venerdì 17 novembre 2017

Ancora richiami di ostriche contaminate da biotossine paralizzanti. L’allerta arriva dal Ministero della Salute

Ancora richiami di ostriche contaminate da biotossine paralizzanti. L’allerta arriva dal Ministero della Salute Dopo i richiami da parte di SoGeGross, Basko e del Ministero della Salute, ancora una volta oggi il dicastero ha pubblicato un avviso di richiamo di ostriche (Crassostrea gigas) contaminate da biotossine algali paralizzanti (PSP), commercializzate con il marchio BONAPESCA SRL. L’allerta è partita dalla Francia, paese di origine dei molluschi, ed è arrivata in Italia e in Spagna attraverso il sistema Rasff, che considera il rischio serio, con la segnalazione n° 1947.2017. Nei molluschi sono stati riscontrati 1824 µg/kg di tossine, più del doppio del consentito (800 µg/kg). Il nuovo richiamo riguarda due lotti di ostriche, 81440024312 e 8144024313, confezionate da BONAPESCA SRL nello stabilimento di Goro (Ferrara) in cassette di legno da 3 kg. Le ostriche richiamate sono contaminate da tossine di tipo PSP (Paralytic Shellfish Poisoning), responsabili di un’intossicazione paralizzante si trovano in molluschi, come pure in cozze e ostriche. I molluschi possono concentrare elevati livelli di biotossine algali, come la saxitossina, una neurotossina che provoca paralisi muscolari. I primi sintomi (ad esempio nausea, vomito, mal di testa, intorpidimento, fino a paralisi vere e proprie) si manifestano dopo mezz’ora dall’ingestione. A scopo precauzionale e al fine di garantire la sicurezza dei consumatori, Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”. raccomanda a coloro che hanno acquistato il prodotto con medesimi lotti di appartenenza, di NON consumarli e di riportarli al punto vendita che provvederà al rimborso. La cottura non elimina il rischio, perché queste tossine sono resistenti al calore.

Crolli ed infiltrazioni nella scuola primaria “Aldo Moro” di Ugento. A rischio alunni e personale

Crolli ed infiltrazioni nella scuola primaria “Aldo Moro” di Ugento. A rischio alunni e personale. La denuncia del consigliere d’istituto Gianfranco Coppola. Nonostante i lavori recenti si è rischiata la tragedia. Lo “Sportello dei Diritti”: il sindaco di Ugento chiuda la scuola e ordini lavori urgenti di messa in sicurezza. A rischio la pubblica incolumità Un fatto gravissimo è accaduto presso la scuola primaria di Ugento “Aldo Moro” in data odierna. A denunciarlo allo “Sportello dei Diritti, il consigliere d’istituto in rappresentanza dei genitori, Gianfranco Coppola. L’atrio d’ingresso è stato, infatti, interessato da crolli e copiose infiltrazioni d’acqua mettendo a rischio alunni, personale e chiunque vi transitasse, come si evince chiaramente dalle fotografie e dal video che diffondiamo affinché l’opinione pubblica conosca lo stato delle nostre scuole e i pericoli cui vanno incontro i nostri bambini. Il fatto più eclatante è che l’area interessata dai crolli e dallo scorrere incessante dell’acqua piovana è stata recentemente interessata da lavori di ristrutturazione, consegnati solo l’estate 2015. Ci risulta, peraltro, rileva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti, che tutte le autorità, compreso il sindaco, siano stati allertati dalla dirigenza d’istituto. Ecco perché è necessario che la massima autorità amministrativa del luogo ordini l’immediata chiusura della scuola e lavori urgenti per la messa in sicurezza, perché a rischio vi è la pubblica incolumità ed in specie, la fondamentale ed inderogabile tutela dei più piccoli. Peraltro, la vicenda in questione non costituisce un fatto isolato nel medesimo comune, perché anche la scuola media di via Monteverde della frazione di Gemini di Ugento è stata recentemente interessata da fatti analoghi senza che a tuttora si siano risolti i problemi. Infine, ci rivolgiamo al sindaco affinché verifichi le cause dei danni verificatisi su opere di ristrutturazione sulla scuola primaria “Aldo Moro”, consegnate così recentemente e commissionate dalla stessa amministrazione comunale.

