mercoledì 19 agosto 2015
Multe ai commercianti del centro storico di Lecce per i bidoncini della spazzatura lasciati sulla strada.
Multe ai commercianti del centro storico di Lecce per i bidoncini della spazzatura lasciati sulla strada. Esercenti ingiustamente vessati perchè per due giorni non sarebbe stata fatta la raccolta dalla ditta appaltatrice. Il Comando di Polizia Municipale annulli i verbali elevati senza accertare i motivi del deposito dei rifiuti sulla pubblica via
Altre che toni trionfalistici del Comandante della Polizia Municipale di Lecce dopo aver colpito alcuni commercianti del centro storico "rei" di aver lasciato in strada i bidoncini dei rifiuti dei propri esercizi. Perchè, le multe sarebbero state giuste se l'esercenti avessero incautamente e colpevolmente abbandonato l'immondizia sulla pubblica via ma così non è stato. Preventivamente la Municipale poteva ben accertare che per due giorni, probabilmente a causa del ponte di Ferragosto, la raccolta non sarebbe stata effettuata tra i vicoli individuati e avrebbe obbligato gli esercenti, per questioni meramente igieniche e di agibilità all'interno dei propri locali, di porre fuori dagli stessi l'immondizia accumulata nei due giorni di pienone da poco trascorsi. Per tali ragioni, abbiamo notizie che un commerciante, si sarebbe rivolto agli uffici competenti per lamentare quanto accaduto senza ottenere alcuna risposta esaustiva e quindi ha segnalato anche allo “Sportello dei Diritti” quanto realmente accaduto. Alla luce di tanto, quindi, Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, rivolge un appello al Comandante della Polizia locale, affinchè annulli i verbali in questione che appaiono oltremodo ingiusti ed illegittimi, chiedendo per il futuro di verificare preventivamente a fondo le motivazioni che portano gli utenti del centro storico a comportamenti che certamente non vorrebbero porre in essere, perchè la bellezza ed il decoro della città, è interesse e nel cuore di tutti e figuriamoci di chi ne trae vantaggio economico.
martedì 18 agosto 2015
Dalla Svizzera un nuovo allarme sui pericoli della rete oscura. Giovani, spesso minorenni, fanno affari nel web comprando armi per poi rivenderle
Dalla Svizzera un nuovo allarme sui pericoli della rete oscura. Giovani, spesso minorenni, fanno affari nel web comprando armi per poi rivenderle. Lo "Sportello dei Diritti": non si può più far finta di nulla. Si blocchi la cosiddetta darknet
Non é accaduto lontano dai nostri confini. Due giovani del Canton Ticino hanno rivelato di aver comprato armi nel cosiddetto deep web, o rete oscura che dir si voglia - un'area grigia di internet dove sarebbe possibile fare ogni acquisto illegale - per poi rivenderle a ricchi collezionisti dell'est e guadagnando, a loro detta, migliaia di franchi svizzeri. I due ragazzi di Lugano, ancora minorenni, intervistati nel loro paese hanno raccontato il loro singolare business. Il campo d'azione, come detto è
il deep web o darknet, chiamato anche internet parallelo. Uno spazio in rete non accessibile tramite i sistemi classici e che sfugge, spesso, al controllo delle autorità e di cui più volte ne ha parlato lo "Sportello dei Diritti" segnalandone i pericoli. La nuova, anche se non é poi così recente, frontiera dell'illegalità, non é solo un sistema per fare "shopping" di armi. Ma anche materiale pedopornografico, veleni, droga, farmaci proibiti. Tutto quanto di illegale esiste, lo si può trovare sul deep web. Accedere al deep web non è particolarmente complicato. Si scarica il browser noto come tor e grazie a questo si può accedere a una rete parallela, non reperibile direttamente tramite Google. In sintesi chi conduce affari loschi ha il vantaggio di non essere direttamente rintracciabile dalla polizia. Ma il rischio di incappare in un'inchiesta internazionale c'è sempre. Ed è per questo che gli informatici sconsigliano a tutti di entrare da quella porta. Non bisogna aprirla, nemmeno per curiosità. Altrimenti c'è il serio rischio di avere problemi serissimi con le autorità. In Svizzera, per esempio, è la polizia federale a occuparsi della tematica. La portavoce dell'autorità, Myriam Stucki, sottolinea di non essere in possesso di cifre, ma ha fatto notare di essere a conoscenza di varie piattaforme in cui si commerciano prodotti illegali. Si va dalle droghe alle armi, ma è anche possibile acquistare documenti falsi. Mentre rileva di non avere strumenti specifici per stabilire se gli utenti del deep web siano minorenni o meno. D'altro canto però é evidente che questo genere di tecnologie attira molto i giovanissimi. L'assenza di numeri certi e la complessità del fenomeno, certamente in crescita, perché in crescita é lo sviluppo della rete, la velocità di connessione ed il numero di utenti in tutto il mondo, per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”,, comportano da una parte la necessità di un incremento dei controlli da parte delle forze di polizia, in particolare di quelle postali, su base internazionale perché la rete non ha confini, ma dall'altra che tocca ai media, ma anche alle famiglie e agli educatori il compito fondamentale per quanto riguarda l'informazione e la prevenzione in materia.
