venerdì 20 dicembre 2019

Trova un geco vivo nei broccoli in busta comprati al supermercato. L’insalata in busta è sicura?

Trova un geco vivo nei broccoli in busta comprati al supermercato. L’insalata in busta è sicura? Si poteva aspettare di tutto ma non certo quello che ha trovato, un geco nei broccoli in busta. La denuncia viene da un cliente di un supermercato della catena Migros: stava tagliando i broccoli per la cena quando qualcosa è caduto per terra. Un sussulto e poi la sorpresa: si trattava di un geco di 7-10 centimetri, un animale decisamente non autoctono dell'area di Zurigo. Il piccolo rettile, si trovava nei broccoli bio, provenienti dalla Spagna, che aveva acquistato un paio di giorni prima alla Migros. L'animale era un po' intorpidito, poichè la verdura era rimasta in frigo da allora, ma era in condizioni di salute relativamente buone e, una volta posto in un terrario provvisorio, si è ripreso completamente. Adesso è stato adottato da un conoscente e ha pure un nome: Cosmo. Ma come c'è finito nel verde cespo? Visto che si tratta di animali che si nutrono d'insetti, è probabile che si tratti semplicemente di un caso. I broccoli vengono impacchettati dalle aziende agricole nel Paese d'origine e poi controllati dai fornitori locali, ha spiegato il portavoce di Migros Marcel Schlatter. È evidente che il piccolo "viaggiatore" sia passato inosservato... in entrambe le sedi. Non è la prima volta che succede e si stima che ve ne siano da 1 a 3 all'anno nei vari punti vendita dei supermercati. Sull’insalata in busta, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, si sente dire tutto e il contrario di tutto. Certamente si tratta di una delle innovazioni del settore agroalimentare di maggiore successo negli ultimi anni, perché risponde all’esigenza forse più imperante della nostra società: risparmiare tempo. Il confezionamento degli alimenti freschi è stato un vero e proprio boom e ormai non esiste supermercato dove nei banchi frigo vicino a frutta e verdure fresche non si trovino tanti ortaggi confezionati, in primis le insalate in sacchetto, un mix di diverse varietà quali lattuga, scarola, songino e gentile, a cui possono essere aggiunte altre verdure come broccoli, carote, rucola e radicchio. Ma possiamo fidarci? In generale possiamo dire che si tratta di un prodotto sicuro, secondo quanto dimostrato da recenti studi che ne hanno analizzato la qualità. Ma è bene precisare che questo avviene solo se a monte, quindi da parte dei produttori, sono state rispettate le regole di preparazione e di conservazione e, a valle, le buone norme di utilizzo da parte del consumatore. In caso contrario l’insalata in busta può risultare un alimento dannoso e, in alcuni casi, pericoloso.

giovedì 19 dicembre 2019

Scene che gelano il cuore: gatto messo nel microonde dai suoi padroni che postano il video su Snapchat.

Scene che gelano il cuore: gatto messo nel microonde dai suoi padroni che postano il video su Snapchat. Due adolescenti denunciati rischiano il carcere Due adolescenti di Dunkerque, Francia, hanno messo un gattino innocente nel microonde per qualche secondo, dopo aver acceso l’elettrodomestico e hanno filmato il tutto postando l’agghiacciante video poi su Snapchat. Il gatto protesta, miagola, si dimena e urla di dolore, lottando con tutte le sue forze per sfuggire alla tortura cercando di uscire. Il video è stato segnalato da un utente al rifugio per animali S.P.A. Dunkerque, che ha postato sulla propria pagina la notizia, escludendo tuttavia il filmato per via della sua atrocità. La notizia ha scatenato grande indignazione tra gli utenti, scandalizzati da quel gesto orribile, e molte persone hanno rivolto minacce di morte ai ragazzi, poi condannate dallo stesso rifugio, che ha invitato gli utenti a mantenere la calma, lasciando alla Giustizia il compito di punirli adeguatamente. Anche perché nel frattempo erano stati diffusi indirizzi falsi dei due adolescenti, scatenando il delirio. “Non siamo giudici, né avvocati, né polizia … La giustizia deve e farà il suo lavoro!”, ha giustamente scritto il rifugio sulla propria pagina fb, che nel frattempo ha affermato di aver identificato i due ragazzi e di aver presentato denuncia mercoledì per crudeltà verso gli animali. Al termine del brutto scherzo il gattino è sopravvissuto ma di sicuro non starà bene anche se mercoledì è stato affidato a una nuova famiglia che d’ora in poi se ne prenderà cura. Non c’è che dire, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, questi ragazzi meritano senz’altro di essere puniti secondo quanto stabilito dalla legge francese. La pena potrebbe essere di due anni di reclusione e una multa di circa € 30.000. Ecco il link del video: https://www.youtube.com/watch?v=lV43A7g-xqc.

