sabato 11 marzo 2017

Dall’estero, cetrioli ai pesticidi. Respinti alla frontiera per la presenza di procimidone sostanza proibita

Dall’estero, cetrioli ai pesticidi. Respinti alla frontiera per la presenza di procimidone sostanza proibita Cetrioli sotto inchiesta, i prodotti ortofrutticoli contaminati con pesticidi continuano a fare notizia. Ora tornano sul banco d'accusa anche i i cetrioli. Particolarmente sconsigliato in questo periodo è il consumo di cetrioli da piantagioni convenzionali importati dall'Egitto. Diversi campioni analizzati il 24/2/2017, sono risultati contaminati da procimidone, un insetticida proibito nell’UE. Si tratta di un noto distruttore endocrino, recettore degli androgeni antagonisti. Il procimidone, prodotto dalla giapponese Sumitomo, sui cui pendono sospetti di cancerogenicità, usato in Europa come anti-muffa, è stato messo da tempo sotto accusa negli Stati Uniti per il timore che danneggi l' apparato riproduttivo dell' uomo e provochi l' insorgenza di tumori. La segnalazione è stata diffusa il 9 marzo dal Sistema rapido di allerta europeo per alimenti e mangimi (Rasff) ed inviata al Ministero della salute italiano. È l’amaro prezzo del mercato globale, commenta Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, che ci offre tutti i prodotti possibili e desiderabili, ma rende sempre più difficili i controlli sulla loro qualità. Per il solo fatto che arrivino alla nostra frontiera ancora prodotti alimentari messi in commercio sul mercato unico che presentano quantità di pesticidi oltre i limiti o proibiti dalla legge deve far riflettere perché evidentemente gli sforzi fatti a partire dalla tracciabilità dei beni non sono ancora serviti, mentre tanti altri devono essere fatti per obbligare l'UE ad abbassare ulteriormente le soglie legali sulle dosi di prodotti e sostanze chimiche. Fino a che le competenti autorità europee non saranno in grado di proteggerci da agricoltori e venditori scorretti, l’unica cosa sensata è aprire bene gli occhi quando si va a fare la spesa e leggere sempre la provenienza di frutta e verdura indicata sull’etichetta. In questo periodo dell’anno resta peraltro sconsigliato l’acquisto di peperoni, pomodori e cetrioli di origine spagnola, turca o africana. Per chi non sa o non vuole rinunciare a mangiare ortaggi estivi anche d’inverno, è opportuno rifornirsi almeno nei negozi biologici. L’alternativa più sicura resta comunque il consumo di prodotti locali di stagione come cavoli, sedano rapa,porro e carote.

Accessi a Lecce ricettacolo di rifiuti. Quotidiane le segnalazioni allo “Sportello dei Diritti” mentre l’amministrazione non muove un dito