Nuovo studio dal Regno Unito. L'aspirina aiuta a prevenire il cancro al colon nelle persone in sovrappeso
Nuovo studio dal Regno Unito. L'aspirina aiuta a prevenire il cancro al colon nelle persone in sovrappeso. Secondo la ricerca, il rischio di sviluppare il tumore può essere neutralizzato con un aspirina presa regolarmente
Un gruppo di scienziati britannici dell'Università di Leeds e Newcastle é riuscita a dimostrare attraverso uno studio, pubblicato ieri, che dimostra che prendere un'aspirina al giorno può aiutare i pazienti in sovrappeso ad impedire lo sviluppo di tumore del colon. L'indagine scientifica ha rivelato che i pazienti in sovrappeso con sindrome di Lynch, una mutazione genetica ereditaria, hanno due volte le probabilità di sviluppare il tumore del colon rispetto a chi non la avrebbe. Questa sindrome colpisce i geni che codificano la rilevazione problemi e ripristinano il DNA danneggiato, attraverso la produzione di proteine che identificano e correggono gli squilibri, e circa la metà delle persone che soffrono di questa svilupperanno un tumore maligno.I risultati della nuova ricerca, sviluppato su dati temporali di oltre dieci anni, hanno mostrato che il rischio di sviluppare il cancro può essere invertito prendendo una dose regolare di aspirina.Lo studio internazionale, pubblicato sul Journal of Clinical Oncology, ha raccolto i dati provenienti da 43 centri sparsi in 16 paesi nel mondo in seguito ai progressi manifestati da circa 1.000 pazienti che hanno sofferto dalla sindrome.Jhon Burn, ricercatore di genetica clinica dell'Università di Newcastle, ha detto che si tratta di "un importante passo avanti per le persone che soffrivano della sindrome", ma "anche per tutti gli altri"."Molte persone hanno problemi con il loro peso, e questi risultati suggeriscono che il rischio supplementare di cancro può essere neutralizzato," ha detto lo scienziato.Da parte sua, lo scienziato John Mathers, un esperto in nutrizione umana presso la stessa università, ha sostenuto un principio che, rileva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”,, andiamo ripetendo da sempre: ossia che la lezione per tutti é quella che dovremmo "mantenere un peso equilibrato" e per quelli con obesità "era l'opzione migliore per perdere peso"."Per molti pazienti tuttavia, la perdita di peso può essere molto difficile, quindi una semplice aspirina potrebbe aiutare questa categoria," ha sottolineato il ricercatore.La ricerca è stata monitorata dalla Fondazione degli ospedali di Newcastle, dipendenti dal servizio sanitario nazionale britannico e finanziata dal Consiglio del medical research del Regno Unito, dal Research Center Cancer Research UK, dall'Unione europea e dalla casa farmaceutica Bayern Pharma.
Il coraggio di Ciera Swaringen: i bulli la chiamano "cane a chiazze" e lei risponde “Sono fiera di essere così diversa”.
Il coraggio di Ciera Swaringen: i bulli la chiamano "cane a chiazze" e lei risponde “Sono fiera di essere così diversa”. La 19enne americana Ciera Swaringen ha deciso di lasciarsi i prepotenti alle spalle e mostrarsi orgogliosamente su Facebook.
