mercoledì 20 settembre 2017
AIFA ritira lotto farmaco per l'anemia.
AIFA ritira lotto farmaco per l'anemia.
Un lotto di EPAVITEN sarà ritirato dal mercato, su tutto il territorio nazionale. Ad ordinarlo è stata l'Agenzia italiana del farmaco (AIFA). Il lotto di EPAVITEN è quello prodotto dalla ditta S.f. Group. EPAVITEN è indicato negli stati carenziali di vitamina B12, nicotinamide, acido ascorbico, acido folico.. Il provvedimento, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, si è reso necessario a seguito della comunicazione pervenuta dalla ditta concernente la colorazione paglierina delle fiale del suddetto medicinale. In particolare, si tratta della confezione di EPAVITEN*INIET 6F I+6F II – AIC 035112010 lotto n. 61040 scad. 10/2018. La S.F. Group Srl ha comunicato l’avvio della procedura di ritiro che il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute è invitato a verificare.
martedì 19 settembre 2017
Il Ministero dell’Istruzione è responsabile dell’incidente subito dallo scolaro investito dal bus fuori da scuola
Il Ministero dell’Istruzione è responsabile dell’incidente subito dallo scolaro investito dal bus fuori da scuola perché per il regolamento scolastico spetta agli addetti dell’istituto scolastico far salire e scendere gli alunni. Per la Cassazione la famiglia del bambino morto a seguito dell’investimento dev’essere risarcita perché il personale deve attendere anche lo scuolabus in ritardo e fino alla consegna del minore agli operatori del pubblico trasporto
Una tragedia di una famiglia fiorentina dopo l’approdo innanzi ai tre gradi di giudizio diviene un importante precedente che per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, è un motivo in più per innalzare l’attenzione e la soglia di responsabilità degli operatori scolastici nei confronti degli alunni minori anche al termine delle attività e sino alla consegna degli stessi ai genitori o al personale addetto al trasporto dei mezzi pubblici. Per la Cassazione con l’ordinanza 21593/17, depositata il 19 settembre, in caso di morte dello scolaro a seguito d’investimento del bus fuori scuola, anche il ministero dell’Istruzione è responsabile dell’accaduto e deve risarcire ai genitori i danni subiti, ed in particolare il danno non patrimoniale liquidato in base alle tabelle di Milano. Per il regolamento scolastico, infatti, il personale dell’amministrazione scolastica, è tenuto a far salire e scendere gli allievi delle scuole elementari e medie dai mezzi di trasporto davanti al portone dell’istituto, attendendo anche se gli stessi ritardano, e quindi fino all’affidamento al personale del trasporto o in mancanza a soggetti pubblici responsabili. Nella fattispecie, in particolare, per gli ermellini che confermano la sentenza della corte d’appello di Firenze, il Miur è corresponsabile del sinistro al 20 % insieme al Comune (40 %) e all’autista del bus (l’altro 40 %). Peraltro, risulta corretto operato dalla Corte d’appello che aveva garantito 244.600 euro per ciascun genitore a titolo di risarcimento applicando il valore medio del danno da perdita parentale indicato dalle tabelle ambrosiane generalmente applicabili per la liquidazione del danno non patrimoniale. Nel caso affrontato, peraltro, l’amministrazione locale non era riuscita a dimostrare il caso fortuito in relazione all’evento per essere esentata dalla responsabilità da custodia di cui all’articolo 2051 cc. In virtù del richiamato regolamento scolastico, l’istituto e quindi il Ministero risulta responsabile perché i ragazzi sono stati lasciati liberi all’uscita di scuola, mentre il personale risulta tenuto alla custodia fino a quando i minori non sono affidati al personale di trasporto o a soggetti pubblici responsabili. A nulla vale la circostanza addotta dal Miur secondo cui l’incidente si sarebbe verificato all’esterno degli edifici scolastici a seguito dello svolgimento delle attività scolastiche, quindi in un luogo in cui non si estenderebbe l’obbligo di vigilanza sui minori della scuola o del personale addetto alla vigilanza dipendente dal ministero. A norma del richiamato regolamento d’istituto tale responsabilità persiste e perdura nell’ipotesi in cui i mezzi di trasporto degli allievi siano in ritardo e quindi fino al momento in cui i minori non vengono presi in consegna.