Accessi a Lecce ricettacolo di rifiuti. Quotidiane le segnalazioni allo “Sportello dei Diritti” mentre l’amministrazione non muove un dito Ancora una segnalazione allo “Sportello dei Diritti”, associazione che tra le tante attività è divenuta anche punto di riferimento per le denunce quotidiane che riguardano le problematiche ambientali e di decoro urbano dei nostri territori, che riguarda la città di Lecce e l’insensibilità per le periferie da parte dell’uscente amministrazione cittadina che dimostra tutta la trascuratezza e il totale abbandono delle aree al di là della circonvallazione acuita – purtroppo e può apparire un paradosso – dopo la messa a regime della raccolta differenziata in tutta la città. Questa volta è una professionista leccese - che evidentemente tiene più a cuore i luoghi della propria vita rispetto a tanti amministratori, ma anche cittadini che se ne infischiano del bene comune - a denunciare la gravissima situazione ambientale che riguarda ogni accesso alla città, provenendo dalle tangenziali. Per opportunità riportiamo tutto l’intervento, che stavolta vale più di uno dei soliti reportage fotografici che ci vengono trasmessi. “Segnalo con grandissimo raccapriccio come la raccolta differenziata abbia trasformato in discariche a cielo aperto tutti i raccordi e le bretelle di accesso e/o uscita dalle tangenziali e dalle superstrade. E’ un fatto estremamente vergognoso e mi chiedo se nessuno se ne accorge. Il biglietto da visita per chi arriva in città è davvero desolante e oltremodo pericoloso. Accedendo da Monteroni ( ecoteke) sulla tangenziale lungo tutto la strada di raccordo vi sono rifiuti di ogni specie; raccordo uscita Lizzanello per immettersi sulla superstrada Lecce- Maglie idem; sulla strada Lecce- Castromediano – Cavallino e poi sulle strade vicinali . Sulla via Natta traversa di via Monteroni, vi è di tutto sullo un cartello di divieto di discarica. La neve ha coperto per qualche giorno, ma ora con l’arrivo del caldo, sarà una bella sfida anche contro i miasmi e non solo. Noto che il servizio di raccolta differenziata dei rifiuti avviene esclusivamente con il prelievo degli stessi dai contenitori. Se cade una corta o una plastica accanto al contenitore, lì rimane per sempre; non solo. I netturbini non prelevano i rifiuti se non contenuti nei secchi Monteco. Quelli in altri contenitori vengono lasciati ad imputridire e quindi smaltiti, appunto, sulle strade. E’ UNA VERGOGNA!!!!!! Per LECCE, per il Salento, per tutti….. Ho visto panorami del genere nell’anno 2000 durante un mio viaggio in Siria…….. Nel 2017 la Siria l’ho rivista nella mia città. Vi prego, facciamo qualcosa”. Purtroppo, nel rispondere all’accorato appello della professionista salentina, Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, rileva che l’associazione non può far altro che fungere da megafono ad una situazione che è sotto gli occhi di tutti, nonostante ci sia ancora chi si vanti di fantomatici miglioramenti nella gestione ambientale della città e del suo hinterland. Ancora una volta, ripetiamo che gli unici validi deterrenti possano essere costituiti dall’intensificazione dei controlli anche a mezzo telecamere, e da un efficace sistema sanzionatorio nei confronti di chi sversa materiali nelle aree interessate. Ovviamente, nell’immediato, chiediamo un intervento urgente di pulizia e minuziosa rimozione dei rifiuti anche per i rischi connessi alla salute pubblica acuiti con i primi “caldi” a causa dei miasmi e dalle possibili dispersioni nella falda.

Segnaletica originale a Lecce. La freccia di svolta a destra chi l’ha messa in via Leuca?

Segnaletica originale a Lecce. La freccia di svolta a destra chi l’ha messa in via Leuca? Che via Leuca a Lecce e il suo cantiere permanente rappresentino le peggiori manifestazioni di cosa accade in una città quando si cerca di migliorarne il decoro e poi invece si peggiora aspetto e funzionalità è ormai cosa risaputa. Ecco perché ormai da mesi i cittadini residenti e i commercianti ci continuano a segnalare ogni anomalìa che accade in zona. Una nuova è la segnaletica orizzontale comparsa la sera del 9 marzo, alle ore 20.00 circa. Sull’asfalto, infatti, sono apparse non meglio identificate frecce di svolta a destra, disegnate “alla buona” con vernice bianca e ovviamente non conformi alla segnaletica regolamentare. Ovviamente siamo convinti che si tratti di indicazioni per il percorso di una qualche gara podistica, rileva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, però il carattere semipermanente delle stesse poteva almeno evitarsi, in quanto crea senz’altro confusione nei confronti dei fruitori dell’importante arteria.

venerdì 10 marzo 2017

Auchan richiama per ragioni di sicurezza Batterie Computer Notebook HP.

