domenica 17 febbraio 2019

No allo smartphone di notte ai bambini: i medici britannici incoraggiano un “veto” legale

No allo smartphone di notte ai bambini: i medici britannici incoraggiano un “veto” legale. I genitori dovrebbero proibire l’uso serale di gadget elettronici ai loro figli. Parola dei pediatri. Lo “Sportello dei Diritti”: subito norme che disincentivano l’utilizzo di smartphone, monitor e display ai minori come con le sigarette e il gioco d’azzardo I bambini non devono stare troppo davanti ad uno schermo – che sia la tv, il tablet, lo smartphone, ecc. - anche se nel corso degli ultimi decenni questo è esattamente ciò che è accaduto a livello globale. La questione, al centro di tante ricerche scientifiche e dibattiti da parte degli esperti di pediatria, è ora diventata tanto preoccupante da aver suscitato la proposta di un veto da parte delle autorità. L’uso di questi accessori tecnologici, in particolare prima di andare a letto, è associato infatti a disturbi del sonno e problemi comportamentali che affliggono i bambini nelle fasi cruciali del loro sviluppo. A sostenere la proposta è l’ente dei medici britannico Chief Medical Officers (UK CMOs), che consigliano un uso limitato dei tablet ed incoraggiano invece le interazioni sociali tra i membri della famiglia, faccia a faccia, durante i pasti e nei momenti trascorsi insieme a casa. «Internet può essere di grande aiuto ai bambini e ai ragazzi più giovani perché offre delle opportunità di apprendimento e di sviluppo di abilità, e permette anche ai giovanissimi di trovare sostegno e informazione», ha dichiarato al “Guardian” Sally Davies, dell'ente medico. «Ma dobbiamo avere un approccio precauzionale, e il nostro consiglio è di appoggiare i bambini nell’acquisizione di questi benefici, e allo stesso tempo proteggerli dalle cose negative». Anche se non esistono sufficienti prove scientifiche che dimostrano l’impatto di un eccessivo uso dei gadget elettronici sulla salute fisica e mentale dei bambini, una nuova ricerca indica che questo genere di tecnologia può influenzare negativamente il loro stato psicofisico quando sostituisce altre attività benefiche. Nelle linee guida proposte dagli esperti anche quelle relative alla condivisione di foto online, i break dalla rete (circa ogni due ore), all’adempimento delle regole della scuola, e all’inizio di un dialogo su ciò che, del mondo di internet, può causare stress ai più giovani. Non esiste una quantità «buona» o «cattiva» di tempo che i bambini possono trascorrere su internet, come sostiene Bob Patton, professore di psicologia clinica presso la Università del Surrey, in Gran Bretagna. Sta ai genitori valutare il tempo adeguato e adottare delle regole per il bene dei loro figli. Nel frattempo i membri del Chief Medical incoraggiano le autorità britanniche e le aziende di tecnologia e di social media a stilare delle nuove norme per proteggere i più piccoli da questi pericoli. Se però è oggettivamente complicato agire legislativamente con un vero e proprio veto, per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, è tuttavia possibile pensare a norme ad hoc che incoraggino comportamenti disincentivanti un po’ come accade con le sigarette o con il gioco d’azzardo che indirizzino genitori e bambini ad un uso responsabile e limitato di smartphone, monitor e display.

Le donne si ammalano di cancro a causa delle protesi mammarie, l'UE avvia un'indagine.

