mercoledì 2 gennaio 2019

Brusco aumento morti in incidenti aerei nel 2018, dodici volte di più rispetto all'anno scorso.

Brusco aumento morti in incidenti aerei nel 2018, dodici volte di più rispetto all'anno scorso. I morti sono stati 556. Il peggior disastro del 2018 nei cieli si è verificato a ottobre scorso quando un aereo Lion Air si è schiantato in Indonesia causando 189 vittime L'Aviation Safety Network (ASN) con sede in Olanda, il sito web che registra tutti gli incidenti aerei, ha pubblicato questo mercoledì il rapporto degli incidenti aerei accaduti nel 2018. Secondo quanto emerge dai dati raccolti, l'anno scorso ha registrato un brusco aumento delle morti per incidenti aerei rispetto al 2017, ma il 2018 si attesta ancora come il nono anno più sicuro mai registrato. È Nell'anno appena finito negli incidenti aerei sono morte 556 persone rispetto alle 44 del 2017. Il peggior disastro nei cieli si è verificato a ottobre scorso quando un aereo Lion Air si è schiantato in Indonesia causando 189 vittime. Il 2017 è stato l'anno più sicuro nella storia per le compagnie aeree commerciali senza incidenti di aerei passeggeri registrati. La media degli ultimi cinque anni è di 14 incidenti e 480 morti. Nonostante nel 2018 ci siano stati un totale di 15 incidenti mortali in aereo, il quadro generale della sicurezza nei cieli, stando ai dati dell'Asn, è migliorato negli ultimi 20 anni, anche se, commenta Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” ci sono stati troppi incidenti sfiorati e troppi atterraggi d’emergenza.

Madre chatta su Facebook e la figlia di 6 mesi annega. Ora mamma rischia condanna a 9 anni di carcere.

Madre chatta su Facebook e la figlia di 6 mesi annega. Ora mamma rischia condanna a 9 anni di carcere. Sarebbe bello scrivere che si tratta di una notizia inventata, purtroppo è tutto vero. Kayla L. è stata arrestata dalla polizia israeliana a Tel Aviv poichè sospettata di chattare su Facebook mentre sua figlia di sei mesi annegava nella vasca da bagno. La sconsiderata protagonista della vicenda è una madre di 23 anni, responsabile della morte della figlioletta Naomi. Per dieci minuti, la donna era così impegnata a scambiarsi messaggini e altre amenità del genere col telefonino per non accorgersi che la piccola stava affogando. Quando poi ha dato l’allarme era troppo tardi per i soccorsi. La bimba è morta dopo essere stata in coma per una settimana. Ai controlli della polizia, la madre ha dichiarato che era stata in bagno per un po 'di tempo quando è accaduta la tragedia. La polizia sta ora effettuando una perizia sul cellulare della donna, consistente nell'analisi forense del telefonino per acquisire i contenuti ed in particolare per verificare se Kayla L. abbia usato lo smartphone per collegarsi ai social network nella finestra di 10 minuti dell'incidente. Suo marito, Ilan L., ha confermato che la polizia sta indagando sul loro telefono. La donna, si è trasferita da Londra a Tel Aviv più di cinque anni fa. La coppia ha un'altra figlia, Elizabeth (2 anni), ma attualmente sono separati.. Per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, il primo dovere di ogni genitore è tenere il suo bambino al sicuro e in questo caso la madre ha fallito in questo compito fondamentale, esponendo la bambina a rischio di lesioni gravi e di morte.

Passeggero ubriaco semina il panico su un aereo per Tenerife: in 10 per immobilizzarlo, arrestato dopo l’atterraggio d'emergenza

