martedì 15 dicembre 2015

Panama: Ministero della Salute ordina il ritiro dal mercato dei medicinali contenenti Nimesulide. In Italia il più noto in commercio è l’Aulin

Panama: Ministero della Salute ordina il ritiro dal mercato dei medicinali contenenti Nimesulide. In Italia il più noto in commercio è l’Aulin Il Ministero della Salute (MOH) di Panama ha ordinato il ritiro dal mercato panamense dei medicinali contenenti il principio attivo nimesulide, un farmaco antinfiammatorio non steroideo (FANS) dotato di proprietà analgesiche e antipiretiche. Secondo quanto ha riferito il Ministero della Salute panamense si è riscontrato che questo ingrediente attivo può causare danni epatici ai pazienti che lo consumano. Mentre all’estero i farmaci a base di nimesulide sono sati ritirati dal commercio, in Italia sono ancora prescrivibili e vendibili. In seguito a numerosi approfondimenti, l’Agenzia europea del farmaco ha sentenziato che questa sostanza presenta più aspetti positivi che negativi anche se deve essere impiegata con cautela. I farmaci a base di nimesulide, come il noto Aulin, sono fra i più conosciuti e vengono impiegati anche per trattare la cefalea e l’influenza ma, non sono privi di effetti collaterali. Eppure in alcuni stati, come per esempio gli Usa, il nimesulide, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, non è commercializzato, mentre in molti Paesi europei è stato vietato. I primi Paesi a ritirare dal mercato i medicinali contenenti nimesulide, disponibili anche i generici-equivalenti,erano stati, nel 2002, Spagna e Finlandia, seguite nel 2007 dall’Irlanda. La decisione era stata presa dopo diverse segnalazioni di casi di tossicità al fegato. In altri Paesi, come ad esempio il Regno unito, questi medicinali non sono mai stati commercializzati. In Italia invece, è ancora largamente utilizzato e prescritto perché l’Agenzia europea del farmaco ha ritenuto che non sia necessario bandirlo. Dopo alcune ricerche si è arrivati alla conclusione che questa molecola, nonostante le controindicazioni che presenti, apporti numerosi benefici. Il nimesulide però incide negativamente sul fegato ma anche sull’apparato gastrointestinale. La sua somministrazione non è consentita a chi soffre di patologie epatiche e non può mai essere prolungata nel tempo. Gli esami condotti nel 2010 dall’Agenzia europea del farmaco hanno concluso che i farmaci a base di questa molecola debbano essere impiegati come scelta secondaria e soltanto per brevi trattamenti.

lunedì 14 dicembre 2015

Autismo: antidepressivi sotto accusa. Rischio autismo può raddoppiare dopo l'uso di antidepressivi in ​​gravidanza

Autismo: antidepressivi sotto accusa. Rischio autismo può raddoppiare dopo l'uso di antidepressivi in gravidanza. Lo dice uno studio canadese che ha analizzato 145'456 gravidanze. I bambini con disturbo dello spettro autistico possono avere difficoltà a comunicare e mostrare un comportamento ripetitivo L'assunzione di antidepressivi durante la gravidanza può raddoppiare il rischio di autismo nel nascituro se assunti durante la gravidanza. La suggerisce una ricerca canadese. I bambini con disturbo dello spettro autistico (ASD), possono avere una mancanza o difficoltà marcate nella ricerca spontanea della condivisione di gioie, interessi o obiettivi con altre persone, mostrando comportamenti ripetitivi. I disturbi si verificano in circa l'uno per cento della popolazione in tutto il mondo..L’assunzione di antidepressivi nel corso della gravidanza aumenta dell’87% il rischio di autismo per il nascituro, secondo un vasto studio condotto in Canada. Un risultato importante dato che fino al 10% delle donne si vede prescrivere medicamenti per combattere la depressione quando sono incinte. Lo studio ha seguito 145'456 bimbi dal loro concepimento ai 10 anni di età, tenendo conto dell’assunzione di antidepressivi e di altri fattori che contribuiscono all’autismo.L’incidenza dell’autismo tra i bambini è decisamente aumentata negli ultimi decenni, passando da 4 casi su 10'000 alla fine degli anni 1960 ai 100 ogni 10'000 odierni. Oltre i risultati di questo studio, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, ci sono stati alcuni indizi secondo cui gli antidepressivi chiamati inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina ( SSRI) potrebbero essere collegati all'autismo. Gli SSRI sono i farmaci " di prima linea " contro la depressione , e comprendono fluoxetina, sertralina, escitalopram e paroxetina. In un recente studio americano , l'uso di SSRI da parte delle madri durante la gravidanza era stato legato ad un aumento doppio delle probabilità che il figlio sarebbe stato affetto da autismo. Nessuno sa quale sia la causa dell'autismo, che colpisce un bambino ogni 88. Ma si tratta di un disturbo nello sviluppo del cervello del feto. Si ritiene che la serotonina - il componente chimico che è l’obiettivo degli SSRI - contribuisca allo sviluppo iniziale del cervello e, negli animali, i livelli di serotonina alterati possono influenzare la funzione e il comportamento del cervello.

