mercoledì 10 giugno 2020

Il figlio trascurato dal genitore va risarcito dai danni patrimoniali e morali anche se li chiede a distanza di 40 anni dalla nascita

Il figlio trascurato dal genitore va risarcito dai danni patrimoniali e morali anche se li chiede a distanza di 40 anni dalla nascita. Cassazione: il comportamento dell’ascendente non è un illecito istantaneo e si prescrive da quando si sono configurate le condizioni per l’istanza di ristoro Il figlio trascurato dal genitore naturale può ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali e morali anche se ne fa richiesta dopo quarant’anni dalla nascita. Per la Corte di cassazione, con la significativa ordinanza n. 11097 pubblicata il 10 giugno 2020, il comportamento del padre naturale che ha ignorato il figlio non configura un illecito istantaneo e si prescrive da quando si sono verificata le condizioni per l’istanza di ristoro. Nella fattispecie, i giudici di legittimità hanno accolto il ricorso di un 50enne di Firenze che aveva chiesto i danni al padre naturale solo a quando aveva 43 anni. Con la decisione che ribalta i precedenti gradi di giudizio del Tribunale di Livorno e della Corte d’Appello di Firenze, la Suprema Corte hanno spiegato che questo danno endofamiliare non è generato da un illecito istantaneo. La prescrizione non decorre dalla nascita ma dal momento in cui si sono verificate tutte le condizioni, come ad esempio il ritrovamento del genitore, per chiedere il ristoro. In tal senso, ricordano giudici di piazza Cavour, che "in tema di prescrizione del diritto al risarcimento del danno da fatto illecito, nel caso di illecito istantaneo, caratterizzato da un'azione che si esaurisce in un lasso di tempo definito, lasciando permanere i suoi effetti, la prescrizione incomincia a decorrere con la prima manifestazione del danno, mentre, nei caso di illecito permanente, protraendosi la verificazione dell'evento in ogni momento della durata del danno e della condotta che lo produce, la prescrizione ricomincia a decorrere ogni giorno successivo a quello in cui il danno si è manifestato per la prima volta, fino alla cessazione della predetta condotta dannosa”. In buona sostanza, il fatto illecito, qualora abbia carattere permanente, non può ritenersi consumato con riferimento al suo solo momento iniziale, bensì con riferimento a quello finale (cessazione del fatto generatore del danno), in quanto l'illiceità del comportamento lesivo non si esaurisce nel primo atto dell'agente, ma, in relazione al contenuto dell'attività e dell'attitudine di questa a produrre di continuo danno, perdura nel tempo, sino a quando permanga la situazione illegittima posta in essere e nella quale si concreta una violazione ininterrotta dell'altrui diritto, in tal caso, il diritto al ristoro dei danni sorge con l'inizio del fatto illecito generatore del danno medesimo, ma con questo persiste nel tempo, rinnovandosi di momento in momento, con la conseguenza che la prescrizione ma inizia da ciascun giorno rispetto al fatto già verificatosi ed al corrispondente diritto al risarcimento. Al contrario nessuna influenza sul decorso della prescrizione ma il carattere permanente del danno prodotto da un fatto lesivo non permanente. Insomma, per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, una decisione che apre nuove fronti nella tutela dei diritti di tutti quei figli trascurati dai genitori e che se non potranno vedersi restituiti anni di sofferenze e di carenze affettive, avranno la possibilità di ottenere il risarcimento dei danni subiti a causa di condotte genitoriali gravi come quella di ignorare la propria prole anche a distanza di anni da quando sono diventati maggiorenni.

martedì 9 giugno 2020

Furto di valore esiguo: legittimo il licenziamento.

