venerdì 11 marzo 2016
Tumore al seno: mix di farmaci riduce il cancro in 11 giorni
Tumore al seno: mix di farmaci riduce il cancro in 11 giorni. Secondo la stampa britannica farmaci sperimentali hanno dato "risultati straordinari" nella lotta contro il cancro al seno.
Una ricerca guidata dall'Università di Manchester ha scoperto che usando un cocktail basato sul trastuzumab, un anticorpo monoclonale umanizzato, si possono ridurre e perfino eliminare tumori al seno della tipologia 'Her2 positivo' in sole due settimane. Lo studio presentato ad Amsterdam durante il Convegno europeo sul cancro al seno potrebbe, qualora la sperimentazione andasse avanti con successo, permettere in futuro di evitare che molte pazienti siano sottoposte alla chemioterapia. I farmaci, testati negli ospedali di Manchester su 257 donne con tumori di 1-3 centimetri di dimensione, hanno preso come bersaglio una particolare proteina, Her2, a cui sono positivi i tumori al seno in un caso su 10, e che risultano particolarmente aggressivi. I medici non si aspettavano però di avere dei risultati così buoni. Stavano infatti studiando come i farmaci cambiano i tumori nel breve arco di tempo che passa dalla diagnosi alla rimozione chirurgica. Ma al momento dell'operazione, in alcuni casi non c'erano più segni del cancro. Entrambi i farmaci, si è visto, hanno attaccato la proteina Her2, che alimenta la crescita di alcuni tipi di cancro al seno. Il trastuzumab lavora sulla superficie delle cellule tumorali, mentre il lapatinib riesce a penetrarci dentro e mettere fuori gioco la proteina. In meno di due settimane di terapia, il cancro è sparito completamente nell'11% dei casi, e si è rimpicciolito di 5 millimetri in un altro 17% di pazienti. Attualmente, per le donne con tumore positivo alla proteina Her2, la terapia è prima chirurgica, seguita da chemioterapia e trastuzumab. Il nuovo preparato osserva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, rappresenta il maggiore progresso nella cura di tale forma aggressiva del cancro al seno. Oggi, il futuro del trattamento del cancro e le possibilità di sopravvivenza è più che una promessa. Infatti secondo il Guardian, non ci sono dubbi su questo cocktail basato sul trastuzumab che ha dato "risultati straordinari" nella lotta contro il cancro al seno. Tuttavia serviranno ora sperimentazioni più ampie, per vedere anche il rischio di recidive.
AIFA: ritirato lotto specialita’ medicinale "MORFINA CL MOLTENI".
AIFA: ritirato lotto specialita’ medicinale "MORFINA CL MOLTENI". Pareri non favorevoli espressi dall’Istituto Superiore di Sanità
L’AIFA, Agenzia Italiana del Farmaco, venerdì ha disposto il ritiro, su tutto il territorio nazionale, del lotto n. 22801 14 scad. 7/2016 della specialità medicinale MORFINA CL MOLT.*5F 1ML20MG/ML – AIC 029611035 della ditta Molteni & C. F.lli Alitti Spa. Il provvedimento, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, si è reso necessario a seguito del provvedimento dell’Aifa concernente il campionamento del medicinale suddetto e dei pareri non favorevoli espressi dall’Istituto Superiore di Sanità. Il lotto in questione non potrà essere utilizzato e la ditta Molteni dovrà assicurarne l’avvenuto ritiro entro 48 ore dalla ricezione del provvedimento.
giovedì 10 marzo 2016
Diabete: presto pancreas artificiale?
