenute da una giovane mamma
Diritto al parto indolore ed epidurale gratis. Il giudice di Pace di Lecce condanna la ASL a restituire le spese sostenute da una giovane mamma per aver pagato ingiustamente l'epidurale il giorno del parto
Il giudice di Pace di Lecce avvocato Luigi Piro, con la sentenza n. 4357/2014 depositata lo scorso 31 ottobre ha riconosciuto il diritto alla restituzione da parte dell'ASL Lecce delle somme spese per il pagamento del trattamento del parto indolore, noto come "epidurale", ad una giovane mamma che dopo aver diffidato inutilmente l'ente si è vista accogliere la domanda di rimborso.
Nicoletta D'Agata, figlia del presidente dello “Sportello dei Diritti” aveva partorito il 6.11.2011 presso il reparto di Ostetricia e Ginecologia del Vito Fazzi di Lecce ed aveva richiesto di sottoporsi al trattamento per il quale all'epoca dei fatti l'ASL Lecce aveva comunicato che era necessario pagare i medici anestesisti che, sempre secondo l'ente a quell'epoca, consentivano l'effettuazione della procedura solo per il tramite della loro attività libero professionale intra - moenia e perciò a pagamento.
I costi, per il trattamento erano esosissimi, 800 euro circa, ma la cittadina decise comunque di sottoporsi alla terapia e quindi di pagare.
A questo punto, vista la battaglia avviata dall'associazione per la gratuità assoluta della terapia in questione, che per quanto annunciato dal precedente Ministro della Salute sarebbe entrata ufficialmente nell’elenco delle nuove voci inserite nei cosiddetti Lea (livelli essenziali di assistenza) e perciò gratuita e garantita in tutti gli ospedali a partire dal 2013, si era deciso di diffidare l'ASL che, al contrario sosteneva la correttezza del suo operato.
Per la giovane mamma, assistita dall'avvocato Luca Monticchio, non rimaneva che rivolgersi al Giudice di Pace di Lecce per vedersi restituito ciò che indebitamente era stato percepito dall'ente.
Con la decisione in questione, il magistrato onorario, ripercorrendo le tempistiche e rilevando correttamente i regolamenti vigenti all'epoca del parto e della sottoposizione alla terapia antalgica, ha ritenuto sussistente il diritto al rimborso di tutte le spese sostenute dalla giovane ed ha quindi condannato l'ASL alla restituzione di 801,81 euro oltre interessi e alle spese processuali.
sabato 8 novembre 2014
Multe e ZTL del Comune di Lecce. Notificati 56 verbali ad un unico cittadino
Multe a raffica ai varchi della ZTL del Comune di Lecce. Mentre ricorsi predisposti dallo "Sportello dei Diritti" sono stati accolti dai giudice di Pace di Lecce che hanno annullato decine di verbali cumulativamente opposti, continua senza tregua la macchina delle multe dell'ente capoluogo. Segnalati casi cui sono stati notificati fino a 56 verbali ad un unico cittadino.
Non finisce di stupire la macchina da multe costituita dai varchi elettronici nelle Zone a Traffico Limitato.
In particolare a Lecce, l'amministrazione comunale nonostante gli inviti dello “Sportello dei Diritti” a trovare soluzioni alternative per limitare l'accesso nel centro storico ed a sostituire immediatamente l'ingannevole segnaletica che ha finito per costituire una trappola per centinaia di ignari automobilisti, ci vengono segnalati casi limite di chi, per lavoro o per ragioni personali è costretto ad accedere nella parte antica del capoluogo, ignaro di ciò che poco dopo gli sarebbe capitato: decine e decine di verbali per accesso non autorizzato alla ZTL.
Tutto ciò proprio mentre i giudici di Pace di Lecce hanno accolto le doglianze di diversi automobilisti cui era stata recapitata una serie di verbali e che avevano deciso di agire cumulativamente avverso le ordinanze ingiunzioni della Prefettura, i cui organi avevano sorprendentemente rigettato i ricorsi amministrativi contro i verbali ritenuti illegittimi in particolare perchè la cartellonistica non sarebbe conforme ai puntuali dettami del Codice della Strada e del relativo regolamento d'attuazione presentando sul segnale installato all'ingresso fasce adesive posticce di diverso colore rispetto allo sfondo originale che inevitabilmente ingannano i meno accorti e tra essi tanti cittadini disabili costretti a fare ricorso appena arriva la notifica della multa perchè viene sempre eccepita l'impossibilità del ricorso al sistema amministrativo dell'autotutela nell'annullamento delle infrazioni al Codice della Strada.