Furto di valore esiguo: legittimo il licenziamento. Perde il posto un operaio trovato in possesso di due pennelli molto simili a quelli usati dall’impresa. Con la sentenza n. 11005 del 9 giugno 2020, la sezione lavoro della Corte di Cassazione è tornata a pronunciarsi in materia di licenziamento del lavoratore, affermando che, in caso di furto, può essere licenziato il dipendente che sottrae beni di poco conto. A maggior ragione se il Contratto collettivo sanziona con l’espulsione la condanna del furto. Nello specifico la Suprema Corte, ha respinto il ricorso di un operaio trovato in possesso di due pennelli molto simili a quelli usati dall’impresa. Gli Ermellini, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” ,hanno confermato la legittimità del licenziamento per giusta causa spiegando che dovendosi logicamente escludere che, come pretenderebbe il ricorrente nel terzo motivo, quegli oggetti possano considerarsi res nullius, è addebitabile al ricorrente la mancanza riconducibile all'ipotesi del furto in azienda che lo stesso contratto collettivo include tra le fattispecie passibili della massima sanzione, di modo che va considerato immune da vizi il giudizio di proporzionalità espresso dalla Corte territoriale fondato sull'idoneità della condotta addebitata a ledere il vincolo fiduciario, inteso come possibilità di affidamento del datore nell'esatto adempimento delle prestazioni future, a fronte della quale alcuna rilevanza può essere attribuita all’esiguo valore dei beni sottratti, viceversa infondatamente sostenuta nel quarto motivo. Fra l’altro per la Cassazione è corretto che gli oggetti fossero di proprietà aziendale anche solo mediante l’uso di una fotografia, che in effetti riproduceva l'immagine di due pennelli generici in uso nell'azienda.

Balsamo per capelli contaminato richiamato dagli scaffali.

Balsamo per capelli contaminato richiamato dagli scaffali. Coinvolti i supermercati Conad Soc. Coop. La catena di Supermercati Conad Soc. Coop ha pubblicato sul proprio sito internet un “avviso importante per i clienti”. L’azienda ha ordinato, in via precauzionale, il ritiro dei seguenti lotti di balsamo: balsamo Nutriente Conad Essentiae con Burro di Karitè e Olio di Argan da 200 ml (cod. EAN 8003170035898). Lotti: 0058A, 0120A; balsamo Rinforzante Conad Essentiae con Estratto di Fico d’India e Olio di Amaranto da 200 ml (cod. EAN 8003170037991). Lotto: 0062A; Prodotti per Conad da Coind S.c. – Via Saliceto, 22/H – Castel Castel Maggiore (BO). Nei lotti in questione è stata riscontrata una non conformità, determinata dalla presenza di una materia prima contaminata microbiologicamente. Al fine di limitare qualsiasi possibile rischio per la salute, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” i clienti che ne fossero in possesso sono invitati a riportare le confezioni nei punti vendita della rete Conad per provvedere alla sostituzione con un altro prodotto o al rimborso. L'azienda si scusa per il disagio arrecato.

USA, 6 colpi sparati a bruciapelo da un poliziotto a un 28enne afroamericano.