Bolle di sapone killer. Ministero Salute lancia allerta per rischio microbiologico

Bolle di sapone killer. Ministero Salute lancia allerta per rischio microbiologico Prodotti a rischio per la salute. Ci sono soprattutto giochi, non a norma e rischiosi per i bambini, tra i quali spiccano le bolle di sapone provenienti dalla Cina, nel cui liquido saponato è stato trovato di tutto: batteri fecali più concentrati che in un water, microrganismi normalmente presenti in animali selvatici e molto altro. E' il 'bazar ' dei prodotti di libero consumo bloccati dal ministero della Salute, grazie all’azione congiunta dei NAS di Ancona. Il dicastero, ha pubblicato oggi sul proprio sito il ritiro di un fluido di ricarica per bolle di sapone, che può creare rischi sanitari. Nello specifico si tratta delle confezioni Marca AB5L Bubble liquid 5L/bottle prodotte in CINA Codice a barre 8 033481 909144 vendute in taniche da cinque litri con etichettatura in lingua inglese. In etichetta riportati il codice a barre, il riferimento dell’importatore, il marchio CE.Importatore: FRENEXPORT SPA- Via Enzo Ferrari, 10 62017 Porto Recanati (MC). Nei giocattoli mancava l’analisi microbiologica, richiesta obbligatoriamente dalla Direzione della Prevenzione del Ministero della salute. Le analisi eseguite presso l’Istitutio Superiore di Sanità hanno riscontrato concentrazione elevata di Lieviti (7 X 102) e batteri della conta microbica totale aerobia - CMTA (4,6 X 104), superiore di rispetto ai limiti raccomandati dalle linee guida europee. Sono state evidenziate differenti morfologie di colonie, identificate come Enterobacter gergoviae, Staphylococcus warnerii, Klebsiella oxytoca e Candida Lusitaniae. Le specie rilevate sono rappresentate dal microrganismi patogeni (Candida Liusitaniae) e opportunisti patogeni ( Enterobacter gergoviae, Staphylococcus warnerii, Klebsiella oxytoca) isolabili dall’ambiente e da campioni clinici. Rischio grave in considerazione del fatto che i bambini sono soliti portare alla bocca e inalare il liquido delle bolle. In considerazione dell’esito di tale analisi, le taniche sono state poste sotto sequestro penale. L’avviso di ritiro, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, è stato pubblicato dal dicastero sul nuovo portale dedicato agli allarmi consumatori e reazioni a notifiche di prodotti non alimentari pericolosi nella sezione "Avvisi di sicurezza".

giovedì 16 novembre 2017

Esiste una connessione tra il troppo zucchero e l’Alzheimer.

Esiste una connessione tra il troppo zucchero e l’Alzheimer. La patologia potrebbe essere più aggressiva, con sintomi più accentuati. A rivelarlo uno degli ultimi studi americani sulla malattia L'insorgenza e lo sviluppo di una delle malattie degenerative più terribili, l'Alzheimer, potrebbe essere in connessione con l'eccesso di zucchero. Ad evidenziarlo, un recentissimo studio dei ricercatori dello statunitense National Institute on Aging (NIA), una divisione dell'NIH (National Institutes of Health, in italiano Istituto Nazionale della Salute), che Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti, associazione che, tra le molteplici sue attività, da anni si occupa anche della divulgazione delle più significative scoperte in campo scientifico e medico, ritiene utile far conoscere per le implicazioni che potrebbe avere nella cura di questa patologia. Gli scienziati, che hanno confrontato i cervelli post-mortem di pazienti deceduti con tale malattia e soggetti deceduti senza demenza hanno sottolineato le evidenti differenze del tessuto cerebrale tra chi è stato colpito dall'Alzheimer, che risulta ben diverso e modificato dall'eccessiva presenza di glucosio rispetto a coloro che non ne erano affetti. Nel dettaglio, i pazienti colpiti da Alzheimer presentavano un eccesso di zucchero nelle zone colpite dalla malattia in quanto non riuscivano a portare a termine il processo di glicolisi. In buona sostanza, chi è affetto da questa patologia ha maggiori difficoltà a trasformare il glucosio in energia. Gli studiosi hanno notato che il processo di glicolisi è maggiormente compromesso quando il disturbo è già in stato avanzato. Come evidenziato dal dottor Madhav Thambisetty, tra gli autori della ricerca, i risultati ottenuti sono molto importanti perché portano ad analizzare un nuovo meccanismo - ovvero la glicolisi - come possibile bersaglio di nuove terapie anti Alzheimer.

