sabato 18 luglio 2015
Allarme mutilazioni. 50 ragazze in viaggio dalla Gran Bretagna verso Somalia
Allarme mutilazioni. 50 ragazze in viaggio dalla Gran Bretagna verso Somalia
Scotland Yard ha aperto un'indagine sulla partenza dalla Gran Bretagna di "almeno 50 ragazze" di origine somala tra 11 e 17 anni, che si teme siano state portate in Somalia per subire mutilazioni genitali. Il caso, è stato denunciato da Lady Tonge, esponente alla Camera dei Lord. Reduce con la deputata laburista Holly Lynch da una conferenza ad Addis Abeba, la baronessa ha detto di averle viste in aeroporto, in transito dalla capitale etiopica verso Mogadiscio: "erano con le madri e una torma di nonne".. Le mutilazioni genitali femminili (MGF) sono un fenomeno vasto e complesso,che include pratiche tradizionali che vanno dall'incisione all'asportazione, parziale o totale, dei genitali femminili esterni. Bambine, ragazze e donne che le subiscono devono fare i conti con rischi gravi e irreversibili per la loro salute, oltre a pesanti conseguenze psicologiche. Si stima che in nel mondo il numero di donne che convivono con una mutilazione genitale siano circa 125 milioni. Dati gli attuali trend demografici, possiamo calcolare che ogni anno circa tre milioni di bambine sotto i 15 anni si aggiungano a queste statistiche. Gran parte delle ragazze e delle donne che subiscono queste pratiche si trovano in 29 Paesi africani, mentre una quota decisamente minore vive in paesi a predominanza islamica dell'Asia. In alcuni Stati del Corno d'Africa (Gibuti, Somalia, Eritrea) ma anche in Egitto e Guinea l'incidenza del fenomeno rimane altissima, toccando il 90% della popolazione femminile. In molti altri, invece, le mutilazioni riguardano una minoranza - fino ad arrivare a quote dell'1-4% in paesi come Ghana, Togo, Zambia, Uganda, Camerun e Niger.Si registrano casi di MGF anche in Europa, Australia, Canada e negli Stati Uniti, soprattutto fra gli immigrati provenienti dall'Africa e dall'Asia sud-occidentale: si tratta di episodi che avvengono nella più totale illegalità, e che quindi sono difficili da censire statisticamente. In Italia, contro le pratiche di mutilazione genitale femminile è attivo il Numero Verde Gratuito 800 300 558 del Dipartimento per le Pari Opportunità. La situazione numerica in Italia, secondo lo l'Istituto Piepoli, leader nel campo delle ricerche di marketing e di opinione, osserva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, è la seguente: Numero degli stranieri regolarmente soggiornanti in Italia: i dati ufficiali risalgono al 2008 e ci parlano di 3.400.000 individui; oggi, a livello di metà del 2009 e considerando anche gli irregolari (*) si può dire che gli stranieri soggiornanti in Italia siano complessivamente almeno circa 4 milioni. – I provenienti dai paesi africani sono circa 1 milione, di cui circa 350 mila donne. – Tenuto conto delle informazioni di contesto raccolte si è deciso di assumere come target per la costruzione della stime le donne regolarmente presenti in Italia e provenienti dai 26 Paesi africani in cui le MGF costituiscono una pratica culturale e tribale diffusa. – Le donne provenienti dai paesi africani che abbiamo definito a “tradizione escissoria” sono circa 110 mila. – Le donne di età inferiore ai 17 anni, potenziali vittime attuali o future del fenomeno sono circa 4.600. Considerando le circa 4.600 bambine e giovani di meno di 17 anni provenienti dai Paesi che abbiamo indicato come target di riferimento, le vittime potenziali di questa pratica oggi sono circa il 22%: il che significa che le possibili vittime nei prossimi anni di questa pratica tra le bambine e giovani africane residenti in Italia sono circa 1.000. Una pratica che ha origini pre-cristiane, pre-ebraiche e pre-islamiche .
martedì 14 luglio 2015
Educare con violenza è reato.
