lunedì 21 gennaio 2019
Truffe online con falsi “Voucher Decathlon”. Messaggi a gogo tramire Whatsapp con l’utilizzo abusivo del marchio Decathlon.
Truffe online con falsi “Voucher Decathlon”. Messaggi a gogo tramire Whatsapp con l’utilizzo abusivo del marchio Decathlon. Lo “Sportello dei Diritti”: non rispondete a fantomatiche proposte di regali e cestinate questi messaggi. L’allerta anche su “Commissariato di PS On Line” della Polizia Postale
L’utilizzo abusivo di noti marchi con la promessa di falsi buoni spesa o di voucher da qualche centinaio di euro, costituiscono, come andiamo ripetendo da tempo noi dello “Sportello dei Diritti”, un tentativo di frode che è diventato un tormentone anche se ancora ci sono tante, troppe persone che continuano a cascarci nonostante gli inviti a fare attenzione. Nel mirino di hacker e truffatori segnaliamo che ancora una volta è finita la multinazionale dello sport e del tempo libero Decathlon, che ovviamente del tutto ignara della vicenda, starebbe distribuendo, attraverso messaggini e per il tramite delle nostre messaggerie istantanee, voucher d’importo pari a 500 euro. Come sottolinea la Polizia Postale attraverso un post pubblicato sulla pagina Facebook “Commissariato di PS On Line – Italia”: “Ci giungono molte segnalazioni riguardo ad un messaggio WhatsApp : “Vinci un Voucher Decathlon di 500€“. L'azienda in questione smentisce categoricamente la paternità dell'iniziativa. Il link presente nel messaggio stesso rinvia su un sito falso dove ci viene chiesto di inoltrare il messaggio ad altri utenti. Consigliamo di bloccare il mittente se sconosciuto ed eliminare il messaggio”. Ancora una volta, rileva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, il modo migliore per difendersi, è quello di non rispondere mai a questi messaggi dal contenuto truffaldino e quindi di non cliccare sui link cui solitamente conducono o rispondere alle richieste di dati personali o bancari. Basta quindi cestinarli, cancellandoli dal proprio dispositivo e non contribuire a diffonderli, evitando di inoltrarli ai nostri contatti. Nel caso siate comunque incappati nella frode potrete rivolgervi agli esperti della nostra associazione tramite i nostri contatti email info@sportellodeidiritti.org o segnalazioni@sportellodeidiritti.org per valutare immediatamente tutte le soluzioni del caso per evitare pregiudizi.
Frontalieri italiani ancora nel mirino? Autovelox in Ticino, sul confine italiano
Frontalieri italiani ancora nel mirino? Autovelox in Ticino, sul confine italiano: arriva la contromossa delle autorità italiane che ne installano sei nuovi anche a Valsolda, sulla "strada dei frontalieri" tra Cressogno e Oria
Non vogliamo apparire ripetitivi e non ci permetteremmo mai banali strumentalizzazioni, ma ancora una volta lo “Sportello dei Diritti”, è costretto a riportare il comportamento delle autorità elvetiche per quanto accade poco al di là del confine, che troppo spesso appare ingiustificatamente punitivo e comunque penalizzante nei confronti dei nostri connazionali frontalieri, una preziosa fonte di forza lavoro per la Svizzera, ma che molte volte appare bistrattata da scelte amministrative non troppo cristalline per non dire velatamente discriminatorie. L’ultima notizia riguarda i nuovi autovelox, ed in particolare quello installato appena oltre la dogana di Oria, frazione di Valsolda in provincia di Como e la censurabile contromisura adottata dalle autorità italiane. Non vogliamo giudicare le ragioni per cui proprio in quel punto, e non siamo noi a storcere il naso, quando sono tantissimi coloro che ipotizzano un accanimento nei confronti di chi quella via la percorre quotidianamente, ossia il lavoratore frontaliere. La contromossa dei comuni italiani di confine, come detto, non si è fatta attendere: installare altri autovelox perché gli automobilisti si comporterebbero a due facce. Ligi e rispettosi sulle strade confederate, meno su quelle italiche. A Valsolda sono, così, comparse sei colonnine arancioni tra Cressogno e Oria. In definitiva, rileva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, a pagare è sempre il povero frontaliere.