Acqua minerale con batterio killer, scatta il ritiro. Il Ministero Salute lancia allerta per rischio microbiologico per lotti specifici di Acqua Effervescente Naturale Cutolo Rionero e Acqua Effervescente Naturale Blues
Acqua minerale con batterio killer, scatta il ritiro. Il Ministero Salute lancia allerta per rischio microbiologico per lotti specifici di Acqua Effervescente Naturale Cutolo Rionero e Acqua Effervescente Naturale Blues
Il 6 settembre 2017 lo “Sportello dei Diritti” segnalava ai consumatori che il sistema di allerta rapido europeo (Rasff) aveva comunicato il ritiro dal mercato belga di una marca italiana di acqua minerale naturale contaminata da batterio killer. Oggi il Ministero della salute lancia l'allarme indicando i lotti, il produttore ed il nome dell'acqua minerale naturale interessata dal richiamo dal mercato europeo e non solo. Si tratta di diversi lotti dell' Acqua Effervescente Naturale Cutolo Rionero e Acqua Effervescente Naturale Blues commercializzata da Fonte Cutolo Rionero in Vulture SrL Contrada Santa Maria degli Angeli, 85020 Atella (PZ). Nello specifico si tratta dei lotti LR7248C; LR7249C; LR7250C; LR7251C; LR7252C; LR7253C; LR7254C e LR7255C con data di scadenza rispettivamente del 05-09-2018; 06-09-2018; 07-09-2018; 08-09-2018; 09-09-2018; 10-09-2018; 11-09-2018; 12-09-2018 in unità di 1,5 PET/X6 Bottiglie e 1L PET/X12 Bottiglie. Il ritiro è stato giustificato con la non conformità sanitaria: nel prodotto infatti sono state rilevate tracce di del batterio Pseudomonas aeruginosa, molto virulento ed ubiquitario, ma che non riesce a sostenere seri quadri patologici in soggetti immunocompetenti. A volte tuttavia se infetta il meato urinario può provocare infezioni estese, che possono causare la morte dei tessuti e il decesso per setticemia. Il New England Journal of Medicine ha spiegato quanto poco si sappia di questa sindrome, nonostante sia la decima causa di morte negli Stati Uniti. Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, associazione ormai punto di riferimento per la sicurezza alimentare in Italia, invita a chiunque abbia acquistato l'acqua interessata dal richiamo a non consumarla e restituirla al punto vendita. L’avviso di richiamo è stato pubblicato sul nuovo portale dedicato alle allerta alimentari del Ministero della salute nella sezione "Avvisi di sicurezza".
lunedì 18 settembre 2017
Cassazione. Per i danni causati dalla tettoia caduta a causa del forte vento paga il proprietario dell’immobile
Cassazione. Per i danni causati dalla tettoia caduta a causa del forte vento paga il proprietario dell’immobile. La responsabilità del “custode” della res sussiste pure nel caso di danni dipendenti dal «dinamismo intrinseco» della stessa. Il vento di particolare intensità in tali casi è sempre prevedibile e non può integrarsi il “caso fortuito”
«La responsabilità del custode della res sussiste pure in relazione ai danni dipendenti dal dinamismo intrinseco della stessa per la sua conformazione o struttura, cui ben può ricondursi il rischio di uno svellimento di una tettoia precaria, sia pure per il concorso dell'azione di un vento di forza particolare, ma evidentemente non considerata o prevista in modo adeguato al momento del suo ancoraggio al suolo». È questo il principio evidenziato dalla Corte di Cassazione con l’ordinanza 21539/17, pubblicata il 18 settembre. Nella fattispecie i giudici della sesta sezione hanno rigettato il ricorso di una società in liquidazione che si opponeva al risarcimento dei danni subiti da un’altra azienda, proprietaria di un immobile danneggiato da una tettoia divelta dal vento, peraltro rimossa con ulteriori danni dalla stessa ricorrente. Nel confermare la sentenza della Corte d’Appello di Torino che aveva riconosciuto il diritto al risarcimento del danneggiato, i giudici di legittimità hanno sottolineato che l’intero sistema argomentativo della ricorrente risulta viziato in punto di diritto per quanto riguarda «il contenuto della responsabilità del custode anche per i danni cagionati dal dinamismo intrinseco della cosa custodita, si infrange anche in punto di fatto contro le valutazioni di merito della Corte territoriale quanto alla sussistenza dei presupposti per la riconosciuta responsabilità, ai sensi degli articoli 2051 Cc (per i danni da tettoia divelta per il vento) e 2043 Cc (per i danni da rimozione della medesima, imputabili alla direzione di soggetto riconducibile all’odierna ricorrente), con l’esclusione del caso fortuito e l’accertamento del nesso di causalità tra cosa custodita e danno e tra condotta successiva e danno ulteriore». Insomma, rileva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, non sfugge dalla propria responsabilità il custode della tettoia che poteva ben prevedere che un vento di particolare intensità l’avrebbe potuta facilmente sradicare dal proprio sito e causare danni.