Educare con violenza è reato. Condannato per maltrattamenti in famiglia il padre che picchiava e denigrava i figli seppur a scopo "educativo"
Risponde del reato di "Maltrattamenti in famiglia" stabilito dall'articolo 572 del codice penale il genitore che dà botte e denigra il figlio anche se con finalità "educative". A stabilirlo la Corte di Cassazione con la sentenza n. 30436/15, depositata in data di ieri 13 luglio che per Giovanni D'Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, costituisce un vero e proprio monito a quei genitori che utilizzano comportamenti violenti nei confronti dei propri figli pur mascherandoli con intenti educativi.
La sesta sezione penale della Suprema Corte ha infatti rigettato il ricorso di un padre, condannato dalla Corte d'appello di Trieste a un anno e otto mesi di carcere per aver maltrattato il proprio figlio minore e avergli provocato lesioni personali.
Per l'uomo, la decisione della corte territoriale non aveva valutato correttamente la credibilità del teste e le sue accuse ed era arrivato a concludere che le proprie condotte - quali abituali maltrattamenti, umiliazioni e continui rimproveri - avevano una funzione pedagogica, cioè erano dei mezzi finalizzati esclusivamente a uno scopo educativo.
Gli ermellini nel respingere tali doglianze ha al contrario statuito il principio che l'uso abituale di violenza a scopi educativi concretizza il reato di maltrattamenti in famiglia. Per il Collegio, infatti, nel concetto di maltrattamenti rientrano non solo comportamenti violenti, ma anche «abituali espressioni offensive e degradanti» ai danni del minore.
I Giudici di Piazza Cavour chiariscono, infatti, che «il termine correzione va assunto come sinonimo di educazione e non può ritenersi tale l'uso abituale della violenza a scopi educativi, sia per il primato che l'ordinamento attribuisce alla dignità delle persone, anche del minore, ormai soggetto titolare di specifici diritti e non più, come in passato, semplice oggetto di protezione, sia perché non può perseguirsi quale meta educativa lo sviluppo armonico della personalità usando un mezzo violento che tale fine contraddice».
Quindi, l'abuso di mezzi di correzione violenti integra gli estremi del reato di maltrattamenti in famiglia e non rientra nella fattispecie prevista dall'articolo 571 c.p., «neppure ove sostenuto da animus corrigendi, poiché l'intenzione soggettiva non è idonea a far rientrare nella fattispecie meno grave una condotta oggettiva di abituali maltrattamenti, consistenti, come nel caso di specie, in continue umiliazioni, rimproveri anche per futili motivi, offese e minacce, violenze fisiche».
Il Comune risponde dei danni subiti dal commerciante che si vede la strada d'accesso chiusa a causa di una voragine
Il Comune risponde dei danni subiti dal commerciante che si vede la strada d'accesso chiusa a causa di una voragine. L'amministrazione è responsabile oggettivamente dei danni in qualità di custode se non usa la normale diligenza
Guai per il Comune che è obbligato a risarcire il commerciante che, a causa di una voragine apertasi davanti alla propria attività, per tutto il periodo di manutenzione del manto stradale, si è visto chiudere al traffico la strada antistante.
E' un'interessante sentenza della Corte di Cassazione, la 14635 del 14 luglio 2015 a precisarlo nel convalidare la sentenza dei giudici di merito che avevano accordato un risarcimento di 75mila euro in capo ad un esercente e che per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” costituisce un valido precedente per tutti quei negozianti che per il comportamento contrario a diligenza dei propri comuni si trovano costretti a veder limitata o addirittura azzerata la propria attività.
Nel caso di specie, però l'ente locale non aveva gettato la spugna neanche dopo la condanna ed aveva comunque deciso di proporre ricorso per Cassazione alla decisione di merito che, al contrario secondo la terza sezione civile della Suprema Corte aveva centrato nel segno in quanto «chiara è la responsabilità oggettiva del Comune perché dalla relazione della consulenza tecnica emerge con evidenza che l'evento era prevedibile e prevenibile e che il Comune era da sempre al corrente della situazione del sottosuolo e dei rischi collegati e non ha mai posto in essere le cautele necessarie finalizzate a rafforzare il manto stradale». La condotta dell'amministrazione comunale è quindi ascrivibile ai principi statuiti nell'art. 2051 del codice civile. Per accertarla proprio i giudici di merito hanno richiesto un'indagine conoscitiva. In effetti la strada in questione è non solo una strada comunale ma posta in pieno centro abitato, questo è «indice della possibilità di vigilanza e controllo costante da parte del Comune».