Corte di giustizia UE: si brucia con il caffè in volo, la compagnia aerea è responsabile.

Corte di giustizia UE: si brucia con il caffè in volo, la compagnia aerea è responsabile. La compagnia aerea è responsabile dei danni causati dal rovesciamento di un bicchiere di caffè caldo Non occorre che l’incidente sia derivato da un rischio inerente al volo Lussemburgo - Con la sentenza odierna, nella causa C-532/18 Niki Luftfahrt, la Corte di Giustizia precisa che la responsabilità di una compagnia aerea per le ustioni causate dal rovesciamento di un caffè caldo verificatosi, per ragioni ignote, durante un volo non presuppone che si sia realizzato un rischio inerente al volo. Nella specie, una minore chiede alla compagnia aerea austriaca Niki Luftfahrt GmbH (in liquidazione) il risarcimento dei danni derivati dalle ustioni subite quando, durante un volo da Palma de Majorca (Spagna) a Vienna (Austria), il caffè caldo che era stato servito al padre e posto sul tavolino pieghevole del medesimo, per ragioni rimaste ignote, le si rovesciava addosso. La compagnia aerea nega la propria responsabilità, in quanto non si tratterebbe di un incidente ai sensi della Convenzione di Montreal1, che disciplina la responsabilità delle compagnie aeree in caso d’incidente. Tale nozione esigerebbe, infatti, il verificarsi di un rischio inerente al volo, condizione che non ricorrerebbe nella specie. In realtà, non ha potuto essere appurato se il bicchiere di caffè si sia rovesciato a causa di un difetto del tavolino pieghevole o per effetto delle vibrazioni dell’aereo. L’Oberster Gerichtshof (Corte suprema, Austria), ha quindi chiesto alla Corte di precisare la nozione di « incidente » ai sensi della Convenzione di Montreal, che non ne contiene una definizione. A parere della Corte, il significato ordinario attribuito alla nozione di «incidente» è inteso quale evento involontario dannoso imprevisto. La Corte rileva peraltro, in particolare, che la Convenzione di Montreal è volta ad istituire un regime di responsabilità oggettiva delle compagnie aeree, assicurando, al tempo stesso, un «giusto equilibrio degli interessi». La Corte afferma, in conclusione, che tanto il senso ordinario della nozione di «incidente» quanto gli obiettivi perseguiti dalla Convenzione di Montreal ostano a che la responsabilità delle compagnie aeree sia subordinata alla condizione che il danno sia dovuto alla concretizzazione di un rischio inerente al trasporto aereo ovvero all’esistenza di un nesso tra l’«incidente» e l’impiego o il movimento dell’aeromobile. La Corte ricorda che la Convenzione di Montreal consente alle compagnie aeree di escludere o limitare la propria responsabilità. Infatti, una compagnia aerea può essere esonerata dalla propria responsabilità ovvero può limitarla dimostrando che il passeggero stesso abbia causato il danno o abbia contribuito alla sua causazione, potendo inoltre limitare la propria responsabilità a 100.000 «diritti speciali di prelievo» 2 a fronte della prova che il danno non sia stato causato da propria colpa ovvero che sia stato causato unicamente da terzi. La Corte risponde quindi all’Oberster Gerichtshof che la nozione d’«incidente», qui in esame, ricomprende tutte le situazioni che si producono a bordo di un aereo nelle quali un oggetto impiegato per il servizio ai passeggeri abbia prodotto lesioni personali ad un passeggero, senza che occorra acclarare se tali situazioni risultino da un rischio inerente al trasporto aereo. Il caso, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, tornerà per la sentenza definitiva alla Corte suprema austriaca, che aveva chiesto alla CGUE di chiarire il concetto di "incidente" ai sensi della Convenzione di Montreal, che non lo definisce.