USA, 6 colpi sparati a bruciapelo da un poliziotto a un 28enne afroamericano. Il fatto è accaduto il 23 maggio. Audio e video sono stati diffusi dalle autorità del New Jersey Un nuovo caso Floyd scuote gli Stati Uniti dopo che le autorità del New Jersey hanno diffuso audio e video del fermo di un afroamericano sfociato nell'uccisione di un 28enne disarmato dopo essere stato fermato da un poliziotto bianco per eccesso di velocità. Le immagini provengono dalla telecamera montata sull'auto della polizia. Nelle prime ore del mattino 23 maggio scorso Maurice Gordon è stato fermato per eccesso di velocità dal sergente Randall Wetzel. In attesa dell'arrivo del carro attrezzi, il poliziotto lo invita a sedersi nell'autopattuglia e gli offre anche una mascherina. Nulla sembra lasciar presagire una tragedia, ma dopo una ventina di minuti Gordon si slaccia la cintura di sicurezza e sembra in procinto di abbandonare l'auto. L'ufficio del Procuratore generale, che sta indagando sull'episodio, afferma che Wetzel ha cercato più volte di riportare la calma. Gordon avrebbe tentato due volte di sedersi al posto di guida: la prima volta il poliziotto gli ha spruzzato contro dello spray urticante, la seconda invece porta Gordon fuori dall'abitacolo. Qui le immagini non forniscono indicazioni ma si sente l'audio concitato del momento in cui Wetzel impugna la pistola e spara sei volte contro il 28enne. Il sergente, che ora si trova in congedo retribuito in attesa degli sviluppi dell'inchiesta, ha dichiarato di aver temuto che Gordon volesse prendergli auto e pistola. Un secondo audio, diffuso sempre dalle autorità statali, dà conto di una telefonata fatta da un amico di Gordon al numero di emergenza 911 il giorno prima della tragedia. Il giovane dice di essere preoccupato per l'amico, che ha «detto qualcosa su un'esperienza paranormale» e che si comporta in modo anomalo. La madre di Gordon chiede che sia detta la verità su cos'è accaduto: «Voglio solo risposte su quello che è successo a mio figlio». Il fermo di Maurice Gordon, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”,da operazione di normale amministrazione, si trasforma in una colluttazione improvvisa con esito fatale. Mentre gli Usa sul tema sono sempre più divisi. Ecco il video: https://youtu.be/1KrfUJW9wGk

Privacy, Class action da 5 miliardi contro Google Chrome perché tracciava gli utenti in Modalità Incognito

Privacy, Class action da 5 miliardi contro Google Chrome perché tracciava gli utenti in Modalità Incognito Intentata una causa legale da 5 miliardi di dollari negli Stati Uniti perchè Google avrebbe tracciato i dati degli utenti da web browser, mentre utilizzavano Google Chrome in Modalità Incognito. Nello specifico si tratterebbe di una class action con gli obiettivi molto precisi. Gli utenti da web browser chiedono un risarcimento a Google, perché il colosso del web "li ha illusi" di poter davvero controllare cosa fosse visibile o non visibile delle loro ricerche su Google Chrome, utilizzando la Modalità Incognito. Si tratterebbe di una violazione della legge sulla privacy, sancita anche dalla normativa federale. La somma finale richiesta è pari a 5 miliardi di dollari, 5000 dollari per ogni utente coinvolto nella class action. Secondo i motivi del ricorso che insiste sulla causa presentata al giudice proprio in questi giorni: "Google raccoglie informazioni attraverso Google Analytics, Google Ad Manager e altre applicazioni, nonché plug-in dei siti web, e ancora con app per smartphone, a prescindere che qualcuno abbia attivato o meno l'opzione per condividere i propri dati. Ciò aiuta la società ad apprendere circa amici, hobby, cibi preferiti, abitudini dello shopping, persino le più intime informazioni private e imbarazzati oggetto di ricerche online". Google da parte sua ha anche rilasciato una dichiarazione in merito alla vicenda: "La Modalità Incognito di Google Chrome dà la possibilità di navigare in internet senza che le attività siano salvate sul browser e sul dispositivo. Ma come rendiamo noto ad ogni nuovo avvio di una finestra del browser, i siti web potrebbero comunque essere in grado di raccogliere informazioni sulla navigazione". Per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti" un controsenso. L'associazione seguirà l'evolversi della vicenda nei prossimi mesi e se Google dovrà davvero sborsare un totale di 5 miliardi di dollari anche perché sarebbero necessari degli accertamenti volti ad approfondire la questione.

lunedì 8 giugno 2020

S7 riprende i voli passeggeri tra Russia ed Europa, compresi i collegamenti con Roma Fiumicino, Verona, Napoli, Pisa, Genova, Catania, Olbia e Cagliari

