domenica 10 marzo 2013
Nuove frontiere per i dentisti: prodotti denti in provetta
Nuova era per l'implantologia. Gli scienziati del King's College di Londra sono riusciti a realizzare denti nuovi da cellule gengivali umane e da cellule di topi. I dentini ibridi sono poi stati impiantati nella bocca di topolini crescendo con successo. Sino ad oggi i denti sono stati ricostruiti in laboratorio, ma sempre usando cellule staminali embrionali che però nella pratica sono difficilmente reperibili e quindi non utilizzabili. Tale novità, sottolinea Giovanni D'Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, costituisce una nuova era per l'implantologia. I denti creati in provetta saranno usati in sostituzione di quelli malati in individui adulti anche con enorme risparmio economico per le cure dentali.
Casi di antrace tra persone che si iniettano droghe
Casi di antrace tra persone che si iniettano droghe. L’ eroina contaminata è ancora in circolazione in Europa
Lo “Sportello dei Diritti”, aveva lanciato l’estate scorsa, primo in Italia, l’allarme circa la diffusione di un’epidemia di antrace tra i tossicodipendenti per partite di eroina contaminata. Erano diversi i casi segnalati in Europa, ma da qualche mese non si registravano più segnalazioni di morti a causa della contaminazione.
Proprio in data odierna, però la Health Protection Agency (HPA) del Regno Unito, l’ente governativo che si occupa della tutela della salute, ha riferito di un ulteriore caso fatale di antrace nel Suffolk, in Inghilterra. Si tratta di una persona che si era iniettata eroina. Questo porta il numero di casi di antrace fra coloro che s’iniettano droga (“injecting drug users”, in Gran Bretagna si usa l’acronimo IDU) nell'Unione Europea dal giugno 2012 a 14: quattro in Germania, due in Danimarca e in Francia e sette nel Regno Unito (Scozia, cinque in Inghilterra e Galles in uno in uno). Ben sei di questi casi sono stati fatali.
Questi 14 casi fanno seguito ad un'epidemia di antrace che si diffuse fra il 2009 ed il 2010 coinvolgendo 127 tossicodipendenti tra Regno Unito (Inghilterra e Scozia rispettivamente con cinque e 119 casi) e Germania (tre casi).
Questo caso supplementare non è inaspettato e non cambia la valutazione del rischio effettuata dalle istituzioni europee in particolare dall'ECDC (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) ed EMCCDDA (Centro Europeo per il monitoraggio delle droghe e delle tossicodipendenze) pubblicato lo scorso 16 luglio 2012.
La segnalazione dei casi di antrace tra coloro che s’iniettano droghe, in particolare eroina, in diversi paesi per un lungo periodo di tempo suggerisce che quest’ultimo tipo di droga contaminata è ancora in circolazione in Europa. Ciò vuol dire, spiega Giovanni D'Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, che le persone che s’iniettano eroina in Europa sono ancora a rischio di esposizione all'antrace e in Italia non si è immuni dal rischio giacché le partite di tale sostanza stupefacente viaggiano da una parte all’altra dell’area unica .
Le due organizzazioni, in ogni caso hanno fatto sapere che stanno lavorando insieme per produrre un documento congiunto di orientamento sulla prevenzione dall’antrace tra tossicodipendenti.
sabato 9 marzo 2013
Un passo importante nella ricerca contro l'AIDS
Un passo importante nella ricerca contro l'AIDS. Da una tossina del pungiglione delle api un’arma in più che impedisce l’infezione sul nascere. Possibili utilizzi anche nella cura dei tumori
Gli scienziati della Washington University School of Medicine di St. Louis hanno scoperto una tossina nel veleno del pungiglione delle api, che può distruggere il virus HIV. Applicato come un gel, questa sostanza è in grado di inibire la diffusione dei primi virus che causano la sindrome da immunodeficienza acquisita.
Sembra un miracolo della natura, rileva Giovanni D'Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, perché una tossina chiamata melittina, che è il componente principale del veleno d'ape (apitossina), rappresentando il 52% circa dei peptidi che costituiscono il veleno presente nel pungiglione delle api, distrugge le cellule HIV, ma non attacca le cellule circostanti.
