lunedì 23 agosto 2021

Carenza di personale in UK: le aziende dell'industria alimentare pensano di ricorrere ai detenuti.

Carenza di personale in UK: le aziende dell'industria alimentare pensano di ricorrere ai detenuti. Ci sono decine di migliaia d'impieghi vacanti, con problemi nelle forniture già evidenti Brexit e pandemia hanno fatto scoraggiare centinaia di migliaia di persone a rimanere in UK. Il paese corre ai ripari come l'industria alimentare che è in cerca di detenuti ed ex-detenuti per colmare i vuoti del personale causati dalla Brexit e dalla pandemia. L'associazione di categoria che rappresenta macelli, macellai e trasformatori si è rivolta direttamente al ministero della Giustizia britannico, così da stabilire una procedura che permetta il reclutamento attraverso un programma che consente ai detenuti di svolgere un lavoro retribuito in un giorno di permesso. «Gran parte dell'industria alimentare sta affrontando una crisi di reclutamento» ha dichiarato al quotidiano britannico Guardian Tony Goodger, dell'Associazione dei fornitori indipendenti di carne. «Il consiglio che abbiamo ricevuto dal ministero degli Interni è che la forza lavoro interna del Regno Unito dovrebbe avere la priorità». Ma, aggiunge, il reclutamento «rimane una sfida». Sono state interpellati anche enti di beneficenza per ex militari, ma con lo stesso esito: «I numeri sono bassi». L'industria alimentare «non sta lasciando nulla d'intentato» ma la carenza di personale sta già avendo delle conseguenze: la catena Nando's ha dovuto chiudere un decimo dei suoi ristoranti a causa della carenza di pollo. L'associazione di categoria ha avvertito che un posto di lavoro su sei è attualmente vacante, a causa della Brexit e del ritorno in Europa dei lavoratori del settore. Non è escluso che ci possano essere dei problemi con l'approvvigionamento delle forniture di tacchino per il prossimo Natale. La British Meat Processors Association ha indicato, da parte sua, che ci sono più di 10mila impieghi in attesa di essere assegnati. Fortemente colpita,evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, anche la ristorazione cui mancano ben 70mila unità, di queste 42mila sono chef. Numeri capaci di mettere in crisi un intero settore che solo ora sta beneficiando dal definitivo allentamento delle restrizioni. In particolare, accanto ad una competitiva campagna acquisti delle maestranze richieste, pub e ristoranti stanno adottando una politica di arrotondamento degli stipendi, con una maggiorazione del service charge, che si traduce in un aumento della capacità di guadagno del dipendente su base mensile.Piccole strategie utili a un mondo del lavoro già di per sé molto competitivo, ma che poco o nulla riesce a fare contro la paura dettata dalla Brexit e dal Covid-19. Tranne mettere sul piatto della bilancia quagli incentivi economici che, la paura, la fanno sparire in un batter d’occhio.

Gli Immunogeni cubani assicurano di avere vaccini che hanno un’efficacia sicura con tutti i ceppi del virus.

Producono anticorpi che neutralizzano tutte le varianti del COVID-19 «I nostri vaccini hanno un’efficacia sicura con tutti i ceppi del virus. Con questi e rispettando le tre regole di base: mascherine, distanza fisica e sociale e igiene, vi assicuro che controlleremo il COVID-19”. Lo ha scritto nel suo account di Twitter il Primo Segretario del Partito e Presidente della Repubblica, Miguel Díaz-Canel Bermúdez. Nel recente incontro con gli esperti e gli scienziati, è stato affermato che i risultati dello studio di neutralizzazione dei sieri dei vaccinati con Abdala e Soberana 02, di fronte alle varianti di preoccupazione e interesse del COVID-19, avallano che si osservano titoli di anticorpi neutralizzanti nei sieri dei vaccinati con Abdala Soberana 02, a tutte le varianti analizzate, incluso la Delta. E si osservano anche in convalescenti vaccinati con Mambisa e con Soberana Plus. La scorsa settimana, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, è stata completata la produzione di 20 milioni di dosi (due milioni di bulbi) del vaccino anti-COVID-19 Abdala.

domenica 22 agosto 2021

Allarme dalla Svizzera, in arrivo una "super-variante" del virus Covid-19.