Anche l'Ue bacchetta Ryanair: «rispetti le regole sul rimborso e l'indennizzo dei passeggeri».
Anche l'Ue bacchetta Ryanair: «rispetti le regole sul rimborso e l'indennizzo dei passeggeri». La compensazione è di 250 euro per i voli di 1500 chilometri o meno; 400 oltre i 1500 chilometri. Intanto la low cost ha promesso di comunicare tra oggi e domani tutti i voli cancellati
Non bastano le numerose sentenze su tutto il territorio dell’UE a sanzionare le compagnie aeree che non rispettano le regole europee sulle compensazioni in caso di ritardo o cancellazione del volo. Adesso, alla luce del caso che è scoppiato con l’annuncio di Ryanair delle cancellazioni di centinaia di voli per un errore di pianificazione delle ferie del personale è costretta anche la Commissione Europea ad intervenire ufficialmente invitando la low cost a «rispettare le regole Ue» sui diritti dei passeggeri i cui voli vengono cancellati, che includono sia il rimborso del biglietto sia, in determinate circostanze, un indennizzo in denaro compreso tra i 250 e i 400 euro. A ricordarlo il portavoce della Commissione per i Trasporti, Enrico Brivio, durante il briefing con la stampa a Bruxelles, a proposito della decisione della compagnia low-cost irlandese di cancellare voli, apparentemente a causa di una pianificazione errata delle ferie dei piloti. «Le decisioni operative - sostiene Brivio - vengono prese dalle compagnie aeree e non dalla Commissione, ma nello stesso tempo le compagnie aeree che operano nell'Ue devono rispettare le regole. Grazie all'Ue, i passeggeri i cui voli vengono cancellati hanno tutta una serie di diritti, che includono il diritto al rimborso, al re-routing, come pure il diritto all'assistenza e, in certe circostanze, il diritto a un indennizzo».«Non spetta a noi commentare sulle decisioni operative delle compagnie aeree - ha sottolineato il portavoce - ma ci aspettiamo che Ryanair rispetti le regole dell'Ue sui diritti dei passeggeri». È bene ricordare sul punto, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, che salvo il ricorrere di circostanze straordinarie, i passeggeri hanno diritto alla compensazione pecuniaria a meno che siano informati della cancellazione almeno due settimane prima dell'orario di partenza previsto; che siano informati della cancellazione tra due settimane e sette giorni prima della partenza prevista e gli venga offerto un re-routing, che li faccia partire non più di due ore prima dell'orario di partenza previsto e di raggiungere la destinazione finale in meno di quattro ore dopo l'orario di arrivo previsto; che siano informati della cancellazione meno di sette giorni prima dell'orario delle partenze previsto e venga offerto loro il re-routing, che permetta loro di partire non più di un'ora prima dell'orario previsto e di raggiungere la destinazione finale in meno di due ore dall'arrivo previsto. La compensazione è di 250 euro per tutti i voli di 1500 chilometri o meno; 400 euro per tutti i voli intra-comunitari di oltre 1500 chilometri, e per tutti gli altri voli tra i 1500 ed i 3500 chilometri; e 600 euro per tutti i voli che non ricadono sotto i punti precedenti. Lo “Sportello dei Diritti”, al di là degli annunciati esposti da parte di altre associazioni che lasceranno il tempo che trovano in quanto le autorità europee risultano essere già all’opera, ricorda quindi a tutti i passeggeri i cui voli risultano essere cancellati che oltre al rimborso del prezzo del biglietto hanno diritto secondo le norme europee al pagamento all’indennità compensatoria compresa fra 250 e 600 euro a seconda della durata del percorso e potranno contattare la nostra associazione tramite i nostri indirizzi email info@sportellodeidiritti.org o segnalazioni@sportellodeidiritti.org per avere delucidazioni sulle relative modalità. Nel frattempo, la linea aerea ha fatto sapere che comunicherà entro martedì l'elenco aggiornato di tutti i voli cancellati entro il 31 ottobre, per come annunciato sul suo account Twitter. Ha anche ricordato che i voli saranno regolarmente operativi a meno che non si riceverà hai una email di cancellazione. L’elenco completo dei voli interessati è reperibile al seguente link: https://www.ryanair.com/it/it/info-utili/Centro-assistenza/aggiornamenti/cancellazioni anche se al momento risulta ancora non operativo.