Diabete: presto pancreas artificiale? Test con sistema guidato da smartphone. Si tratta di un sistema sperimentale realizzato da una start-up francese che dovrebbe trasformare la vita di coloro che sono costretti a spostarsi continuamente tra IPO e iperglicemia
Un pancreas artificiale controllato da uno smartphone, dotato di uno speciale algoritmo e collegato con sistema bluetooth a sensori in grado di misurare il tasso di glucosio nel sangue che potrebbe essere commercializzato in Europa alla fine del 2017. Un passo atteso per molto tempo dai pazienti diabetici di tipo 1, soprattutto da coloro che hanno problemi di bilanciamento del loro tasso glicemico nonostante le iniezioni multiple giornaliere di insulina. L'avvio è stato lento e difficile. In pratica il tutto legato a una pompa miniaturizzata per il rilascio dell’insulina necessaria. Si tratta di un sistema sperimentale, realizzato da una start-up francese, in corso di valutazione all’interno di uno studio clinico internazionale in 10 centri ospedalieri universitari del Paese d’Oltralpe, in partnership con la Federazione francese dei diabetici. La particolarità della ricerca francese realizzata per la start-up Diabeloop, dal 2011, dal Centro di studi Ceritd in collaborazione con Leti, istituto del Cea-Tech, leader in micro e nanotecnologie è legata soprattutto a un progetto integrato con la telemedicina, per il monitoraggio 24 ore su 24 da parte di équipe infermieristiche specializzate, e al tentativo di rendere estremamente personalizzato il sistema attraverso un algoritmo che contiene un ampio ventaglio di informazioni. Il costo dell’intero sistema è stimato in 9 mila euro l’anno per ciascun paziente, circa il 10% in più rispetto all’attuale costo dei trattamenti più avanzati. Dall’inizio dell’anno uno studio internazionale, con il sostegno degli Nih americani, sta valutando in 6 centri Usa e alcuni europei, tra i quali 10 francesi l’intero sistema nella vita reale di 240 pazienti, 24 ore su 24. Il dispositivo è stato anche testato su 15 pazienti per 3 giorni in ambiente ospedaliero, mentre altri 100 pazienti saranno coinvolti nel 2017, prima della commercializzazione. Nel 2018, poi, uno studio comparativo e farmaco-economico su 200 pazienti è previsto per verificare i vantaggi del sistema rispetto ai trattamenti esistenti. Secondo Giovanni D'Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti” questo nuovo dispositivo elettronico della 'francese Tech' dovrebbe fare sperare migliaia di pazienti diabetici.
Nestlé richiama tre milioni di prodotti tra pizza e pasta: allarme negli USA ed in Canada
Nestlé richiama tre milioni di prodotti tra pizza e pasta: allarme negli USA ed in Canada.
Nestlé richiama quasi 3 milioni di prodotti refrigerati di pizza e pasta venduti negli Stati Uniti e in Canada. I prodotti potrebbero contenere pezzetti di vetro. Diversi clienti americani hanno informato Nestlé di aver trovato del vetro negli alimenti incriminati. Mentre, fino ad ora, non sono arrivate segnalazioni dal Canada, indica un comunicato odierno pubblicato sulle pagine internet dei due Paesi del colosso alimentare. I prodotti colpiti negli USA sono cinque e sono le pizze DiGiorno e Lean Cuisine oltre ad alcuni ravioli, lasagne e soufflé. In Canada, il richiamo riguarda delle preparazioni del marchio Delissio Pizza. A fine febbraio, Mars aveva richiamato alcuni prodotti in 55 Paesi. Una cliente tedesca aveva trovato un pezzo di plastica in una barretta di cioccolata. Non sono stati segnalati incidenti. Secondo la Nestle USA il vetro potrebbe provenire dagli spinaci usati nei prodotti. Non e' chiaro se i cibi interessati, sottolinea Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, siano stati importati anche in Italia.
Salmonella in pistacchi: allarme negli USA ed in Canada. Colpite 11 persone in 9 Stati
Salmonella in pistacchi: allarme negli USA ed in Canada. Colpite 11 persone in 9 Stati
Attenzione ai pistacchi importati dalla California, potrebbero essere contaminati con la salmonella. L’allarme arriva dalla Food and Drug Administration (FDA) che ha appena avviato un’inchiesta al riguardo in collaborazione con la Centers for Disease Control statunitense oltre che i funzionari sanitari locali. Gia' diversi produttori statunitensi sono stati costretti a ritirare dal mercato centinaia di prodotti contenenti pistacchi acquistati da uno dei due piu' grandi coltivatori di pistacchi, la California-based Wonderful Pistachios. I pistacchi insaccati sono stati venduti a livello nazionale e in Canada con i marchi Paramount Farms e Trader Joe. Fra i prodotti ritirati, non solo confezioni di pistacchi, ma anche snack salati, dolci e gelati. Inoltre sono state colpite dalla malattia 11 persone in 9 Stati. I casi sono stati segnalati nello stato di Washington, Arizona, North Dakota, Minnesota, Michigan, Alabama, Georgia, Virginia e Connecticut. Non e' chiaro se i pistacchi contaminati siano stati importati anche in Italia, dove per altro sono diverse le societa' che vendono pistacchi californiani. In attesa di una risposta del ministero del Welfare, sopttolinea Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” che interpelleremo con urgenza attraverso un'interrogazione parlamentare, invitiamo ad evitare il consumo di pistacchi importati dagli Stati Uniti, ed in particolare quelli provenienti dalla California. Anche se il caso di salmonellosi in questione riguarda gli Stati Uniti ed il Canada, è sempre buona norma rinfrescarsi la memoria con quelli che sono i sintomi della patologia, comunque ben nota anche in Italia e legata al consumo di numerosi alimenti. Sono febbre, diarrea e dolori addominali che si sviluppano dopo 12-72 ore dal contagio ecco i sintomi. La malattia dura al massimo una settimana e nella maggior parte dei casi non occorre una terapia specifica. Tuttavia in alcune persone la diarrea ed i dolori sono talmente violenti da costringere il paziente ad un ricovero in ospedale. Senza escludere i casi in cui l’infezione dall’intestino si diffonde nel sangue ed in altri organi. Particolarmente a rischio in tal senso sono i bambini, di età inferiore ai 5 anni, ma anche le persone anziane e quelle con un sistema immunitario compromesso. Per loro, ai primi sintomi è sempre importante un controllo approfondito per una rapida diagnosi.