S7 riprende i voli passeggeri tra Russia ed Europa, compresi i collegamenti con Roma Fiumicino, Verona, Napoli, Pisa, Genova, Catania, Olbia e Cagliari. Torna la voglia di vacanza in Italia dei russi La compagnia aerea russa S7 ha annunciato il suo piano di operare servizi di volo di linea internazionali non appena riceverà tutte le autorizzazioni necessarie”, ha dichiarato un portavoce della compagnia aerea. Nell’orario valido per la stagione estiva 2019 la compagnia S7 effettuava voli da Mosca e San Pietroburgo verso otto aeroporti italiani: Roma Fiumicino, Verona, Napoli, Pisa, Genova, Catania, Olbia e Cagliari. “La compagnia aerea non ha fermato i voli durante la pandemia e ha prestato particolare attenzione al mantenimento dell'aeronavigabilità degli aeromobili, mantenendo un certo livello di ore di volo degli equipaggi. I velivoli che non erano temporaneamente impiegati sono nello stato Inflight Ready Condition e sono pronti a decollare in qualsiasi momento”, si legge nel comunicato stampa.Il sindaco di Mosca Sergey Sobyanin ha annunciato l'abolizione della quarantena e dell'obbligo di autocertificazione per gli spostamenti a partire da domani, 9 giugno. Gradualmente saranno revocate altre restrizioni correlate all'epidemia COVID-19. Inoltre, il premier russo Mikhail Mishustin ha annunciato la riapertura dei confini per alcuni gruppi di persone. In particolare, saranno consentiti viaggi per motivi legati a visite a parenti, per studio, lavoro o per ricevere particolari cure. Dopo il viaggio e l'atterraggio a Mosca, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti" ogni aereo passerà attraverso processi avanzati di pulizia e disinfezione per garantire sicurezza e servizi igienico-sanitari adeguati.

sabato 6 giugno 2020

Servizio pubblico taxi di Lecce sprovvisto (da sempre) di autorizzazione all’accesso libero all’aeroporto del Salento e ZTL Comuni della Provincia.