In particolare, nei giorni scorsi i Giudici di Pace Santoro e Paparella hanno annullato con due sentenze i verbali seriali accogliendo i ricorsi cumulativamente presentati rispettivamente da una società e di un privato cittadino che avevano lamentato, peraltro, come la stessa Prefettura avesse adottato dei provvedimenti di rigetto dei verbali senza verificare la correttezza degli accertamenti effettuati dal Comando di Polizia Municipale di Lecce e senza quindi alcuna prova della legittimità delle contestazioni.
E proprio mentre si sta formando quest'orientamento giurisprudenziale, in data di ieri è giunta la segnalazione presso la sede dell'associazione di una cittadina che ha ricevuto ben 56 verbali per il transito nella ZTL che oltre alla sanzione pecuniaria di € 80,00 per numero 56 multe pari ad € 4.480,00, riportavano peraltro l'esorbitante importo cadauno di € 32,40 e così per un totale di € 1.814,40 solo a titolo di spese di notifica!
Insomma, un'altra eclatante conferma che ci troviamo di fronte ad un vero e proprio businness per il Comune e per chi cura la postarizzazione delle infrazioni, sottolinea Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, per il quale è giunta l'ora di dire basta auspicando un serio intervento della Prefettura che sino ad oggi si è limitata a certificare, nella maggior parte dei casi, la correttezza dell'operato dell'amministrazione comunale che alla luce di quanto segnalato e delle decisioni della locale magistratura onoraria non appare così corretto.
venerdì 7 novembre 2014
Farmaci difettosi. NAS nelle farmacie per il ritiro dal commercio di alcuni lotti di medicine
Farmaci difettosi. NAS nelle farmacie per il ritiro dal commercio di alcuni lotti di medicine: ADVANTAN della ditta Bayer SpA e NAFTAZOLINA spray nasale della ditta Bruschettini Srl
Continua senza sosta l'attività di controllo sulla sicurezza dei farmaci dell’Agenzia Italiana per il Farmaco. Con l’ennesimo allarme l'AIFA ha allertato i Carabinieri del Nas che si sono presentati nei depositi farmaceutici e nelle farmacie di tutta Italia per verificare l'avvenuto ritiro dal mercato dei medicinali:
ADVANTAN della ditta Bayer SpA. Ritiro volontario concernente risultati fuori specifica, relativi al medicinale “ADVANTAN 0,1% emulsione cutanea 50 g", lotti n. 34996A, scad. 11/2016, n.34997A, scad. 11/2016, n. 34998À,scad. 11/2016, AIC n.028159061, della ditta Bayer SpA, sita in Milano, viale Certosa 210.
ADVANTAN specifico in Eczema acuto esogeno (dermatite allergica da contatto, dermatite irritativa da contatto, eczema nummulare, eczema disidrosico, eczema volgare) ed endogeno (dermatite atopica, neurodermite) da lieve a moderato, eczema seborroico gravemente infiammato.
NAFTAZOLINA spray nasale della ditta Bruschettini Srl. Oggetto di ritiro a seguito del sopralluogo ispettivo da parte di ispettori AIFA, vista la deviazione n.1 riportata nel verbale ispettivo relativa alla produzione di medicinali in reparti non autorizzati, considerata la nota della ditta, ai sensi degli artt. 70 e 142 del D. L.vo 219/2006 e per la motivazione sopra evidenziata, disponesi il ritiro del medicinale ”NAFTAZOLINA 0,2% spray nasale", AIC n. 005408036, lotti n. 32 scad. 04/2017 e n. 33 scad. 06/2018, della ditta Bruschettini Srl, sita in Genova, via Isonzo, 6. NAFTAZOLINA è un prodotto rinologico indicato come decongestionante nei processi infiammatori nasali, paranasali e nasofaringei.
In virtù di tali comunicazioni, Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, invita i pazienti a non utilizzare i medicinali in questione riferito ai lotti di cui ai comunicati istituzionali.