Allarme dalla Svizzera, in arrivo una "super-variante" del virus Covid-19. Lo preannuncia l'immunologo Sai Reddy, ricercatore del politecnico di Zurigo: “Sarà il problema del prossimo anno” Un ricercatore del politecnico di Zurigo (ETH) mette in guardia dall'imminente arrivo di una nuova "super-variante" del coronavirus. In un'intervista al SonntagsBlick, l'assistente professore e immunologo Sai Reddy afferma che questa potrebbe provenire da una combinazione di varianti esistenti. «È molto probabile che emerga una nuova variante e che non potremmo più fare affidamento solo sulla vaccinazione», afferma il ricercatore americano. Ovunque apparirà, la nuova "super-variante" raggiungerà certamente la Svizzera. «Ecco perché dobbiamo prepararci a diverse vaccinazioni per i prossimi anni, che saranno continuamente adattate alle nuove varianti». Le varianti Beta e Gamma hanno sviluppato mutazioni che consentono loro di sfuggire parzialmente agli anticorpi. La Delta non ha ancora sviluppato tali mutazioni, ma è molto più contagiosa. Se una delle prime due varianti dovesse diventare più contagiosa o se la Delta dovesse sviluppare questa mutazione, allora entreremo in una nuova fase della pandemia, afferma Reddy. «Questo sarà il grosso problema per il prossimo anno». I produttori di vaccini dovranno adattare rapidamente i loro preparati. A più corto termine, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, Reddy prevede un aumento dei casi in autunno. La conferma anche dall' Organizzazione mondiale della sanità (Oms) che il 3 luglio ha messo in guardia e avverte che la pandemia da Covid-19 non è assolutamente alle spalle: “C'è infatti il rischio che si presentino nuove varianti ancora più pericolose.”

sabato 21 agosto 2021

Dramma nelle acque di Tenerife, morto un 27enne italiano.

Un giovane italiano ha perso la vita in un grave incidente balneare avvenuto giovedì nelle acque di Santiago del Teide, nella provincia di Tenerife, quando diversi bagnanti sono stati travolti da una violenta ondata nelle vicinanze della grotta di El Tancon. Secondo i testimoni presenti, l'ondata ha sorpreso i bagnanti, facendo sbattere ad alcuni di loro la testa contro le pareti della grotta. Nell'incidente è morta anche un 33enne ticinese da poco arrivata sull'isola per una vacanza. Il 27enne italiano era residente nella comunità spagnola. Stando a quando riferiscono oggi i media spagnoli, il corpo senza vita dell’uomo italiano è stato recuperato dai soccorritori nella grotta di El Tancón. Ieri, i servizi di emergenza di Tenerife hanno salvato dal mare tre bagnanti che erano in difficoltà nella zona della grotta e stanno cercando una quarta persona. Secondo fonti presenti, durante la seconda incursione è stato possibile localizzare il corpo del giovane, di 27 anni e residente a Tenerife, a pochi metri da dove si erano perse le tracce. Fonti ufficiali hanno riferito che ieri sera i sommozzatori, del servizio di soccorso, avevano trovato il suo corpo sott’acqua della vittima, ma non erano riusciti a riportarlo in superficie a causa dei forti colpi del mare, simili a quelli che avevano causato l’evento ore prima. Il corpo è stato nuovamente sommerso dall’enorme effetto di risucchio della grotta marina, soprattutto perla cattiva situazione del mare in quel momento. La Grotta di El Tancón, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, è zona con forti correnti marine dove sono presenti cartelli che ne vietano l’accesso. I familiari, sempre secondo quanto riportato dalla stampa locale, sarebbero già in viaggio dall’Italia verso la località spagnola. Non è la prima volta che un'ondata nei pressi della grotta di El Tancon travolge e uccide un italiano. A dicembre 2020 un 33enne di Anghiari (Arezzo) è morto a Tenerife. A dare la notizia su Facebook è stato il padre, che si trovava in vacanza con il figlio e altri amici nell'isola spagnola al largo della costa occidentale dell'Africa. Secondo quanto ricostruito, Diego Nicchi stava passeggiando con gli amici lungo un pontile quando è stato risucchiato da un'onda anomala.

venerdì 20 agosto 2021

Eurostat, prezzo del pane nei Paesi Ue: l'Italia al di sopra dell'indice medio dei prezzi nell'UE nel 2020.

