mercoledì 14 dicembre 2016

Il reddito di solidarietà è legge in Emilia-Romagna. Dal 2017 fino a 400 euro al mese per 80mila cittadini

Il reddito di solidarietà è legge in Emilia-Romagna. Dal 2017 fino a 400 euro al mese per 80mila cittadini Un aiuto concreto per le persone e per i nuclei familiari che stanno peggio, un sostegno a chi economicamente è più in difficoltà. Si tratta di una misura che si rivolge a tutti coloro che ne hanno bisogno, con qualsiasi tipo di situazione familiare e per il tempo necessario al reinserimento sociale e lavorativo. È nato con questo obiettivo il reddito di solidarietà approvato dall'assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna. Fino a un massimo di 400 euro al mese per un anno grazie alla norma, la prima del suo genere in Italia, proposta dalla maggioranza Sel e Pd (primi firmatari i rispettivi capigruppo, Igor Taruffi e Stefano Caliandro) e approvata con i voti dei due gruppi, l'astensione del M5s, il voto contrario di Lega Nord e Forza Italia mentre Fratelli d'Italia e Altra Emilia-Romagna erano assenti. Lo strumento potrebbe interessare 80'000 persone, (dati Università di Modena e Reggio Emilia dell'ottobre 2016)corrispondenti a circa 35'000 nuclei familiari in condizione di grave povertà. Famiglie composte soprattutto da giovani coppie con tre o più figli a carico, single, anziani con bassissimo reddito (quasi il 2% dei nuclei residenti). Al reddito di solidarietà sono stati destinati 35 milioni stanziati dalla Giunta che si aggiungono ai 37 che lo Stato ha erogato all'Emilia-Romagna per il Sostegno all'inclusione attiva (Sia) misura che il Reddito di solidarietà regionale (Res) affiancherà e integrerà. Il Res, infatti, amplia la platea dei potenziali fruitori (il Sia è previsto per i nuclei familiari con un minore, o un figlio disabile, o una donna in stato di gravidanza) a qualsiasi tipo di nucleo anche composto da una sola persona. L'accesso al Res dovrà essere accompagnato da un progetto di attivazione sociale e inserimento lavorativo. L’erogazione del contributo infatti è tuttavia vincolata a percorsi di inclusione sociale e lavorativa: in pratica chi lo riceverà, commenta Giovanni D'Agata presidente dello “Sportello dei Diritti", dovrà darsi da fare e dimostrare di volersi trovare un’occupazione. A fare richiesta potranno essere i nuclei familiari con un Isee inferiore ai 3 mila euro che già non ricevano altri contributi come il sussidio per la disoccupazione o il Naspi. Non ci sarà inoltre un limite temporale: dopo i primi 12 mesi ci sarà uno stacco di sei mesi e poi si potrà nuovamente avere il contributo. Il tutto a patto di dimostrare che si sta cercando attivamente un lavoro. I beneficiari avranno una sorta di bancomat a ricarica bimestrale. E l’ingresso e la permanenza delle persone dovrà essere gestito dai servizi sociali dei comuni in collaborazione con l’Agenzia regionale per il lavoro che dovrà aiutare le persone a reinserirsi nel nel mondo lavorativo. Già altre regioni hanno attivato da alcuni mesi dei redditi di solidarietà: il Lazio, la Lombardia, la Basilicata e la Puglia, il Molise, il Friuli Venezia Giulia e le province autonome di Trento e Bolzano.

Il batterio killer degli ulivi è arrivato a Mentone alle porte della Liguria. E' il ceppo ST53 lo stesso che ha infettato gli olivi della Puglia

Il batterio killer degli ulivi è arrivato a Mentone alle porte della Liguria. E' il ceppo ST53 lo stesso che ha infettato gli olivi della Puglia La presenza della Xylella, nota ai più come il batterio killer in grado di far morire le piante e contro il quale per il momento non sembrano esservi rimedi, è stato per la prima volta individuato alle porte della Riviera, a Mentone. Lo rendono noto fonti ufficiali anche se al momento tutte le ispezioni e tutte le analisi di laboratorio sono risultate negative. Già da tempo è noto che il territorio francese ne ospitasse alcuni focolai. I primi ritrovamenti risalgono all’estate del 2015 in Corsica e all’autunno dello stesso anno in Costa Azzurra. Ma solo le ultime analisi effettuate nel 2016 hanno confermato che il ceppo ST53 della sottospecie pauca di Xylella fastidiosa che ha infettato gli olivi pugliesi è lo stesso che ha colpito le piante francesi. Alla luce di questa conferma, a soli 5 km di distanza dalla Riviera, è scattata alta la guardia nel ponente e nel resto della Liguria, dove il servizio fitosanitario regionale ha effettuato già nei mesi passati attività di monitoraggio nei comuni di Ventimiglia e Olivetta San Michele, i quali si trovano nei dieci chilometri della zona tampone attorno al focolaio di Mentone. La presenza del batterio killer Xylella Fastidiosa anche alle porte della Liguria, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, dimostra che tutti dobbiamo sentirci impegnati a combattere questa particolarissima problematica, nessuno escluso, un’emergenza fitosanitaria che sta minacciando gli ulivi non solo salentini. Ricordiamo che Xylella fastidiosa è un batterio agente patogeno che determina un disseccamento rapido dell’olivo ma anche di altri fruttiferi quali il pesco il mandorlo, la vite e molte varietà di agrumi. A seconda della specie della pianta, i sintomi possono non essere immediatamente visibili al momento del contagio e manifestarsi dopo alcune settimane e in alcuni casi anche dopo anni.