Le donne si ammalano di cancro a causa delle protesi mammarie, l'UE avvia un'indagine. Un gruppo di lavoro studierà quanto sia forte la relazione tra cancro e protesi mammarie. Ad oggi sono noti 660 casi di cancro in tutto il mondo che sono direttamente correlati alla chirurgia del seno. Per alcuni ricercatori sussistono molti elementi che fanno pensare come le portatrici di protesi mammarie siano confrontate con un rischio accresciuto L'UE, ha istituito un gruppo di lavoro internazionale per studiare la relazione tra protesi mammarie e cancro e l'Italia partecipa alle riunioni in qualità di osservatore. Dopotutto i casi stanno aumentando in tutto il mondo dove si sospetta una connessione tra la chirurgia del seno e il tumore. Per la prima volta, la FDA (United States Drug Administration) ha lanciato l'allarme nel 2011 per identificare un campione. Da allora, le autorità di tutto il mondo stanno cercando febbrilmente casi simili. Ad oggi, le autorità sanitarie hanno identificato a livello mondiale 660 casi di tumore attribuibile alle protesi. Nove donne sono morte per tumori ai linfonodi, ai polmoni o al fegato. Ogni anno circa 1,5 milioni e mezzo di donne si fanno operare il seno. Per decenni le protesi mammarie sono state considerate innocue: ora le cose potrebbero cambiare. Sussistono molti elementi che fanno pensare come le portatrici di protesi mammarie siano confrontate con un rischio accresciuto di cancro: ma non conosciamo ancora la connessione esatta, affermano alcuni ricercatori. Ora le autorità stanno discutendo su una eventuale limitazione dell'uso delle protesi. A tutte le donne che hanno protesi mammarie, dunque, Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, raccomanda di effettuare regolarmente un controllo annuale con ecografia mammaria o almeno questa dovrebbe essere la normale procedura raccomandata da tutti i medici.

Squalo attacca surfista, spiagge chiuse in Australia

Squalo attacca surfista, spiagge chiuse in Australia. L'attacco arriva appena un giorno dopo che un bagnino di 69 anni è scomparso mentre nuotava nella vicina Ballina. Allerta delle autorità. Nel mirino la zona di Byron Bay, nello Stato del New South Wales, considerata un paradiso dei surfisti. Il ministro della Pesca riapre dibattito: "E' davvero necessario proteggere la specie?". Spiagge chiuse n Australia nord-orientale, dopo l'attacco questa mattina alle 06:40 di un surfista che è stato ferito gravemente ad una coscia da uno squalo bianco al largo di Belongil Beach, a nord di Byron Bay. L'uomo Sam Edwardes, di 41 anni, ha riportato una profonda lacerazione alla gamba e ha perso molto sangue. Secondo la testimone Dane Davidson, l’uomo si trovava in mare con altri surfisti quando, nel tentativo di cavalcare un’onda, è scomparso alla vista. Dopo l’attacco dello squalo è riuscito a mettersi in salvo, nuotando fino a un vicino frangiflutti, dove ha chiamato i soccorsi. Trasferito in aereo all'aeroporto universitario della Gold Coast all’ospedale, le sue condizioni risultano gravi ma stabili. E il terribile incidente, arriva appena un giorno dopo che un bagnino di 69 anni è scomparso mentre nuotava nella vicina Ballina. Oltre a spaventare i turisti che sono fuggiti in massa dalla costa, ha anche riaperto il dibattito sulla necessità di mantenere gli squali fra le specie protette: proprio il ministro della Pesca ha detto di voler procedere a un "censimento" degli animali e valutare quindi la revoca del divieto di ucciderli. L'ordine di chiusura delle spiagge è partito dal dipartimento pesca dello Stato. Le spiagge resteranno chiuse comunque per altre 24 ore. Lo scorso anno è stato introdotto un programma di monitoraggio che ha dimostrato come gli animali, che non hanno altri predatori all'infuori di uomini, balene o altri squali, possono sostare "indisturbati" nella costa orientale dell'Australia per dei mesi. Gli esperti hanno anche spiegato come gli attacchi all'uomo, circa quindici all'anno di cui almeno uno fatale, sono aumentati assieme all'aumento della popolazione e della popolarità degli sport d'acqua. Ci sono 165 specie di squali in Australia e molti sono pericolosi per l'uomo. Per questo il governo intende cambiare strategia, soprattutto per salvaguardare l'industria del turismo che vive di mare e che viene messa dura prova dopo ogni incidente. Fra le prime misure adottate, il divieto per i tour operator di gettare cibo in mare per attirare i pesci, soprattutto quelli grandi, vicino alle gabbie subacquee dove i turisti si chiudono per provare l'ebbrezza degli incontri ravvicinati con i predatori del mare. E proprio il video di un "incontro ravvicinato" con uno squalo bianco sta facendo il giro delle tv del mondo: diversi subacquei in immersione sono stati "affiancati" da un gigante bianco di oltre sei metri, andato via dopo essersi fatto accarezzare da una biologa. La telecamera ha ripreso tutto l'incredibile incontro, finito bene. Questo tipo di attacco è molto raro, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” gli squali in Australia prendono molto raramente i nuotatori se non superano i limiti nelle zone consentite. Dal 1950 al 2014 le vittime degli squali sono 13, l'ultima nel 2012. L'episodio potrebbe ricordare a qualcuno il film "Lo Squalo", continua Giovanni D'Agata, ma in realtà questi pesci di solito non attaccano l'uomo, anzi, cercano di evitarlo, e in mancanza di "provocazioni" è estremamente raro che attacchino. Gli squali non rappresentano una minaccia ed è essenziale cambiare la percezione e l'immagine che abbiamo di loro come simbolo di terrore. E, ancor più importante, ad aumentare i rischi è in buona parte il comportamento umano. "Mano a mano che in tutto il mondo cresce il numero di persone interessate a fare attività ricreative in mare dobbiamo aspettarci un conseguente aumento di incidenti", spiega l'International Shark Attack File nel suo report del 2017. Al contrario sono gli squali a dover temere gli uomini. Nel 2017 i ricercatori hanno stimato che ogni anno nel mondo vengono uccisi 100 milioni di squali pari una percentuale della popolazione totale compresa tra il 6,4 e il 7,9%. Un tasso di mortalità che i biologi giudicano insostenibile.