Eurostat, prezzo del pane nei Paesi Ue: l'Italia al di sopra dell'indice medio dei prezzi nell'UE nel 2020. In Danimarca il più caro Dov'è il pane più caro in Europa? A segnalarlo è l'indice Eurostat dei prezzi 2020 pubblicato oggi, che ha analizzato il costo del pane in tutti i 27 Paesi membri dell'Unione europea. Il Paese in cui il pane costa di più è la Danimarca: fatto 100 l'indice del livello dei prezzi della media Ue, qui un cittadino paga il pane più caro, a 153 punti. Circa il triplo rispetto ai cittadini rumeni, il cui prezzo si attesta a un indice pari a 56 punti. Al secondo e terzo posto come Paese in cui il pane costa di più troviamo l'Austria (con 135 punti) e Lussemburgo, Finlandia e Svezia a pari merito, con 127 punti, Cipro (120) e Malta (115). L'Italia è all'ottavo posto, con 113 punti. Vicino all'indice dei prezzi medi dell'UE (100) è il prezzo del pane e dei cereali in Germania (102), Portogallo (98) e Paesi Bassi (95). Dopo la Romania, i Paesi in cui il pane costa meno sono la Bulgaria (67 punti) e Polonia (70 punti). Il pane è sicuramente uno degli alimenti preferiti dagli italiani evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, e, insieme alla pasta, può essere considerato la base della dieta mediterranea. Nel passato gran parte del pane veniva prodotto in casa o in piccoli panifici artigianali e molto spesso veniva conservato per più giorni. La produzione casalinga ed artigianale era favorita dal fatto che il nostro Paese era autosufficiente nella produzione del grano ed erano molto diffusi i molini in cui gli agricoltori conferivano il grano e le farine avevano una diffusione locale. Con il nuovo assetto della nostra società si è avuta una contrazione del consumo di alimenti cucinati in casa ed anche di quelli di produzione artigianale, mentre è molto aumentato il consumo di prodotti alimentari trasformati industrialmente. La prima vittima di questa situazione è stata proprio il pane la cui “produzione” comporta la disponibilità di tempo che non sempre si può avere. La grande varietà di pane comporta anche una analoga varietà di prezzi: se a Milano una pagnotta da un chilo costa 4,22 euro, a Bologna si arriva addirittura a 4,72 euro, ma a Napoli si scende fino a 1,89, mentre a Roma si viaggia sui 2,63 euro, a Palermo sui 3,02 euro e a Torino sui 3,05 euro, secondo analisi Coldiretti su dati Osservatorio prezzi.

Paure per una malattia mortale simile al Covid

Paure per una malattia mortale simile al Covid. Equipe sanitarie dello stato di Victoria in Australia stanno cercando di individuare la fonte di un focolaio, ma questa volta è diverso dal Covid-19. Funzionari sanitari lanciano l’allarme a causa di sintomi simili a quelli del Covid, ma si tratta di legionella a seguito di due casi rilevati a Cranbourne East Equipe sanitarie dello stato di Victoria in Australia stanno “entrando in azione” per individuare la fonte di due casi di legionella dopo che le infezioni sono state rilevate a sud-est di Melbourne e che presentavano gli stessi sintomi del Covid19. Il vicedirettore sanitario dello stato, il professor Ben Cowie, ha avvertito che i sintomi della condizione pericolosa per la vita erano simili a quelli del Covid-19 e che i medici dovrebbero "allargare la rete" durante i test sulle persone per il coronavirus. "I sintomi possono essere simili nelle prime fasi della malattia, come affanno, mal di testa, febbre, affaticamento, tutti abbastanza comuni a entrambi (legionella e Covid-19)", ha detto ai giornalisti giovedì scorso. “In un messaggio inviato ai medici è stato segnalato che se qualcuno presenta sintomi che potrebbero essere coerenti con il Covid, deve assolutamente essere testato e trattato sulla base del fatto che potrebbe avere il Covid, ma dobbiamo ovviamente allargare la rete e pensare ad altre patologie”. Il dipartimento sanitario dello stato di Victoria ha diramato un’allerta dopo che mercoledì sono stati segnalati alle autorità due casi di legionella tra pazienti che vivevano nell'area di Cranbourne East – che hanno richiesto entrambi cure ospedaliere. Condizionatori, piscine e spa sono in fase di test per trovare la fonte dell'epidemia. "La legionella può essere una condizione pericolosa per la vita", ha avvertito Cowie. Ha anche affermato che i casi di “malattia del legionario” non erano stati significativi nella comunità fino a quando i due pazienti non sono stati individuati mercoledì. "Questo è in parte per lo stesso motivo per cui l'influenza e molte altre malattie respiratorie sono meno frequenti perché le persone non si muovono allo stesso modo", ha detto Cowie. "Ovviamente, le persone non frequentano i luoghi di lavoro nella stessa misura, ma è certamente qualcosa che dobbiamo tenere d'occhio". La malattia del legionario è causata dal batterio della legionella, diffuso nell'ambiente, in corpi idrici naturali come fiumi, laghi, torrenti e sorgenti termali. I batteri si trovano anche nelle terme, nelle miscele di terriccio, nei sistemi di acqua calda e nei sistemi artificiali che utilizzano l'acqua per il raffreddamento, il riscaldamento o i processi industriali, come le torri di raffreddamento. Le persone possono prenderlo respirando sottili goccioline d'acqua che contengono i batteri. Non può essere trasmesso da un'altra persona o bevendo acqua contaminata. I soggetti a maggior rischio includono persone di età superiore ai 65 anni, fumatori, forti bevitori, persone con malattie polmonari croniche e condizioni sottostanti come diabete, cancro o insufficienza renale. Non esiste un vaccino per prevenire la malattia, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, ma la diagnosi precoce e il trattamento con antibiotici appropriati possono ridurre la gravità della malattia e le complicanze.