Sulla scia di numerosi precedenti, ricordano gli ermellini, che il Comune è custode delle strade e del sottosuolo e tale custodia non è, nel caso specifico, stata esercitata in maniera diligente. Esiste sicuramente un rapporto di causa-effetto per quanto accaduto visto che la chiusura della strada è stata determinata «direttamente dal collasso del manto stradale e dalla voragine che si era verificata». Quindi, i danni per l'attività commerciale sono non “lamentati” ma “diretti” e determinati dalla difficoltà della clientela di raggiungere il negozio dopo l'evento.
Salmonelle negli anacardi.
Salmonelle negli anacardi. Lo segnala oggi l'Ufficio federale della sicurezza alimentare americano
L'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (FDA) ha lanciato un'allerta alimentare. In migliaia di chili di anacardi prima del consumo sono state trovate tracce di salmonella. I lotti so stati immessi in commercio tra il 18 febbraio e il 20 marzo di quest'anno e possono essere contaminati microbiologicamente e per questo motivo il produttore li ha ritirati, non potendo essere esclusi rischi per la salute. La segnalazione è stata diffusa anche attraverso il sistema di allerta europeo e sul sito governativo statunitense: http://www.fda.gov/Safety/Recalls/ucm454504.htm.
I batteri appartenenti a questo genere sono responsabili della “salmonellosi”, una delle più frequenti malattie a trasmissione alimentare.Salmonella spp. ha come habitat il tratto intestinale dell’uomo e degli animali e la sua presenza nell’ambiente è conseguente a contaminazione fecale. Si distinguono salmonelle adattate all’ospite, responsabili di tifo e paratifo nell’uomo, diffuse nei paesi in via di sviluppo, e salmonelle non ospite-specifiche che possono infettare l’uomo e gli animali e rappresentano un frequente agente di tossinfezione alimentare nei paesi industrializzati. L’infezione si trasmette principalmente per via oro-fecale. In Europa la principale via di contaminazione dell’uomo è rappresentata dal consumo di alimenti contaminati: in particolare carne di pollo, tacchino e maiale, molluschi bivalvi, semi germogliati pronti al consumo, uova e ovoprodotti, prodotti lattiero-caseari a base di latte crudo, frutta e verdura crude. Gli animali domestici quali cani, gatti, uccelli, roditori e rettili (iguane e tartarughe d’acqua) possono rappresentare, seppur raramente, una fonte di infezione per l’uomo. Sintomi. Possono variare dai semplici disturbi del tratto gastro-intestinale ( dolori addominali, nausea, vomito, diarrea, febbre) fino a forme cliniche più gravi (batteriemie e infezioni extra intestinali) soprattutto nei bambini, anziani e nei soggetti immunodepressi. I sintomi della malattia si manifestano comunemente tra le 12 e le 36 ore dall’ingestione degli alimenti contaminati e si protraggono per 4-7 giorni. Solitamente la malattia ha un decorso benigno e autolimitante. Sebbene il numero totale di infezioni sostenute dal genere Salmonella abbia subito un decremento nel corso degli ultimi anni, sia in Europa che in Italia, essa continua a rimanere l’agente di malattia trasmessa da alimenti più frequentemente isolato. In Europa, nel 2010 il numero totale di casi confermati di salmonellosi è risultato pari a 99,020 (21,5 casi su 100.000 abitanti), diminuiti dell’8,8% rispetto al 2009, mentre nel nostro Paese è stato di 2,730 (4,5 casi su 100.000 abitanti).
Al fine di prevenire la trasmissione dell’infezione sono qui di seguito elencati alcuni accorgimenti utili da seguire durante la preparazione degli alimenti:
•PULIZIA: lavare le mani con sapone e acqua calda prima di manipolare gli alimenti; lavare tutte le superfici di lavoro e i materiali che entrano in contatto con gli alimenti, sopratutto se vengono utilizzati prima per alimenti da consumarsi cotti e poi per alimenti da consumarsi crudi;
•MATERIE PRIME: lavare bene frutta e verdura soprattutto se consumati crudi.
•SEPARARE ALIMENTI CRUDI E COTTI: in particolare le carne, il pollame e il pesce crudo dagli altri alimenti. Non riutilizzare per altri alimenti, se non dopo lavaggio accurato, coltelli e taglieri utilizzati per alimenti crudi, se non dopo lavaggio accurato. Conservare gli alimenti in recipienti chiusi per evitare ogni contatto tra alimenti crudi e alimenti pronti al consumo.