martedì 13 dicembre 2016

Attenti: i giocattoli smart toy vi spiano.

Attenti: i giocattoli smart toy vi spiano. My Friend Cayla e I-Que Intelligent finiti sotto accusa. Diverse associazioni internazionali di consumatori lanciano l'allerta L'Unione consumatori americana, assieme all'Electronic Privacy Information Center, il centro per la democrazia digitale e l'associazione per un'infanzia libera dal commercio, ha presentato una denuncia contro Genesis Toys alla Federal Trade Commission. Secondo il denunciante Genesis giocattoli e My Friend Cayla, bambola iperconnessa che legge storie, risponde alle domande, riconosce le voci, è interattiva, sfrutterebbe la tecnologia per passare informazioni sui bambini e le famiglie al produttore. Le semplici domande rivolte ai bambini, dal nome proprio alla città natale e la scuola che frequentano, possano trasformarsi in informazioni da girare a Nuance Communications, incaricata di elaborare l'app associata. Come delle spie camuffate, però, da innocue bambole o robot. Anche l'Organizzazione dei consumatori europea ha presentato lettere sui tavoli della Commissione Ue, delle autorità per la protezione dei dati e dell'International Consumer Protection and Enforcement Network (ICPEN). I cosiddetti smart toy, stanno mettendo in subbuglio i genitori che vogliono regalarli ai propri figli per Natale, Cayla la bambola assieme al robot intelligente i-Que per i maschi: convinti che i due giocattoli possano spiare i bambini, le loro famiglie e violare pesantemente la privacy. Bluetooth, wi-fi: l'iperconnessione, stavolta, non è un valore aggiunto. Lo scopo è migliorare il software, garantisce il produttore. Ma la gente è preoccupata che gli utilizzi della voce registrata dei piccoli possano ben presto ampliarsi. «I bambini potrebbero diventare target di altre organizzazioni», segnala il documento giunto sui tavoli della Commissione. Una storia che si ripete, commenta Giovanni D'Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, come lo scorso anno quando una simile protesta aveva riguardato Hello Barbie per la presenza di un microfono. Si era paventata da parte delle associazioni dei consumatori la possibilità di registrare audio e per il wifi con cui Mattel avrebbe potuto appropriarsi scorrettamente di materiale riservato. Per non parlare del caso VTech, azienda produttrice di giocattoli che alla fine dello scorso anno ha ammesso di essere stata hackerata: 4.8 i milioni di dati sensibili rubati a bimbi e genitori. Comunque, per maggiore tranquillità, genitori sappiate che My Friend Cayla e I-Que Intelligent Robot, prodotti dalla Genesis Toys attualmente non si trovano ancora sul mercato italiano, ma volendo si possono acquistare online.

Incidente sulla rotatoria, Provincia condannata.

Incidente sulla rotatoria, Provincia condannata. Lecce, risarcimento di oltre 30 mila euro per omessa custodia dell'Ente proprietario della strada La rotatoria non è a norma. Per questo il Giudice del Tribunale di Lecce, GOT, AVV. Giuseppe Quaranta, con sentenza n. 5273.16, ha condannato l’ente Provincia di Lecce a risarcire oltre 30 mila euro ad un'automobilista per un sinistro stradale. Il cospicuo indennizzo è arrivato al termine di una causa civile promossa dall’avvocato Ivan Mangiullo. Quell'incidente è avvenuto sulla sp 374 Miggiano-Taurisano ed esattamente sulla famosa rotatoria che collega Miggiano a Taurisano, oggetto di tanti sinistri. Il Giudice, spiega Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, ha riconosciuto il principio dell'art. 2051 facendo riferimento ai doveri di custodia dell'Ente proprietario della strada. Né può essere invocata da parte della convenuta la circostanza sollevata dai legali dell'Ente di difetto di legittimazione passiva, per aver affidato le opere di realizzazione della predetta rotatoria ad una ditta di costruzioni. Va, inoltre, esclusa la sussistenza del caso fortuito che scriminerebbe il custode dell’infrastruttura.