Wifi nel mirino nel Regno Unito. La crociata di una mamma contro le onde wireless.

Wifi nel mirino nel Regno Unito. La crociata di una mamma contro le onde wireless. Il dramma di una 15enne britannica elettroipersensibile finisce in tragedia. Per alcuni studi: «Non è una tecnologia inoffensiva», ma per le autorità «non ci sono prove». Lo "Sportello dei Diritti": occorrono studi indipendenti e affidabili per eliminare ogni dubbio circa i pericoli per la salute ed eventualmente trovare adeguate precauzioni contro i rischi Una serie di sintomi che l'hanno lentamente logorata: emicrania lancinante, stanchezza e problemi alla vescica. La povera ragazzina Debbie Fry, di 15 anni, del Gloucestershire nel Regno Unito, pativa questi effetti ogni qualvolta si trovasse nelle vicinanze di un router wireless.Una condizione dolorosa e praticamente costante che non si placava nemmeno durante i suoi sporadici ricoveri in ospedale. Così consumata da tali malesseri, nel 2015 la giovane la faceva finita, togliendosi la vita nei boschi non lontano da casa sua. Per quanto sostenuto dalla madre, la ragazza soffriva di elettroipersensibilita (o Ehs) sindrome che colpisce una sparuta minoranza della popolazione e che attualmente non è riconosciuta come una vera e propria malattia dall'Oms. Per chi soffre di Ehs, secondo quanto sostenuto da alcuni esperti in materia, trovarsi in presenza di campi magnetici, elettrici o elettromagnetici costituisce causa di forte sofferenza. Il patologo legale che si è occupato dell'autopsia, però, non ha potuto stabilire né se la giovane ne soffrisse davvero né se a causa della sua morte vi fosse proprio la Ehs. La signora Fry dal canto ha espresso alcune sue certezze: «Stava male a casa e così abbiamo staccato il modem e la situazione è migliorata, a scuola e in altri luoghi dove c'era una connessione continuava a soffrire. Ci dicono che si tratta di una tecnologia inoffensiva ma io non ne sono affatto convinta», ha raccontato al portale GloucestershireLive. A seguito della propria tragedia familiare e degli approfondimenti con esperti, la donna ha iniziato a manifestare attivamente tenendo comizi in tutto il Regno Unito contro l'uso della wi-fi chiedendo che venga rimossa dagli edifici pubblici e soprattutto dagli ospedali: «Mettono una cosa che fa ammalare in un posto pieno di malati, è una follia».Il Sistema sanitario nazionale britannico (Nhs), al contrario ha sostenuto di non essere convinto che la presenza di reti senza fili possa veramente causare rischi per la salute delle persone. In ogni caso, al di là dei diversi pareri in materia, per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti, occorre che le istituzioni europee e nazionali che si occupano di salute, si affidino a studi indipendenti e affidabili per eliminare ogni dubbio circa i pericoli per la collettività ed eventualmente trovare adeguate precauzioni contro i rischi.

