lunedì 18 maggio 2020

Paesi Bassi: trovata tarantola in un grappolo d'uva

Paesi Bassi: trovata tarantola in un grappolo d'uva Un cliente dei supermercati della catena olandese "Albert Heijn" è rimasto shockato quando una tarantola è spuntata dal grappolo d'uva che aveva acquistato un paio di giorni prima, cioè sabato 16 maggio, dopo averlo tenuto in frigorifero conservandolo nel vassoio d'acquisto. Facendo appello a tutto il suo coraggio, l'uomo ha catturato il ragno e lo ha consegnato ad un negozio di animali. Si tratta di una tarantola rosa cilena (Grammostola rosea), nota anche come tarantola fiamma del Cile o tarantola cilena del fuoco. La direzione di Albert Heijn ha avviato indagini per capire come il ragno possa essere giunto nei Paesi Bassi. I grappoli d'uva provenienti dal Cile, dovrebbero essere raccolti a mano e poi ordinati nei vassoi con chiusura ermetica su un nastro trasportatore. La tarantola deve aver approfittato di un momento di disattenzione per raggiungere il container e rifugiarsi in questo insolito nascondiglio. Questa specie di tarantola cilena vive nel deserto di Atacama ed è abituata a grandi variazioni di temperatura. Una spiegazione probabilmente, evidenzia Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”,alla sua eccezionale sopravvivenza durante questo lungo viaggio e alla sua notte nel frigorifero di questa famiglia olandese .

Svizzera: operaio 45enne italiano morto in cantiere a Lugano.

Svizzera: operaio 45enne italiano morto in cantiere a Lugano. Esito letale per l'infortunio sul lavoro avvenuto oggi in via Camoghé per un italiano residente in provincia di Varese Un operaio italiano di 45 anni residente in provincia di Varese, è morto in un incidente sul lavoro avvenuto oggi poco dopo le 11.30, presso un cantiere per la costruzione di uno stabile in Via Camoghè a Lugano. L'uomo stava effettuando dei lavori di fissaggio dello scavo con armature. Per cause che l'inchiesta dovrà stabilire, è caduto dalla scala su cui si trovava da un'altezza di circa 5 metri. Sono intervenuti agenti della Polizia cantonale e, in supporto, della Polizia della città di Lugano nonché i soccorritori della Croce Verde di Lugano. Il 45enne è deceduto sul posto a causa delle gravi ferite riportate. Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti” rileva che un altro nostro connazionale, costretto ad emigrare per trovare fortuna ed invece ha trovato la propria fine.

Ambiente. Volare in cielo pulito con i motori al plasma.

Ambiente. Volare in cielo pulito con i motori al plasma. Sviluppato in Cina un prototipo di propulsore per aereo che può rivoluzionare il trasporto con le ali Una nuova tecnologia ha fatto capire che il futuro dell'aeronautica potrebbe essere molto diverso dalla realtà a cui siamo abituati. La scoperta in questione, infatti, che un giorno non lontano, forse, soppianterà i motori a reazione che fanno viaggiare gli aerei, è il plasma ad aria a microonde e la sua efficacia è stata dimostrata da un prototipo realizzato dall’Università di Wuhan, in Cina. Si tratta di un motore green, pensato per rendere meno gravosi sull’ambiente i viaggi aerei: i consumi degli aeroplani, infatti, contribuiscono in maniera severa all’inquinamento e al riscaldamento globale. Secondo gli scienziati cinesi, il motore al plasma non necessita di alcun combustibile fossile, non produce emissioni di carbonio e dunque risulta completamente innocuo per l’ambiente. Non sono stati rivelati molti dettagli su questa tecnologia, da quello che filtra dalla Cina pare che i ricercatori abbiamo creato un getto di plasma comprimendo l’aria e utilizzato un forno a microonde per ionizzare il flusso d’aria pressurizzato: questa combinazione tra alta temperatura e alta pressione permetterebbe di generare una potenza tale da riuscire a far viaggiare un aereo. Questa soluzione, pertanto, migliorerebbe i risultati ottenuti da altri motori al plasma, come quelli allo xeno utilizzato per la sonda spaziale Dawn della Nasa, inutilizzabili sulla Terra perché incapaci di superare l’attrito dell’atmosfera e produrre sufficiente potenza. Il motore a getto di plasma, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, riesce a sollevare una sfera di acciaio da 1 kg su un tubo al quarzo del diametro di 24 mm: in proporzione, la pressione di spinta è del tutto simile a quella di un motore a reazione di un comune aereo commerciale. I cinesi sono sicuri: il motore al plasma potrà presto rappresentare un’alternativa ai classici propulsori e aiutare a rendere i viaggi più sostenibili. Una visione ambiziosa per il futuro soprattutto per la salvaguardia dell'ambiente, finalizzata a ridurre le emissioni dei mezzi di trasporto aerei.

