martedì 15 settembre 2015

E' "tortura" andare a lavoro prima delle 10.00.

E' "tortura" andare a lavoro prima delle 10.00. Secondo un esperto dell'Università di Oxford, assomiglierebbe a un vero tormento per il corpo umano non adatto ad un'attività di mattina presto La stragrande maggioranza dei dipendenti non hanno scelta e devono essere conformi ai programmi tradizionali delle aziende: 8 h - 16 h, 8 h 30-16 h 30 o 9h - 17h. Sono pochi quelli che hanno la possibilità di godere di un'alternativa più confortevole. Tuttavia, secondo il Dr. Paul Kelley uno dei maggiori esperti britannici nel campo del sonno, ricercatore onorario dello Sleep and Circadian Neuroscience Institute dell'Università di Oxford, i nostri corpi non sarebbe adattati per questo ciclo che causerebbe la maggior parte dei nostri mali: stress, esaurimento, malattia fisica e mentale. L'esperto lo ha dichiarato in occasione del British Science Festival di Bradford. Kelley ed ha spiegato: “È un grande problema per la nostra società, viviamo in un modo privato del sonno. Il tuo corpo funziona sempre in armonia con la luce del sole, anche se non te ne accorgi. Nelle prigioni o negli ospedali, le persone vengono svegliate e gli viene dato qualcosa da mangiare anche quando non vogliono. Ma tu sei fuori da tutto questo. Secondo Kelley, le imprese che obbligano i dipendenti ad iniziare a lavorare prima delle 9, lo farebbero anche a discapito dell’azienda stessa: la mancanza di sonno danneggia le capacità produttive del dipendente, fino a causare problemi di memoria e di salute. Lo stesso discorso vale per gli studenti: secondo Kelley le lezioni scolastiche non dovrebbero iniziare prima delle 10 e quelle universitarie non prima delle 11. Rimanere a letto più a lungo migliorerebbe i risultati scolastici del 10%.Le conseguenze della mancanza sonno? Sono rabbia, ansia, frustrazione, comportamenti compulsivi, compromesse anche l’attenzione e la memoria a lungo termine. Potrebbe, inoltre, influenzare l’inclinazione a consumare alcol e droga. Alla luce di questo studio insomma la privazione del sonno, osserva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, è una "tortura”. E questo danneggia il nostro corpo, sia a livello fisico sia a livello emotivo.

Sicurezza prodotti. Carrefour richiama hummus di ceci biologico per possibili problemi di pastorizzazione

Sicurezza prodotti. Carrefour richiama hummus di ceci biologico per possibili problemi di pastorizzazione Il Gruppo Carrefour ha richiamato a titolo precauzionale e volontario, al fine di garantire la sicurezza, "Hummus di ceci biologico" per possibili problemi di pastorizzazione su uno specifico lotto pubblicando online sul proprio sito un avviso. Il prodotto ritirato della marca Carrefour Bio appartiene unicamente al LOTTO 5331 con scadenza 19/09/2015 (codice EAN 8012666041350). La crema di ceci è stata ritirata dagli scaffali in seguito alla comunicazione da parte del produttore Con.Bio srl, su possibili problemi di pastorizzazione per questo specifico lotto. L’azienda si scusa e invita gli acquirenti a non consumare il prodotto e a restituire le confezioni ai punti vendita che provvederanno al rimborso. Per eventuali informazioni Carrefour invita a contattare l’Ufficio qualità Con.Bio srl, +39 0541 326138, via del Salice 42, 47822 Santarcangelo di Romagna (Rn). I clienti che hanno acquistato questo articolo, riferisce Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, sono pregati di non consumare il prodotto, di riportarlo presso il punto di vendita Carrefour abituale, e saranno interamente rimborsati. Per eventuali domande, potete contattare il numero verde : Da rete fissa: 800 650 650 (chiamata gratuita) Da rete mobile: 0110706181 (il costo della chiamata varia a seconda del piano tariffario dell'operatore telefonico prescelto)