SServizio pubblico taxi di Lecce sprovvisto (da sempre) di autorizzazione all’accesso libero all’aeroporto del Salento e ZTL Comuni della Provincia. Come sosteniamo da quando è scattato lo stato d’emergenza conseguente alla diffusione della pandemia, noi dello “Sportello dei Diritti” abbiamo da subito dato voce alle categorie più colpite, perché se la crisi riguarda tutti i comparti, eccettuati alcuni che addirittura ne hanno tratto giovamento economico, la gran parte vedono difficilmente la via d’uscita dal tunnel. Tra i più colpiti, certamente, vi sono gli operatori del turismo e chi ne costituisce l’indispensabile indotto. Un settore tra i maggiormente in deficit è quello dei trasporti, e tra questi, quello dei tassisti regolarmente disciplinati. Oggi, quindi, diamo nuovamente voce a questa categoria e cogliamo l’occasione di lanciare il contributo e la proposta di uno di questi che ci ha fatto notare come alcune barriere precedentemente esistenti, possano essere rimosse con l’occasione del rilancio economico promesso dalle istituzioni e per superare la crisi. Tra queste spicca l’assurda carenza di autorizzazione all’accesso libero all’aeroporto del Salento e alle ZTL della Provincia a tutti i tassisti del servizio pubblico del Comune di Lecce o dal resto della provincia. Viene da chiedersi se, un aeroporto che dovrebbe essere la piattaforma logistica principale per gli spostamenti da e verso tutto il Tacco d’Italia, debba continuare a conoscere questa incredibile limitazione che costituisce anche un danno per i viaggiatori. E se bisogna continuare a chiamarlo “del Salento” o solo di Brindisi. Ecco, quindi, ciò che ci scrive Nino Di Carlo, un tassista impegnato da sempre anche per tutti i colleghi, in un intervento che riportiamo integralmente e che riteniamo possa valere anche in altre province d’Italia dove accadono analoghi problemi.«In attesa che questa stagione turistica inizi, già consapevoli che non esploderà come quelle ormai trascorse, sarebbe il caso di fare il punto su un paio di aspetti che riguardano la fruizione di un servizio cruciale per questo settore; nello specifico parliamo del servizio di trasporto pubblico espletato dai tassisti leccesi al di fuori del territorio comunale. Per accedere nelle zone ZTL dei vari comuni viene richiesta la comunicazione, a mezzo fax o Email, dei dati di ingresso alle stesse. Sembrerebbe tutto molto semplice, se non fosse che nei mesi estivi capita anche più di una volta al giorno di accompagnare turisti nelle strutture ricettive ubicate all’interno delle ZTL. L’autista, nello specifico, deve ricordare, per ogni varco, orario e indirizzo in cui questo si trova. Precisiamo che la mancata comunicazione dei dati comporta il pagamento di una sanzione pecuniaria. Ora viene spontaneo chiedersi visto che le targhe dei taxi sono registrate al PRA come auto per servizio di pubblico trasporto, non sarebbe più semplice se, in fase di stesura del verbale, si escludessero le vetture con tale targa con un banale controllo incrociato? Si suppone che tali procedure esistano già per i residenti (in possesso di regolare Pass) che sicuramente non devono fare alcuna comunicazione, né vengono multati. Altra strana, farraginosa procedura si presenta all’ingresso dell’aeroporto del Salento, dove i tassisti provenienti dalla città di Lecce devono, come le auto private, entrare nell’area di sosta e rimanervi per non più di quindici minuti. Il disagio si presenta non tanto al momento dello scarico dei clienti (sempre relativamente breve), quanto al momento della presa degli stessi (effettuata esclusivamente su prenotazione) che potrebbe anche prolungarsi in seguito al ritardo del velivolo. Questo comporta o il pagamento della sosta o un’uscita strategica del mezzo, che poi effettuerà un nuovo ingresso (si tenga presente che il terzo ingresso giornaliero per la stessa auto è soggetto al pagamento della sosta). Anche in questo caso sarebbe sufficiente autorizzare l’ingresso gratuito ai taxi provenienti da Lecce e concedere a queste vetture una zona di sosta, che nulla avrebbe a che vedere con quella dei colleghi di Brindisi (unici autorizzati al carico dei clienti in arrivo). Non dimentichiamo che queste auto hanno una licenza rilasciata dal Comune di Lecce, quindi dovrebbe essere quest’ultimo a dar voce a tali necessità, tutelando il lavoro di una categoria troppo spesso abbandonata a sé stessa. Purtroppo però, fin troppe volte tali richieste sono cadute invano e rimaste inascoltate, perse nei meandri burocratici di uffici silenti e indifferenti alle necessità di lavoratori, che singolarmente non potrebbero mai avanzare tali richieste alle amministrazioni di competenza. Al contrario, un lavoro congiunto dei vari Comuni e l’utilizzo delle medesime procedure snellirebbe moltissimo meccanismi antiquati e artificiosi. Ecco perché siamo ancora qui a chiedere al Comune di Lecce di adoperarsi affinché i taxi della città ottengano un’autorizzazione continuativa per gli ingressi ZTL dei comuni leccesi e per l’ingresso e sosta gratuiti presso l’aeroporto del Salento. Ci sembra siano facoltà legate al tipo di lavoro svolto, non si chiede null’altro se non legittimi strumenti per poter svolgere il proprio lavoro senza ulteriori difficoltà.».Ed allora, alla luce di questa puntuale segnalazione che riporta anche proposte serie e sicuramente fattibili in via del tutto immediata, Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, chiede che l’appello rivolto dal tassista venga accolto prontamente dal Sindaco del Comune di Lecce e dal Presidente della Provincia, affinché si facciano portavoce anche presso la Regione e la società Aeroporti di Puglia per superare l’assurda discriminazione tra tassisti leccesi e brindisini nonché a favorire un sistema integrato che consenta l’accesso alle zone traffico limitato dei comuni del Salento a tutti i tassisti con regolare licenza di servizio pubblico.