sabato 16 maggio 2020

Biotossine nelle cozze: allerta grave RASFF per sindrome diarroica da cozze vive italiane

Biotossine nelle cozze: allerta grave RASFF per sindrome diarroica da cozze vive italiane. A causa del peculiare sistema di alimentazione, le cozze e gli altri molluschi bivalvi accumulano biotossine marine, agenti patogeni e inquinanti nel loro organismo. Perché può essere pericoloso consumarli e cosa provocano. Un altro richiamo viene notificato al sistema di allerta alimentare europeo (Rasff), anche questa volta di un prodotto allevato in acque italiane. La comunicazione del ministero della Salute italiano è di ieri 15 maggio (Dettagli di notifica – 2020.2060), e si riferisce a un allarme per Sindrome diarroica da molluschi bivalvi (Mytilus Galloprovincialis), intossicazione alimentare dovuta a l’ingestione di molluschi con alti livelli di acido okadaico (> 267 µg / kg - ppb). Su ordine dell’autorità italiana, è stato disposto il ritiro dal mercato dei prodotti contaminati distribuiti in Italia e Spagna, dopo un controllo effettuato sul mercato il 15 maggio 2020. L’allarme proviene dal Rasff, ovvero dal sistema di allerta europeo rapido per la sicurezza alimentare. L’allerta sembra riguardare tutto il territorio nazionale da Nord a Sud in quanto le cozze contaminate sarebbero già state messe nel mercato e distribuiti ad altri paesi membri della UE. Queste cozze vive e contaminate, infatti, sarebbero state già immesse sull'intero mercato nazionale. La sindrome o intossicazione diarroica da molluschi bivalvi (nota anche con l'acronimo DSP, dall'inglese Diarrhetic shellfish poisoning) è una dei quattro tipi conosciuti di avvelenamento umano da molluschi bivalvi (le altre sono l'intossicazione da molluschi paralizzanti, l'intossicazione da molluschi neurotossici e la sindrome amnesica da molluschi bivalvi). I sintomi dell'intossicazione insorgono mediamente mezz'ora dopo l'ingestione dei molluschi infetti e tendono a perdurare in media per un giorno circa. La sindrome si manifesta con diarrea intensa e violenti dolori addominali. Talvolta sono presenti anche nausea e vomito. La tossina responsabile dei sintomi è l'acido okadaico, che inibisce l'attività delle fosfatasi a livello degli enterociti. Ciò incrementa la permeabilità di tali cellule, causando una forte e profusa diarrea, associata ad un rischio elevato di disidratazione. I sintomi della sindrome generalmente non sono pericolosi per la vita, tanto che non sono stati registrati al mondo casi letali di DSP. A rendere ancor più spaventoso l'allarme, c'è il fatto che non si conoscono i lotti con cozze contaminate perché riguardano non soltanto la Grande distribuzione ma pescherie e mercati di Italia. Il ritiro delle cozze contaminate è già stato avviato in tutta Italia: si tratta di una misura cautelare a tutela della salute dei consumatori. Il Sistema di allerta invita ad informare le autorità e a tutti a prestare la massima attenzione e a non consumare le cozze vive senza prima sottoporle al controllo dal Servizio igiene degli alimenti e nutrizione della Asl locale. Il rischio, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, rilanciando le raccomandazioni del Servizio di Igiene degli Allevamenti e delle produzioni zootecniche, è che i mitili interessati dal richiamo possano esser commercializzati al di fuori dei canali legali, mettendo a grave rischio la salute dei consumatori. Mentre i molluschi acquistati esclusivamente attraverso "canali autorizzati all’interno di sacchetti con etichette che ne riportano la provenienza, possono essere acquistati in sicurezza".

Lidl GB richiama sugo pronto BARESA (LIDL) Pesto alla Genovese e Baresa Rosso Pesto per allergene non dichiarato in etichetta

Lidl GB richiama sugo pronto BARESA (LIDL) Pesto alla Genovese e Baresa Rosso Pesto per allergene non dichiarato in etichetta. Rischio per Allergici! Attraverso un avviso pubblicato sul suo sito web, Lidl GB ha comunicato di aver ritirato dalla vendita sugo pronto BARESA (LIDL) Pesto alla Genovese e Baresa Rosso Pesto per la presenza di tracce di arachidi non segnalate in etichetta. I prodotti interessati sono venduti in vasetti di vetro da 190 grammi con la data di scadenza 10/2022 compreso. Il sugo pronto BARESA (LIDL) Pesto alla Genovese e Baresa Rosso Pesto richiamati, sono stati prodotti per Lidl nello stabilimento Monsummano Terme da Fratelli Polli. Per chi non è allergico alle arachidi il prodotto è considerato sicuro. Al momento, sottolinea Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, non è dato sapere se è interessato dal richiamo il mercato italiano.