Insalata capricciosa richiamata per presenza di Listeria monocytogenes. Coinvolto anche marchio Terra &Vita
Insalata capricciosa richiamata per presenza di Listeria monocytogenes. Coinvolto anche marchio Terra &Vita
Dopo il richiamo dell’insalata capricciosa a marchio Centrale del Latte di Brescia e First, il Ministero della salute ha diffuso un nuovo richiamo di un lotto di insalata capricciosa venduta con il marchio Terra &Vita per la presenza di Listeria monocytogenes. Il prodotto è distribuito in vaschette da 150 grammi con il numero di lotto A15L6M255 e data di scadenza 25/01/19. L’insalata capricciosa è stata prodotta anche per Terra &Vita come per Centrale del Latte di Brescia Spa e L’Alco Grandi Magazzini Spa che la distribuisce con il marchio First, da Facchini Srl nello stabilimento di via Martiri della Libertà 23, a Poncarale, in provincia di Brescia. A scopo cautelativo e al fine di garantire la sicurezza dei consumatori, Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, raccomanda a coloro che hanno acquistato il prodotto medesimo del lotto di appartenenza, di NON consumarlo e di restituirlo al punto vendita dove è stato acquistato.
domenica 20 gennaio 2019
Migranti: barcone in avaria alla deriva,in 100 a bordo
Migranti: barcone in avaria alla deriva,in 100 a bordo. L'imbarcazione in avaria sarebbe alla deriva nelle acque libiche “Situazione drammatica, imbarca acqua". Sea Watch va in soccorso.
Mentre ancora si discute degli ultimi due naufragi che tra venerdì e sabato hanno fatto quasi 120 morti nel Mediterraneo, un altro barcone, questa volta con a bordo 100 persone, tra cui 20 donne e bambini, si trova in difficoltà nel Mediterraneo. Le autorità della Libia, che inizialmente avrebbero ignorato l'SOS lanciato, avrebbero inviato un mercantile in assistenza. Nel frattempo, il barcone è stato raggiunto da un aereo della missione europea. La situazione a bordo è stata definita "drammatica", sia per il freddo, sia per le condizioni critiche dell'imbarcazione che ha imbarcato acqua. Intanto, anche la nave Sea Watch, con a bordo 47 persone tratte in salvo da un gommone sabato, si starebbe dirigendo verso l'imbarcazione. "Siamo a 15 ore di distanza. Non possiamo coprire da soli il Mediterraneo, dove le persone vengono lasciate morire", accusa l'ONG. Barcone alla deriva con 100 migranti: Sea Watch va in soccorso. La segnalazione è arrivata su Twitter da Alarm Phone che, in in una lunga serie di messaggi, ha spiegato di aver provato a contattare le autorità libiche, italiane e maltesi e che a bordo ci sarebbe un bimbo “privo di conoscenza o addirittura morto". Il Mediterraneo, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, ormai sguarnito di soccorsi, continua ad essere battuto dagli scafisti, pronti a traghettare migranti dall'Africa in Italia. E con i "viaggi della speranza" sono riprese le tragedie in mare anche se il traffico è rallentato.
Ricchezza e povertà: ventisei persone detengono tanto denaro quanto metà dell'umanità.