“Tutti Gli Uomini Del Generale”: un Libro della giornalista Fabiola Paterniti Celebra La Verità.

“Tutti Gli Uomini Del Generale”: un Libro della giornalista Fabiola Paterniti Celebra La Verità. Il libro sarà presentato per la sua prima assoluta a Milano, presso il Teatro Parenti, lunedì 21 dicembre. Lunedì 21 dicembre, alle 18.30, nella grande sala del Teatro Franco Parenti verrà presentato il libro: “Tutti gli uomini del generale. La storia inedita della lotta al terrorismo”, Melampo Editore srl, autrice la giornalista Fabiola Paterniti, libro che racconta la storia e l’operato del generale Carlo Alberto dalla Chiesa attraverso le memorie di suoi veri e fidati collaboratori ai tempi dell’antiterrorismo. L’editore, che organizza l’evento, ha invitato sul palco insieme all’autrice ospiti eccellenti. Cominciando da Virginio Rognoni, Ministro dell’Interno nel periodo del terrorismo in Italia, co-firmatario insieme all’onorevole Pio La Torre della legge “Rognoni-La Torre” che ha introdotto nel nostro codice penale l’articolo 416 bis sul reato di associazione mafiosa; per il libro ha curato la prefazione. Passando per Gian Carlo Caselli e Armando Spataro, che col generale dalla Chiesa hanno diviso la trincea della lotta ai gruppi di sovversione terroristica. Finendo con il generale Gian Paolo Sechi, braccio destro del generale dalla Chiesa a Torino, e alcuni carabinieri del nucleo antiterrorismo, che porteranno la propria inedita testimonianza. Qual è il senso di questo libro? Restituire verità e dignità storica a una vicenda, a una persona, a una figura istituzionale, a una famiglia di cui tanto si è scritto e detto, non sempre però onorandola con la lealtà e la giustizia che merita. A più di trent’anni dagli omicidi di via Carini a Palermo, il 3 settembre 1982, in un luogo simbolo della cultura milanese saranno celebrati, con onestà, il sacrificio di un uomo giusto e l’impegno, appunto, “di tutti i suoi uomini”. Paterniti Martello Fabiola, è giornalista, iscritta nel 2001 all’elenco dei pubblicisti e poi dal 2003 a quello dei professionisti. Esperta in comunicazione politica e istituzionale.Dopo la laurea in Lettere, ha conseguito il diploma di Scienza e Tecnica della legislazione presso l’Isle, sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica.Ha collaborato con diverse testate, occupandosi di cultura, di temi d’impegno civile, di legislazione antimafia e di tutela dell’ambiente.Ha promosso iniziative editoriali di autori emergenti in qualità di critico letterario ed ha recensito numerosi libri. È stata capoufficio stampa di diversi gruppi parlamentari. Nell’ambito della sua attività si è sempre battuta a difesa della libertà di informazione e per il rispetto della deontologia professionale.

Australia, un giudice ordina ritiro dal commercio del Nurofen per pubblicità ingannevole