Choc in aereo: scorpione di 30 centimetri terrorizza i passeggeri di un volo Lion Air

Choc in aereo: scorpione di 30 centimetri terrorizza i passeggeri di un volo Lion Air. L'aracnide è stato identificato come uno scorpione nero della foresta asiatica, uno dei più aggressivi nel suo genere e che è noto per causare morsi dolorosi. Allarme aracnide gigante a bordo di un aereo della Lion Air, diretto a Jakarta in Indonesia. L'inquietante 'passeggero', camminava indisturbato tra le intercapedini delle cappelliere. Dopo l’atterraggio, una passeggera della fila 19 del Boieng 737 lo ha notato muoversi sopra la sua testa e ha dato l’allarme. L'aracnide in questione, era uno scorpione nero della foresta asiatica, uno dei più aggressivi nel suo genere, noto per causare morsi dolorosi e che può raggiungere una lunghezza di 30 centimetri. Anche se il suo morso non è letale, è una specie apprezzata dai collezionisti. Insomma, considerando anche, "piovendo" dall'alto su un malcapitato passeggero, avrebbe potuto pungerlo sul collo o sul viso. A quel punto è scattato il panico tra i passeggeri che hanno cercato di uscire il più in fretta possibile dalla cabina: operazione peraltro impossibile in quella fase di rullaggio fino alla piazzola di sosta. A quel punto hanno iniziato tutti ad urlare e suonare i campanelli d’emergenza per attirare l’attenzione dell’equipaggio. Non è ancora chiaro come lo scorpione sia arrivato sull’aereo. Un passeggero è riuscito a filmarlo con il telefono cellulare prima che scomparisse dentro altre intercapedine e a postarlo sui social dove il video è diventato subito virale. Lo scorpione comunque è stato catturato dall'equipaggio ed i passeggeri sono riusciti a scendere senza problemi. In ogni caso l'aereo, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, è stato esaminato da cima a fondo prima di escludere la presenza di altri ospiti indesiderati.

Bullismo a “Lecce centro”. Ragazzini aggrediti da una ronda di teppistelli a schiaffi, calci e pugni. E non è la prima volta che accade. Lo “Sportello dei Diritti”: tolleranza zero. Rispondano i genitori dei bulli