Ministero salute: ostrica concava richiamata per biotossine algali. Ecco i lotti coinvolti

Ministero salute: ostrica concava richiamata per biotossine algali. Ecco i lotti coinvolti Il Ministero della salute ha pubblicato sul sito del dicastero un richiamo dell'ostrica concava (Crassostrea gigas) con marchio M.GI.B per presenza di biossine algali in diversi lotti. Nello specifico si tratta dei lotti di produzione : 29965, 29966 con scadenza 11.11.2017; 29984, 29985, 29994, 29998 con scadenza 13.11.2017; 3055, 30030, 30044, 30056, 30039, 30045, 30043, con scadenza 14.11.2017; 30095, 30084, 30088 con scadenza 15.11.2017. I molluschi sono venduti in cassette di legno da 1 kg e 3 kg con il marchio d'identificazione dello stabilimento M.GI.B via dell'Artigianato, 20 Bosco Mesola (FE). Viene commercializzata ancora viva per assicurarne la freschezza, per questo il prodotto deve essere obbligatoriamente accompagnato da etichetta riportante la data di confezionamento ed i riferimenti di provenienza. L’allerta è partita dalla Francia, paese di origine dei molluschi, ed è arrivata in Italia e in Spagna attraverso il sistema Rasff, che considera il rischio serio, con la segnalazione n° 1947.2017. Nelle ostriche richiamate sono state riscontrate biotossine del tipo PSP (Paralytic Shellfish Poisoning), responsabili di un’intossicazione paralizzante si trovano in molluschi, come pure in cozze e ostriche. I molluschi possono concentrare elevati livelli di biotossine algali, come la saxitossina, che provoca paralisi muscolari. I primi sintomi (nausea, vomito, mal di testa, intorpidimento) si manifestano dopo mezz’ora dall’ingestione. Si raccomanda a chi ha acquistato le ostriche del lotto richiamato, di restituirle presso il punto vendita d’acquisto unitamente alla fattura. A scopo precauzionale e al fine di garantire la sicurezza dei consumatori, Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”. raccomanda a coloro che hanno acquistato il prodotto con medesimo lotto di appartenenza, di NON consumarlo e di riportarlo al punto vendita che provvederà al rimborso.

Ritirata dagli scaffali “Pancetta affumicata” LAZAR & SOHNE per presenza allergene non dichiarato in etichetta

Ritirata dagli scaffali “Pancetta affumicata” LAZAR & SOHNE per presenza allergene non dichiarato in etichetta. Rischio per allergici. Il Ministero della Salute lancia l'allerta Il Ministero della salute ha comunicato il ritiro della “Pancetta affumicata” a marchio LAZAR & SOHNE. Il salume " SLANINA AFUMATA" sottoposto a richiamo, è prodotto dall'azienda rumena LAZAR & SOHNE. Il motivo del richiamo riguarda la presenza di un allergene non dichiarato in etichetta, riscontrato in un campione. L’allerta è partita dalla Romania, paese di origine del salume ed è arrivata in Italia attraverso il sistema Rasff, che considera il rischio serio. Le persone allergiche o intolleranti, in possesso del salume, se appartenenti al lotto richiamato, sono invitate a non consumare il prodotto e a riportarlo al punto vendita. Mentre non ci sono problemi per tutte le altre persone che possono consumare senza problemi il prodotto. L'allerta, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, è stata pubblicata oggi sul sito del nuovo portale dedicato alle allerta alimentari del Ministero della salute. Con l'occasione ricordiamo "Come difendersi": leggi l’etichetta! Non smetteremo mai di ricordare che l’etichetta è la carta di identità di ciò che mangiamo. Ciò che essa riporta può evitare gravi pericoli per la salute, ma può anche esserne causa se le informazioni sono scorrette, come nel caso della dicitura di questo salume che non corrisponde a realtà! Questi dati mostrano, quanto è ampia la variabilità dei pericoli cui siamo soggetti. È fondamentale quindi non abbassare mai la guardia.