Anversa capitale europea del consumo di droga. La città belga è quella in cui si assumono più cocaina e amfetamine.

Anversa capitale europea del consumo di droga. La città belga è quella in cui si assumono più cocaina e amfetamine. Milano, assieme a città come Parigi e Lugano si trova invece tra i centri virtuosi La città belga di Anversa è al primo posto per l'uso di cocaina nel 2016, con 914,8 mg per ogni mille persone al giorno. Seguono Londra 894,9 mg e Zurigo 722,5 mg. È quanto emerge dallo studio del Centro di monitoraggio europeo sulle droghe e le dipendenze. Lo studio è stato condotto sull'analisi delle concentrazioni delle sostanze nelle acque di scarico di 60 città europee, di 18 Paesi. Da esso si rileva che il consumo si intensifica nel fine settimana. Le più virtuose sono tre città finlandesi. Anche per quanto riguarda il consumo di amfetamine Anversa è al top della classifica, con 199,3 mg ogni mille persone al giorno. E' seguita da due città tedesche Duelmen 117 mg, e Dortmund 150,4. Milano, assieme a città come Parigi e Lugano si trova invece tra i centri virtuosi, con livelli bassissimi, al di sotto della soglia di quantificazione. Per l'uso di metamfetamine è Bratislava a segnare il maggior consumo nel 2016, con 671,8 mg ogni mille persone al giorno, seguita da un'altra città slovacca Piestany 310,2 mg; e dalla ceca Budweis, 261,9 mg. I livelli di consumo per Milano sono abbastanza bassi 13,77 mg, mentre Parigi, Utrecht e Lisbona così bassi da essere sotto la soglia di quantificazione. L'ecstasy si consuma soprattutto nell'olandese Eindhoven 125,7 mg ogni mille persone al giorno nel 2016. Seguono Anversa 98,3 mg; e Oslo 94,8 mg. Un'altra ricerca dell'Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa (Ifc-Cnr), evidenzia Giovanni D'Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, fotografia i consumi di stupefacenti in Italia. A livello regionale sono Sardegna ed Emilia Romagna ad occupare le prime posizioni per l'uso di quasi tutte le sostanze. In particolare l'Emilia detiene il primato per le droghe sintetiche (allucinogeni 3%, stimolanti 4%) mentre la Sardegna per la cocaina (4%). Le 4 regioni dove più alta è la diffusione di cannabis sono Molise, Lazio, Sardegna e Marche (32%). Lazio, Sardegna, Campania hanno invece il record per la cannabis sintetica, la così detta Spice, Molise e Marche vedono i ragazzi preferire stimolanti ed eroina. La Toscana ha record per antidolorifici e psicofarmaci seguita dalla Basilicata, l'Umbria per gli stimolanti, inclusa cocaina di cui la regione principe resta però la Sardegna. E proprio a proposito di eroina, in testa alla classifica dei consumi ci sono Emilia, Toscana, Sardegna e Calabria.

Class Action contro Sanofi per le vittime della Dépakine. È la prima denuncia collettiva che riguarda la salute

Class Action contro Sanofi per le vittime della Dépakine. È la prima denuncia collettiva che riguarda la salute Una denuncia collettiva nei confronti di Sanofi è stata depositata in Francia dall'Apesac, l'associazione delle vittime della Dépakine di cui fanno parte circa 2000 famiglie. Oggetto dell'azione legale il laboratorio Sanofi che produce il farmaco contro l'epilessia accusato di non avvertire in modo sufficiente sui rischi per le donne incinte. Il sodio valproato, il principio attivo presente nel medicinale prodotto da Sanofi dal 1967, aumenta i rischi di malformazioni nei feti. L'Apesac chiede che venga riconosciuta la "responsabilità del laboratorio nel ritardi rispetto alle informazioni sul sodio valproato quando invece ne conosceva i rischi".Quel principio attivo è considerato fondamentale per curare gli epilettici ma assunto dalle donne in stato di gravidanza può aumentare del 10% la possibilità per i feti di nascere con malformazioni congenite e del 40% i problemi autistici o ritardi psicomotori. In Francia, il decreto che permette di intraprendere azioni di gruppo contro un medicinale difettoso o un servizio sanitario è stato adottato a settembre. Sanofi ha confermato in una e-mail per le agenzie di stampa, di aver ricevuto la notifica del procedimento.L'azienda ha rifiutato di commentare ulteriormente. Per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, è la prima "class action" che riguarda la salute.