Facebook potrebbe lanciare una funzione per mettere a tacere o in secondo piano gli amici più fastidiosi
Facebook potrebbe lanciare una funzione per mettere a tacere o in secondo piano gli amici più fastidiosi
Facebook sarebbe pronta a lanciare una nuova funzione che consentirà immediatamente agli utenti di mettere in secondo piano gli 'amici' un po' troppo invadenti o fastidiosi per un tempo a propria scelta: 24 ore su 24, 7 giorni o 30 giorni. Un tasto "Snooze", infatti, potrebbe presto fare la sua apparizione sul più celebre dei social network. Questa nuova opzione permetterà agli utenti di mettere in secondo piano "gli amici" troppo invadenti o troppo attivi. Si tratta di informazioni rese nota da Techcrunch: Facebook starebbe testando un tasto "Snooze". Questa caratteristica permetterà agli utenti di mettere in secondo piano 'amici' un po' troppo invadente o fastidioso per un tempo di vostra scelta: 24 ore su 24, 7 giorni o 30 giorni. L'opzione funzionerebbe anche per pagine o gruppi. Questa nuova funzionalità sarebbe attualmente in fase di test. Tuttavia, rileva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, Facebook non ha confermato se si tratta di un semplice test o se questo tasto "Snooze" è stato realizzato per essere messo a disposizione al più presto.
Belgio. Un bambino di 2 anni è morto soffocato mentre mangiava un Babybel.
Belgio. Un bambino di 2 anni è morto soffocato mentre mangiava un Babybel. Un altro dramma che poteva essere evitato solo se si fosse prestato attenzione. Lo “Sportello dei Diritti”: estendere l’indicazione del pericolo di soffocamento per i più piccoli sulle confezioni e pacchetti di tutti i prodotti a rischio
Un bambino di 2 anni e mezzo di Vilvoorde in Belgio (Brabante Fiammingo) è morto soffocato si mangiava un Babybel il noto mini spuntino al formaggio. La tragedia ha avuto luogo sabato 2 settembre, rivela il quotidiano fiammingo Het Nieuwsblad. Il formaggio è rimasto bloccato in gola, tanto da causare l'asfissia e quindi la morte del bambino. I giornali belgi hanno anche evidenziato che non sarebbe il primo dramma del genere. Quella sera, i genitori avevano affidato i loro tre ragazzini a una babysitter della zona. Il più giovane dei tre, di due anni e sette mesi, è quello che rimasto soffocato. La mini porzione di formaggio sarebbe rimasto bloccato nella sua trachea, impedendogli di respirare. "La babysitter, che era stata addestrata al primo soccorso, ha fatto quello che poteva. Chiamando i soccorsi, è riuscita anche a rianimare nostro figlio. Il suo cuore aveva anche cominciato a battere durante il trasporto all'ospedale", secondo quanto detto dai genitori. Nonostante l'intervento rapido, il bambino però ha raggiunto la morte cerebrale, tanto che la scorsa settimana, per quanto riferito dal padre, hanno preso la decisione di staccare il respiratore. Il ragazzo sfortunato, il cui nome non è stato rivelato, era tornato alla scuola materna alla vigilia della tragedia. Ed è stato cremato l’altro ieri. Se i genitori finalmente hanno deciso di pubblicizzare il caso, e per avvertire altri genitori. "Noi non incolpiamo nulla a Babybel, ma questa non è la prima volta che un bambino è soffocato mentre si mangia il formaggio", hanno continuato a sostenere i genitori. La stampa belga, come detto ha riferito che questo sarebbe il terzo caso identico nel paese. Nel 2015, un bambino di 18 mesi aveva perso la vita in circostanze analoghe. Nel 2016, era toccato ad un bambino di 2 anni di Vorselaar. "Ero consapevole," ha detto sua madre. "Avevo letto queste storie nella stampa. Sono stata anche attenta a ciò che mangia a piccoli pezzi. "E' ancora successo." Alcuni esperti sostengono che sia necessario il requisito di un avviso contro il rischio di soffocamento sulla confezione. Dopo questo nuovo dramma, il marchio Babybel ha fatto sapere di essere impegnato ad effettuare questa operazione, ha annunciato il suo CEO Frédéric Dufour, che inoltre, in prima persona, ha espresso tutta la sua vicinanza ai genitori ed alla famiglia per la tragedia. Un’idea, quella dell’indicazione del pericolo di soffocamento per i più piccoli sulle confezioni e pacchetti, che per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, dovrebbe essere estesa a livello normativo o regolamentare a tutti i prodotti alimentari a rischio.
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