Bullismo a “Lecce centro”. Ragazzini aggrediti da una ronda di teppistelli a schiaffi, calci e pugni. E non è la prima volta che accade. Lo “Sportello dei Diritti”: tolleranza zero. Rispondano i genitori dei bulli Il risveglio di questa domenica mattina di un inverno che timidamente si avvia verso la fine, ci è stato turbato dal racconto di una giovane madre, pubblicato attraverso un post di Facebook, nel quale sono stati descritti nei minimi particolari un evento e il turbamento derivatone, che non sono più rari e che pochi, come questa coraggiosa mamma, hanno avuto il coraggio di raccontare: l’aggressione del proprio figlio e del suo gruppo di bravi ed educati altri tre amichetti, da una vera e propria ronda di circa dieci bulli che come una gang gli hanno accerchiati e senza alcun motivo, se non per spirito di teppismo, per un “divertimento” senza alcun senso, gli hanno spintonati, presi a pugni e schiaffi ed infine si sono dileguati, resi quasi “invisibili” dalle loro felpe con cappuccio. E non si tratterebbe di un caso isolato nel centro cittadino di Lecce, dove gruppetti di ragazzi passerebbero il loro weekend a girare nelle vie cittadine con l’unico scopo di bullizzare altri coetanei “colpevoli”, questi, di essere solo tranquilli, senza genitori al seguito e, quindi, apparentemente indifesi. Purtroppo, quando fenomeni come questi non si sopiscono e continuano ad essere vivi più che mai nella nostra realtà, non resta che denunciarli e dimostrare alcuna tolleranza, rileva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, non solo per le conseguenze di natura psichica sulle piccole “vittime”, ma anche per quelle che riguardano il futuro esistenziale dei bulli, che senza alcuna punizione e nel probabile disinteresse dei loro genitori sui quali vanno fatte in qualche modo ricadere le colpe di queste condotte, si avvierebbero ad una vita nella quale la percezione degli effetti delle loro azioni negative, porterebbe a nessuna conseguenza.

sabato 16 febbraio 2019

Monopattino elettrico IKEA ritirato dal mercato: rischio caduta

Monopattino elettrico IKEA ritirato dal mercato: rischio caduta. Il Rapex, un organismo dell’unione europea impegnato nella vigilanza sul corretto funzionamento di tutti i prodotti in vendita nell’unione europea, segnala un difetto di livello grave per un problema al monopattino che in caso di rottura potrebbe causare “lesioni". Ecco il modello e info IKEA sta per procedere al ritiro dal mercato del monopattino elettrico PENDLA a causa di problemi di sicurezza. Quest’ultimo, infatti, potrebbe rompersi all’improvviso, facendo cadere chi lo sta usando. La segnalazione "A12 / 0283/ 19", nel bollettino Rapex pubblicato il 15 febbraio 2019 si riferisce a “Piede del monopattino non sufficientemente robusto. Il monopattino potrebbe rompersi durante l'uso, provocando la caduta dell'utilizzatore. Il prodotto non è conforme alle prescrizioni della direttiva sui veicoli a due ruote. Questo potrebbe aumentare il rischio di un incidente". IKEA, ha ricevuto alcune segnalazioni relative a incidenti di questo tipo, in cui gli utilizzatori hanno riportato ferite lievi. Nell’ottica d’informazione quotidiana ai consumatori in materia di allerte, lo “Sportello dei Diritti” nella persona del presidente Giovanni D'Agata, ricorda che la procedura di richiamo riguarda solo il monopattino elettrico PENDLA in questione. Sulla base delle conoscenze attuali, tutti gli altri prodotti Ikea non comportano alcun rischio.

Intolleranza e razzismo. Donata Meirelles responsabile style di Vogue Brasile sotto accusa per una foto che evoca la schiavitù,si dimette.

Intolleranza e razzismo. Donata Meirelles responsabile style di Vogue Brasile sotto accusa per una foto che evoca la schiavitù,si dimette. Sul poster un'immagine della festa dei suoi 50 anni: seduta su una sedia simile a un trono, circondata da due donne nere e vestite di bianco La direttrice style dell'edizione brasiliana della rivista Vogue, Donata Meirelles, si è dimessa dal suo incarico a seguito delle forti critiche suscitate da alcune foto, scattate durante la festa del suo cinquantesimo compleanno, che evocherebbero immagini legate al colonialismo e alla schiavitù. In particolare, un'immagine della festa, tenutasi venerdì scorso nello stato di Bahia, mostra Donata Meirelles, che è bianca, seduta su una sedia simile a un trono circondata da quattro donne nere vestite di bianco. Purtroppo, risulta sempre più evidente che non si può sottovalutare nulla, in un mondo nel quale xenofobia e razzismo stanno prendendo sempre più piede anche in ragione delle spinte nazionalistiche e ultraconservatrici che si registrano in molti paesi, tra cui il Brasile, nel quale anche i governi recentemente eletti hanno fatto proprie o comunque s'ispirano a questo tipo di politiche, rileva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”. E' solo attraverso alla non sottovalutazione di episodi del genere che si può sperare in un'inversione di tendenza verso un mondo naturalmente plurale e nel quale il razzismo e la cultura dell'odio possano segnare il passo.