Ricchezza e povertà: ventisei persone detengono tanto denaro quanto metà dell'umanità. La concentrazione della ricchezza è ulteriormente aumentata nel 2018. L'ONG Oxfam invita gli Stati a tassare maggiormente i ricchi
"Il crescente divario tra ricchi e poveri ostacola la lotta contro la povertà, danneggia l'economia e alimenta la rabbia globale", ha dichiarato in un comunicato stampa, Winnie Byanyima direttore esecutivo di Oxfam International, la confederazione internazionale di organizzazioni non profit che si dedicano alla riduzione della povertà globale, attraverso aiuti umanitari e progetti di sviluppo, citata in un comunicato stampa. I governi "devono assicurare che le multinazionali e i ricchi paghino la loro quota di tasse", ha aggiunto nella tradizionale relazione annuale di Oxfam sulle disuguaglianze globali che è stata pubblicata prima del World Economic Forum (WEF), che si tiene fino a venerdì prossimo a Davos. Secondo i dati della ONG, la cui metodologia è basata sui dati pubblicati dalla rivista Forbes e dalla banca Credit Suisse, è contestata da alcuni economisti, 26 persone in questo momento storico hanno tanto denaro quanto 3.8 miliardi di altri cittadini più poveri del pianeta. Nel 2017, erano 43. Per quanto riguarda l'uomo più ricco del mondo, Jeff Bezos, il fondatore di Amazon, la sua ricchezza ha raggiunto i 112 miliardi di dollari l'anno scorso. Ma, basti pensare che "il bilancio sanitario dell'Etiopia è pari all'1% della sua fortuna", afferma l'ONG. Complessivamente, la ricchezza mondiale dei miliardari è aumentata di 900 miliardi di dollari solo l'anno scorso, ad un tasso di 2,5 miliardi di dollari al giorno, mentre quella della metà più povera della popolazione mondiale del pianeta è scesa dell'11%. Il numero di miliardari è raddoppiato dall’inizio della crisi finanziaria del 2008, secondo Oxfam, che ha sottolineato che "i ricchi non solo hanno una crescente ricchezza, ma anche i livelli di tassazione inferiori da decenni". "Se la tendenza fosse invertita, la maggior parte dei governi disporrebbe di risorse sufficienti per finanziare i servizi pubblici", ha affermato l'ONG che ritiene che "la ricchezza sia particolarmente sottovalutata". Ha detto che su un dollaro di imposta sul reddito, solo quattro centesimi provengono dalla tassazione della ricchezza. Per Oxfam, “il 10% dei più poveri, paga più tasse in proporzione al proprio reddito rispetto alla maggior parte ricchi". Questo rapporto è pubblicato in un momento in cui la tassazione delle maggiori fortune sta provocando un ampio dibattito in diversi paesi a partire dalla Francia, dove è nata e si è sviluppato il movimento dei "giubbotti gialli". Negli Stati Uniti, la neodeputata democratica Alessandria Ocasio-Cortez, ha proposto d’innalzare le imposte del 70% ai più ricchi, ottenendo l'appoggio del premio Nobel per l'economia Paul Krugman. Sono dati incredibili che dovrebbero far riflettere chiunque, anche chi non si occupa d’economia, rileva Giovanni D'Agata presidente dello “Sportello dei Diritti” e che dovrebbero spingere i governanti ad ascoltare le spinte popolari mai sopite ad una riduzione del divario della ricchezza tra più ricchi e più poveri attraverso un nuovo modello d’imposizione fiscale che, solo per far riferimento alla Costituzione del nostro paese, dovrebbe veramente far riferimento al principio proporzionale della tassazione che non è stato forse mai completamente attuato.