Listeria nei formaggi. In Italia Auchan ritira il prodotto

Listeria nei formaggi. In Italia Auchan ritira il prodotto E’ in corso in Italia il ritiro dagli scaffali da parte della catena dei supermercati Auchan del formaggio francese "COEUR DE NEUFCHATEL" latte crudo 200g. Le autorità francesi, hanno diramato un’allerta alimentare, a causa del rilevamento di Listeria monocytogenes in alcuni formaggi, prodotti dall’azienda “Fromagerie del Pays du Bray”. Questa azienda distribuisce i suoi prodotti oltre che in svariate catene di supermercati francesi, anche in Italia ad Auchan. Qui nel nostro Paese l'azienda ha comunicato agli utenti unicamente sul proprio sito internet, di riportare il formaggio sospetto (Auchan Coeur De Neufchatel latte crudo da 200 gr con scadenza compresa del 05-09-15) nel punto vendita d’acquisto. Il prodotto ritirato appartiene unicamente al LOTTO: 070715FP5. Tutta questa preoccupazione per la salute dei consumatori deriva dalla Listeria che comprende sei specie, ma la maggior parte dei casi di malattia umana sono dovuti a Listeria monocytogenes. Questo batterio può infettare numerose specie animali, selvatiche e domestiche, tra cui pecore, capre, bovini e molti uccelli, che una volta guariti possono rimanere portatori asintomatici e continuare ad eliminare Listeria monocytogenes con le feci e con il latte. Nell’uomo provoca meningoencefeliti e setticemia ed è molto pericolosa se contratta in gravidanza, poiché, specie nei primi mesi, può causare aborti. Bisogna comunque ricordare che la maggior parte dei casi di malattia si manifesta in individui immunocompromessi, come trapiantati, tossicodipendenti e sieropositivi o in persone anziane, infatti il 56% delle infezioni da Listeria ha interessato persone di età superiore ai 65 anni.La sua pericolosità risiede nel fatto che esso è in grado di sopravvivere e moltiplicarsi anche in condizioni ambientali sfavorevoli per altri patogeni (fino a pH 5,0 , concentrazioni di NaCl fino al 10% e temperature di +2/+4° C), rendendolo una minaccia soprattutto per i prodotti Ready to Eat. Inoltre produce rapidamente un biofilm protettivo che gli permette di persistere negli stabilimenti di produzione di alimenti per ben 10 anni. Un aspetto critico relativo al controllo di Listeria lungo le filiere produttive, e quindi anche dei formaggi, è la sua ubiquitarietà, che rende difficile la sua eliminazione dai caseifici. Numerose sono le nicchie adatte alla sua sopravvivenza. Nel caso dei formaggi, le possibilità di contaminazione ambientale dipendono da vari fattori, tra cui le caratteristiche chimico-fisiche della crosta, la cui microflora è indispensabile per la maturazione e la caratterizzazione dei prodotti ma può anche favorire od inibire l'insediamento di Listeria monocytogenes. Studi precedenti hanno dimostrato che la pulitura della crosta può portare ad esiti contraddittori in quanto potrebbe provocare la contaminazione crociata tra lotti diversi di prodotto. Inoltre l'eliminazione di una flora saprofita competitiva potrebbe determinare un aumento del rischio di ricontaminazione da parte di microrganismi ubiquitari ed opportunisti come la stessa Listeria monocytogenes. Trattandosi quindi di un problema rilevante, la catena ha avviato anche una campagna di richiamo avvisando i clienti sia in rete. L’azienda ha attivato un numero verde per i consumatori che potranno contattare il Servizio Clienti al n° 800-896996. Ad evidenziarlo, Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, che invita gli acquirenti di non consumare tale prodotto e di restituire il prodotto al punto vendita per il rimborso.

Mobbing. Dev’essere risarcito il dirigente se il datore gli fa mancare personale e mezzi

Mobbing. Dev’essere risarcito il dirigente se il datore gli fa mancare personale e mezzi. Liquidato il danno biologico al dirigente che subisce l’ostruzionismo dell’azienda. Un’innovativa decisione in materia di mobbing arriva dalla sezione lavoro del Tribunale di Velletri. La novità rileva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, sta infatti, nella circostanza che la questione riguarda un dirigente penalizzato dall’azienda che gli fa mancare uomini e mezzi necessari per lo svolgimento delle sue mansioni. È La sentenza 1276/15, del giudice monocratico Giulio Cruciani ha accolto il ricorso di una manager che aveva subito una serie di trasferimenti di cui uno ritenuto illegittimo perché disposto senza dare il preavviso e sentire l’interessata (e i sindacati). Per il giudice, tuttavia non è di per sé da ritenersi sfavorente il fatto che il dirigente sia spostato in una sede più piccola: la decisione datoriale potrebbe essere dovuta dalla esigenza di trasferire un lavoratore esperto in una struttura che ha problemi per risolvere le difficoltà. Anche se nella fattispecie non è così. Accade, infatti, che non appena la dirigente prende posto nel nuovo ufficio, l’approvvigionamento dei mezzi necessari per lavorare diventa insufficiente. Tutto ciò è confermato dai testimoni che sostengono che prima del trasferimento del nuovo capo non vi erano queste difficoltà. In buona sostanza, per il togato è l’azienda a sgambettare la manager ormai sgradita, non dotandola del personale sufficiente per svolgere il servizio. E’ lo stesso giudice a sostenere che il comportamento del datore risulta «ostruzionistico e defatigatorio», mentre la direzione dell’azienda evita i contatti personali e perfino telefonici con la dipendente, che tuttavia «continua a prestare servizio con impegno». Il comportamento datoriale, peraltro, è stato foriero di conseguenze sulla salute psico-fisica della dipendente tanto che il consulente del giudice ha accertato che il mobbing ha determinato sulla donna un danno biologico permanente di natura psichica pari al 15 %, stabilendo così un risarcimento di 25 mila euro – oltre alle spese di causa - in virtù delle tabelle di Roma, preferite a quelle di Milano dal tribunale laziale perché «consentono una migliore personalizzazione del danno sotto il profilo sociale e territoriale». Nel liquidare la suddetta somma, il tribunale ha rilevato che la dirigente all’epoca dei fatti era prossima ai sessant’anni e aveva l’incarico di direttore di sede operativa, vale a dire un livello tale da permetterle di superare il disagio lavorativo cagionato dall’illecita condotta del datore.