Passeggero ubriaco semina il panico su un aereo per Tenerife: in 10 per immobilizzarlo, arrestato dopo l’atterraggio d'emergenza. Un volo partito da Eindhoven costretto a deviare a Faro in Portogallo per un passeggero inglese ubriaco causando due ore di ritardo L’ennesimo caso tra quelli già segnalati dallo “Sportello dei Diritti” fa riesplodere la polemica su un fenomeno che riguarda la sicurezza dei voli: l’ubriachezza a bordo dei velivoli di linea sta diventando un problema serio che merita la dovuta attenzione da parte delle autorità aereoportuali e quelle che regolamentano il traffico aereo e richiede misure urgenti per evitare che ci scappi la tragedia. Questa volta è accaduto al volo della compagnia transazionale olandese Transavia da Eindhoven nei Paesi Bassi a Tenerife nelle isole Canarie spagnole, che ha costretto i piloti a deviare il volo e ha portato un passeggero ubriaco ad essere arrestato dopo l’atterraggio. I testimoni, hanno riferito che l'uomo completamente ubriaco è andato fuori controllo e ha cominciato a mostrarsi aggressivo, urlando e aggredendo un uomo, colpendolo alla schiena e spintonandolo. Per placare l'inglese protagonista della vicenda è servito l'intervento di dieci persone, che a stento sono riuscite a inchiodarlo a terra rendendolo inoffensivo legandoli le braccia e mani con delle fascette, per poi consegnarlo alla polizia una volta atterrato all'aeroporto di Faro, nel sud del Portogallo che lo ha arrestato. La scena è stata ripresa da un passeggero che ha poi postato il video sul web.. «I nostri clienti e gli equipaggi meritano di godere serenamente dei loro voli, senza alcun disturbo, ha detto un portavoce della Transavia Airways. Questo tipo di comportamenti non sarà mai tollerato, e noi prenderemo in ogni occasione le misure appropriate». Per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, una situazione non certamente ottimale che a diecimila metri d’altezza, ha fatto vivere attimi di panico ai passeggeri, mettendo a repentaglio l’incolumità dei passeggeri e la sicurezza del volo.

martedì 1 gennaio 2019

Ambiente. Da oggi in Italia è vietata la vendita dei cotton fioc di plastica. Lo Sportello dei Diritti: "Non gettateli nel wc"

Ambiente. Da oggi in Italia è vietata la vendita dei cotton fioc di plastica. Lo Sportello dei Diritti: "Non gettateli nel wc" Il nuovo anno si preannuncia all'insegna della lotta alla plastica, con l'Italia in prima fila. Entra, infatti, in vigore il divieto di produrre e vendere cotton fioc con il bastoncino di plastica. L'Italia è il primo paese dell'Unione europea ad adottare questa misura, contenuta nella legge di bilancio del 2017. Dal primo gennaio sarà possibile produrre e vendere solo cotton fioc biodegradabili e compostabili. Inoltre, i produttori dovranno indicare nell'etichetta le regole per smaltire i cotton fioc in maniera appropriata. I bastoncini di plastica dei cotton fioc, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, rappresentano il 9% dei rifiuti ritrovati sulle spiagge italiane, una media di 60 per ogni spiaggia. Quello che non si può monitorare, sono gli animali marini che muoiono per aver ingerito queste plastiche. Nella stessa legge di bilancio era contenuta anche un'altra misura, quella relativa alla bando delle microplastiche, particelle di diametro inferiore ai 5 millimetri, usate di solito nei prodotti cosmetici o per l'igiene. Si tratta di minuscoli granelli di plastica che finiscono nei fiumi e nei mari, vengono mangiati dai pesci e attraverso la catena alimentare finiscono sulle nostre tavole. Un altro divieto che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2020 le microplastiche nei prodotti cosmetici da risciacquo ad azione esfoliante o detergente. Altra previsione importante è l'autorizzazione ai pescatori a portare nei porti la plastica raccolta con le reti, invece che ributtarla in mare, come sono costretti a fare oggi dalla legge vigente. Anche l'Unione europea sta lavorando da tempo per mettere al bando i prodotti di plastica monouso come cotton fioc, piatti e posate di plastica, tra le principali cause dell'inquinamento degli oceani e delle acque di superficie. Lo scorso ottobre il Parlamento europeo ha approvato una proposta per vietare questi prodotti, proposta che ora dovrà essere negoziata con il Consiglio Ue, l'altro organo legislativo dell'Unione. Se non ci saranno intoppi le nuove misure dovrebbero essere approvate entro marzo, ma perché entrino in vigore nei paesi Ue bisognerà attendere fino al 1° gennaio 2021.