Australia, un giudice ordina ritiro dal commercio del Nurofen per pubblicità ingannevole. La casa farmaceutica accusata di aver fornito indicazioni fuorvianti. Reckitt Benckiser aveva commercializzato per le versioni specifiche dei dolori antidolorifico con l'identico principio attivo nella stessa quantità. Ora i bugiardini dei medicinali dovranno essere corretti Giro di vite per le case farmaceutiche almeno per la pubblicità ingannevole. Un Tribunale in Australia ha ordinato al colosso farmaceutico britannico Reckitt Benckiser di ritirare alcune varianti dell'antidolorifico Nurofen dagli scaffali delle farmacie perché accusato di pubblicità ingannevole. Avrebbe fornito indicazioni fuorvianti. La società era stata citata in tribunale dalla Commissione australiana dei consumatori per la concorrenza (accc), mettendo sotto accusa le confezioni di Nurofen perché, i prodotti delle linea Nurofen specific pain erano formulati per trattare tipi diversi di dolore, mentre contenevano l'identico principio attivo nella stessa quantità."Informazioni fuorvianti". Il tribunale federale ha stabilito che la società ha fatto pubblicità ingannevole, dato che il principio attivo, 342 milligrammi di lisina di ibuprofene, era lo stesso in tutti prodotti, nessuno dei quali poteva curare un dolore meglio di un altro, pur avendo prezzi quesi doppi rispetto al prodotto base. Per questo motivo il tribunale ha ordinato di ritirare entro tre mesi dagli scaffali i prodotti Nurofen back pain, per il mal di schiena, Nurofen period pain, per i dolori mestruali, Nurofen migraine pain, per l'emicrania, e Nurofen tension headache, per i mal di testa da tensione. Le indicazioni sulle confezioni dovranno essere corrette. I giudici hanno inoltre ordinato di pagare alla commissione australiana per la concorrenza e i consumatori (accc) i costi legali e di pubblicare le correzioni online e sui quotidiani. Nurofen ha negato di aver ingannato deliberatamente i consumatori ma ha accettato la sentenza. La commissione, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, ha detto che la società ha approfittato dell'ignoranza medica delle persone per fare utili. Inoltre secondo gli esperti di farmacologia i due prodotti sono simili. Il laboratorio può dire che l'eccipiente è un po 'diverso, per esempio se la polvere è macinata più fine, o se è più compressa e può giocare sulla velocità di assorbimento e la quantità di prodotto che arriva nel sangue (biodisponibilità). Per i farmacologi, la coesistenza di Nurofen Nurofen 400mg e Fem fanno parte di una strategia di marketing. Questo porta la gente a comprare la stessa cosa due volte a credere che stanno acquistando singoli farmaci. Tuttavia, ricorda, non vi è alcun rischio per la salute dei consumatori. E' un farmaco anti-infiammatorio che presenta pochi rischi di tossicità epatica e gastrointestinale. Tuttavia aumenta un pò il rischio cardiovascolare.

domenica 13 dicembre 2015

Trasfusione da sangue infetto. Il Ministero della Salute é responsabile. Il Tribunale di Lecce condanna il Ministero

Trasfusione da sangue infetto. Il Ministero della Salute é responsabile. Il Tribunale di Lecce condanna il Ministero a pagare 160mila euro per ciascuno dei figli. Prescrizione quinquennale per gli eredi della donna morta a causa della malattia determinata dall'emotrasfusione, per il risarcimento del danno iure hereditatis, prescrizione decennale per il risarcimento iure proprio Con recente sentenza del 2015, la numero 3084/15, il Tribunale di Lecce ribadisce la responsabilità di natura extracontrattuale del Ministero della Salute per i danni da trasfusione di sangue infetto in una causa proposta dagli eredi, difesi dall'avvocato Angelo Fachechi, di una donna deceduta nel 2003.Nell’affermare ciò il giudice rileva che “… sul Ministero grava un obbligo di controllo, direttiva e vigilanza in materia di impiego di sangue umano per uso terapeutico emotrasfusioni o preparazione di emoderivati) anche strumentale .. “ e, conseguentemente “…. L’accertamento dell’omissione di tali attività e l’esistenza di una patologia da virus Hiv o Hbv o Hcv in soggetto emotrasfuso o assuntore di emoderivati, deve indurre a ritenere che, in assenza di altri fattori alternativi, tale omissione sia stata causa dell’insorgenza della malattia, e che, per converso, la condotta doverosa del Ministero, se fosse stata tenuta, avrebbe impedito la verificazione dell’evento”.La sentenza ha altresì chiarito che, ai sensi dell’articolo 2947 primo comma del codice civile, la prescrizione rimane quinquennale per il danno subito da soggetto trasfuso in vita, trattandosi pur sempre di un danno da lesione colposa, reato a prescrizione quinquennale (alla data del fatto), mentre la prescrizione è decennale per il danno subito dai congiunti della vittima iure proprio potendosi in tale ipotesi configurarsi una condotta integrante il reato di omicidio colposo con la conseguenza che la relativa pretesa risarcitoria può essere fatta valere nel termine di 10 anni dalla morte della vittima.Rileva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, associazione che da sempre tutela anche le vittime delle emotrasfusioni ed i loro parenti, che in applicazione dei principi sopra riportati, il Tribunale di Lecce ha accolto la domanda risarcitoria iure proprio degli eredi di una donna deceduto a causa dell'HCV (epatite cronica attiva da virus C), contratta a seguito emotrasfusione riconoscendo un maxirisarcimento di €. 160.000,00 per coniuge e ciascun figlio in relazione ad evento letale risalente al 2003.