Da vittima del bullismo a paladina della lotta contro i pregiudizi. E' la storia di un'adolescente 19enne americana Ciera Swaringen, che a causa dei nei che ricoprono quasi interamente il suo corpo, ha subìto per anni prese in giro molto violente per via del suo aspetto e gli insulti dei bulli che la chiamavano “cane a chiazze”. Un’adolescenza difficile che la giovane ha però ormai deciso di lasciarsi alle spalle. Dopo un lungo processo di autoaccettazione, infatti, Ciera va adesso fiera del proprio aspetto e le foto che la ritraggono sorridente su Facebook lo dimostrano.Ciera, di Rockwell in North Carolina, è affetta dalla nascita da nevo melanotico congenito gigante, una condizione che la porta a essere ricoperta da centinaia di nei su quasi tutto il corpo, il più grande dei quali è costituito da una macchia che va dalla pancia alle cosce. Benché la madre abbia sempre definito queste macchie dei “baci d’angelo”, la realtà per Ciera fuori di casa è sempre stata molto dura, specialmente al di fuori del piccolo paesino dove è cresciuta e dove tutti erano abituati al suo aspetto. I più cattivi sono di solito i suoi coetanei maschi: “Sono i primi a fare commenti quando mi vedono,spiega Ciera. Dicono cose come ‘Sembri sporca, vai a lavarti’”.Quel periodo, però, appartiene oramai al passato. “Con il tempo ho imparato a scrollarmi di dosso i commenti negativi e a tenere a mente che la maggior parte delle persone mi fissano e dicono cose crudeli perché non sono abituate a vedere qualcuno con la mia condizione”, commenta la giovane. “Alla fine tutti noi abbiamo qualcosa d’inusuale, che sia all’interno o all’esterno”, aggiunge. Questa “fierezza” per la sua diversità traspare ormai dalle immagini che posta orgogliosamente su Facebook. : “Dovremmo tutti sentirci belli nella nostra pelle”, conclude. Per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, molti sarebbero rimasti segnati per sempre da reazioni tanto violente ma Ciera ha deciso di lottare. E lo ha fatto, dimostrando il coraggio di chi ha voluto cancellare la disperazione a cui era stata portata dal bullismo, decidendo di affrontare il dolore e di raccontare il suo incubo durato anni, rompendo il silenzio, che circonda tante vittime di bullismo, in particolare sui social, in cui la ragazza racconta tutto quello che ha dovuto affrontare in questi anni, dai problemi fisici che la sua malattia comporta al disagio psicologico di essere costantemente giudicata per il suo aspetto fisico. Non c’è da vergognarsi della propria fragilità fisica, di non avere muscoli... e si deve, nel contempo, intervenire sui «bulli», mettendo in evidenza, quello che dà fastidio loro, la vigliaccheria.
Allerta in Europa per i formaggi di pecora francese contaminati da Listeria Monocytogenes, Salmonella ed E. coli
Allerta in Europa per i formaggi di pecora francese contaminati da Listeria Monocytogenes, Salmonella ed E. coli. Lo segnala oggi l'Ufficio federale della sicurezza alimentare tedesco che raccomanda alla popolazione di non mangiarlo
L'Ufficio federale della sicurezza alimentare tedesco ha lanciato un'allerta alimentare. Nei formaggi di pecora ottenuti da latte crudo, "Rocketou" e " Pérail " prima del consumo sono state trovate tracce di Listeria Monocytogenes, Salmonella ed E. coli. I lotti in commercio avente n° 15.203.2 contrassegnati FR 48.074.011 CE possono essere contaminati microbiologicamente e per questo motivo il produttore ha ritirato dai tutti i punti vendita i prodotti interessati ancora esposti sugli scaffali. I supermercati a loro volta dovrebbero avere sbandierato un cartello per avvisare i clienti. Più in dettaglio, si tratta dei formaggi francese "Rocketou" e " Pérail ", prodotti dall'azienda agricola " FROMAGERIE DE HYELZAS SAS HYELZAS-48150 HURES-LA PARATA. Questi prodotti caseari sono commercializzati in tutta Europa. La segnalazione è stata diffusa anche attraverso il sistema di allerta europeo, questo vuol dire che tutti i Paesi interessati hanno ricevuto la notizia e si sono attivarti immediatamente per verificare che il produttore abbia ritirato i formaggi dagli scaffali di tutti i punti vendita, informando i consumatori. La salmonella è l’agente batterico più comunemente isolato in caso di infezioni trasmesse da alimenti, sia sporadiche che epidemiche. È stata segnalata per la prima volta nel 1886, in un caso di peste suina, dal medico americano Daniel Elmer Salmon. La salmonella è presente in natura con più di 2000 varianti (i cosiddetti sierotipi) ma i ceppi più frequentemente diffusi nell’uomo e nelle specie animali, in particolare in quelle allevate per la catena alimentare, sono S. enteritidis e S. typhimurium. Le infezioni provocate da salmonella si distinguono in forme tifoidee (S. typhi e S. paratyphi, responsabili della febbre tifoide e delle febbri enteriche in genere), in cui l’uomo rappresenta l’unico serbatoio del microrganismo, e forme non tifoidee, causate dalle cosiddette salmonelle minori (come S. typhimurium e la S. enteritidis), responsabili di forme cliniche a prevalente manifestazione gastroenterica.