Stella dell'hockey russo molesta la hostess e costringe all’atterraggio l'Aurora Airlines diretto a Mosca.

Stella dell'hockey russo molesta la hostess e costringe all’atterraggio l'Aurora Airlines diretto a Mosca. Ma dopo l'arresto mena il personale carcerario e vandalizza la sua cella con un bastone. L’ennesimo caso tra quelli già segnalati da Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” che fa riesplodere la polemica su un fenomeno che riguarda la sicurezza dei voli: l’ubriachezza a bordo dei velivoli di linea. Sta diventando un problema serio che merita la dovuta attenzione da parte delle autorità aereoportuali e quelle che regolamentano il traffico aereo e richiede misure urgenti per evitare che ci scappi la tragedia. Questa volta è successo addirittura che sul volo Aurora Airlines da Sochi diretto a Mosca, Oleg Saprykin, 37 anni, stella dell'hockey russo ubriaco aggredisce la hostess che non intende versargli altri alcolici. La situazione diventa ingestibile e i passeggeri urlano chiedendo che l’uomo venga fatto scendere. Così il pilota decide di atterrare a Voronezh, in Russia europea sud-occidentale, per permettere alla polizia di occuparsene. Ma non è finita. Una volta a terra ed arrestato, in cella l’uomo reagisce nuovamente, questa volta vandalizzato la sua cella mentre batteva le sue barre con un bastone. Sorprendentemente dopo essere stato multato per "teppismo", è stato rilasciato e in seguito è tornato a Mosca con sua moglie ei suoi figli su un altro volo. Il giocatore, ha militato sette stagioni nella NHL in Nord America e ha una casa a Phoenix e Mosca.

Buon anno e non solo. Benvenuti 395mila nuovi bambini, secondo l’Unicef.

Buon anno e non solo. Benvenuti 395mila nuovi bambini, secondo l’Unicef. Il primo alle Fiji, l'ultimo negli Usa: più della metà dei neonati in soli 8 Paesi. I nomi più utilizzati in Italia saranno Sofia, Aurora, Leonardo, Alessandro e Lorenzo. Il 2019 un anno importante perché si ricorrono i 30 anni della “Convenzione Onu sui diritti dell'Infanzia”: troppi bambini muoiono e soffrono ancora. A questi il pensiero odierno dello “Sportello dei Diritti” Dalla mezzanotte di oggi non si festeggia solo il Nuovo Anno, ma anche tanti nuovi nati che potranno vantare di essere nati il primo giorno del 2019. Secondo l'Unicef, infatti, hanno appena aperto gli occhi alla vita in tutto il mondo ben 395.072 bambini. Tra i nuovi nati un quarto solo in Asia Meridionale. Dalla mezzanotte, Sydney ha dato il benvenuto a circa 168 bambini, Tokyo a 310, Pechino a 605, Madrid a 166, Roma a 89 e New York a 317. Complice il fuso orario sono state le isole Fiji, nel Pacifico, con tutta probabilità, ad aver accolto il primo bambino, mentre gli Stati Uniti l'ultimo. A livello mondiale, e in ragione del numero della popolazione e del tasso di crescita demografica, oltre la metà di queste nascite dovrebbe avvenire in soli otto Paesi: in India 69.944; in Cina 44.940; in Nigeria 25.685; in Pakistan 15.112; in Indonesia 13.256; negli Usa 11.086; nella Repubblica Democratica del Congo 10.053; in Bangladesh 8.428. Nelle case di tutto il globo arriveranno moltissimi Alexanders e Ayeshas, Zixuans e Zainabs, mentre i nomi più utilizzati in Italia saranno Sofia, Aurora, Leonardo, Alessandro e Lorenzo. Alla gioia di una nascita e della scelta del nome, vi è anche il dramma: in molti Paesi tanti bambini non ne riceveranno neanche uno, visto che non supereranno il loro primo giorno di vita. Basti pensare che nel 2017, circa 1 milione di bambini sono morti il giorno in cui sono nati e 2,5 milioni nel loro primo mese di vita. Fra questi bambini, la maggior parte sono morti per cause prevenibili, come nascita prematura, complicanze durante il parto e infezioni come sepsi e polmonite, una violazione del loro diritto fondamentale alla sopravvivenza. Mentre un bambino nato in Italia nel 2019 vivrà probabilmente fino al 2103 – la prospettiva di vita più lunga al mondo con Spagna, Giappone e Svizzera – un bambino nato in Sierra Leone potrebbe vivere fino al 2072. «In questo inizio d'anno, impegniamoci a realizzare tutti i diritti di ogni bambino, a partire dal diritto alla sopravvivenza», ha dichiarato Francesco Samengo, presidente dell'Unicef Italia, sottolineando che «se facciamo degli investimenti per formare e dotare gli operatori sanitari locali di attrezzature, in modo che ogni neonato nasca in mani sicure, possiamo salvare milioni di bambini». Il 2019 segnerà anche il 30esimo anniversario dell'adozione della Convenzione sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza, che l'Unicef ricorderà con eventi globali durante tutto l'anno. Ratificando la Convenzione, i governi si sono impegnati, fra le altre cose, a prendere delle misure per salvare ogni bambino, fornendo assistenza sanitaria di buona qualità. Nell’ultimo trentennio, abbiamo potuto assistere a notevoli progressi per la sopravvivenza infantile: il numero di bambini nel mondo che sono morti prima di compiere cinque anni è più che dimezzato. Ma i progressi sono stati più lenti per i neonati: i bambini che muoiono nel primo mese costituiscono il 47% di tutte le morti dei bambini sotto i cinque anni. La campagna dell'Unicef, “Every Child Alive - Ogni bambino è vita,” chiede investimenti immediati per portare assistenza sanitaria di qualità, a un prezzo accessibile, a ogni madre e neonato. Ciò include una fornitura costante di acqua pulita ed elettricità alle strutture sanitarie, la presenza di operatori sanitari qualificati durante il parto, sufficienti provviste e medicine per prevenire e curare complicanze durante la gravidanza, il parto e la nascita, e ragazze adolescenti e donne preparate a chiedere una migliore qualità dei servizi sanitari. Tanto si potrebbe fare, quindi, - per Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti” - per salvare e rendere migliore l’esistenza dei bambini nel mondo, ma sono tanti, troppi, che ancora muoiono e soffrono non solo nel Paesi in Via di Sviluppo, ma anche vicino a noi. A loro il pensiero odierno dello "Sportello dei Diritti”.