Un articolo pubblicato nell'edizione online del quotidiano britannico "The Sun", ha reso noto che l’equipe dei ricercatori statunitensi ha utilizzato questa sostanza mettendo a punto un gel vaginale.
La notizia è davvero importante se si pensa che questo potrebbe essere il primo studio efficace in grado di inibire la diffusione dell’HIV all’origine. Infatti, il capo del team della Washington University School of Medicine di St. Louis Dr. Joshua L. Hood intervistato dal "Sun": si è augurato che questo gel derivato dal “veleno” delle api possa costituire un’efficace misura preventiva contro l'insorgenza di infezioni proprio perché a differenza di molti farmaci anti-HIV, che contrastano lo sviluppo del virus, il “veleno d'api” impedisce sul nascere l'infezione andando ad intaccare ab origine la struttura del virus.
Ma v’è di più. In altri settori della medicina, i ricercatori hanno preconizzato ulteriori grandi potenziali per le applicazioni possibili della tossina in questione. Le nanoparticelle presenti nella melittina potrebbero presumibilmente distruggere anche le cellule tumorali.
Trovato veleno per topi su insalata italiana
Trovato veleno per topi su insalata italiana. I grossisti Ozdemir di frutta e verdura dell'ipermercato di Francoforte hanno richiamato l'insalata della ditta "Ortofrutticola la Trasparenza" di Angri (Sa)
Dopo la carne di cavallo nelle lasagne, nei ravioli e nei tortellini e nei sughi, dei colibatteri nelle torte al cioccolato, ora arriva l’allarme per il veleno per topi nell'insalata made in Italy. Lattuga contaminata con veleno per topi proveniente dall’Italia è stata commercializzata nella zona del Reno Meno. L'insalata è stata venduta a un mercato alimentare di Offenbach e potrebbe contenere tracce di veleno in forma di piccoli granuli blu.
Le cassette di verdura nelle quali le autorità tedesche hanno rinvenuto del topicida sono partite dall'azienda "Ortofrutticola La Trasparenza" di Angri (Salerno), specializzata nella commercializzazione di prodotti ortofrutticoli, dice il portale Internet lebensmittelwarnung.de dei Länder e l'Ufficio federale del consumo per la protezione e sicurezza alimentare. Il titolare dell'azienda, Antonio La Mura, di 51 anni, respinge ogni responsabilità. "L'insalata, dice, non era confezionata e io non uso topicida”.
La contaminazione, segnala Giovanni D'Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, non ha provocato problemi per la salute dei consumatori anche se ha fatto scattare un nuovo allarme alimentare. Il ministero della Salute in Italia ha confermato che una busta di veleno per topi «non integra» è stata trovata in una cassetta di legno aperta di lattuga e ha già allertato l'assessorato della Regione Campania per l'adozione di eventuali misure cautelari. In un comunicato lo stesso dicastero ha spiegato di non potere escludere che la contaminazione possa essere avvenuta nel magazzino del grossista tedesco.
venerdì 8 marzo 2013
Nuova potentissima ecstasy, conduce alla morte per spasmi
Nuova potentissima ecstasy, conduce alla morte per spasmi
Dalla Svizzera rimbalza l’allarme anche in Italia. Basta un quarto di pasticca per avere gli effetti di un’intera.
Giunge l’allerta da oltralpe su una pericolosissima droga sintetica che sta prendendo piede tra il confine italiano e quello svizzero.
A lanciare l’allarme l’altro ieri è stato il Centro di cooperazione di polizia doganale di Chiasso durante un summit trimestrale.
Questo tipo di sostanza stupefacente distribuita in pasticche sarebbe quattro volte più forte di quelle normalmente spacciate di ecstasy. Infatti, il principio attivo contenuto la metaclorofenilpiperazina potrebbe addirittura condurre alla morte per spasmi.
Il coordinatore svizzero del Centro di cooperazione e ufficiale della polizia giudiziaria ticinese, Christophe Cerinotti, che ha spiegato come questo sia uno dei casi più eclatanti al momento per le autorità doganali, ha rivelato che mentre in Svizzera il problema è già conosciuto, tant’è che la pillola è già stata inserita nel catalogo delle sostanze pericolose, al contrario in Italia, costituisce una vera e propria novità.