Auchan richiama per ragioni di sicurezza Batterie Computer Notebook HP. Auchan ha reso noto il ritiro dai suoi punti vendita delle Batterie dei Computer Notebook - HP perché rischiano di surriscaldarsi e prendere fuoco. Sul sito web della nota catena di supermarket è stato pubblicato un comunicato di HP con cui si avverte la clientela in possesso delle batterie interessate, di riportarle subito negli store per il rimborso o la sostituzione con un altro prodotto. Il richiamo segue quello preannunciato a giugno 2016 da HP in tutto il mondo e in collaborazione con vari enti governativi delle batterie che possono surriscaldarsi e prendere fuoco. Il comunicato di Auchan: "Il 24 gennaio 2017, HP ha annunciato un’ estensione del suo programma di ritiro e sostituzione volontaria, in corso a livello mondiale, di determinate batterie di computer notebook, annunciato a giugno 2016. Il programma è stato esteso per includere ulteriori batterie spedite con gli stessi notebook. Le batterie interessate sono state fornite con specifici computer notebook HP, Compaq, HP ProBook, HP ENVY, Compaq Presario e HP Pavilion venduti in tutto il mondo da marzo 2013 ad ottobre 2016, e/o vendute come accessori o pezzi di ricambio o fornite in sostituzione attraverso il Supporto. Le batterie interessate potrebbero surriscaldarsi, presentando un rischio di incendio e ustioni per i clienti. HP invita i clienti a ricontrollare tutti i prodotti potenzialmente interessati. Batterie potenzialmente interessate e numeri dei codici a barre 6BZLU, 6CGFK, 6CGFQ, 6DEMA, 6DEMH, 6EBVA, 6CZMB, 6DGAL. Il segno ^ può essere un numero, un carattere o una lettera. È essenziale ricontrollare la batteria in uso, anche se la verifica era già stata fatta in precedenza. Questo ritiro è stato condotto in cooperazione con varie agenzie normative governative." Maggiori informazioni, indica Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, sia sugli apparecchi difettosi e le modalità per verificare se il proprio notebook HP è interessato dal provvedimento sul sito della multinazionale HP. Nel frattempo, i clienti che hanno acquistato da Auchan questi articoli, sono pregati di non utilizzarli.

Consumo cannabis aumenta del 26% rischio ictus, del 10% scompenso cardiaco.

Consumo cannabis aumenta del 26% rischio ictus, del 10% scompenso cardiaco. Ogni volta che si fa uso di marijuana sembra che il rischio di avere un ictus possa aumentare del 26%. E ancora, sempre secondo quanto suggerisce un recente studio statunitense condotto da ricercatori dell'Einstein Medical Center di Philadelphia, il rischio di avere uno scompenso cardiaco arriva ad essere del 10%. Nello specifico, nel momento in cui la cannabis prosegue verso la legalizzazione in più della metà degli Stati degli Usa, un ampio studio che Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” ritiene necessario far conoscere anche nel nostro Paese per aumentare i livelli di consapevolezza tra la platea dei consumatori di "maria" e derivati che ha preso in considerazione i dati clinici relativi a 316'000 utilizzatori, getta nuova luce su come questa sostanza colpisca la salute cardiovascolare. La ricerca ha incluso le cartelle cliniche dei pazienti ricoverati provenienti da più di 1000 ospedali (il 20% dei centri medici degli Stati Uniti). Sono stati esaminati in particolare i dati di pazienti di età compresa tra 18 e 55 anni dimessi dagli ospedali nel 2009 e nel 2010. L'uso di marijuana, all'epoca illegale nella maggior parte degli Stati, era segnalato nell'1,5% (316'000) dei 20 milioni di cartelle cliniche dell'analisi, ma non erano disponibili dati sulla quantità o la frequenza di uso. Confrontando i tassi di malattie cardiovascolari in questi pazienti con quelli di pazienti che non fumavano cannabis, i ricercatori hanno scoperto che l'uso di marijuana era associata ad un aumento del 26% del rischio di ictus e a un aumento del 10% del rischio di insufficienza cardiaca. Risultati confermati anche "correggendo i dati per i fattori di rischio associati alla cannabis, come alcol, fumo e obesità", spiegano i ricercatori dello studio che sarà presentato a Washington nel corso del 66esimo congresso scientifico annuale dell'American College of Cardiology.

Allerta alimentare del Ministero Salute per la Listeria nella "Torta ricotta e pera" Dolce Voglia. Scatta il ritiro dei prodotti.