lunedì 14 settembre 2015

Latte contro le infezioni.

Latte contro le infezioni. Uno studio svizzero svela che i prodotti lattiero-caseari hanno effetti positivi sulle persone con un metabolismo disturbato La rivista scientifica "Critical Reviews in Food Science and Nutrition" ha pubblicato oggi, lunedì, uno studio sull'impatto dei prodotti lattiero-caseari sulle reazioni infiammatorie nel corpo umano. Lo studio lo si deve ad un team internazionale guidato da Agroscope, centro di competenza della Svizzera per la ricerca agronomica. Secondo i ricercatori il latte e i prodotti lattiero caseari, a differenza di pregiudizi ostinati, hanno un lieve effetto anti-infiammatorio, in particolare nelle persone con un metabolismo sfavorevole, come, ad esempio, le persone in sovrappeso. In sintesi, i ricercatori sono arrivati a questi risultati grazie a 52 studi relativi a questo tema. Gli esperti hanno deciso di assegnare un numero di punti per i vari parametri di infiammazione e, attraverso questo metodo di valutazione, sono riusciti a dimostrare, appunto, l'effetto positivo sulle persone con metabolismo disturbato. I prodotti lattiero-caseari, invece, favoriscono l'infiammazione nelle persone allergiche al latte. Per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, il latte è l'alimento più discusso. Tra i pro condivisi dalla comunità scientifica c'è il fatto che il latte stimola i fattori di crescita, ottimo quindi nei bambini. Alcune ricerche, che non mettono però d'accordo tutti, individuano tra i fattori negativi un legame diretto tra l'assunzione di latticini e l'insorgere di tumori. Però a mio avviso il latte non va completamente demonizzato, anche perché esistono altri ingredienti molto più dannosi come l'olio di palma, che sono invece contenuti in moltissimi cibi. Insomma, consumiamo latte, sì, ma non tutti i giorni.

Contrassegno invalidi. Dal 15 settembre non sono più validi i vecchi contrassegni invalidi arancioni

Contrassegno invalidi. Dal 15 settembre non sono più validi i vecchi contrassegni invalidi arancioni che dovranno essere sostituiti con il Contrassegno Unificato Disabili Europeo, di colore azzurro. Dal 15 settembre formalmente non sono più validi i vecchi contrassegni invalidi arancioni poichè ai sensi del D.P.R. n.151 del 2012 (Regolamento recante modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, concernente il regolamento di esecuzione e attuazione del Nuovo codice della strada, in materia di strutture, contrassegno e segnaletica per facilitare la mobilità delle persone invalide) scade il termine per sostituire il contrassegno disabili di colore arancione, con il Contrassegno Unificato Disabili Europeo, di colore azzurro. Oltre tale data il tagliando arancione non sarà più valido. Con l’adozione del Contrassegno Unificato Disabili Europeo (Cude), dichiara Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, la persona disabile può circolare e veder riconosciuti i suoi diritti non solo se viaggia in auto per l’Europa, ma anche se circola o sosta nei Comuni italiani. Ad oggi, infatti, il rilascio del Contrassegno è demandato ai Comuni di residenza e ognuno ha le sue regole: tante erano state, anche presso la nostra redazione, segnalazioni di persone disabili multate, benché munite di contrassegno, in Zone a traffico limitato o in parcheggi riservati di altre città. Per tali ragioni i possessori del vecchio contrassegno arancione sono invitati a contattare gli Uffici Comunali, dove dovranno presentarsi con una foto tessera recente e il vecchio contrassegno per la relativa sostituzione. Per informazioni circa la documentazione da presentare, le modalità di rilascio e gli orari dello sportello dedicato, è inoltre possibile consultare la pagina Permessi di sosta dei siti internet dei comuni italiani.