La nuova potentissima droga è giunta sulle pagine dei giornali del Nord Italia a seguito di un recente sequestro di un sacchetto pieno di pastiglie azzurre in una discoteca varesina. I tossicologi di Varese, che al momento della perizia non conoscevano la sostanza, si sono appoggiati agli omologhi svizzeri per identificarla.
Non si conoscono, al momento, casi letali derivati dall’assunzione di tale pasticca, ma secondo le autorità doganali d’oltreconfine i rischi sono attualissimi e concreti perché vi siano conseguenze pregiudizievoli da parte dei giovani assuntori.
Tale novità in negativo, sottolinea Giovanni D'Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, ci porta a chiedere un innalzamento del livello d’allarme nel Nostro Paese sia per la facilità con cui queste sostanze riescono ad essere smerciate perché spesso sfuggono ai controlli antidroga, ma soprattutto per il rischio di sottovalutazione da parte dei giovani che sono troppo spesso spinti a provare droghe sempre più potenti senza pensare agli effetti devastanti per la propria salute.
Depositata oggi la prima class action tributaria in Italia
Depositata oggi la prima class action tributaria in Italia contro gli accertamenti degli estimi catastali dell’Agenzia del Territorio di Lecce
Lo “Sportello dei Diritti” comunica che venerdì 8 marzo 2013, per la prima volta in Italia, è stata presentata come class action il ricorso collettivo avverso gli accertamenti degli estimi catastali dell’Agenzia del Territorio di Lecce. Il ricorso, firmato dall’Avv. Francesco D’Agata, portavoce dello “Sportello dei Diritti” di Lecce, con la consulenza e supervisione dell’Avv. Tributarista Maurizio Villani, contesta per motivi di diritto e di fatto la riclassificazione degli estimi operata dall’Agenzia del Territorio su imput del Comune di Lecce. In particolare, si contesta il difetto di motivazione, la mancanza dei presupposti di legge e, soprattutto, la non effettuazione del necessario sopralluogo. Giovanni D'Agata, ribadisce che è la 1^ volta che nel campo tributario, a livello nazionale, viene presentato un ricorso collettivo, alla luce della recente sentenza della Corte di Cassazione già segnalata dallo “Sportello dei Diritti”. Il suddetto Sportello comunica che chiunque fosse interessato all’iniziativa può contattare direttamente il n° 3887758250 dove verranno ascoltati da un collaboratore incaricato. Nel frattempo, si informano i cittadini contribuenti che presso la Commissione Tributaria Provinciale di Lecce- Sez. 4^ (presidente Relatore Dott. Oronzo De Pascalis) saranno discusse le prime quattro istanze di sospensione giovedì 14 marzo c.a.
mercoledì 6 marzo 2013
Multa se mandi un sms per strada mentre si cammina
Multa se mandi un sms per strada mentre si cammina. E' la proposta di legge presentata da un deputato in Nevada
Dal Nevada rimbalza la notizia vietato scrivere messaggini sul cellulare mentre si cammina a testa bassa sul proprio telefonino. E’ quanto prevede una proposta di legge presentata dal deputato democratico americano Harvey Munfrod che ha presentato al Parlamento dello Stato del Nevada una proposta che consiste nel multare coloro che “messaggiano” mentre passeggiano.
Secondo il testo, sia che uno si trovi in una stradina di campagna, sia in una arteria affollata di citta’, la Polizia locale puo’ può interveniree dopo tre avvertimenti scatta una multa di 250 dollari.
Munfrod ha spiegato di aver avanzato questa proposta vedendo cosa accade all’uscita delle scuole: ''I ragazzi a cui è stato vietato di usare il cellulare per diverse
ore, si immergono immediatamente sui loro telefonini per mandarsi messaggi. Ma spesso lo fanno mentre attraversano la strada. E questo mette a rischio la loro vita. E' una piaga a cui bisogna porre la parola fine''.
Ovviamente la proposta di Munford prevede alcune eccezioni: e’ permesso mandare sms se si tratta di comunicazioni urgenti di carattere medico, o se si segnalano crimini.
Per Giovanni D'Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, a chi non è capitato di camminare a testa bassa sul proprio telefonino tra le vie della propria città, rischiando, alle volte, di scontrarsi con qualcuno. Una pratica comune che nasconde i suoi rischi, soprattutto quando lo fanno mentre attraversano la strada mettendo a rischio la sicurezza personale.
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