Possibile presenza di un corpo estraneo di natura metallica: Metro richiama i bastoncini di pesce surgelati a marchio Ocean Blue

Possibile presenza di un corpo estraneo di natura metallica: Metro richiama i bastoncini di pesce surgelati a marchio Ocean Blue Il punto di acquisti Metro richiama i bastoncini di pesce surgelati a marchio Ocean Blue, per la possibile presenza di un corpo estraneo di natura metallica. Il prodotto è confezionato in scatole da 30 pezzi, pari a 900 grammi, con il numero di lotto L9032F90 e il termine minimo di conservazione 31/08/2020. I bastoncini di pesce sono stati prodotti da Frosta nello stabilimento di Bydgoszcz, in Polonia (marchio di identificazione PL04611803WE). I clienti che fossero in possesso di confezioni appartenenti al suddetto lotto sono invitati a riportarle in qualsiasi punto di vendita, che provvederà alla sostituzione con altro prodotto o al rimborso. Pertanto Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, per una tutela della salute dei consumatori raccomanda di non consumare tale prodotto e a riportarlo nel punto vendita per la sostituzione o il rimborso.

Aflatossine nei filetti di alici. Coinvolti i supermercati Conad

Aflatossine nei filetti di alici. Coinvolti i supermercati Conad CONAD ha ordinato in via precauzionale il richiamo del seguente lotto di produzione, in quanto su alcune confezioni è stato riscontrato un contenuto di istamina superiore ai limiti previsti. Nello specifico si tratta del lotto MT189 dei Filetti di alici all’olio d’oliva distesi vaso 150 gr (Codice EAN: 80129011) con scadenza 08/10/2020, prodotto per Conad da Zarotti SpA nello stab. Poseidon SH. P. K. NIPT: J 68319506 G Shengjin Albania. I clienti che fossero in possesso di confezioni appartenenti al suddetto lotto sono invitati a riportarle in qualsiasi punto di vendita Conad, che provvederà alla sostituzione con altro prodotto o al rimborso. Pertanto Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, per una tutela della salute dei consumatori raccomanda di non consumare tale prodotto e a riportarlo nel punto vendita per la sostituzione o il rimborso. Tuttavia il richiamo è stato disposto in via precauzionale, poiché non è detto che il problema interessi tutti i vasetti.

mercoledì 18 dicembre 2019

Contrasto all'evasione fiscale: via ai controlli sui conti bancari degli italiani in Svizzera.

Contrasto all'evasione fiscale: via ai controlli sui conti bancari degli italiani in Svizzera. Saranno forniti all'Italia i dati dei contribuenti italiani che hanno conti e depositi in Svizzera I conti bancari degli italiani in Svizzera finiscono sotto la lente del fisco italiano. Secondo quanto riferiscono i media, Berna si appresta a trasferire all'Italia i dati dei contribuenti italiani, che detenevano conti correnti o depositi nelle maggiori banche elvetiche (UBS, BSI, EFG e altri) tra il 23 febbraio 2015 e il 31 dicembre 2016, ovvero prima che è entrato in vigore lo scambio automatico di informazioni fiscali tra i due paesi. Il fisco italiano, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, incrocerà in particolare i dati delle dichiarazioni dei redditi con l’esistenza e la consistenza di depositi all’estero. Se non sono stati dichiarati scatteranno sanzioni pesanti con riserva di denuncia penale per violazione della normativa sul riciclaggio. In base agli accordi stipulati con l’Italia, le banche svizzere sono obbligate per legge a comunicare alle autorità fiscali i rapporti di conto corrente aperti a favore di non residenti che dovranno essere resi noti al fisco del Paese di appartenenza. In questo modo il conto corrente del contribuente residente in Italia sarà conosciuto dall’Agenzia delle Entrate che verificherà se è stato compilato il quadro RW della dichiarazione dei redditi. Non sono pochi i casi finora accertati in cui l’Agenzia delle Entrate invita i frontalieri o chi detiene conti correnti svizzeri a regolarizzare la propria posizione. Al vaglio anche la lista “Panama Papers”: secondo quanto riferisce Italia Oggi, sarebbero state trasferite anche le informazioni relative ai titolari italiani delle società appartenenti alla lista denominata «Panama Papers», diffusa nel 2016, nonché i dati dei contribuenti elencati nella lista del Credit Suisse del 2014, che non avrebbero ancora regolarizzato la propria posizione fiscale e sui quali indaga la Procura di Milano. Nel 2015, un simile precedente con il fisco spagnolo permise di scoprire 20 miliardi di euro di fondi non dichiarati detenuti da cittadini iberici in Svizzera. La cifra fu indicata dal direttore dell'Agenzia statale dell'amministrazione tributaria (AEAT) Santiago Menéndez durante un'audizione al Congresso.Di questa ventina di miliardi, 14 erano attivi finanziari e 4,8 miliardi erano conti bancari.