Cure dimagranti con le anfetamine. Arriva il divieto di prescrizioni e vendita di preparati dimagranti a base di efedrina

Cure dimagranti con le anfetamine. Arriva il divieto di prescrizioni e vendita di preparati dimagranti a base di efedrina. In Gazzetta il decreto del ministro Lorenzin. Vietata in Italia la fabbricazione, l’importazione e il commercio, anche attraverso la vendita via internet La battaglia dello “Sportello dei Diritti” e di alcuni dei familiari delle vittime dei farmaci anoressizzanti arriva ad un importante capitolo. Il Ministro della Salute Lorenzin vieta prescrizioni e preparati contenenti il principio attivo della efedrina, a scopo dimagrante, e ai farmacisti di eseguire preparazioni magistrali contenenti il predetto principio attivo, a scopo dimagrante, con un decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale e già in vigore da ieri. Il nuovo decreto, segue a quelli già emanati che hanno vietato la prescrizione e l’uso di altre sostanze per la preparazione magistrale di dimagranti come la fenilpropanolamina/norefedrina, pseudoefedrina, triac, clorazepato, fluoxetina, furosemide, metformina, bupropione e topiramato. Occorre considerare che alcune delle molecole, spesso rinvenibili nei preparati magistrali anoressigeni, sono state ritirate dal commercio perché ad alto rischio di tossicità (ipertensione polmonare primitiva e valvulopatie cardiache con fenfluramina, dexfenfluramina, fendimetrazina e altri anfetaminici; ictus cerebrale emorragico con i simpati comimetici). Va inoltre evidenziato che non è stato dimostrato il mantenimento della riduzione del peso nel lungo periodo, né la riduzione della morbilità e mortalità correlate all’obesità. Pertanto, le prescrizioni di preparati galenici di cui si parla sono non solo prive di “evidenza” scientifica e gravate da una tossicità inaccettabile, ma anche sprovviste di un razionale che le renda plausibili. Alcune sentenze della Magistratura e numerosi fatti di cronaca, segnalati peraltro dalla nostra associazione, hanno ormai pienamente confermato la pericolosità di questi preparati per la salute dei cittadini, spesso attratti da farmaci che consentirebbero di raggiungere lo scopo del dimagrimento. Tutto nasce a seguito della morte del figlio del signor Michele Marzulli, Luigi, e di Ombretta Rubeghi, deceduti secondo quanto emergerebbe a seguito delle indagini espletate da parte della Procura della Repubblica di Roma a causa di una dieta a base di fendimetrazina, una sostanza anoressizzante vietata dalla legge e dopo la richiesta di ben undici rinvii a giudizio a vario titolo per il reato di "Rifiuto di atti d'ufficio. Omissione" di cui all'articolo 328 del codice penale tra farmacisti, funzionari ministeriali, direttori di Asl e l'ex comandante del Nas Marco Datti. Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, già al fianco delle famiglie delle vittime in questa battaglia, continua a tenere alta l'attenzione su un problema quale quello delle diete a base di sostanze cosiddette anoressizzanti che l'opinione pubblica e soprattutto le autorità sanitarie che sino a ieri avevano da sempre sottovalutato nonostante i casi segnalati di decessi o gravi conseguenze per molti pazienti.

Cto di Poste Italiane a Lecce di via Lequile. Disagi infiniti per l'utenza. Una situazione insostenibile soprattutto per i disabili.

Cto di Poste Italiane a Lecce di via Lequile. Disagi infiniti per l'utenza. Una situazione insostenibile soprattutto per i disabili. La dirigenza trovi una soluzione La sbarra chiusa la dice tutta su quanto Poste Italiane se ne infischi dell'utenza. L'ingresso del Cto di Lecce di via Lequile, il centro di smistamento più importante per la corrispondenza della città capoluogo, in particolare per le raccomandate ed assicurate della società statale di spedizioni (quelle che una volta si ritiravano presso le poste centrali di via Libertini), da qualche tempo si presenta come nella foto che un professionista leccese ci ha voluto ricordare per far comprendere quanti disagi debbano sopportare gli utenti, ed in particolare i disabili, per il ritiro di una semplice raccomandata. Non solo la beffa dello spostamento in luogo periferico e non dotato di parcheggio auto, ma ora i cittadini, specie quelli con difficoltà deambulatorie, hanno ricevuto il danno di non poter neanche più accedere liberamente nel ristrettissimo spazio di manovra antistante lo sportello, solo per il tempo necessario a prendere la propria corrispondenza. Per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, si tratta di una situazione che non merita ulteriori commenti, ma solo la necessaria e pronta presa di posizione di Poste Italiane per trovare una soluzione immediata a questa manifestazione d'insensibilità e di assenza di senso del "servizio pubblico" tanto più che anche via Lequile non presenta zone di parcheggio ed anzi, nella piccola porzione di appendice che si trova nelle vicinanze e che termina con il muro perimetrale dei binari ferroviari della vicina stazione centrale é addirittura stata individuata dal Comune di Lecce quale Zona Traffico Limitato ai soli residenti con il conseguente rischio di verbali da parte delle forze di polizia stradale per chiunque vi transitasse senza autorizzazione.