Allerta alimentare del Ministero Salute per la Listeria nella "Torta ricotta e pera" Dolce Voglia. Scatta il ritiro dei prodotti. Il Ministero della salute venerdì 10 marzo ha diramato un comunicato che invita i cittadini a non consumare la "Torta ricotta e pera" Dolce Voglia commercializzata da Effepi Srl Regione Bona 2, frazione Meridiana, Settime (AT). Il ritiro riguarda tutti il territorio nazionale del lotto P1190/16 della confezione da 1300g con scadenza minima 30.09.17. Il dolce è prodotto da ICE CATERING sas di Criscuolo Maria & Co. via Ingegno area Pip con stabilimento a Sarno. La scheda sulla Listeria e le indicazioni sulla prevenzione sono tratte dal sito del Ministero della salute. La presenza nel cibo è tollerata entro precisi limiti dalle norme europee. Quando si superano i limiti prescritti scatta l’allerta e il prodotto viene ritirato dal mercato, perché le persone immunodepresse, anziane o in cura con farmaci immunosoppressori rischiano seriamente di ammalarsi. Le contaminazioni da Listeria sono molto diffuse. Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, associazione ormai punto di riferimento per la sicurezza alimentare in Italia,non esclude che l'ingerimento del prodotto gastronomico possa provocare un pericolo per la salute, e mette perciò in guardia la popolazione. La listeriosi è un’infezione che si trasmette prevalentemente per via alimentare e può avere effetti gravi nell’uomo. Il germe (Listeria monocytogenes), è un batterio largamente diffuso nell’ambiente, nel terreno e nelle acque di superficie, che tollera gli ambienti salati e le basse temperature (+2/+4°C). Alcune categorie di persone sono più a rischio di contrarre la malattia se presentano un sistema immunitario indebolito: anziani, neonati, donne in gravidanza, soggetti con altre malattie in corso che compromettono il sistema immunitario. Tuttavia anche i soggetti non considerati a rischio possono contrarre l’infezione e in qualche caso manifestare la malattia nella forma gastrointestinale. Il veicolo principale di infezione nell’uomo è il consumo di alimenti pronti al consumo (in inglese: RTE “ready-to-eat”) e di cibo crudo. Il batterio della Listeria si trova più comunemente sulla crosta di formaggi freschi molli, o in formaggi a base di latte crudo, salmone affumicato, carni fresche non stagionate, salumi, ma anche nei vegetali crudi. La cottura dei cibi uccide il germe, la conservazione in frigorifero no. Una persona affetta da listeriosi può manifestare i segni di una sindrome simil-influenzale caratterizzata da febbre e dolori muscolari, a volte preceduti da diarrea o altri sintomi gastro-intestinali. Nel caso di pazienti immuno-compromessi la malattia può evolvere in modo molto più grave con setticemia e meningite. Nelle donne in gravidanza la malattia può portare a complicanze anche gravi per la gestazione. I primi sintomi si possono rilevare anche a distanza di 70-90 giorni dall’assunzione di cibo contaminato.

La denuncia dagli ospedali: manca il siero antitetanico. Lo “Sportello dei Diritti” chiede alle istituzioni sanitarie cosa intendono fare

La denuncia dagli ospedali: manca il siero antitetanico. Lo “Sportello dei Diritti” chiede alle istituzioni sanitarie cosa intendono fare Nelle province di Lecce, Brindisi e Taranto, ma forse il problema non è ristretto solo al Salento, ma anche a tutto il territorio nazionale, non vi sarebbe siero antitetanico. È questa la denuncia che alcuni operatori sanitari, che hanno chiesto di rimanere anonimi, ci hanno riportato nelle scorse ore. Com’è noto il tetano, anche se è un’infezione non contagiosa della quale si è persa quasi la memoria collettiva, ha tuttavia esiti mortali e la miglior cura permane la prevenzione attraverso la somministrazione del vaccino. Basti pensare che anche se gli ultimi dati statistici disponibili in Italia sono quelli tra il 2002 e il 2005 con una media di 62 casi annui, con massima incidenza nelle donne (la vaccinazione era obbligatoria all'entrata del servizio militare) e nei tossicodipendenti, ciò non deve far credere che non vi siano più rischi nella popolazione. Nel mondo è stato registrato circa 1 milione di casi per anno, con una mortalità del 45%. E l’importanza della somministrazione del siero entro le 24 ore dopo che si ha subìto una ferita, ha valenza preventiva proprio per evitare le terribili conseguenze dell’infezione da tetano. Il fatto che alcuni sanitari ci abbiano voluto evidenziare questa grave deficienza del Servizio Sanitario, per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, c’impone la necessità di richiedere un chiarimento urgente alle istituzioni sanitarie, dalle ASL, fino al Ministero della Salute, passando dagli assessorati regionali alla Sanità. Ovviamente dove dovesse essere confermata la notizia, ci auguriamo che i vari enti rimedino con la stessa solerzia con la quale pretendiamo una risposta.