venerdì 15 maggio 2020

Truffe online: anche il cantante Povia nel mirino

Truffe online: anche il cantante Povia nel mirino. L’allerta della Polizia Postale sulla falsa pagina social del cantautore. Lo “Sportello dei Diritti”: “Seguite i consigli della Polpost e le pagine ufficiali degli artisti” Nessuno è immune dal rischio di essere truffato tramite i social network. Lo ripetiamo noi dello “Sportello dei Diritti” da anni e lo sanno bene i criminali telematici che le tentano tutte pur di far cadere nella loro trappola i più disattenti. In tal senso, l’utilizzo di falsi profili di personaggi più o meno famosi, può essere uno specchietto per le allodole per attirare malcapitati che poi si trovano addebiti non voluti sulla propria carta di credito o il conto prosciugato. L’ultima della serie è stata perpetrata tramite una falsa pagina social del cantautore Giuseppe Povia così come segnalato dalla Polizia Postale tramite un post rilanciato sulla pagina Facebook “Commissariato di PS On Line – Italia”: “Ancora un tentativo di truffa, questa volta attraverso una falsa pagina social a nome del cantautore Giuseppe Povia in cui si pubblicizza una presunta vincita di 5000€ per la quale si rende necessario registrarsi inserendo la propria carta di credito. L’artista, che ha segnalato tale attività truffaldina alla PoliziaPostale di Torino, invita tutti i suoi sostenitori a consultare esclusivamente la propria pagina ufficiale https://it-it.facebook.com/Giuseppe.Povia/ LA POLIZIA POSTALE CONSIGLIA: • Non compilare MAI moduli online con i dati personali; • diffidare da messaggi o news che non siano direttamente verificabili rispetto alla fonte di provenienza e non condividerli tra gli amici; • usare sempre il buon senso. La fretta, quando si è online, può far commettere errori; • ricordare sempre che nessuno regala niente.” È davvero assurdo che ancora tanta gente cada nella trappola perpetrata con truffe simili per le quali cambiano le modalità, ma non il sistema, rileva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”. Non ci stancheremo mai di ripetere che è solo prestando attenzione a semplici regole, la prima è quella diffidenza verso qualsiasi promozione di questo tipo, che si possono evitare conseguenze dannose per il proprio portafoglio. Nel caso siate comunque incappati nella frode potrete rivolgervi agli esperti della nostra associazione tramite i nostri contatti email info@sportellodeidiritti.org o segnalazioni@sportellodeidiritti.org per valutare immediatamente tutte le soluzioni del caso per evitare pregiudizi.

Falsi sms e nuova truffa smishing 2 euro per sbloccare un pacco.

Falsi sms e nuova truffa smishing 2 euro per sbloccare un pacco. Attenzione: è una frode. L’allerta ed i consigli della Polizia Postale. Lo “Sportello dei Diritti”: “Seguire alcune semplici regole per evitare di essere frodati” Sms a gogo che sono, in realtà, dei nuovi modi per farci fregare soldi dalla carta di credito. Una nuova truffa che lo “Sportello dei Diritti” ritiene opportuno segnalare è quella del messaggio con il quale si richiede di versare 2 euro per lo sblocco di un fantomatico pacco che dovremmo ricevere. A rendere pubblica quest’ennesima frode è ancora la Polizia Postale tramite un post rilanciato sulla sua pagina Facebook “Commissariato di PS On Line – Italia” che riporta anche utili consigli per evitare di essere truffati: “si richiede di versare 2 euro per sbloccare un pacco in spedizione inserendo tutti i dati della carta di credito” Inizia così l’SMS che sta arrivando sul dispositivo di tantissimi utenti. Come al solito la creatività e l’operatività dei criminali non conosce pause. Raccomandiamo SEMPRE di non cliccare sui link indicati nei messaggi e di non inserire MAI i propri dati personali a maggior ragione i dati delle nostre carte di credito..” È solo prestando attenzione che, per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, si può evitare di cadere nella trappola e quindi di far accedere questi truffatori. ai nostri dati personali e bancari, come il numero della carta di credito. Nel caso siate comunque incappati nella frode potrete rivolgervi agli esperti della nostra associazione tramite i nostri contatti email info@sportellodeidiritti.org o segnalazioni@sportellodeidiritti.org per valutare immediatamente tutte le soluzioni del caso per evitare pregiudizi.