lunedì 31 dicembre 2018

Volo Air Canada Zurigo - Toronto. Un passeggero da in escandescenza e il volo con 288 passeggeri viene deviato a St. Johns (Terranova)

Volo Air Canada Zurigo - Toronto. Un passeggero da in escandescenza e il volo con 288 passeggeri viene deviato a St. Johns (Terranova) Una notizia che potrebbe far sorridere, se non riportare l’attenzione sulla necessità di una riforma urgente dei sistemi di sicurezza dei voli di linea. Un quarantaseienne del canton Berna, in Svizzera, ha creato il panico a bordo sul volo Air Canada AC879 Zurigo -Toronto questa mattina mattina. Il passeggero, non si conoscono i motivi, era diventato tanto aggressivo nei confronti dello staff e degli altri passeggeri, da preoccupare il pilota. Sul velivolo, un Boeing 787-9, fra i 288 passeggeri c'erano due poliziotti in abiti civili che lo hanno isolato dal resto delle persone sedendosi accanto al piantagrane. Dopo circa due ore dal decollo, secondo la procedura stabilita in tale situazione, il pilota ha lanciato dalla sua cabina "un codice di allarme trasmesso in tempo reale ai controllori del traffico aereo" che hanno programmato l'atterraggio in uno scalo non programmato a St. John's (Terranova). Il piantagrane è stato comunque arrestato all'atterraggio e posto sotto custodia per aver "messo in pericolo la vita degli altri" e "impedito il movimento di un aereo". Ovviamente, il passeggero dovrà rispondere per il suo comportamento in tribunale. Al di là dell’evento che ha costretto ad un forzato cambiamento di rotta, per Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti”, resta il fatto che i viaggiatori hanno subito le conseguenze di un’anomalia che si sarebbero potuto evitare con una miglior organizzazione, ma che meritano di essere risarcite.