La cooperazione internazionale, fondamentale nella lotta contro Xylella fastidiosa. Le conclusioni del seminario organizzato dal COI a Bari

La cooperazione internazionale, fondamentale nella lotta contro Xylella fastidiosa. Le conclusioni del seminario organizzato dal COI a Bari Il COI, Consiglio Oleicolo Internazionale, ha pubblicato le conclusioni del seminario su Xylella fastidiosa, organizzato alla fine di novembre a Bari. L'obiettivo della riunione era quello di analizzare la situazione attuale del parassita e proporre raccomandazioni per prevenire e combattere il parassita. Le principali conclusioni della riunione sono state "la necessità di rafforzare la cooperazione tra i paesi a livello scientifico, tecnico e politico; creare un forum per lo scambio di informazione e di sostegno dei laboratori in "quarantena" dei paesi membri al fine di garantire la non proliferazione di batteri delle piante e muovendo verso un processo di certificazione dei vegetali destinati al commercio internazionale ". I rappresentanti delle varie agenzie nazionali e internazionali coinvolti hanno inoltre raccomandato il rafforzamento della cooperazione tra il COI e le entità che gestiscono questa ricerca sui parassiti. Così, il CIHEAM (Centro internazionale di alti studi agronomici mediterranei), FAO, EPPO (europea e mediterranea per la protezione delle piante) e il CNR (Consiglio di Ricerca Italiani) hanno invitato il COI a contribuire al lavoro di uno specifico comitato chiamato XF-ACTORS. Abdellatif Ghedira, direttore del COI, ha sottolineato che la Xylella fastidiosa è una delle priorità del Segretariato del Consiglio. Per lei, come per altre questioni nel settore delle olive, è essenziale la cooperazione e lo scambio di conoscenze internazionali ".Nel corso della riunione, i partecipanti hanno potuto osservare sul terreno l'impatto delle infestazioni e dei sintomi, la familiarità con le tecniche di analisi di materiali e insetti vegetali vettori ed esaminare i risultati del test di tolleranza, la resistenza di diverse varietà di olive. Gli altri partecipanti sono l'ANSES (Agenzia francese per la sicurezza Sanitiaria e alimentare), CREA (Consiglio Italiano per la Ricerca in Agricoltura), il CRSFA (Centro Italiano di Ricerca, Sperimentazione e Formazione), l'Università di Foggia, la Direzione generale per la Sanità e sicurezza alimentare e l'Università della Basilicata. Per la prima volta, comunica Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti", si sono incontrati i rappresentanti delle principali agenzie europee e internazionali per la sicurezza alimentare e per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria, che hanno potuto effettuare varie visite sul campo e nei laboratori di analisi e valutare la diagnosi, effettuare il monitoraggio e il controllo del batterio della Xylella che sta colpendo gli alberi di ulivo nel sud della Puglia. L’obiettivo principale del comitato chiamato XF-ACTORS è finalizzare azioni di ricerca e innovazione che migliorino la prevenzione, la diagnosi precoce e il controllo della Xf sotto condizioni fitosanitarie diverse (“zone sane”, “zone cuscinetto” e “zone infette”), e massimizzino l’impatto dei programmi di ricerca UE assicurando il coordinamento e l’integrazione tra i gruppi e le reti con ampia esperienza e/o coinvolti in programmi di ricerca internazionali sulla Xf. Gli obiettivi specifici sono: Migliorare le misure preventive consolidando le competenze e la consapevolezza delle agenzie per la salute delle piante, i decisori e i principali stakeholder. Sviluppare tecniche per la diagnosi precoce dei sintomi della Xf dal livello di singola foglia a livello territoriale. Colmare le lacune della ricerca su biologia della Xf, genetica della popolazione e meccanismi di interazione con l’ospite, nonché su bioecologica del sistema xilema-linfa, per identificare i processi di trasporto e trasmissione della Xf. Formulare strategie di gestione innovative e stabilire un sistema integrato di approcci sostenibili che minimizzino i costi economici, ambientali e sociali delle infezioni da Xf nel territorio dell’UE. Integrare i risultati della ricerca per sviluppare strumenti di quantificazione del rischio a scala regionale. Creare una piattaforma per la diffusione, la comunicazione e il trasferimento dei risultati tra i vari attori coinvolti. I risultati attesi sono Rafforzamento delle misure preventive attraverso la promozione di azioni integrate per una risposta efficace contro la diffusione della Xf Sviluppo di programmi di diagnosi precoce e monitoraggio efficaci. Ampliamento delle conoscenze sulla biologia, genetica e interazione di patogeno e ospite. Ampliamento delle conoscenze sulla biologia ed ecologia del vettore e sul suo ruolo nell’epidemiologia della malattia. Sviluppo di strategie di gestione sostenibili al fine di ridurre gli impatti economici, ambientali e sociali. Integrazione dei dati della ricerca sulla Xf e realizzazione di valutazioni sul rischio regionale della malattia.