Segnalazioni e rischi per gli utenti della strada a Lecce. Il semaforo in viale Giovanni Paolo II (già viale dello Stadio) incrocio con via Stano proietta contemporaneamente luce verde e rossa e gialla e rossa
Segnalazioni e rischi per gli utenti della strada a Lecce. Il semaforo in viale Giovanni Paolo II (già viale dello Stadio) incrocio con via Stano proietta contemporaneamente luce verde e rossa e gialla e rossa. Pericoli per i veicoli in transito. Gli interventi siano più rapidi
Come al solito le fotografie la dicono più lunga di qualsiasi segnalazione: il semaforo di viale Giovanni Paolo II, meglio noto come viale dello Stadio, all’intersezione con via Stano e nella direzione “Lecce Centro”, apparentemente funzionante, in data odierna ha continuato a proiettare contemporaneamente da ore luce verde e rossa o gialla e rossa costituendo, anziché uno strumento per regolare il traffico sull’importante arteria, una vera e propria insidia stradale per l’inevitabile incertezza che crea tra i conducenti dei veicoli in transito. Ci risulta che il problema sia stato prontamente segnalato anche ai Vigili Urbani ma ancora nessun è intervenuto, come accade spesso a Lecce, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, ove la Polizia Municipale manifesta la massima solerzia e intransigenza nel contestare qualsiasi infrazione al Codice della Strada, mentre non appare sempre pronta in queste situazioni che richiederebbero un immediato intervento di almeno una pattuglia in loco. Ed allora, è bene comunque informare tutti gli automobilisti che percorreranno viale Giovanni Paolo II di prestare la massima attenzione finché il problema non verrà risolto.
Castellaneta (Ta). Strada “Contrada Perronello”: danni e disagi dei cittadini.
Castellaneta (Ta). Strada “Contrada Perronello”: danni e disagi dei cittadini. Lo “Sportello dei Diritti” scrive al sindaco e chiede interventi urgenti
Alcuni cittadini hanno denunciato allo “Sportello dei Diritti”, la situazione della strada principale “Contrada Perronello”, che da Castellaneta Marina porta all’ingresso del complesso in cui numerosi residenti subiscono gravi danni e disagi da più di un anno, essendo sottoposta a sequestro senza uso per una questione di manutenzione comunale contestata dalla Forestale.
Risulta, infatti, che il Comando di Polizia Municipale di Castellaneta ha obbligato i circa 300 condomini - a pena di subire sanzioni al Codice della Strada - a percorrere, per accedere alle proprie abitazioni, la strada sterrata e dissestata che porta a Ginosa marina e più precisamente dal lato all’ingresso di Riva dei Tessali.
Il problema è proprio lo stato di abbandono totale e pericoloso di questo tratto di strada completamente al buio, con buche profonde, il guard rail e il segnale di pericolo franati nel canale attiguo, con grave rischio in particolar modo nelle ore notturne, e tanto fango. Proprio per la densa melma, di recente, l’auto di una delle condomine è rimasta impantanata per oltre due ore e solo dopo l’intervento di più persone che con la loro auto hanno trainato l’autovettura ha potuto raggiungere la propria casa. Episodio già avvenuto un anno circa fa alle 22 e nello stesso luogo e solo grazie all’intervento di un trattore agricolo e dei carabinieri di Ginosa si è potuto risolvere.
Per tutti i residenti, quindi, è quasi diventato un azzardo uscire di casa e correre il rischio di danneggiare l’auto o rimanere bloccati e sono molte, soprattutto tra le residenti, coloro che hanno paura di uscire di casa specialmente con il buio. Taluni, hanno addirittura dichiarato di sentirsi prigionieri in casa e di veder ridotte o addirittura bloccate le proprie attività e professioni con gravi danni economici.
Anche i servizi primari, a causa della situazione venutasi a creare, non raggiungono più da tempo il “Complesso Catalano”. Tra questi le Poste private e Poste Italiane, i Bus/Navetta della scuola, con grandi disagi per una bambina che abita nella Masseria adiacente, la stessa raccolta rifiuti solidi urbani che ormai da tempo vengono ritirati solo una volta a settimana e senza differenziare.
Tutto ciò da troppo tempo, nonostante le tante segnalazioni e richieste alle autorità competenti della zona.
In tale ottica, i cittadini con una nota a firma di Giovanni D'Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, hanno chiesto solo che si sblocchi con la massima urgenza la situazione della strada principale e gli si consenta l’accesso e l’uso della stessa, al fine di eliminare i pericoli e i rischi connessi alle buche e all’ingresso franato e senza protezione che l’altra via d’accesso sta comportando e il ripristino di tutti i servizi che allo stato vengono impediti.
Attendiamo, quindi, fiduciosi risposte che solo la burocrazia potrà dare ai residenti della zona.
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