Le salmonelle non tifoidee, responsabili di oltre il 50% del totale delle infezioni gastrointestinali, sono una delle cause più frequenti di tossinfezioni alimentari nel mondo industrializzato. Le infezioni da Salmonella spp. possono verificarsi nell’uomo e negli animali domestici e da cortile (polli, maiali, bovini, roditori, cani, gatti, pulcini) e selvatici, compresi i rettili domestici (iguane e tartarughe d’acqua). I principali serbatoi dell’infezione sono rappresentati dagli animali e i loro derivati (come carne, uova e latte consumati crudi o non pastorizzati) e l’ambiente (acque non potabili) rappresentano i veicoli di infezione.
Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” rilanciando l'allerta riportata dal portale del governo tedesco su Lebensmittelwarnung.de, invita i consumatori di astenersi dall’acquisto del lotto del formaggio interessato invitando chi lo ha già effettuato a non utilizzare il prodotto e a riconsegnarlo al punto vendita, per il rimborso o la sostituzione. Per evitare futuri problemi, aziende ed autorità non possono dare per scontato che i prodotti alimentari siano tutti e sempre sicuri; servono verifiche sul campo approfondite, sui processi e sui controlli, in laboratorio e a tavolino. Sono episodi del tutto evitabili, se si procede nella maniera giusta. L’altra cosa da ribadire è che i formaggi francesi non coinvolti si possono mangiare con serenità.
IKEA richiama luce notturna per bambini : pericolo di scossa elettrica
IKEA richiama luce notturna per bambini : pericolo di scossa elettrica
Il colosso dei mobili Ikea sta procedendo in tutto il mondo al richiamo di una luce notturna assai nota con sensore per bambini, che da' la scossa. Motivo del richiamo è un incidente avvenuto in Austria. Un bambino di 19 mesi, durante il tentativo di estrarre la lampada dalla presa, ha subito una scossa elettrica. L'azienda prega i suoi clienti, segnala Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” di restituire il prodotto, in un qualsiasi negozio IKEA dove saranno subito rimborsati.
lunedì 17 agosto 2015
Dopo il "Grexit" ora preoccupa il "Brexit". Timori di un’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Corsa al doppio passaporto
Dopo il "Grexit" ora preoccupa il "Brexit". Timori di un’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Corsa al doppio passaporto
"Brexit" è un acronimo nato sul modello di "Grexit" per indicare la preoccupazione dei cittadini per un’eventuale uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. È quanto rivela una ricerca del sito web di "The Guardian", che ha mostrato come molti stiano cercando di ottenere la doppia cittadinanza. Il sondaggio ha ottenuto più di 1'200 risposte da parte di europei. Una grande maggioranza sta tentando di ottenere il doppio passaporto poiché preoccupata che un "sì" al Brexit decretato alle urne possa essere problematico per i cittadini dell’Europa continentale che risiedono nel Regno Unito e viceversa.
I principali timori, osserva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, riguardano i permessi di lavoro per gli impiegati, la defezione degli accordi sulla copertura sanitaria e le pensioni.
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