•CUOCERE BENE: in particolare per le categorie di soggetti “a rischio” quali bambini, anziani e persone immunodepresse si consiglia di cuocere bene la carne, il pollame, il pesce e le uova.. Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” rilanciando l'allerta riportata dalla FDA consiglia alle persone che hanno consumato gli anacardi di consultare il medico di famiglia qualora si presentassero questi sintomi. Invita i consumatori di astenersi dall’acquisto del lotto di anacardi interessati invitando chi lo avesse già effettuato a non utilizzare il prodotto. La nostra associazione, quindi, dato anche il risalto che ha avuto questa notizia al di là dell'Oceano, ritiene utile informare anche i nostri connazionali che si trovano all'estero e che non potrebbero essere messi a conoscenza in virtù della circostanza che l'allerta è indicata in lingua inglese. L’altra cosa da ribadire è che gli anacardi non coinvolti si possono mangiare con serenità.
L'acqua potabile va consumata con parsimonia.
L'acqua potabile va consumata con parsimonia. Il grande caldo degli ultimi giorni ha portato il consumo alle stelle e alcuni comuni italiani sono corsi ai ripari
A causa del gran caldo, il consumo di acqua potabile è schizzato alle stelle e se non ci saranno nuove precipitazioni i problemi di erogazione potrebbero interessare diversi comuni italiani. Per il momento da Nord a Sud, solo Bassano, Brescia, Grosseto, Grottaferrata, Locri, Orvieto e la zona della Valle del Luio hanno dovuto chiedere ai propri concittadini di aprire i rubinetti con parsimonia. Per tutto il mese di luglio e fino alla fine di agosto, è vietato l'utilizzo dell'acqua prelevata dagli acquedotti comunali per l'innaffiamento di orti e giardini, il riempimento di piscine ad uso privato, il lavaggio di automezzi e di spazi esterni e per ogni altro uso estraneo alle norme del contratto di erogazione per le forniture ad uso domestico. Si vuole far capire alla gente che certi sprechi si possono evitare., I sindaci hanno deciso di razionare il prelievo dell'acqua, a causa del gran caldo che potrebbe determinare un aumento dei consumi d'acqua tale da provocare la progressiva riduzione della portata delle fonti di approvvigionamento idrico. Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, ricorda che l'acqua è una risorsa comune e non illimitata e va usata con parsimonia evitando inutili sprechi.
USA: maxi richiamo per allerta epidemia da salmonella collegata al pollo farcito congelato
USA: maxi richiamo per allerta epidemia da salmonella collegata al pollo farcito congelato. Richiamo per 1,7 milioni di sterline. Lo segnala oggi l'Ufficio americano della sicurezza alimentare che raccomanda alla popolazione di non mangiarlo
La USDA, il Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti d'America e l'Ufficio federale della sicurezza alimentare statunitense, hanno lanciato un'allerta alimentare. Un'azienda alimentare con sede a Maine sta richiamando 1.707.494 libbre di pollo, temendo che potrebbe essere contaminato da salmonella trovata prima del consumo che può essere al centro di una recente epidemia che si estende in diversi stati. L'epidemia, che si è manifestata tra aprile e giugno, secondo i centri per il controllo e la prevenzione delle malattie, ha contagiato almeno 13 persone. Il batterio al centro del focolaio è la variante Salmonella Enteritidis. Confermati casi in Wisconsin e Minnesota. Secondo il U.S. Department of Agriculture’s Food Safety and Inspection Service, la maggior parte delle vittime ha riferito di avere mangiato pollo congelato farcito con broccoli e formaggio, asparagi e formaggio, prosciutto e formaggio, prodotto fra il 17 febbraio 2015 e il 20 maggio 2015, nella settimana prima che si ammalassero. Non si ha notizia di decessi, ma l'epidemia è stata dichiarata preoccupante ed almeno 10 persone sono state ricoverate in ospedale. La sfida è particolarmente difficile a causa della grande dispersione geografica dei casi. La Food and Drug Administration che sta effettuando rigorosi controlli con il fine di risalire alla fonte comune del pollo che ha scatenato l'epidemia, ha dichiarato in un comunicato stampa che si tratta di un " intenso e faticoso lavoro, che richiede la raccolta, la revisione e l'analisi di centinaia e a volte migliaia di fatture e documenti di trasporto," il che significa che ci vorrebbe più tempo prima che l'agenzia scopra la partita di pollo che sta facendo ammalare le persone. In conclusione la FDA ha inoltre specificato che c'è il concreto rischio che il prodotto è stato commercializzato in catene di supermercati o ristoranti, e non solo, e pertanto la FDA invierà un allerta alimentare avvisando la gente di non mangiarlo. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, è elevato il rischio che si diffonda anche in Europa, dove in alcuni aereoporti e dogane portuali è scattato il codice rosso.