BMW verso il ritiro di auto in USA per problemi al sistema di illuminazione esterno

BMW verso il ritiro di auto in USA per problemi al sistema di illuminazione esterno. Un difetto che interessa il modello BMW Serie 3 che ha provocato l'intervento dell'organo statunitense per la sicurezza autostradale La BMW ha comunicato ufficialmente il richiamo di circa 7.50 vetture vendute negli USA per un problema riguardante l’impianto d'illuminazione esterno. Secondo un bollettino dell'Highway Traffic Safety, agenzia governativa statunitense facente parte del Dipartimento dei Trasporti., alcune di queste vetture possono risentire di un errore del software di bordo che potrebbe causare un abbassamento di luce causando problemi alla visibilità notturna, nella nebbia, o in altri momenti. Un difetto all’impianto di illuminazione collegato al codice che controlla le luci laterali anteriori. Ciò rende l'auto un po' più difficili da avvistare in condizioni di scarsa visibilità, aumentando il rischio di incidenti. L’ente e la casa di produzione automobilistica hanno già ricevuto centinaia di lamentele, segnalazioni critiche sui difetti. Il richiamo comprende i seguenti modelli: 2012-2015 BMW 320i, 320xi, 328xi 328i, 335i,, 335xi e veicoli ActiveHybrid3 costruiti tra 20 ottobre 2011 e 22 GIUGNO 2015 2014-2015 veicoli BMW 328xi Sport Wagon costruite tra il 21 marzo 2013 e 17 marzo, 2015 2014-2015 BMW 328D, veicoli 328xd costruiti tra 28 Giugno 2013 e 21 Aprile, 2015 2014-2015 veicoli BMW 328xd Sport Wagon costruite tra il 5 luglio da 2013 e 21 aprile 2015. BMW posta avvisi di richiamo ai proprietari entro ottobre 9. Se il modello corrisponde a quegli oggetto del richiamo, i proprietari possono avviare le loro auto da un concessionario BMW, che installerà un nuovo software, gratuitamente. Non è la prima volta che Bmw avvia azioni di richiamo per difetti di fabbricazione. Negli ultimi anni, ad esempio, sono stati richiamati circa 750mila esemplari di Serie 1, Serie 3, X1 e Z4 per un difetto all’impianto elettrico. In questo caso, erano coinvolti gli esemplari prodotti tra il mese di marzo e il mese di luglio del 2011, ma solo quelli venduti in Usa, Canada, Giappone e Sud Africa e non in Europa. Nel 2013, nel mese di maggio, la casa bavarese ha richiamato 220mila esemplari di Bmw Serie 3 prodotti tra il mese di dicembre del 2001 e il mese di marzo del 2002, per la sostituzione degli airbag difettosi. Tuttavia, il maxi richiamo di Bmw risale al mese di marzo del 2012, quando è stata avviata la relativa azione che ha coinvolto ben 1,3 milioni di esemplari delle precedenti Serie 5 e Serie 6. Tutti gli esemplari di questi due modelli, prodotti tra il 2003 e il 2010, avevano i cavi della batteria montati in modo errato. Ciò poteva causare il cortocircuito dell’impianto elettrico dell’auto e, in alcuni casi, addirittura l’incendio. Nell’attività a tutela dei consumatori e dei proprietari o possessori di veicoli a motore, lo “Sportello dei Diritti” ancora una volta anticipa in Italia l’avvio di procedure di tal tipo da parte delle multinazionali automobilistiche anche a scopo preventivo, poiché non sempre tutti coloro che possiedono una vettura tra quelle indicate viene tempestivamente informato.È necessario, quindi, spiega Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, prestare la massima attenzione e rivolgersi alle autofficine autorizzate o ai concessionari della BMW nel caso in cui la propria autovettura corrisponda ai modelli in questione. Al singolo proprietario, infatti, non costa nulla tale tipo di verifica e nel caso in cui la propria autovettura sia oggetto del richiamo, l’intervento previsto è a totale carico della casa automobilistica che dovrebbe fornire anche un’autovettura sostitutiva per il periodo necessario alla manutenzione straordinaria.