BARI: dal 19 al 22 aprile la FAO si riunisce per parlare di Xylella fastidiosa.
BARI: dal 19 al 22 aprile la FAO si riunisce per parlare di Xylella fastidiosa.
La lotta contro l'avanzata della Xylella fastidiosa ha portato l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO), insieme con la Convenzione internazionale per la protezione delle piante (IPPC) e di altri gruppi internazionali ad organizzare un workshop di quattro giorni, dal 19 al 22 aprile, presso il Centre for Advanced Mediterranean Agronomic Studies (CIHEAM) Mediterranean Agronomic Institute of Bari (MAIB) per discutere di questo parassita che devasta gli oliveti in Italia e in parti della Francia. Per la prima volta, comunica Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti s'incontreranno circa 60 partecipanti dai principali paesi del Mediterraneo, che potranno effettuare varie visite sul campo e incontrare laboratori di analisi e valutare la diagnosi, il monitoraggio e il controllo del batterio della Xylella che sta colpendo gli alberi di ulivo nel sud della Puglia.Tra i possibili temi dell'incontro saranno affrontati test di patogenicità, al fine di verificare se è possibile confermare l'ipotesi controversa di una causa-effetto diretta tra la presenza dei batteri della Xylella negli ulivi e lo sviluppo della sindrome del disseccamento rapido. Anche se probabilmente saranno necessari anni per ottenere risultati completi, alcuni dati preliminari potranno essere rilasciati in questi giorni.
USA: pezzi di vetro nella birra "CORONA EXTRA".
USA: pezzi di vetro nella birra "CORONA EXTRA". UnAlcuni lotti del prodotto sono stati ritirati negli Stati Uniti
Amanti della birra attenzione. La popolare birra, Corona Extra, sta per essere richiamata perché sono stati trovati pezzi di vetro. I lotti interessati sono il numero " A116A074 e A256C148 ", distribuita negli Stati Uniti dalla Constellation Brands Division Birra che ha proceduto ad un richiamo volontario. "Questa procedura riguarda un numero limitato di bottiglie di birra potenzialmente interessate e rappresentando meno di un decimo della bottiglie di birra Corona 12 once trasparenti extra immesse sul mercato", ha dichiarato la società in un comunicato stampa. Si raccomanda alle persone che detengono prodotti appartenenti al lotto sopra descritto di non consumare e distruggerli, o di chiederne il rimborso. L'allerta in questione, sottolinea Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti" risulta pubblicata sul siti istituzionali del governo che si occupano di allerte alimentari. La nostra associazione, quindi, dato anche il risalto che ha avuto questa notizia al di là dell'oceano, ritiene utile informare anche i nostri connazionali che si trovano all'estero e che non potrebbero essere messi a conoscenza in virtù della circostanza che l'allerta è indicata in lingua inglese. Il fatto è grave e merita un approfondimento. È chiaro che nell'episodio si può ravvisare un vero e proprio pericolo per la salute pubblica perchè non è certo il numero degli episodi o dei soggetti coinvolti. Per questo occorre che le autorità indaghino per evitare che altri consumatori, magari più disattenti, possano procurarsi seri danni fisici anche perchè non si è a conoscenza se questi lotti della birra sono distribuiti anche in Italia.
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