La salmonella è l’agente batterico più comunemente isolato in caso di infezioni trasmesse da alimenti, sia sporadiche che epidemiche. È stata segnalata per la prima volta nel 1886, in un caso di peste suina, dal medico americano Daniel Elmer Salmon. La salmonella è presente in natura con più di 2000 varianti (i cosiddetti sierotipi) ma i ceppi più frequentemente diffusi nell’uomo e nelle specie animali, in particolare in quelle allevate per la catena alimentare, sono S. enteritidis e S. typhimurium. Le infezioni provocate da salmonella si distinguono in forme tifoidee (S. typhi e S. paratyphi, responsabili della febbre tifoide e delle febbri enteriche in genere), in cui l’uomo rappresenta l’unico serbatoio del microrganismo, e forme non tifoidee, causate dalle cosiddette salmonelle minori (come S. typhimurium e la S. enteritidis), responsabili di forme cliniche a prevalente manifestazione gastroenterica.
Le salmonelle non tifoidee, responsabili di oltre il 50% del totale delle infezioni gastrointestinali, sono una delle cause più frequenti di tossinfezioni alimentari nel mondo industrializzato. Le infezioni da Salmonella spp. possono verificarsi nell’uomo e negli animali domestici e da cortile (polli, maiali, bovini, roditori, cani, gatti, pulcini) e selvatici, compresi i rettili domestici (iguane e tartarughe d’acqua). I principali serbatoi dell’infezione sono rappresentati dagli animali e i loro derivati (come carne, uova e latte consumati crudi o non pastorizzati) e l’ambiente (acque non potabili) rappresentano i veicoli di infezione.
Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” rilanciando l'allerta riportata dal portale del governo statunitense, invita i consumatori a prestare la massima attenzione ed a evitare di mangiare pollo congelato farcito indicato nell'allerta. L’altra cosa da ribadire è che il pollo farcito non coinvolto si può mangiare con serenità.
lunedì 13 luglio 2015
Annuncio shock: figlio di 3 anni in vendita su internet.
Annuncio shock: figlio di 3 anni in vendita su internet. A postare l'annuncio un immigrato del Kazakistan. "Voleva comprare una casa in Russia"
"Comprate mio figlio". Un immigrato kazako ha cercato di vendere on-line suo figlio per comprare una casa in Russia. L'annuncio shock riguarda un bambino di tre anni soltanto. Annuncio visto da decine di persone che hanno chiamato la polizia e i servizi sociali. L’annuncio chiaro e senza sfumature ironiche dal Kazakistan, uno stato della ex Repubblica Sovietica in Asia centrale, dimostrava l’intento di quest'uomo di 24 anni, residente nella regione di Lipetsk (500 km a sud-est di Mosca), di mettere in vendita un bambino di 3 di tre anni per 1,5 milioni di rubli (23.800 euro). L'uomo è stato immediatamente rintracciato ed arrestato dai poliziotti che si erano presentati come potenziali acquirenti, e il bambino di 3 anni messo in vendita, è stato dato in affidamento temporaneo. L'uomo, tuttavia, ha tentato di spiegare l'accaduto: " Pensavo di trovare buoni genitori per mio figlio. Pensavo di comprare una casa in Russia con i soldi guadagnati con la vendita di mio figlio". Il giovane, ora rischia dieci anni in prigione. Per Giovanni D'Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, una storia senza dubbio al limite del reale, il cui unico lato positivo sembra essere l’assenza di un epilogo ancor più triste. Simili fatti dovrebbero farci riflettere perché la povertà può portare anche ad un annuncio tanto assurdo da rischiare di passare inosservato. Inoltre anche questa notizia di cronaca dovrebbe però farci riflettere sul fatto che la vita dei bambini è sacra fin dal concepimento.
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