Allarme Skoda, richiamati i modelli Fabia II e Roomster. Rapex segnala auto con difetti tecnici del serbatoio del carburante
Allarme Skoda, richiamati i modelli Fabia II e Roomster. Rapex segnala auto con difetti tecnici del serbatoio del carburante
La Skoda è stata segnalata per un problema tecnico che potrebbe potenzialmente creare 'situazioni di guida non sicure'. L'avviso è inserito nel bollettino del 7 novembre del Rapex - Rapid Alert System for non-food dangerous products - il sistema di segnalazioni istituito dalla Commissione Europea. Il richiamo che sta per essere attuato dalla casa automobilistica riguarda i modelli Fabia II e Roomster
costruiti tra il 2011-2015 e, come si legge alla segnalazione " n° 3 - A12/ 1741 /14 ", si riferisce ad " un difetto tecnico per i quali le vibrazioni possono essere trasmesse alla copertura del filtro del carburante a causa delle pulsazioni di pressione nei condotti del carburante. Questo può rompere il coperchio del filtro nella zona del collo della fornitura e causare perdite di carburante.'' E il bollettino Rapex conclude sinteticamente '' questo potrebbe mettere in pericolo altri utenti della strada e pertanto non si possono escludere condizioni di guida non sicure''. L'azienda ha tenuto a precisare che non ci sono stati incidenti,"
Pur non essendoci stati incidenti - segnala Giovanni D'Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”- è consigliabile che i proprietari di questi modelli di auto prestino la massima attenzione e che si rivolgano subito alle autofficine autorizzate o ai Concessionari in Italia nel caso in cui la propria autovettura corrisponda ai lotti in questione.
Allarme Fiat, richiamato il modello 500L. Rapex segnala un problema agli airbag
Allarme Fiat, richiamato il modello 500L. Rapex segnala un problema agli airbag. Anche la casa automobilistica italiana è coinvolta nella bagarre dei richiami delle vetture
Le severe normative del sistema di segnalazioni istituito dalla Commissione Europea sui richiami dei prodotti difettosi coinvolgono anche la casa automobilistica del Lingotto.
La Fiat è stata segnalata per un problema tecnico che potrebbe potenzialmente creare 'situazioni di guida non sicure'. L'avviso è inserito nel bollettino del 7 novembre del Rapex - Rapid Alert System for non-food dangerous products. Il richiamo che sta per essere attuato dalla casa automobilistica riguarda la 500L , i cui numeri di telaio sono compresi tra il 5000021 e il 5176830 e, come si legge alla segnalazione " n° 3 - A17/ 1756 /14 ", si riferisce ai " timori che l’airbag per le ginocchia possa non aprirsi correttamente in caso di incidente."
Rapex conclude sinteticamente '' non si possono escludere condizioni di guida non sicure''. L'azienda ha tenuto a precisare che non ci sono stati incidenti."
Nell’attività a tutela dei consumatori e dei proprietari o possessori di veicoli a motore, lo “Sportello dei Diritti” ancora una volta anticipa in Italia l’avvio di procedure di tal tipo da parte delle multinazionali automobilistiche anche a scopo preventivo, poiché non sempre tutti coloro che possiedono una vettura tra quelle indicate viene tempestivamente informato.
È necessario, quindi, spiega Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, prestare la massima attenzione e rivolgersi alle autofficine autorizzate o ai concessionari della Fiat nel caso in cui la propria autovettura corrisponda ai modelli in questione.
Al singolo proprietario, infatti, non costa nulla tale tipo di verifica e nel caso in cui la propria autovettura sia oggetto del richiamo, l’intervento previsto è a totale carico della casa automobilistica che dovrebbe fornire anche un’autovettura sostitutiva per il periodo necessario alla manutenzione straordinaria.
martedì 4 novembre 2014
Eutanasia in Europa. Aiuto al suicidio nelle case per anziani a Neuchatel in Svizzera.
Eutanasia in Europa. Aiuto al suicidio nelle case per anziani a Neuchatel in Svizzera. Lo ha deciso il Gran consiglio
Nel cantone di Neuchâtel, le case per anziani dovranno accettare che al loro interno sia praticato l'aiuto al suicidio: lo ha deciso il Gran consiglio, che ha accolto stasera con 80 voti contro 16 una modifica legislativa in tal senso.
Per il parlamento, la libertà di scelta degli interessati non potrà essere limitata da regolamenti di altro tipo. Solo le case per anziani non medicalizzate private che non ricevono sovvenzioni saranno autorizzate ad ignorare la nuova normativa.
Il personale curante non sarà però tenuto a intervenire direttamente né ad assistere alla morte del suicida, che dovrà in ogni caso essere capace di discernimento. La struttura dovrà solo mettere a disposizione una camera: spetterà poi a un'associazione di accompagnamento alla morte prendersi carico dell'individuo.
Ancora una decisione che fa discutere e che è presa a pochi chilometri dai nostri confini, rileva Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, facendo presente che sono ormai decine ogni anno i nostri connazionali che attraversano i confini per farsi praticare la "dolce morte".
Iscriviti a:
Post (Atom)