giovedì 19 agosto 2021

"Nelle cozze biotossine oltre i limiti ad alta pericolosità per la salute umana": stop alla vendita

"Nelle cozze biotossine oltre i limiti ad alta pericolosità per la salute umana": stop alla vendita di un lotto di Mitili o Cozze della Società Agricola Angelo Mancin dopo le analisi effettuate sulle cozze per rischio chimico Ancora un richiamo per le cozze segnalato dal ministero della Salute. Allarme biotossine per un lotto di cozze e mitili (mytilus galloprovincialis) provenienti dalla Società Agricola Angelo Mancin. A lanciarlo è il ministero della Salute all’esito di analisi effettuate dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale su campioni di mitili prelevati nell’ambito del piano di monitoraggio predisposto dagli Assessorati regionali alla Sanità. Nello specifico sono stati rilevati elevati contenuti di biotossine algali di tipo DSP ad “alta pericolosità per la salute umana". In questo momento la vendita di Mitili o Cozze, da parte degli operatori autorizzati è già stata interdetta, limitatamente al lotto della Società Agricola Angelo Mancin con sede dello stabilimento in V.le Della Repubblica, 147 loc. Scardovari di Porto Tolle, in provincia di Rovigo. Nello specifico si tratta del lotto del 16/08/2021 in confezioni in rete da 5 kg di mitili o cozze. Il motivo del richiamo alimentare è molto grave. Da un esame a campione su un lotto di cozze crude, è emersa la presenza ben oltre superiore ai limiti di legge di biotossine in cozze e mitili. L’acido okadaico, ampiamente contenuto in queste tossine, aumenta il rischio e la pericolosità di tale alimento. Le cozze, anche se cotte, risultano contaminate da questa sostanza che causa seri danni alla salute dell’uomo. Dsp sta per Diarrhetic shellfish poisoning, ed è uno dei quattro tipi di avvelenamento da molluschi bivalvi. I sintomi dell‘intossicazione alimentare compaiono già mezz’ora dopo aver ingerito i molluschi. L’intossicazione dura per circa un giorno e comporta diarrea, vomito, febbre, nausea e dolori addominali intensi. Queste biotossine sono estremamente pericolose per l’organismo umano e, in alcuni casi, conducono anche alla morte. Motivo per il quale il Ministero della Salute ha provveduto al ritiro immediato dai supermercati di questi lotti di militi o cozzeIl rischio, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, rilanciando le raccomandazioni del Servizio di Igiene degli Allevamenti e delle produzioni zootecniche, è che i mitili prelevati abusivamente possano esser commercializzati al di fuori dei canali legali, mettendo a grave rischio la salute dei consumatori. Mentre i molluschi acquistati esclusivamente attraverso "canali autorizzati all’interno di sacchetti con etichette che ne riportano la provenienza, possono essere acquistati in sicurezza". Per ulteriori dettagli consultare il sito ufficiale del ministero della Salute.