Sospetta contaminazione microbica, richiamato gel bagno e shampoo per bambini.

Sospetta contaminazione microbica, richiamato gel bagno e shampoo per bambini. A causa della possibile contaminazione da Burkholderia cepacia o Pluralibacter gergoviae, la società Midsona Denmark A / S ha disposto il richiamo dello Shampoo e Gel Baby senza Profumo Urtekram 250 ml. Si tratta di prodotto commercializzato anche in insegne in Italia e on line. Ecco i lotti e il marchio interessato. Midsona Denmark A / S, una società svedese con sede a Malmö, ha comunicato di avere richiamato dalla vendita uno dei suoi prodotti ecologici per la cura del bambino. La segnalazione di oggi riguarda un gel bagno e shampoo per bambini, a marchio "URTEKRAM", chiamato “No Perfume Baby All-Over Wash" con le seguenti informazioni: lotto n. 3015057 (MHD 240821), lotto n. 3016020 (MHD 300821) e lotto n. 900906 (MHD 300521). Il gel bagno e shampoo per bambini, è contenuto in bottiglia di plastica da 250 ml. con l’immagine di un delfino stampata sul davanti. Il prodotto presenta un rischio microbiologico a causa possibile contaminazione di protobatteri, che possono causare infezioni infezioni polmonari nelle persone con la fibrosi cistica. Il nome del genere Burkholderia cepacia, conosciuta inizialmente come Pseudomonas cepacia, è stata descritta per la prima volta nel 1950 da Burkholder come patogeno delle piante (fitopatogeno), responsabile della putrefazione batterica delle erbe gigliacee, a cui appartiene la cipolla (cepa in latino). Studi microbiologici recenti (e molto approfonditi) hanno evidenziato che quello che si chiamava B. cepacia non è un germe unico, ma un insieme di almeno 9 sottospecie -o genomovars– che oggi costituiscono il B. cepacia complex. Nel complex le sottospecie hanno caratteristiche microbiologiche molto simili, ma la nostra conoscenza sulla loro patogenicità è finora sicuramente parziale. Dal punto di vista clinico B. cepacia è in grado di causare nell’uomo infezioni cosiddette opportunistiche, soprattutto tra i pazienti immunocompromessi (con difetti di immunità) e in soggetti affetti da fibrosi cistica (opportunistiche sono dette le infezioni provocate da batteri che sono del tutto innocui per persone che non hanno problemi di compromissione delle difese antibatteriche). Si tenga presente che la trasmissione di B. cepacia complex avviene per contatto diretto, (trasferimento diretto di un agente infettivo a un ospite suscettibile da persone colonizzate/infette, per esempio con il bacio o toccandosi le mani contaminate con secrezioni o attività di assistenza che richiedono contatto diretto con il paziente); contatto indiretto (contatto di un ospite suscettibile con un oggetto che è stato contaminato con secrezioni contenenti l’agente infettivo); o attraverso le “goccioline” (trasmissione da persona a persona di agenti infettivi attraverso grosse particelle generate con la tosse, starnuto, parlando etc, che, proiettate a brevissima distanza nell’aria, si depositano sulla congiuntiva, sulla mucosa nasale o sulla bocca di un ospite suscettibile o nell’ambiente). Pertanto le attenzioni maggiori degli operatori sanitari, dei pazienti e dei loro familiari devono essere indirizzate soprattutto a prevenire l’acquisizione del germe negli ambienti di cura o in occasione di socializzazioni fra pazienti. Il prodotto non è, quindi, conforme al Regolamento (CE) sui prodotti cosmetici e per questo è stato richiamato dal mercato. Nei fatti però ciò non sempre avviene, osserva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” e può accadere che alcuni di questi prodotti vengano banditi solo in alcuni Paesi e continuino ad essere venduti illegalmente in altri o immessi direttamente nel Web per essere smerciati con più facilità. Se avete questo prodotto in casa o in qualsiasi esercizio commerciale, il consiglio è quello di non usarlo più. L'accessibile commercio online suggerisce una preoccupazione a livello nazionale ed europeo.